Si contano gli eventi di un certo tipo che avvengono in un intervallo di tempo (o di spazio) fissato, quando gli eventi sono tanti tentativi, ciascuno molto improbabile: chiamate a un centralino in un'ora, pacchetti che arrivano a un router in un secondo, errori di trasmissione in un file, malati di una malattia rara in un campione. Il numero di tentativi è enorme (o nemmeno ben definito) e ognuno ha probabilità piccolissima: conta solo il numero medioλ di eventi. È la "legge degli eventi rari".
Densità
X∼Poi(λ), con λ>0, se X ha alfabeto N={0,1,2,…} e
pX(k)=e−λk!λk,k=0,1,2,…
Controllo che la somma fa 1. Si usa la serie esponenzialePer ogni numero reale λ, la somma dei λ^k/k! per k da 0 a infinito vale e^λ.:
k=0∑∞e−λk!λk=e−λk=0∑∞k!λk=e−λeλ=1.✓
Il fattore e−λ è esattamente la costante che serve a normalizzare i termini k!λk.
Forma della densità
Il rapporto tra due termini consecutivi è
pX(k−1)pX(k)=λk−1/(k−1)!λk/k!=kλ.
Quindi la densità cresce finché k<λ e decresce quando k>λ: il massimo è in k=⌊λ⌋ (se λ è intero, k=λ−1 e k=λ hanno la stessa probabilità). Per λ=5: pX(4)=pX(5)≈0,1755.
k
0
1
2
3
4
5
6
Poi(1)
0,3679
0,3679
0,1839
0,0613
0,0153
0,0031
0,0005
Poi(5)
0,0067
0,0337
0,0842
0,1404
0,1755
0,1755
0,1462
Grafico interattivo: Densità di Poi(1): massima (e uguale) in k = 0 e k = 1, poi crolla
Grafico interattivo: Densità di Poi(5): massima in k = 4 e k = 5, centrata attorno alla media λ = 5
Media e varianza
Se X∼Poi(λ): E[X]=λ,Var(X)=λ.
Media. Il termine k=0 è nullo; per k≥1 si semplifica k!k=(k−1)!1:
Media e varianza uguali sono una "firma" della Poisson: nei dati reali di conteggio, se la varianza empirica è molto diversa dalla media, il modello di Poisson è sospetto.
Approssimazione di Poisson della binomiale
Teorema. Sia λ>0 e Xn∼Bin(n,nλ). Allora per ogni k∈N fissato
n→∞limP(Xn=k)=e−λk!λk.
Cioè: tante prove (n→∞), ciascuna con probabilità piccola (p=nλ→0), con numero medio di successi fisso (np=λ), danno una Poisson.
Dimostrazione. Si scrive il coefficiente binomiale come k!n(n−1)⋯(n−k+1) e si riordinano i fattori:
(1)=1⋅(1−n1)⋯(1−nk−1): sono k fattori (numero fisso), ognuno tende a 1, quindi (1)→1.
(2)→e−λ, per il limite notevole(1 + x/n)^n tende a e^x per n che tende a infinito, per ogni x reale; qui x = −λ..
(3)→1−k=1, perché l'esponente −k è fisso e la base tende a 1.
Il prodotto tende a k!λke−λ. ∎
Regola pratica. Se X∼Bin(n,p) con n grande e p piccolo (indicativamente n≥50, p≤0,1, np dell'ordine delle unità), si approssima
X≈Y∼Poi(λ),λ=np(stessa media).
Il vantaggio: le somme con i coefficienti (k1000) sono scomode, quelle con k!5k no; e serve solo il prodotto np.
Esempio d'esame
(I parziale 17.11.2025, esercizio 2c.) In un campione di 1000 femmine, ognuna malata con probabilità 0,005 indipendentemente dalle altre, il numero di malate è X∼Bin(1000;0,005). Si chiede P(X>5).
Esatta:P(X>5)=1−∑k=05(k1000)0,005k0,9951000−k.
Approssimata:λ=1000⋅0,005=5, quindi P(X>5)≈1−e−5∑k=05k!5k.
Passando al complementare si sommano 6 termini invece di 995. Numericamente (verificato in Python):
k
Bin(1000;0,005)
Poi(5)
0
0,00665
0,00674
2
0,08393
0,08422
5
0,17591
0,17547
7
0,10460
0,10444
P(X>5)
0,384039
0,384039
L'errore sulla probabilità richiesta è dell'ordine di 10−7.