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Note per Studenti Sigma-algebre di eventi

Sigma-algebre di eventi

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Lezione 2 (1 ottobre 2026). Prima: Spazio campionario ed eventiUno spazio di probabilità è la terna (Ω, F, P); Ω raccoglie gli esiti possibili dell'esperimento, un evento è un sottoinsieme di Ω, e le operazioni logiche tra eventi sono unione, intersezione e complementare.Spazio campionario ed eventi →. Dopo: Misura di probabilità e sue proprietàUna misura di probabilità è una funzione P: F → [0,1] con P(Ω) = 1 e σ-additiva; ne seguono P(Aᶜ) = 1 − P(A), P(∅) = 0, monotonia, P(A ∪ B) = P(A) + P(B) − P(A ∩ B) e la formula di inclusione-esclusione.Misura di probabilità e sue proprietà →. Esercizio svolto: Esercizio 1 · sigma-algebre su un insieme di quattro elementi.

Perché non basta prendere tutti i sottoinsiemi

Un evento è un sottoinsieme A⊆ΩA \subseteq \Omega, cioè un elemento di P(Ω)\mathcal{P}(\Omega). Verrebbe naturale assegnare una probabilità a tutti i sottoinsiemi. A volte però P(Ω)\mathcal{P}(\Omega) è troppo grande:

  • quando Ω\Omega è non numerabile (es. Ω=[0,1]\Omega = [0, 1]) si dimostra che non esiste una probabilità "ragionevole" (ad esempio quella che dà a ogni intervallo la sua lunghezza) definita su tutti i sottoinsiemi: ci sono insiemi troppo irregolari per essere misurati. Se ne riparla in Spazi di probabilità generali e sigma-algebra di Borel;
  • a volte si vuole descrivere un'informazione parziale: chi osserva solo se il dado è pari o dispari non sa distinguere {2}\{2\} da {4}\{4\}.

Si sceglie quindi una sottofamiglia F⊆P(Ω)\mathcal{F} \subseteq \mathcal{P}(\Omega) di eventi "ammessi". Perché il modello funzioni, F\mathcal{F} deve essere stabile per le operazioni logiche: se so dare una probabilità ad AA e a BB, devo saperla dare anche a "non AA", ad "AA o BB", ecc. Queste richieste sono esattamente la definizione di σ-algebra.

Definizione

Una famiglia di eventi F⊆P(Ω)\mathcal{F} \subseteq \mathcal{P}(\Omega) è una σ-algebra su Ω\Omega se:

  1. ∅∈F\emptyset \in \mathcal{F};
  2. se A∈FA \in \mathcal{F} allora Ac∈FA^c \in \mathcal{F} (chiusura rispetto al complementare);
  3. se (An)n≥1(A_n)_{n \ge 1} sono tutti in F\mathcal{F}, allora ⋃n≥1An∈F\bigcup_{n \ge 1} A_n \in \mathcal{F} (chiusura rispetto alle unioni numerabili).

La "σ" ricorda la parola somma (unione) numerabile del punto 3: non basta chiedere la chiusura per unioni di due insiemi, serve quella per successioni infinite di eventi (ad esempio "prima o poi esce testa" =⋃n≥1{testa al lancio n}= \bigcup_{n \ge 1} \{\text{testa al lancio } n\}).

Conseguenze della definizione

Dai tre assiomi seguono tutte le altre chiusure.

a) Ω∈F\Omega \in \mathcal{F}. Per (1) ∅∈F\emptyset \in \mathcal{F}, e per (2) anche il suo complementare ∅c=Ω∈F\emptyset^c = \Omega \in \mathcal{F}.

b) Chiusura per unioni finite. Se A1,…,An∈FA_1, \dots, A_n \in \mathcal{F}, allora ⋃k=1nAk∈F\bigcup_{k=1}^n A_k \in \mathcal{F}. Perché: si completa la lista con infiniti insiemi vuoti, An+1=An+2=⋯=∅A_{n+1} = A_{n+2} = \dots = \emptyset (che stanno in F\mathcal{F} per (1)). L'unione numerabile ⋃k≥1Ak\bigcup_{k \ge 1} A_k è uguale a A1∪⋯∪AnA_1 \cup \dots \cup A_n (aggiungere ∅\emptyset non cambia nulla) e sta in F\mathcal{F} per (3).

c) Chiusura per intersezioni (finite o numerabili). Se An∈FA_n \in \mathcal{F} per ogni nn, allora ⋂nAn∈F\bigcap_n A_n \in \mathcal{F}. Perché: per De MorganIl complementare di un'unione è l'intersezione dei complementari, e viceversa.Spazio campionario ed eventi →

⋂nAn=(⋃nAnc)c\bigcap_n A_n = \Big(\bigcup_n A_n^c\Big)^c

e a destra si usano solo complementari (2) e unioni numerabili (3): gli AncA_n^c stanno in F\mathcal{F}, la loro unione pure, e così il complementare dell'unione.

d) Chiusura per differenze. A∖B=A∩Bc∈FA \setminus B = A \cap B^c \in \mathcal{F} se A,B∈FA, B \in \mathcal{F}, e quindi anche A△B=(A∖B)∪(B∖A)A \triangle B = (A \setminus B) \cup (B \setminus A).

In sintesi: partendo da eventi di F\mathcal{F} e combinandoli con una quantità al più numerabile di complementari, unioni e intersezioni si resta sempre dentro F\mathcal{F}.

Esempi

σ-algebra Elementi Quando si usa
banale {∅,Ω}\{\emptyset, \Omega\} nessuna informazione: si sa solo che "qualcosa accade"
massimale P(Ω)\mathcal{P}(\Omega) tutti gli eventi; è la scelta per gli spazi discreti
generata da un evento AA (non banale) {∅,A,Ac,Ω}\{\emptyset, A, A^c, \Omega\} si osserva solo se AA si verifica o no

Verifica della terza. F={∅,A,Ac,Ω}\mathcal{F} = \{\emptyset, A, A^c, \Omega\}: contiene ∅\emptyset; i complementari sono ∅↔Ω\emptyset \leftrightarrow \Omega e A↔AcA \leftrightarrow A^c, tutti presenti; le unioni di elementi danno ∅\emptyset, AA, AcA^c oppure Ω\Omega (ad esempio A∪Ac=ΩA \cup A^c = \Omega, A∪∅=AA \cup \emptyset = A), tutti presenti ✓.

Esempio concreto. Dado, A=A = "pari" ={2,4,6}= \{2, 4, 6\}: la σ-algebra generata è {∅,{2,4,6},{1,3,5},Ω}\{\emptyset, \{2, 4, 6\}, \{1, 3, 5\}, \Omega\}. È tutto ciò che sa dire chi conosce solo la parità del risultato.

Esercizio della lezione su Ω={1,2,3,4}\Omega = \{1, 2, 3, 4\} (stabilire se due famiglie sono σ-algebre): Esercizio 1 · sigma-algebre su un insieme di quattro elementi.

Proprietà delle σ-algebre

1. L'intersezione di σ-algebre è una σ-algebra. Se F1,F2\mathcal{F}_1, \mathcal{F}_2 sono σ-algebre su Ω\Omega, anche F1∩F2\mathcal{F}_1 \cap \mathcal{F}_2 (gli eventi che stanno in entrambe) lo è. Più in generale, se (Fi)i∈I(\mathcal{F}_i)_{i \in I} sono σ-algebre su Ω\Omega (con II qualunque), allora ⋂i∈IFi\bigcap_{i \in I} \mathcal{F}_i è una σ-algebra.

Perché: ∅\emptyset sta in ogni Fi\mathcal{F}_i, quindi nell'intersezione. Se AA sta nell'intersezione, sta in ogni Fi\mathcal{F}_i, quindi AcA^c sta in ogni Fi\mathcal{F}_i (ognuna è chiusa per complementare), quindi AcA^c sta nell'intersezione. Stesso ragionamento per le unioni numerabili.

Attenzione: l'unione di σ-algebre in generale NON è una σ-algebra. Esempio su Ω={1,2,3}\Omega = \{1, 2, 3\}: F1={∅,{1},{2,3},Ω}\mathcal{F}_1 = \{\emptyset, \{1\}, \{2, 3\}, \Omega\} e F2={∅,{2},{1,3},Ω}\mathcal{F}_2 = \{\emptyset, \{2\}, \{1, 3\}, \Omega\} sono σ-algebre (generate da {1}\{1\} e da {2}\{2\}). Nella loro unione ci sono {1}\{1\} e {2}\{2\} ma non {1}∪{2}={1,2}\{1\} \cup \{2\} = \{1, 2\}: non è chiusa per unione.

2. σ-algebra generata da una famiglia. Data una famiglia qualunque di eventi A⊆P(Ω)\mathcal{A} \subseteq \mathcal{P}(\Omega), esiste la più piccola σ-algebra che contiene tutti gli eventi di A\mathcal{A}:

σ(A):=⋂i∈IFi,dove (Fi)i∈I sono tutte le σ-algebre che contengono A\sigma(\mathcal{A}) := \bigcap_{i \in I} \mathcal{F}_i, \qquad \text{dove } (\mathcal{F}_i)_{i \in I} \text{ sono tutte le σ-algebre che contengono } \mathcal{A}

e si chiama σ-algebra generata da A\mathcal{A}.

Perché funziona:

  • la famiglia delle Fi\mathcal{F}_i non è vuota, perché P(Ω)\mathcal{P}(\Omega) è una σ-algebra che contiene A\mathcal{A};
  • l'intersezione è una σ-algebra per la proprietà 1, e contiene A\mathcal{A} perché ogni Fi\mathcal{F}_i lo contiene;
  • è la più piccola: ogni σ-algebra che contiene A\mathcal{A} è una delle Fi\mathcal{F}_i, e l'intersezione è contenuta in ciascuna di esse.

Esempio: σ({A})={∅,A,Ac,Ω}\sigma(\{A\}) = \{\emptyset, A, A^c, \Omega\}, la σ-algebra generata da un solo evento vista sopra. Nella pratica, per trovare σ(A)\sigma(\mathcal{A}) su un Ω\Omega finito si aggiungono ad A\mathcal{A} complementari, unioni e intersezioni finché la famiglia non si "chiude" (vedi l'esercizio 1).

Convenzione per gli spazi discreti

Se Ω\Omega è discreto (finito o numerabile) si prende sempre F=P(Ω)\mathcal{F} = \mathcal{P}(\Omega).

Nel caso discreto non ci sono insiemi "troppo irregolari": a ogni sottoinsieme si può dare una probabilità sommando le probabilità dei suoi esiti (Spazi di probabilità discreti e uniformiIn uno spazio discreto la probabilità è determinata dalla densità discreta p(ω) = P({ω}), con somma 1, e P(A) è la somma di p(ω) sugli esiti di A; negli spazi uniformi (esiti equiprobabili) P(A) = |A| / |Ω|, casi favorevoli su casi possibili.Spazi di probabilità discreti e uniformi →). Le σ-algebre più piccole torneranno con gli spazi continui (Spazi di probabilità generali e sigma-algebra di Borel).

Errori comuni

  • Dimenticare la chiusura per unioni numerabili e verificare solo le unioni di due insiemi: su Ω\Omega finito è equivalente, su Ω\Omega infinito no.
  • Credere che l'unione di due σ-algebre sia una σ-algebra (controesempio sopra).
  • Dimenticare ∅\emptyset o Ω\Omega quando si elencano gli elementi di una σ-algebra.
  • Per dimostrare che una famiglia NON è una σ-algebra basta un solo controesempio: un complementare, un'unione o un'intersezione che manca.

Esercizi su questo argomento

Lezioni in cui compare

Teoria collegata