Funzione di distribuzione
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Punto 2 del programma. Prerequisiti: Variabili aleatorie discrete e densità discretaUna variabile aleatoria discreta è una funzione X da Ω in R che assume un insieme finito o numerabile di valori (l'alfabeto); la sua densità discreta p_X(x) = P(X = x) basta a calcolare la probabilità di ogni evento che riguarda X.Variabili aleatorie discrete e densità discreta →, Misura di probabilità e sue proprietàUna misura di probabilità è una funzione P: F → [0,1] con P(Ω) = 1 e σ-additiva; ne seguono P(Aᶜ) = 1 − P(A), P(∅) = 0, monotonia, P(A ∪ B) = P(A) + P(B) − P(A ∩ B) e la formula di inclusione-esclusione.Misura di probabilità e sue proprietà →. La stessa definizione si usa per le v.a. continue in Variabili aleatorie assolutamente continue e per le Variabili aleatorie miste.
Perché un altro oggetto oltre alla densità
La densità discreta funziona benissimo per le v.a. discrete, ma non funziona per le v.a. continue: per un tempo d'attesa esponenziale per ogni , quindi la "densità discreta" sarebbe identicamente nulla e non direbbe niente. Serve un oggetto che descriva la legge di qualsiasi v.a.: è la funzione di distribuzione, che guarda le probabilità delle semirette invece dei singoli punti.
Definizione
Sia una v.a. (qualsiasi: discreta, continua o mista). La funzione di distribuzione (FdD, o funzione di ripartizione) di è
è la probabilità che cada a sinistra di , compreso. L'uguale in "" è importante: con le v.a. discrete e possono essere diversi.
Proprietà
(F1) è crescente (debolmente): .
(F2) e .
(F3) è continua a destra: per ogni .
Perché (F1). Se , ogni esito con ha anche : . Per la monotonia della probabilitàSe A è contenuto in B allora P(A) ≤ P(B).Misura di probabilità e sue proprietà → .
Perché (F2) e (F3). Servono la continuità della probabilità lungo successioni monotone di eventi (vedi Spazi di probabilità generali e sigma-algebra di Borel): se allora , e se allora .
- Continuità a destra: gli eventi decrescono e la loro intersezione è (un esito sta in tutti gli se e solo se per ogni , cioè ). Quindi .
- Limite a : decresce verso (nessun numero reale è per ogni ), quindi .
- Limite a : cresce verso (ogni numero reale è per abbastanza grande), quindi .
(F1) garantisce che i limiti esistono, quindi basta calcolarli lungo le successioni e .
Viceversa (teorema, senza dimostrazione): ogni funzione con (F1), (F2), (F3) è la FdD di qualche v.a. E la FdD determina la legge: due v.a. con la stessa FdD sono identicamente distribuite. Per questo negli esercizi "determinare la legge di " e "calcolare " sono richieste equivalenti.
Come si calcolano le probabilità con la FdD
| Probabilità | Formula | Perché |
|---|---|---|
| definizione | ||
| complementare di | ||
| disgiunti | ||
| cresce verso | ||
| è l'altezza del salto in | ||
| complementare di |
La riga più importante è : salta esattamente nei punti che hanno probabilità positiva, e il salto è quella probabilità. Dove è continua, .
Esempio d'esame (I parziale 17.11.2025, esercizio 4): una volta trovata , si chiedeva , e la risposta è semplicemente ; analogamente .
Il caso discreto: FdD a gradini
Se è discreta con alfabeto e densità :
Muovendo da sinistra a destra, resta costante finché non incontra un valore dell'alfabeto, lì salta di , poi resta di nuovo costante. È una funzione a gradini:
- i punti di salto sono i valori dell'alfabeto;
- l'altezza del salto in è ;
- nel punto di salto la FdD vale già il valore "alto" (continuità a destra): il pallino pieno sta sul gradino superiore.
Viceversa: se una FdD è costante a tratti, la v.a. è discreta, e la densità si legge dai salti. È esattamente il ragionamento del II appello 12.02.2026, esercizio 3: si trova costante a tratti con salti in e e si conclude che è discreta con , uguali ai salti.
Esempio 1: il dado
uniforme su . Per nessun valore è : . Per solo il valore : . In generale per () i valori sono e ; per , . In breve per .
Grafico interattivo: FdD del dado: gradini di altezza 1/6 nei punti 1, 2, …, 6 (i tratti verticali sono solo il disegno dei salti)
Lettura: (sono i valori ✓). E ✓.
Esempio 2: la vincita all'urna
Dalla nota Variabili aleatorie discrete e densità discretaUna variabile aleatoria discreta è una funzione X da Ω in R che assume un insieme finito o numerabile di valori (l'alfabeto); la sua densità discreta p_X(x) = P(X = x) basta a calcolare la probabilità di ogni evento che riguarda X.Variabili aleatorie discrete e densità discreta →: con , , . Sommando i salti da sinistra:
Grafico interattivo: FdD della vincita X: salti di 9/49 in −2, 24/49 in 1, 16/49 in 4
Domanda tipica: (la probabilità di non perdere soldi).
Esempio 3: v.a. a valori interi
Se assume solo valori interi, tra due interi consecutivi è costante, quindi:
Per la Distribuzione geometricaGeo(p) è il numero della prova in cui arriva il primo successo in prove indipendenti: P(X = n) = (1−p)^(n−1) p per n ≥ 1, P(X > n) = (1−p)^n (lunga attesa), media 1/p, varianza (1−p)/p², ed è senza memoria.Distribuzione geometrica → vale , quindi per (e per ).
Errori comuni
- Confondere e nelle v.a. discrete: per il dado ma . Con le v.a. continue invece non cambia niente.
- Mettere il valore del gradino dalla parte sbagliata: è continua a destra, quindi nel punto di salto vale il valore alto ( nell'esempio 2, non ).
- Dimenticare i tratti costanti: è definita su tutto , non solo sull'alfabeto; vanno scritti anche min e max.
- Calcolare come : così si perde ; la formula giusta è .