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Note per Studenti Energia potenziale elettrostatica e conservazione dell'energia

Energia potenziale elettrostatica e conservazione dell'energia

In questa pagina 6

Lezione dell'08.10 (sezione 2.3 ed esempi 2.6-2.8 del libro di testo). Prerequisiti: Lavoro della forza elettrica e potenziale elettrostaticoIl lavoro della forza elettrostatica non dipende dal percorso (campo conservativo, circuitazione nulla); si definisce quindi il potenziale V con V(B) − V(A) = −∫ da A a B di E·ds, misurato in volt (1 V = 1 J/C). Carica puntiforme: V = q/(4πε₀r) con V(∞) = 0; più cariche: somma (scalare) dei potenziali. La forza elettromotrice di un percorso chiuso è la circuitazione di E, nulla in elettrostatica.Lavoro della forza elettrica e potenziale elettrostatico →. Seguito: Campo come gradiente del potenziale e superfici equipotenzialiIl campo si ottiene dal potenziale come E = −∇V, cioè Ex = −∂V/∂x, Ey = −∂V/∂y, Ez = −∂V/∂z: punta dove V diminuisce più rapidamente e il suo modulo è la rapidità di variazione. Le superfici equipotenziali (V costante) sono sempre perpendicolari alle linee di campo, e spostarsi su di esse non costa lavoro.Campo come gradiente del potenziale e superfici equipotenziali →.

Energia potenziale di una carica

La forza elettrostatica è conservativa, quindi le si può associare un'energia potenziale, come per la forza peso. Il lavoro fatto dal campo su qq da AA a BB è WAB=−q(VB−VA)W_{AB} = -q(V_B - V_A); per definizione di energia potenziale WAB=−(UB−UA)W_{AB} = -(U_B - U_A). Confrontando:

Una carica qq in un punto a potenziale VV ha energia potenziale U=qV.U = qV.

Il potenziale è l'energia potenziale per unità di carica: dipende solo dalle sorgenti; l'energia potenziale dipende anche dalla carica che si mette nel punto.

  • Una carica positiva ha energia potenziale bassa dove il potenziale è basso: tende a scendere verso potenziali minori.
  • Una carica negativa ha energia potenziale bassa dove il potenziale è alto (qVqV è più negativo): tende a salire verso potenziali maggiori. Gli elettroni in un circuito vanno dal polo negativo al polo positivo.

Conservazione dell'energia

Se sulla carica agisce solo la forza elettrostatica, il lavoro è uguale alla variazione di energia cinetica (teorema dell'energia cinetica): WAB=KB−KAW_{AB} = K_B - K_A. Insieme a WAB=−(UB−UA)W_{AB} = -(U_B - U_A):

12mvA2+qVA=12mvB2+qVB.\frac12 m v_A^2 + qV_A = \frac12 m v_B^2 + qV_B.

L'energia meccanica K+UK + U si conserva. Questa equazione permette di trovare velocità senza conoscere la traiettoria né i tempi: basta la differenza di potenziale tra gli estremi.

Metodo.

  1. Calcolare la d.d.p. VB−VAV_B - V_A (spesso con la sovrapposizione delle sorgenti).
  2. Scrivere il bilancio: KB=KA−q(VB−VA)K_B = K_A - q(V_B - V_A).
  3. Ricavare la velocità: vB=vA2−2qm(VB−VA)v_B = \sqrt{v_A^2 - \frac{2q}{m}(V_B - V_A)}.

Il segno sotto radice è un controllo: se viene negativo, la carica non arriva in BB (si ferma prima e torna indietro).

Esempio: carica accelerata da ferma

Primo appello 23.01.2024 (Esercizio 1 · filo carico e piano carico, potenziale e velocità): carica q=8q = 8 mC (nel testo; il valore realistico sarebbe più piccolo, ma il metodo non cambia), massa m=10−13m = 10^{-13} kg, ferma in AA, con VB−VA=−395V_B - V_A = -395 V.

12mvB2=−q(VB−VA)=8⋅10−3⋅395=3,16 J  ⟹  vB=2⋅3,1610−13≈7,95⋅106 m/s.\frac12 m v_B^2 = -q(V_B - V_A) = 8 \cdot 10^{-3} \cdot 395 = 3{,}16\ \text{J} \implies v_B = \sqrt{\frac{2 \cdot 3{,}16}{10^{-13}}} \approx 7{,}95 \cdot 10^6\ \text{m/s}.

La carica è positiva e il potenziale scende da AA a BB: il campo la accelera ✓.

Esempio: carica che si ferma

Secondo appello 20.02.2024 (Esercizio 3 · carica lanciata lungo l'asse di un anello sopra un piano carico): una carica lanciata verso un anello carico positivamente si ferma nel punto z1z_1. Il bilancio con K1=0K_1 = 0 dà

12mv02=Q [V(z1)−V(z0)]  ⟹  v0=2Qm[V(z1)−V(z0)].\frac12 m v_0^2 = Q\,[V(z_1) - V(z_0)] \implies v_0 = \sqrt{\frac{2Q}{m}[V(z_1) - V(z_0)]}.

La carica "sale" lungo il potenziale finché non ha esaurito l'energia cinetica.

L'elettronvolt

Per particelle atomiche si usa l'elettronvolt: l'energia cinetica che acquista una carica ee accelerata da una d.d.p. di 11 V.

1 eV=e⋅1 V=1,602⋅10−19 J.1\ \text{eV} = e \cdot 1\ \text{V} = 1{,}602 \cdot 10^{-19}\ \text{J}.

Un elettrone accelerato da 10001000 V acquista 11 keV; una particella con carica −4e-4e e energia cinetica 22 keV (terzo appello 20.06.2024, Esercizio 5 · gusci sferici con dielettrico e carica in orbita) ha K=2000⋅1,6⋅10−19=3,2⋅10−16K = 2000 \cdot 1{,}6 \cdot 10^{-19} = 3{,}2 \cdot 10^{-16} J.

Energia di un sistema di cariche

Due cariche

Per portare q2q_2 dall'infinito a distanza rr da q1q_1 (ferma), una forza esterna deve fare il lavoro q2V1(r)q_2 V_1(r), dove V1V_1 è il potenziale di q1q_1. Questo lavoro resta immagazzinato come energia potenziale del sistema:

U=14πε0q1q2r.U = \frac{1}{4\pi\varepsilon_0}\frac{q_1 q_2}{r}.

U>0U > 0 per cariche dello stesso segno (bisogna spingerle per avvicinarle; lasciate libere si allontanano liberando energia), U<0U < 0 per cariche opposte (il sistema è legato: per separarle bisogna fornire energia).

NN cariche

Si portano le cariche una alla volta dall'infinito. La prima non costa nulla; la seconda costa q1q24πε0r12\frac{q_1 q_2}{4\pi\varepsilon_0 r_{12}}; la terza costa il lavoro contro le prime due, e così via. Sommando:

U=14πε0∑coppie i<jqiqjrij=12∑iqiVi,U = \frac{1}{4\pi\varepsilon_0}\sum_{\text{coppie } i < j}\frac{q_i q_j}{r_{ij}} = \frac12\sum_i q_i V_i, dove ViV_i è il potenziale nel punto della carica ii dovuto a tutte le altre.

Il fattore 12\frac12 nella seconda forma serve perché ogni coppia compare due volte nella somma su ii.

Esempio: quattro cariche ai vertici di un quadrato. Cariche uguali qq ai vertici di un quadrato di lato aa: ci sono 66 coppie, 44 lati (distanza aa) e 22 diagonali (distanza a2a\sqrt2):

U=q24πε0(4a+2a2)=q24πε0a(4+2).U = \frac{q^2}{4\pi\varepsilon_0}\left(\frac4a + \frac{2}{a\sqrt2}\right) = \frac{q^2}{4\pi\varepsilon_0 a}\left(4 + \sqrt2\right).

Lavoro per spostare una carica del sistema. È la differenza di energia del sistema tra configurazione finale e iniziale (contano solo le coppie che coinvolgono la carica spostata): West=Uf−Ui=q (Vf−Vi)W_{\text{est}} = U_f - U_i = q\,(V_f - V_i), con VV il potenziale delle altre cariche.

Formula Significato
U=qVU = qV energia potenziale di una carica
WAB=−ΔU=−q ΔVW_{AB} = -\Delta U = -q\,\Delta V lavoro del campo
West=+q ΔVW_{\text{est}} = +q\,\Delta V lavoro della forza esterna (a velocità costante)
12mv2+qV=\frac12 mv^2 + qV = cost. conservazione dell'energia
U=∑i<jqiqj4πε0rijU = \sum_{i<j}\frac{q_iq_j}{4\pi\varepsilon_0 r_{ij}} energia di un sistema di cariche
1 eV=1,6⋅10−191\ \text{eV} = 1{,}6 \cdot 10^{-19} J unità atomica di energia

Errori comuni

  • Segno della carica: per un elettrone U=−eVU = -eV; dimenticarlo inverte il verso del moto.
  • Confondere il lavoro del campo con quello della forza esterna: hanno segno opposto (Wcampo=−ΔUW_{\text{campo}} = -\Delta U, West=+ΔUW_{\text{est}} = +\Delta U).
  • Contare due volte le coppie nell'energia del sistema (senza il fattore 12\frac12).
  • Usare U=qVU = qV con VV comprensivo del potenziale della carica stessa: si usa il potenziale delle altre cariche.

Teoria collegata