Legge di Coulomb e principio di sovrapposizione
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Lezione del 29.09 (sezione 1.3 del libro di testo). Prerequisiti: Carica elettrica, conduttori e isolantiLa carica elettrica è una proprietà della materia, di due segni, quantizzata (multipla di e = 1,6·10⁻¹⁹ C) e conservata; nei conduttori alcune cariche (elettroni di conduzione) si muovono liberamente, negli isolanti no. Un corpo si elettrizza per strofinio, per contatto o per induzione, e l'elettroscopio a foglie rivela la presenza di carica.Carica elettrica, conduttori e isolanti →. Seguito: Campo elettrostatico di cariche puntiformiIl campo elettrostatico E = F/q₀ è la forza per unità di carica che subirebbe una carica di prova in un punto; per una carica puntiforme vale E = q/(4πε₀r²) in direzione radiale (uscente se q > 0), per più cariche si sommano i vettori; si misura in N/C = V/m e una carica q in un campo E subisce F = qE.Campo elettrostatico di cariche puntiformi →.
La bilancia di torsione
Coulomb (1785) misurò la forza tra due piccole sfere cariche con una bilancia di torsione: un'asta leggera appesa a un filo sottile, con una sferetta carica a un'estremità. Avvicinando un'altra sfera carica, la forza elettrica fa ruotare l'asta e torce il filo; l'angolo di torsione è proporzionale al momento della forza, quindi alla forza stessa. Cambiando distanza e cariche (le cariche si dimezzavano toccando la sfera con una identica scarica), trovò che la forza
- è inversamente proporzionale al quadrato della distanza;
- è proporzionale al prodotto delle cariche;
- è diretta lungo la retta congiungente le due cariche.
La legge di Coulomb
Due cariche puntiformi e , ferme, a distanza nel vuoto, si esercitano forze di modulo In forma vettoriale, la forza che esercita su è dove è il versore che va da a .
La costante. è la costante dielettrica del vuoto, e
Il fattore sembra complicare le cose qui, ma semplifica tutte le formule successive (legge di Gauss, condensatori): è la superficie della sfera unitaria, e compare naturalmente quando la forza si "distribuisce" su sfere concentriche.
Il segno decide il verso. Con che punta da verso :
- (stesso segno): ha il verso di , cioè allontana da : repulsione;
- (segni opposti): verso opposto, attrazione.
Terza legge di Newton. : le due forze sono uguali in modulo, opposte in verso, sulla stessa retta.
Puntiforme significa: dimensioni trascurabili rispetto alla distanza. Per corpi estesi si divide la carica in pezzetti puntiformi e si somma (sovrapposizione), arrivando agli integrali delle Distribuzioni continue di carica - filo, anello, disco, pianoUna carica distribuita si descrive con densità lineare λ, superficiale σ o volumetrica ρ; il campo si ottiene sommando (integrando) i campi dE = dq/(4πε₀r²) dei pezzetti dq, sfruttando le simmetrie. Risultati: filo indefinito E = λ/(2πε₀r), anello sull'asse E = qz/(4πε₀(R²+z²)^(3/2)), disco sull'asse E = σ/(2ε₀)·(1 − z/√(R²+z²)), piano indefinito E = σ/(2ε₀) uniforme.Distribuzioni continue di carica - filo, anello, disco, piano →.
Ordini di grandezza
Due cariche da C a cm: N. Due cariche "di strofinio" esercitano forze ben percepibili.
Confronto con la gravità nell'atomo di idrogeno (elettrone e protone a m): Il rapporto è circa : a livello atomico la gravità è del tutto trascurabile. Nella vita quotidiana domina la gravità solo perché la materia è quasi perfettamente neutra.
Principio di sovrapposizione
Se su una carica agiscono più cariche , la forza totale è la somma vettoriale delle forze che ciascuna eserciterebbe da sola: dove è la distanza di da e il versore da a .
È un fatto sperimentale: la presenza di altre cariche non modifica la forza tra due cariche. Matematicamente dice che le equazioni dell'elettrostatica sono lineari.
Attenzione: si sommano vettori, non moduli. Il metodo pratico:
- disegnare le forze, ciascuna con il suo verso (repulsiva o attrattiva);
- scegliere un sistema di assi, possibilmente sfruttando le simmetrie;
- scomporre ogni forza in componenti e sommare componente per componente;
- ricomporre modulo e direzione.
Esempio 1: tre cariche allineate
C in , C in m, C in m (a metà).
- respinge verso destra: N, verso .
- attira verso di sé, cioè verso destra: N, verso .
- Totale: N verso . Le due forze si sommano perché puntano dalla stessa parte.
Esempio 2: carica al vertice di un triangolo
Due cariche uguali sono ai vertici di base di un triangolo equilatero di lato ; una carica è nel terzo vertice. Ciascuna delle due esercita una forza di modulo , diretta lungo il lato corrispondente, verso l'esterno.
Per simmetria le componenti orizzontali (parallele alla base) si cancellano; quelle verticali si sommano. Ciascun lato forma un angolo di con la verticale, quindi
diretta lungo l'asse del triangolo, verso l'esterno. Usare la simmetria fa risparmiare metà dei conti ed è un controllo: se il risultato non rispetta la simmetria del problema, c'è un errore.
Esempio 3: punto di equilibrio
C in , C in m. Dove si può mettere una terza carica perché sia in equilibrio (forza totale nulla)?
- Fuori dal segmento le due forze hanno lo stesso verso: niente equilibrio.
- Tra le due cariche le forze sono opposte; si annullano se , cioè , quindi m.
Il punto è più vicino alla carica più piccola, come ci si aspetta. Il risultato non dipende né dal valore né dal segno della terza carica (che compare in entrambi i lati e si semplifica).
Riepilogo
| Formula | Significato |
|---|---|
| modulo della forza tra cariche puntiformi | |
| N m²/C² | costante di Coulomb |
| sovrapposizione: somma vettoriale |
Errori comuni
- Sommare i moduli invece dei vettori.
- Dimenticare il quadrato della distanza, o usare il diametro al posto della distanza tra i centri.
- Unità: le distanze in metri e le cariche in coulomb (C C, nC C).
- Mettere il segno delle cariche nel modulo: per il modulo si usa ; il verso si decide a parte (attrazione o repulsione).