Leggi di Kirchhoff
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Primo argomento dopo le lezioni 1–3, nell'ordine della dispensa del docente (capitolo 4, "Leggi di Kirchhoff e n-poli"). Si appoggia su Componenti elettrici e modello a parametri concentratiUn componente è una regione di spazio chiusa da una superficie limite da cui escono terminali; in regime stazionario o quasi stazionario la corrente totale uscente da un componente è nulla e ogni tensione tra morsetti è una differenza di potenziale, e il circuito si descrive senza più dipendenza dallo spazio (parametri concentrati).Componenti elettrici e modello a parametri concentrati → e Bipoli, n-poli e porte elettricheUn n-polo ha n terminali: le sue correnti uscenti sommano a zero e le sue tensioni sono differenze di potenziale, quindi bastano n−1 correnti e n−1 tensioni per descriverlo. Una porta è una coppia di morsetti in cui la corrente che entra da uno esce dall'altro; un m-bipolo ha m porte e ogni n-polo si può vedere come (n−1)-bipolo.Bipoli, n-poli e porte elettriche →. Seguito: Grafo di una rete ed equazioni indipendentiIl grafo di una rete tiene solo i collegamenti (nodi e lati). Scelto un albero (n−1 lati, connesso, senza maglie), ogni lato di coalbero dà una LKT indipendente e ogni lato d'albero una LKC indipendente: in totale ℓ − n + 1 LKT e n − 1 LKC, che con le ℓ equazioni dei bipoli fanno 2ℓ equazioni per 2ℓ incognite.Grafo di una rete ed equazioni indipendenti →. Esercizi: Esercizio 1.6 - legge di Kirchhoff delle tensioni, Esercizio 1.7 - legge di Kirchhoff delle correnti, Esercizio 1.8 - rete con tre generatori e quattro resistori.
Da dove vengono
Nel modello a parametri concentrati si suppone che, fuori dalle superfici limite dei componenti, il campo di corrente sia solenoidale e il campo elettrico sia conservativo. Le due leggi di Kirchhoff traducono queste due ipotesi in relazioni tra le correnti e le tensioni della rete:
| Legge | Ipotesi da cui viene | Cosa lega |
|---|---|---|
| delle correnti (LKC) | campo di corrente solenoidale fuori dai componenti | correnti |
| delle tensioni (LKT) | campo elettrico conservativo fuori dai componenti | tensioni |
Sono postulati della teoria dei circuiti (si chiamano anche primo e secondo principio di Kirchhoff) e non dipendono dal tipo di componenti: valgono allo stesso modo con resistori, generatori, condensatori, transistor. Dipendono solo da come i componenti sono collegati. Entrambe danno relazioni lineari.
Un po' di nomi: un nodo è un punto in cui si collegano due o più morsetti; un lato è un bipolo (con i suoi due terminali) che collega due nodi; una maglia è un percorso chiuso fatto di lati che passa al più una volta da ogni nodo.
Legge di Kirchhoff delle correnti (LKC)
Si prende una superficie chiusa , tutta al finito, che taglia la rete solo in corrispondenza di terminali (non attraversa le superfici limite dei componenti e non passa per i nodi).
LKC. In ogni istante è nulla la somma algebrica delle correnti dei terminali tagliati da :
Come si scelgono i segni. Si orienta (verso l'esterno o verso l'interno, a piacere). Una corrente la cui freccia è concorde con l'orientazione si scrive con il , una discorde con il .
Esempio: orientata verso l'esterno taglia quattro terminali; , , hanno la freccia uscente, entrante:
Con la regola opposta (segno alle discordi) si ottiene la stessa equazione moltiplicata per : . Non cambia nulla.
Forma pratica: LKC a un nodo. Il caso più usato è la superficie che racchiude un solo nodo:
Esempio: in un nodo entrano e ed escono e . Allora , quindi .
Caso particolare: un n-polo. Prendendo una superficie che avvolge un solo componente (appena fuori dalla sua superficie limite) si ritrova la proprietà delle correnti di un n-polo: con tutte le correnti uscenti, .
Perché vale. È la legge di continuitàIn regime stazionario la corrente totale uscente da una superficie chiusa è nulla, perché la carica interna non varia.Carica e corrente elettrica → applicata a : siccome sta fuori dai componenti, al suo interno non si accumula carica (gli eventuali accumuli, come sulle armature di un condensatore, sono dentro le superfici limite e li racchiude per intero).
Legge di Kirchhoff delle tensioni (LKT)
Si prende una linea chiusa , tutta al finito, che tocca la rete solo nei nodi (non attraversa le superfici limite e non ha punti in comune con i terminali, a parte le estremità).
LKT. In ogni istante è nulla la somma algebrica delle tensioni tra nodi successivi, percorrendo la linea chiusa in un verso scelto a piacere:
Come si scelgono i segni. Si sceglie un verso di percorrenza e si parte da un nodo qualsiasi. Se, procedendo, si attraversa una tensione dal suo al suo , la si scrive con il ; se la si attraversa dal al , con il .
Esempio: si percorre la linea . Tra 1 e 2 c'è con il su 1 (la si attraversa da a ); tra 2 e 3 c'è con il su 3; tra 3 e 4 c'è con il su 4; tra 4 e 1 c'è con il su 1. Allora
Anche qui la regola opposta dà la stessa equazione cambiata di segno, e invertire il verso di percorrenza cambia segno a tutti i termini: il vincolo è sempre lo stesso.
Forma pratica: LKT su una maglia. Si gira lungo una maglia del circuito, sommando le tensioni dei bipoli incontrati con il segno dato dalla regola.
Caso particolare: un n-polo. Una linea che tocca in sequenza i morsetti di un componente e torna al morsetto 1 dà .
Perché vale. Fuori dai componenti il campo è conservativo, quindi ogni tensione tra nodi è una differenza di potenziale. Lungo un giro chiuso ogni potenziale compare una volta con il e una con il e la somma è zero (è il ragionamento dell'approfondimento sul tripolo in Tensione elettrica e potenzialeLa tensione è l'integrale del campo elettrico lungo una linea orientata (in volt) ed è il lavoro elettrico per unità di carica; quando il campo è solo coulombiano, come in regime stazionario, non dipende dal percorso ed è una differenza di potenziale, e lungo un percorso chiuso vale zero.Tensione elettrica e potenziale →).
Conseguenza: i potenziali di nodo
La LKT equivale a dire che si può assegnare a ogni nodo un potenziale (definito a meno di una costante) tale che la tensione tra due nodi sia
In pratica si sceglie un nodo di riferimento con e si esprimono tutte le tensioni come differenze di potenziali. È l'idea dell'analisi nodale, che si vedrà più avanti.
Quante equazioni indipendenti
In una rete con nodi e lati (bipoli) non tutte le LKC e LKT che si possono scrivere sono indipendenti:
- le LKC indipendenti sono : per esempio quelle scritte su nodi qualsiasi (la LKC sull'ultimo nodo è la somma delle altre cambiata di segno);
- le LKT indipendenti sono : per una rete disegnata nel piano senza incroci basta scriverle sugli anelli, cioè le "finestre" del disegno.
In totale equazioni topologiche, a cui si aggiungono le equazioni dei bipoli: equazioni per incognite (una tensione e una corrente per lato). La giustificazione con i grafi è in Grafo di una rete ed equazioni indipendentiIl grafo di una rete tiene solo i collegamenti (nodi e lati). Scelto un albero (n−1 lati, connesso, senza maglie), ogni lato di coalbero dà una LKT indipendente e ogni lato d'albero una LKC indipendente: in totale ℓ − n + 1 LKT e n − 1 LKC, che con le ℓ equazioni dei bipoli fanno 2ℓ equazioni per 2ℓ incognite.Grafo di una rete ed equazioni indipendenti →.
Esempio. Una rete con nodi e lati ha LKC indipendenti e LKT indipendenti (vedi Esercizio 1.6 - legge di Kirchhoff delle tensioni e Esercizio 1.7 - legge di Kirchhoff delle correnti).
Procedura per scrivere le equazioni di una rete
- Dare un nome a ogni nodo e a ogni bipolo.
- Fissare i riferimenti di tensione e corrente su ogni bipolo (a piacere, ma poi non cambiarli). Di solito: convenzione del generatore sui generatori, dell'utilizzatore sui resistori.
- LKC su nodi.
- LKT su maglie indipendenti (gli anelli).
- Equazioni dei bipoli ( equazioni).
- Risolvere il sistema, di solito sostituendo le equazioni dei bipoli nelle LKT.
Il metodo completo è svolto in Esercizio 1.8 - rete con tre generatori e quattro resistori.
Errori comuni
- Sbagliare il segno di una tensione nella LKT: guardare sempre da quale segno ( o ) si entra nel bipolo, nel verso di percorrenza scelto.
- Scrivere una LKC su tutti gli nodi e credere di avere equazioni indipendenti: l'ultima è combinazione delle altre.
- Cambiare un riferimento a metà esercizio. I riferimenti sono arbitrari ma vanno tenuti fissi dall'inizio alla fine.
- Pensare che le leggi di Kirchhoff valgano solo in regime stazionario. Nel modello a parametri concentrati valgono istante per istante anche in regime variabile.