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Note per Studenti Teorema di Tellegen

Teorema di Tellegen

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Dalla dispensa, capitolo 7 "Reti di bipoli", ultimo paragrafo. Prima: Grafo di una rete ed equazioni indipendentiIl grafo di una rete tiene solo i collegamenti (nodi e lati). Scelto un albero (n−1 lati, connesso, senza maglie), ogni lato di coalbero dà una LKT indipendente e ogni lato d'albero una LKC indipendente: in totale ℓ − n + 1 LKT e n − 1 LKC, che con le ℓ equazioni dei bipoli fanno 2ℓ equazioni per 2ℓ incognite.Grafo di una rete ed equazioni indipendenti →. Applicazione: bilancio delle potenze in Esercizio 1.8 - rete con tre generatori e quattro resistori.

Enunciato

Si prende una rete di ℓ\ell bipoli e nn nodi e si adotta la stessa convenzione per tutti i bipoli (per fissare le idee, quella dell'utilizzatore). Siano v1,…,vℓv_1, \dots, v_\ell le tensioni e i1,…,iℓi_1, \dots, i_\ell le correnti dei bipoli.

Se

  • le tensioni soddisfano le LKT (per esempio sono i valori a un istante t1t_1),
  • le correnti soddisfano le LKC (per esempio sono i valori a un istante t2t_2, anche diverso da t1t_1),

allora

 ∑h=1ℓvh ih=0 \boxed{\ \sum_{h=1}^{\ell} v_h\, i_h = 0\ }

Il teorema usa solo le leggi di Kirchhoff: non importa di che tipo siano i bipoli (resistori, generatori, condensatori, diodi…).

Dimostrazione

Si scrive ogni tensione come differenza di potenziali di nodo, cosa permessa dalla LKT. Il bipolo hh collega i nodi NpN_p e NqN_q; la sua corrente ha riferimento da NpN_p a NqN_q e, con la convenzione dell'utilizzatore, la tensione ha il ++ su NpN_p:

vh ih=(uNp−uNq) iNpNq=uNp iNpNq+uNq iNqNpv_h\, i_h = (u_{N_p} - u_{N_q})\, i_{N_p N_q} = u_{N_p}\, i_{N_p N_q} + u_{N_q}\, i_{N_q N_p}

(nell'ultimo passaggio si è usato −iNpNq=iNqNp-i_{N_p N_q} = i_{N_q N_p}: la stessa corrente vista con il riferimento opposto).

Cosa dice questa riga. Il termine vhihv_h i_h si spezza in due pezzi, uno per ciascun nodo del bipolo: potenziale del nodo × corrente del bipolo presa uscente da quel nodo.

Ora si somma su tutti i bipoli e si raggruppano i pezzi per nodo. Al nodo NjN_j arrivano i pezzi di tutti i bipoli che lo toccano, tutti moltiplicati per lo stesso uNju_{N_j}, con le correnti prese uscenti da NjN_j:

∑h=1ℓvh ih=∑j=1nuNj⋅iusc(Nj)\sum_{h=1}^{\ell} v_h\, i_h = \sum_{j=1}^{n} u_{N_j} \cdot i_{usc}(N_j)

dove iusc(Nj)i_{usc}(N_j) è la corrente totale uscente dal nodo NjN_j. Per la LKC ogni iusc(Nj)=0i_{usc}(N_j) = 0, quindi la somma è zero. ■\blacksquare

In forma matriciale (con le matrici di Grafo di una rete ed equazioni indipendentiIl grafo di una rete tiene solo i collegamenti (nodi e lati). Scelto un albero (n−1 lati, connesso, senza maglie), ogni lato di coalbero dà una LKT indipendente e ogni lato d'albero una LKC indipendente: in totale ℓ − n + 1 LKT e n − 1 LKC, che con le ℓ equazioni dei bipoli fanno 2ℓ equazioni per 2ℓ incognite.Grafo di una rete ed equazioni indipendenti →): v=ATu\mathbf v = \mathbf A^T \mathbf u (LKT) e A i=0\mathbf A\,\mathbf i = \mathbf 0 (LKC), quindi

∑hvhih=vTi=(ATu)Ti=uT(A i)=uT0=0\sum_h v_h i_h = \mathbf v^T \mathbf i = (\mathbf A^T \mathbf u)^T \mathbf i = \mathbf u^T (\mathbf A\, \mathbf i) = \mathbf u^T \mathbf 0 = 0

Conseguenza: conservazione della potenza

Prendendo tensioni e correnti della stessa rete allo stesso istante tt, ogni prodotto vh(t) ih(t)v_h(t)\,i_h(t) è la potenza entrante nel bipolo hh (convenzione dell'utilizzatore). Il teorema dice:

∑h=1ℓph(t)=0\sum_{h=1}^{\ell} p_h(t) = 0

In ogni istante la somma delle potenze entranti in tutti i bipoli di una rete è zero: la potenza erogata da alcuni bipoli è esattamente quella assorbita dagli altri.

Nella pratica si usa nella forma "potenza erogata dai generatori = potenza assorbita dagli altri bipoli", con la convenzione del generatore sui generatori (che cambia il segno dei loro termini e li porta dall'altra parte dell'uguale). È il controllo finale più usato negli esercizi: se il bilancio non torna, c'è un errore.

Esempio numerico (la rete dell'Esercizio 1.8 - rete con tre generatori e quattro resistori: tre rami GIT + resistore e un resistore R4R_4 in parallelo, con uC=35 Vu_C = 35\ \mathrm V):

Bipolo Potenza
E1=20 VE_1 = 20\ \mathrm V, IE1=−1,5 AI_{E1} = -1{,}5\ \mathrm A (uscente dal ++) erogata 20⋅(−1,5)=−30 W20 \cdot (-1{,}5) = -30\ \mathrm W (in realtà ne assorbe 3030)
E2=40 VE_2 = 40\ \mathrm V, IE2=0,5 AI_{E2} = 0{,}5\ \mathrm A erogata 20 W20\ \mathrm W
E3=80 VE_3 = 80\ \mathrm V, IE3=4,5 AI_{E3} = 4{,}5\ \mathrm A erogata 360 W360\ \mathrm W
R1,R2,R3,R4=10 ΩR_1, R_2, R_3, R_4 = 10\ \Omega assorbita 10 (1,52+0,52+4,52+3,52)=350 W10\,(1{,}5^2 + 0{,}5^2 + 4{,}5^2 + 3{,}5^2) = 350\ \mathrm W

Erogata in totale: −30+20+360=350 W-30 + 20 + 360 = 350\ \mathrm W = assorbita ✓.

La versione "strana": istanti diversi, reti diverse

Siccome la dimostrazione usa solo LKT per le tensioni e LKC per le correnti, il teorema vale anche:

  1. con le tensioni prese a un istante t1t_1 e le correnti a un istante t2≠t1t_2 \neq t_1;
  2. con le tensioni di una rete e le correnti di un'altra rete con la stessa topologia (stesso grafo, stessi riferimenti), in cui uno o più bipoli sono stati sostituiti con bipoli di tipo diverso.

In questi casi i prodotti vhihv_h i_h non sono potenze (tensione e corrente non appartengono allo stesso bipolo nello stesso momento), ma la somma è comunque zero.

Esempio. Nella rete dell'esercizio 1.8 si sostituisce R4R_4 con un circuito aperto. La nuova rete ha la stessa topologia; il potenziale di C diventa uC′=2+4+80,3≈46,67 Vu'_C = \frac{2 + 4 + 8}{0{,}3} \approx 46{,}67\ \mathrm V e le correnti dei rami con i generatori (verso l'alto) diventano Ik′=(Ek−uC′)/10I'_k = (E_k - u'_C)/10, cioè −2,67-2{,}67, −0,67-0{,}67, 3,33 A3{,}33\ \mathrm A, con I4′=0I'_4 = 0.

Si combinano le tensioni della rete originale (uC=35 Vu_C = 35\ \mathrm V, uD=0u_D = 0, nodo intermedio di ogni ramo a potenziale EkE_k) con le correnti della rete modificata, tutto con la convenzione dell'utilizzatore:

  • GIT EkE_k: tensione EkE_k, corrente entrante nel ++ pari a −Ik′-I'_k: termine −EkIk′-E_k I'_k;
  • resistore RkR_k: tensione Ek−35E_k - 35 (il ++ in basso), corrente Ik′I'_k: termine (Ek−35) Ik′(E_k - 35)\,I'_k;
  • R4R_4 (ora circuito aperto): tensione 3535, corrente I4′=0I'_4 = 0: termine 00.

Sommando, per ogni ramo −EkIk′+(Ek−35)Ik′=−35 Ik′-E_k I'_k + (E_k - 35) I'_k = -35\, I'_k, quindi

∑hvhih=−35 (I1′+I2′+I3′)+35 I4′=−35 (−2,67−0,67+3,33)+0=0 ✓\sum_h v_h i_h = -35\,(I'_1 + I'_2 + I'_3) + 35\, I'_4 = -35\,(-2{,}67 - 0{,}67 + 3{,}33) + 0 = 0 \ ✓

(la parentesi è zero per la LKC nel nodo C della rete modificata). È proprio il meccanismo della dimostrazione: si arriva a "potenziale × corrente uscente dal nodo".

Errori comuni

  • Mescolare convenzioni: il teorema richiede la stessa convenzione su tutti i bipoli. Se si usa la convenzione del generatore su alcuni, i loro termini vanno cambiati di segno.
  • Chiamare "potenze" i prodotti della versione a istanti o reti diversi: lo sono solo se tensione e corrente sono dello stesso bipolo nello stesso istante.
  • Pensare che serva la linearità: il teorema vale anche con diodi e altri bipoli non lineari.

Esercizi su questo argomento

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