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Note per Studenti Tensione elettrica e potenziale

Tensione elettrica e potenziale

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Seconda parte della lezione 1, più l'approfondimento scritto a mano sulla tensione. Prima: Carica e corrente elettricaLa corrente è la carica netta che attraversa una superficie orientata nell'unità di tempo (ampere = coulomb al secondo); la densità di corrente J è la sua versione locale, e la legge di continuità dice che in regime stazionario la corrente totale uscente da una superficie chiusa è nulla.Carica e corrente elettrica →. Seguito: Componenti elettrici e modello a parametri concentratiUn componente è una regione di spazio chiusa da una superficie limite da cui escono terminali; in regime stazionario o quasi stazionario la corrente totale uscente da un componente è nulla e ogni tensione tra morsetti è una differenza di potenziale, e il circuito si descrive senza più dipendenza dallo spazio (parametri concentrati).Componenti elettrici e modello a parametri concentrati →. Domande di verifica: Autoverifica Lezione 1 - domande e risposte.

Forza di Coulomb e campo coulombiano

Una carica qq ferma nel punto QQ esercita su una piccola carica di prova Δq\Delta q posta nel punto PP la forza

ΔFc(P)=14πε q ΔqrQP2 uQP\Delta \mathbf F_c(P) = \frac{1}{4\pi\varepsilon} \, \frac{q \, \Delta q}{r_{QP}^2} \, \mathbf u_{QP}

  • rQPr_{QP} è la distanza tra QQ e PP, uQP\mathbf u_{QP} il versore che va da QQ verso PP: se qq e Δq\Delta q hanno lo stesso segno la forza spinge Δq\Delta q lontano da QQ (repulsione), altrimenti verso QQ.
  • ε\varepsilon è la permittività (o costante dielettrica) del mezzo, che si suppone uniforme: omogeneo (proprietà uguali in ogni punto), lineare (non dipendono dall'intensità del campo), isotropo (non dipendono dalla direzione). Nel vuoto ε=ε0≈8,854⋅10−12 C2/(N m2)\varepsilon = \varepsilon_0 \approx 8{,}854 \cdot 10^{-12}\ \mathrm{C^2/(N\,m^2)}, quindi 14πε0≈9⋅109 N m2/C2\frac{1}{4\pi\varepsilon_0} \approx 9 \cdot 10^9\ \mathrm{N\,m^2/C^2}.

La forza dipende da Δq\Delta q; per avere una grandezza che descriva solo l'effetto di qq si divide per la carica di prova:

Ec(P)=lim⁡Δq→0ΔFc(P)Δq=14πε qrQP2 uQP\mathbf E_c(P) = \lim_{\Delta q \to 0} \frac{\Delta \mathbf F_c(P)}{\Delta q} = \frac{1}{4\pi\varepsilon} \, \frac{q}{r_{QP}^2} \, \mathbf u_{QP}

È il campo elettrostatico (o campo coulombiano): una forza per unità di carica. Il limite Δq→0\Delta q \to 0 serve a far sì che la carica di prova non sposti le cariche che generano il campo.

Unità: N/C=N mC m=JC m=V/m\mathrm{N/C} = \frac{\mathrm{N\,m}}{\mathrm{C\,m}} = \frac{\mathrm J}{\mathrm{C\,m}} = \mathrm{V/m}, dove il volt è V=J/C\mathrm V = \mathrm{J/C} (joule per coulomb).

Esempio. Una carica q=1 nC=10−9 Cq = 1\ \mathrm{nC} = 10^{-9}\ \mathrm C nel vuoto, a distanza r=10 cmr = 10\ \mathrm{cm}: Ec=9⋅109⋅10−90,12≈900 V/mE_c = 9 \cdot 10^9 \cdot \frac{10^{-9}}{0{,}1^2} \approx 900\ \mathrm{V/m}.

Il campo coulombiano è conservativo

La proprietà fondamentale di Ec\mathbf E_c è che è conservativo: la sua circuitazione lungo qualsiasi linea chiusa ℓ\ell è nulla,

∮ℓEc⋅t dℓ=0\oint_\ell \mathbf E_c \cdot \mathbf t \, d\ell = 0

(t\mathbf t è il versore tangente alla linea, nel verso di percorrenza). Vale qualunque sia la distribuzione delle cariche e qualunque sia il mezzo, anche non uniforme.

Formulazione equivalente: l'integrale di Ec\mathbf E_c lungo una linea aperta dipende solo dagli estremi, non dal percorso. Infatti, se due percorsi ℓ1\ell_1 e ℓ2\ell_2 vanno da AA a BB, percorrendo ℓ1\ell_1 all'andata e ℓ2\ell_2 al ritorno si ottiene una linea chiusa, su cui l'integrale è zero: quindi gli integrali su ℓ1\ell_1 e su ℓ2\ell_2 (da AA a BB) sono uguali.

Potenziale elettrico

Poiché l'integrale non dipende dal percorso, si può definire una funzione scalare del punto, il potenziale elettrico UU, tale che

∫ABEc⋅t dℓ=U(A)−U(B)\int_A^B \mathbf E_c \cdot \mathbf t \, d\ell = U(A) - U(B)

  • UU si misura in volt.
  • È definito a meno di una costante: aggiungendo la stessa costante a UU in tutti i punti, le differenze non cambiano. Per questo nei circuiti si sceglie liberamente un punto a potenziale zero (la "massa" o nodo di riferimento).

Campo elettrico in generale

In generale la forza elettrica per unità di carica su una carica di prova è il campo elettrico

E(P,t)=lim⁡Δq→0ΔFe(P,t)Δq\mathbf E(P,t) = \lim_{\Delta q \to 0} \frac{\Delta \mathbf F_e(P,t)}{\Delta q}

Cosa succede nei vari regimi:

Regime Cariche Campo elettrico
elettrostatico ferme e costanti nel tempo (ρc\rho_c costante, J=0\mathbf J = 0) E=Ec\mathbf E = \mathbf E_c
stazionario in moto, ma con densità e velocità costanti (ρc\rho_c costante, J≠0\mathbf J \neq 0 costante) E=Ec\mathbf E = \mathbf E_c
generico (variabile) qualsiasi E=Ec+Ei\mathbf E = \mathbf E_c + \mathbf E_i

Il termine in più Ei\mathbf E_i è il campo elettrico indotto, che nasce quando il campo magnetico varia nel tempo (∇×E=−∂B/∂t\nabla \times \mathbf E = -\partial \mathbf B / \partial t): non è conservativo.

Tensione elettrica

La tensione elettrica è l'integrale del campo elettrico (quello totale, E\mathbf E, non solo Ec\mathbf E_c) lungo una linea orientata ℓ\ell, aperta o chiusa:

v(t)=∫ℓE(P,t)⋅t dℓ[V]v(t) = \int_\ell \mathbf E(P,t) \cdot \mathbf t \, d\ell \qquad [\mathrm V]

Il verso di percorrenza della linea è il riferimento della tensione. È il parallelo esatto della corrente:

Corrente Tensione
si integra J\mathbf J E\mathbf E
su una superficie orientata una linea orientata
il riferimento è dato da l'orientazione della superficie (n\mathbf n) il verso di percorrenza (t\mathbf t)
unità ampere volt

Linea aperta: notazione

Per una linea aperta da AA (inizio) a BB (fine) si scrive

vAB(t)=∫A,ℓBE(P,t)⋅t dℓv_{AB}(t) = \int_{A,\ell}^{B} \mathbf E(P,t) \cdot \mathbf t \, d\ell

Nei disegni si usano tre notazioni equivalenti:

  • i pedici vABv_{AB}: il primo è il punto di partenza;
  • i segni ++ e −-: il ++ sta sul punto di partenza AA, il −- su quello di arrivo BB;
  • una freccia che punta verso il punto di partenza (cioè verso il ++).

Invertendo la linea si inverte il segno: vBA=−vABv_{BA} = -v_{AB} (l'integrale percorso al contrario cambia segno perché t\mathbf t diventa −t-\mathbf t).

Attenzione: siccome in generale E\mathbf E non è conservativo, vABv_{AB} dipende anche dal percorso tra AA e BB, non solo dagli estremi. Per questo, in generale, la tensione non è una differenza di potenziale.

Tensione come lavoro per unità di carica

Il campo elettrico è una forza per unità di carica (E=dFe/dq\mathbf E = d\mathbf F_e / dq), quindi

v=∫ℓdFedq⋅t dℓ=ddq∫ℓFe⋅t dℓ=dLedqv = \int_\ell \frac{d\mathbf F_e}{dq} \cdot \mathbf t \, d\ell = \frac{d}{dq} \int_\ell \mathbf F_e \cdot \mathbf t \, d\ell = \frac{d\mathcal L_e}{dq}

La tensione è il lavoro elettrico per unità di carica fatto dalle forze elettriche lungo la linea. Da qui 1 V=1 J/C1\ \mathrm V = 1\ \mathrm{J/C}.

Esempio: tra due punti c'è una tensione di 12 V12\ \mathrm V. Una carica di 2 C2\ \mathrm C che va dal ++ al −- riceve dalle forze elettriche un lavoro Le=v⋅q=12⋅2=24 J\mathcal L_e = v \cdot q = 12 \cdot 2 = 24\ \mathrm J.

Quando la tensione è una differenza di potenziale

Se il campo indotto è nullo, E=Ec\mathbf E = \mathbf E_c (per esempio in regime stazionario), allora

VAB=∫ABEc⋅t dℓ=U(A)−U(B)V_{AB} = \int_A^B \mathbf E_c \cdot \mathbf t \, d\ell = U(A) - U(B)

e la tensione è una differenza di potenziale: dipende solo dagli estremi. In questo caso, se il percorso è chiuso (A=BA = B), la tensione è nulla.

Approfondimento: un percorso chiuso che tocca tre morsetti

(Dall'approfondimento scritto a mano del docente.) Si prende un componente con tre morsetti 1, 2, 3 (un tripolo) e una linea chiusa, esterna al componente, che parte da 1, tocca 2, poi 3 e torna a 1. La forma della linea non conta. Fuori dal componente, in condizioni stazionarie o quasi stazionarie, il campo è coulombiano, quindi la circuitazione è zero. Spezzando l'integrale nei tre tratti:

0=∮Ec⋅t dℓ=∫12Ec⋅t dℓ+∫23Ec⋅t dℓ+∫31Ec⋅t dℓ=V12+V23+V310 = \oint \mathbf E_c \cdot \mathbf t \, d\ell = \int_1^2 \mathbf E_c \cdot \mathbf t \, d\ell + \int_2^3 \mathbf E_c \cdot \mathbf t \, d\ell + \int_3^1 \mathbf E_c \cdot \mathbf t \, d\ell = V_{12} + V_{23} + V_{31}

e infatti, scrivendo ogni tensione come differenza di potenziale,

V12+V23+V31=[U(1)−U(2)]+[U(2)−U(3)]+[U(3)−U(1)]=0V_{12} + V_{23} + V_{31} = \big[U(1) - U(2)\big] + \big[U(2) - U(3)\big] + \big[U(3) - U(1)\big] = 0

perché ogni potenziale compare una volta con il ++ e una volta con il −-. Questo è il germe della legge di Kirchhoff delle tensioniIn ogni istante la somma algebrica delle tensioni lungo un percorso chiuso che tocca solo nodi è zero.Leggi di Kirchhoff (LKC e LKT) →.

Voltmetro

La tensione si misura con il voltmetro. Ha due cordoni, che materializzano la linea ℓ\ell su cui si calcola la tensione; le loro estremità si chiamano puntali. Si collega in parallelo: i puntali si appoggiano ai due punti tra cui si vuole la tensione, senza interrompere nulla.

Il voltmetro ideale:

Amperometro e voltmetro ideali sono "duali": il primo ha tensione nulla e si mette in serie, il secondo ha corrente nulla e si mette in parallelo.

Errori comuni

  • Mettere il ++ dalla parte sbagliata. In vABv_{AB} il ++ va su AA, il punto di partenza dell'integrale. La freccia della tensione punta verso il ++.
  • Dire che la tensione è sempre una differenza di potenziale. Lo è solo se Ei=0\mathbf E_i = 0 (o, nei circuiti, nell'approssimazione quasi stazionaria fuori dai componenti).
  • Confondere E\mathbf E con Ec\mathbf E_c nella definizione di tensione. La tensione si definisce con il campo totale E\mathbf E.

Esercizi su questo argomento

Lezioni in cui compare

Teoria collegata