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Note per Studenti Resistore e legge di Ohm

Resistore e legge di Ohm

In questa pagina 8

Prima parte della lezione 3 ("Resistori e generatori elettrici"). Prima: Convenzioni, potenza e lavoro elettricoCon la convenzione dell'utilizzatore (corrente entrante dal +) il prodotto p = v·i è la potenza assorbita, con quella del generatore (corrente uscente dal +) è la potenza erogata; il senso fisico non dipende dalla convenzione. Il lavoro è l'integrale della potenza nel tempo; un componente attivo può erogare lavoro senza limite, uno passivo no.Convenzioni, potenza e lavoro elettrico →. Seguito: Generatori elettrici, GIT e GATUn generatore contiene un campo non conservativo che spinge le cariche; a vuoto la sua tensione è uguale alla forza elettromotrice, a carico cala di Ri·I. Il GIT (v = e per ogni i) è il modello senza perdite, il GAT (V = E − Ri I) aggiunge la resistenza interna; collegando un carico si trova il punto di lavoro.Generatori elettrici, GIT e GAT →. Domande di verifica: Autoverifica Lezione 3 - domande e risposte.

Il modello circuitale di un componente

In una rete, ogni componente interagisce con il resto solo attraverso i terminali. Le relazioni tra tensioni e correnti si dividono in due tipi:

In questa lezione si parte da due componenti "fisici", il conduttore e la pila, e si costruisce per ciascuno un modello circuitale (un bipolo con la sua equazione) che ne riproduce abbastanza bene il comportamento ai terminali.

Conduzione elettrica

La conduzione è il moto delle cariche libere (elettroni nei metalli, ioni nelle soluzioni) in un materiale sotto l'azione del campo elettrico. Coinvolge due campi:

  • E(P,t)\mathbf E(P,t), legato alla tensione (definita su una linea, dominio a una dimensione);
  • J(P,t)\mathbf J(P,t), legato alla corrente (definita su una superficie, dominio a due dimensioni).

Per studiarla conviene mettersi in condizioni quasi stazionarie: J\mathbf J solenoidale (∇⋅J=0\nabla \cdot \mathbf J = 0) ed E\mathbf E conservativo (∇×E=0\nabla \times \mathbf E = 0, quindi E=−∇U\mathbf E = -\nabla U).

Legge di Ohm

L'esperienza di Ohm. Un cilindro di materiale omogeneo, con sezione SS, è collegato a un generatore. Un amperometro misura la corrente II nel cilindro e un voltmetro la tensione VV tra due sezioni SAS_A e SBS_B a distanza ℓ\ell (con la convenzione dell'utilizzatore). Per molti materiali si trova che, qualunque sia VV:

V=R IoppureI=G V,G=1R,R>0V = R\,I \qquad\text{oppure}\qquad I = G\,V, \quad G = \frac1R, \qquad R > 0

Grandezza Simbolo Unità
resistenza elettrica R=V/IR = V/I ohm, Ω=V/A\Omega = \mathrm{V/A}
conduttanza elettrica G=I/VG = I/V siemens, S=1/Ω\mathrm S = 1/\Omega

Resistenza di un cilindro

Sperimentalmente RR dipende dalla geometria e dal materiale così:

R=ρ ℓSG=γ SℓR = \rho\,\frac{\ell}{S} \qquad\qquad G = \gamma\,\frac{S}{\ell}

  • ρ\rho = resistività del materiale, in Ω m\Omega\,\mathrm m;
  • γ=1/ρ\gamma = 1/\rho = conducibilità (o conduttività), in S/m\mathrm{S/m}.

Perché ha senso. Più il conduttore è lungo, più "strada" devono fare le cariche: RR cresce con ℓ\ell. Più è largo, più cariche possono passare insieme: RR cala con SS. È come l'acqua in un tubo.

Esempio. Filo di rame (ρ≈1,7⋅10−8 Ω m\rho \approx 1{,}7 \cdot 10^{-8}\ \Omega\,\mathrm m), lungo ℓ=10 m\ell = 10\ \mathrm m, sezione S=1,5 mm2=1,5⋅10−6 m2S = 1{,}5\ \mathrm{mm^2} = 1{,}5 \cdot 10^{-6}\ \mathrm{m^2}:

R=1,7⋅10−8⋅101,5⋅10−6≈0,113 ΩR = 1{,}7 \cdot 10^{-8} \cdot \frac{10}{1{,}5 \cdot 10^{-6}} \approx 0{,}113\ \Omega

Attenzione alle unità: la sezione va convertita in m2\mathrm{m^2} (1 mm2=10−6 m21\ \mathrm{mm^2} = 10^{-6}\ \mathrm{m^2}), altrimenti si sbaglia di un fattore un milione.

Resistività dei materiali

Materiale ρ\rho tipica (Ω m\Omega\,\mathrm m)
conduttori metallici 10−8÷10−610^{-8} \div 10^{-6}
soluzioni elettrolitiche <0,1< 0{,}1
semiconduttori 10−1÷10310^{-1} \div 10^{3} (con α<0\alpha < 0)
isolanti 108÷101510^{8} \div 10^{15}
superconduttori 00 (idealmente)

Tra un buon conduttore e un buon isolante ci sono più di 20 ordini di grandezza.

Dipendenza dalla temperatura. Di solito

ρ=ρ0 (1+α (T−T0))\rho = \rho_0\,\big(1 + \alpha\,(T - T_0)\big)

dove ρ0\rho_0 è la resistività misurata alla temperatura di riferimento T0T_0 e α\alpha è il coefficiente di temperatura del materiale. Nei metalli α>0\alpha > 0 (scaldandosi conducono peggio), nei semiconduttori α<0\alpha < 0.

Esempio: rame, α≈0,0039 K−1\alpha \approx 0{,}0039\ \mathrm K^{-1}, da 20 ∘C20\ ^\circ\mathrm C a 70 ∘C70\ ^\circ\mathrm C: ρ=ρ0 (1+0,0039⋅50)≈1,2 ρ0\rho = \rho_0\,(1 + 0{,}0039 \cdot 50) \approx 1{,}2\,\rho_0, cioè +20%+20\%. Il filamento di tungsteno di una lampadina (α≈0,0045 K−1\alpha \approx 0{,}0045\ \mathrm K^{-1}) passa da 2020 a circa 2500 ∘C2500\ ^\circ\mathrm C: la sua resistività (quindi la sua resistenza) diventa circa 1212 volte quella a freddo.

Effetto Joule

Con la convenzione dell'utilizzatore e la legge di Ohm, la potenza entrante nel conduttore è

P=V I=R I2=V2R=G V2P = V\,I = R\,I^2 = \frac{V^2}{R} = G\,V^2

(si sostituisce V=RIV = RI oppure I=V/RI = V/R). Con R>0R > 0 questa potenza è sempre positiva, quindi è sempre assorbita. Sperimentalmente il conduttore si scalda: la potenza elettrica diventa calore, cioè è dissipata (non immagazzinata). È l'effetto Joule.

In regime quasi stazionario vale lo stesso istante per istante: v=R iv = R\,i e p=v i=R i2=G v2≥0p = v\,i = R\,i^2 = G\,v^2 \ge 0.

Conseguenza: siccome p≥0p \ge 0 in ogni istante, il lavoro uscente è sempre ≤0\le 0: un componente che segue la legge di Ohm (con R>0R > 0) è passivo (vedi la definizione in Convenzioni, potenza e lavoro elettricoCon la convenzione dell'utilizzatore (corrente entrante dal +) il prodotto p = v·i è la potenza assorbita, con quella del generatore (corrente uscente dal +) è la potenza erogata; il senso fisico non dipende dalla convenzione. Il lavoro è l'integrale della potenza nel tempo; un componente attivo può erogare lavoro senza limite, uno passivo no.Convenzioni, potenza e lavoro elettrico →).

Esempio. Una lampadina da R=5 ΩR = 5\ \Omega percorsa da I=0,3 AI = 0{,}3\ \mathrm A assorbe P=5⋅0,32=0,45 WP = 5 \cdot 0{,}3^2 = 0{,}45\ \mathrm W.

Legge di Ohm in forma locale

La relazione V=RIV = RI per un cilindro discende da una relazione che vale punto per punto nel materiale (la legge di Ohm alle grandezze specifiche):

E=ρ J(equivalentemente J=γ E)\mathbf E = \rho\,\mathbf J \qquad (\text{equivalentemente } \mathbf J = \gamma\,\mathbf E)

Infatti nel cilindro E\mathbf E e J\mathbf J sono uniformi e diretti lungo l'asse, quindi

R=VI=∫E⋅t dℓ∫J⋅n dS=E ℓJ S=ρJ ℓJ S=ρ ℓSR = \frac VI = \frac{\int \mathbf E \cdot \mathbf t\,d\ell}{\int \mathbf J \cdot \mathbf n\,dS} = \frac{E\,\ell}{J\,S} = \frac{\rho J\,\ell}{J\,S} = \rho\,\frac{\ell}{S}

Come v iv\,i è una potenza, il prodotto scalare dei campi è una densità di potenza (in W/m3\mathrm{W/m^3}):

p=E⋅J=ρ J⋅J=ρ J2p = \mathbf E \cdot \mathbf J = \rho\,\mathbf J \cdot \mathbf J = \rho\,J^2

Integrata sul volume del conduttore, dà la potenza dissipata.

Il resistore ideale

È il bipolo con equazione (convenzione dell'utilizzatore)

v=R i⟺i=G v,G=1Rv = R\,i \qquad\Longleftrightarrow\qquad i = G\,v, \quad G = \frac1R

La sua caratteristica nel piano vv–ii è una retta per l'origine. Se si mette ii in ascissa e vv in ordinata la pendenza è tan⁡α=R\tan\alpha = R; con gli assi scambiati è tan⁡β=G\tan\beta = G.

Grafico interattivo: Caratteristica i = G·v di un resistore con R = 5 Ω (G = 0,2 S): retta per l'origine (v in ascissa, i in ordinata)

Proprietà:

  • lineare: la caratteristica è una retta passante per l'origine (raddoppiando ii raddoppia vv);
  • tempo-invariante: RR e GG sono costanti;
  • bilaterale: invertendo entrambi i riferimenti la caratteristica non cambia (da v=Riv = Ri si passa a −v=R(−i)-v = R(-i), che è la stessa equazione). In pratica il resistore non ha un "verso" di collegamento.

Potenza: p=v i=R i2=G v2p = v\,i = R\,i^2 = G\,v^2.

  • Se R>0R > 0 il resistore ideale è passivo: è il modello dei resistori fisici (conduzione e dissipazione).
  • Se R<0R < 0 sarebbe attivo (p<0p < 0: eroga potenza). Non esiste come componente singolo, ma si ottiene con circuiti elettronici e torna utile nei modelli.

Casi limite: cortocircuito e circuito aperto

Bipolo Parametri Equazione Potenza Caratteristica
cortocircuito R=0R = 0 (G=∞G = \infty) v=0v = 0 per ogni ii p=0p = 0 l'asse delle correnti
circuito aperto R=∞R = \infty (G=0G = 0) i=0i = 0 per ogni vv p=0p = 0 l'asse delle tensioni

Il cortocircuito è un filo ideale (come un amperometro idealeStrumento in serie che misura la corrente senza tensione ai suoi capi.Carica e corrente elettrica →); il circuito aperto è un'interruzione (come un voltmetro idealeStrumento in parallelo che misura la tensione senza assorbire corrente.Tensione elettrica e potenziale →). Nessuno dei due scambia potenza.

Appendice: altre geometrie

Lo stesso ragionamento (E=ρJ\mathbf E = \rho\mathbf J, poi integrare) dà la resistenza di conduttori non cilindrici. In tutti i casi le due superfici estreme SAS_A e SBS_B sono equipotenziali, la tensione è V=UA−UB>0V = U_A - U_B > 0 e la corrente si distribuisce uniformemente su ogni superficie intermedia di raggio rr.

Guscio cilindrico (tra due cilindri coassiali di raggi rA<rBr_A < r_B, lunghezza ℓ\ell; campo radiale). La superficie intermedia è un cilindro di area 2πrℓ2\pi r \ell:

J(r)=I2πrℓ,Ec(r)=ρJ=ρI2πrℓ,V=∫rArBρI2πrℓ dr=ρI2πℓln⁡rBrAJ(r) = \frac{I}{2\pi r\ell}, \qquad E_c(r) = \rho J = \frac{\rho I}{2\pi r \ell}, \qquad V = \int_{r_A}^{r_B} \frac{\rho I}{2\pi r\ell}\,dr = \frac{\rho I}{2\pi\ell}\ln\frac{r_B}{r_A}

⟹R=VI=ρ2πℓ ln⁡rBrA\Longrightarrow\quad R = \frac VI = \frac{\rho}{2\pi\ell}\,\ln\frac{r_B}{r_A}

Esempio: l'isolante di un cavo coassiale (ρ=1012 Ω m\rho = 10^{12}\ \Omega\,\mathrm m, ℓ=1 m\ell = 1\ \mathrm m, rA=1 mmr_A = 1\ \mathrm{mm}, rB=3 mmr_B = 3\ \mathrm{mm}) ha R=10122πln⁡3≈1,7⋅1011 ΩR = \frac{10^{12}}{2\pi}\ln 3 \approx 1{,}7 \cdot 10^{11}\ \Omega: la corrente che "scappa" attraverso l'isolante è trascurabile.

Guscio sferico (tra due sfere concentriche, area intermedia 4πr24\pi r^2):

J(r)=I4πr2,V=∫rArBρI4πr2 dr=ρI4π(1rA−1rB)⟹R=ρ4π(1rA−1rB)J(r) = \frac{I}{4\pi r^2}, \qquad V = \int_{r_A}^{r_B} \frac{\rho I}{4\pi r^2}\,dr = \frac{\rho I}{4\pi}\left(\frac1{r_A} - \frac1{r_B}\right) \quad\Longrightarrow\quad R = \frac{\rho}{4\pi}\left(\frac1{r_A} - \frac1{r_B}\right)

Guscio emisferico (metà della sfera): l'area è dimezzata, quindi la resistenza raddoppia:

R=ρ2π(1rA−1rB)→ rB→∞ R=ρ2πrAR = \frac{\rho}{2\pi}\left(\frac1{r_A} - \frac1{r_B}\right) \quad\xrightarrow{\ r_B \to \infty\ }\quad R = \frac{\rho}{2\pi r_A}

È il modello semplificato del dispersore di terra degli impianti elettrici (un elettrodo semisferico piantato nel terreno, con il "ritorno" all'infinito). Esempio: terreno con ρ=100 Ω m\rho = 100\ \Omega\,\mathrm m, rA=0,5 mr_A = 0{,}5\ \mathrm m: R=1002π⋅0,5≈32 ΩR = \frac{100}{2\pi \cdot 0{,}5} \approx 32\ \Omega.

Errori comuni

  • Usare V=RIV = RI con la convenzione del generatore. Con la corrente uscente dal ++ l'equazione del resistore diventa V=−RIV = -RI.
  • Dimenticare di convertire i mm2\mathrm{mm^2} in m2\mathrm{m^2} in R=ρℓ/SR = \rho\ell/S.
  • Confondere resistenza e resistività: la prima dipende dalla forma del pezzo (Ω\Omega), la seconda solo dal materiale (Ω m\Omega\,\mathrm m).

Esercizi su questo argomento

Lezioni in cui compare

Teoria collegata