Derivata e integrale di un vettore
In questa pagina 7
Ultima nota del capitolo sui vettori: serve per definire velocità e accelerazione nel piano, cioè per passare da Moto rettilineo - posizione, velocità e accelerazioneIl moto lungo una retta è descritto dalla legge oraria x(t); la velocità è la sua derivata, l'accelerazione la derivata della velocità. Integrando si torna indietro: v e x si ricavano da a e dalle condizioni iniziali.Moto rettilineo - posizione, velocità e accelerazione → a Moto nel piano - posizione, velocità e accelerazioneNel piano la posizione è il vettore r(t); la velocità v = dr/dt è sempre tangente alla traiettoria, con modulo ds/dt. L'accelerazione a = dv/dt si scompone in tangenziale dv/dt (cambia la rapidità) e normale v²/R verso il centro di curvatura (cambia la direzione).Moto nel piano - posizione, velocità e accelerazione →. Prima: Vettori - componenti, somma e moduloUn vettore ha modulo, direzione e verso. In un riferimento cartesiano si scrive con le sue componenti lungo i versori i, j, k: somma, differenza e prodotto per un numero si fanno componente per componente, il modulo con Pitagora.Vettori - componenti, somma e modulo →, Prodotto scalare e prodotto vettorialeIl prodotto scalare a·b = ab cosθ è un numero, massimo per vettori paralleli e nullo per vettori perpendicolari; serve per proiezioni e lavoro. Il prodotto vettoriale a×b è un vettore perpendicolare ad entrambi, di modulo ab sinθ, verso con la mano destra; serve per momenti e rotazioni.Prodotto scalare e prodotto vettoriale →.
Vettori che dipendono dal tempo
Un vettore funzione del tempo associa a ogni istante un vettore. L'esempio fondamentale è il vettore posizione di un punto che si muove: in ogni istante è la freccia dall'origine al punto. In componenti cartesiane
cioè un vettore funzione del tempo equivale a tre funzioni numeriche del tempo, le sue componenti. I versori degli assi sono fissi: non cambiano nel tempo.
Derivata
Come per le funzioni numeriche, la derivata è il limite del rapporto incrementale:
Il numeratore è una differenza di vettori (la freccia che va dalla punta di alla punta di ), divisa per un numero: è un vettore. Quindi la derivata di un vettore è un vettore.
Si deriva componente per componente
Poiché i versori degli assi sono costanti, la differenza si fa componente per componente e il limite pure:
Esempio. (metri, secondi). Allora
(È un Moto parabolicoUn corpo lanciato vicino al suolo, trascurando l'aria, ha accelerazione costante g verso il basso: moto uniforme in orizzontale, uniformemente accelerato in verticale. Traiettoria parabolica, quota massima v0y²/2g, gittata v0² sin2θ/g (massima a 45°); lancio da un'altezza h con un'equazione di secondo grado.Moto parabolico → con accelerazione costante verso il basso.)
Regole di derivazione
Valgono le stesse regole delle funzioni numeriche, rispettando l'ordine dei fattori nel prodotto vettoriale ( è una funzione numerica):
| regola | |
|---|---|
| somma | |
| prodotto per una funzione | |
| prodotto scalare | |
| prodotto vettoriale | (ordine fisso) |
Vettore di modulo costante: la derivata è perpendicolare
Se è costante (il vettore può solo ruotare), allora è costante e la sua derivata è zero. Con la regola del prodotto scalare:
Un vettore che non cambia lunghezza può cambiare solo direzione, e la sua derivata è sempre perpendicolare a lui. Intuizione: la punta di una freccia che ruota attorno alla coda si muove su una circonferenza, e lo spostamento lungo una circonferenza è tangente, cioè perpendicolare al raggio.
Derivata di un versore
Caso particolare importantissimo: un versore ha modulo sempre , quindi la sua derivata è perpendicolare a lui. Quanto vale?
Si consideri un versore nel piano che forma un angolo con l'asse :
Derivando con la regola della funzione composta ():
Il vettore tra parentesi, , è a sua volta un versore (modulo ) ed è ruotato di in senso antiorario (il suo angolo è : infatti e ). Quindi
Lettura: la derivata di un versore ha
- modulo : la rapidità con cui ruota, in rad/s (per questo gli angoli vanno in radianti);
- direzione perpendicolare a , nel verso in cui il versore sta ruotando.
Un versore fermo ( costante) ha derivata nulla, come i versori degli assi.
In notazione vettoriale. Introducendo il vettore (perpendicolare al piano di rotazione), la formula si scrive : infatti è proprio ruotato di in senso antiorario, cioè . Questa forma vale anche per rotazioni nello spazio e tornerà nel Moto circolareSulla circonferenza la posizione è data dall'angolo θ(t): s = Rθ, v = ωR con ω = dθ/dt. Moto uniforme: periodo T = 2π/ω, accelerazione solo centripeta ω²R. Moto non uniforme: anche accelerazione tangenziale αR. In forma vettoriale v = ω × r.Moto circolare → e nei Moti relativi - velocità e accelerazione di trascinamento.
Derivata di un vettore scritto come modulo per versore
Scrivendo un vettore qualsiasi come (modulo per versore, entrambi funzioni del tempo) e derivando con la regola del prodotto:
La derivata di un vettore ha due contributi con significati diversi:
- una parte parallela al vettore, che c'è solo se cambia il modulo;
- una parte perpendicolare, che c'è solo se cambia la direzione.
È la chiave per capire l'accelerazione nel moto curvilineo: applicata al vettore velocità dà l'accelerazione tangenziale (cambia la rapidità) e l'accelerazione normale (cambia la direzione del moto). Vedi Moto nel piano - posizione, velocità e accelerazioneNel piano la posizione è il vettore r(t); la velocità v = dr/dt è sempre tangente alla traiettoria, con modulo ds/dt. L'accelerazione a = dv/dt si scompone in tangenziale dv/dt (cambia la rapidità) e normale v²/R verso il centro di curvatura (cambia la direzione).Moto nel piano - posizione, velocità e accelerazione →.
Conseguenza da ricordare: un vettore di modulo costante può avere derivata non nulla. Un'auto che percorre una curva a km/h costanti accelera, perché la direzione della velocità cambia.
Integrale
Anche l'integrale si fa componente per componente:
e vale il teorema fondamentale del calcolo: se , allora . In cinematica:
con le condizioni iniziali che ora sono vettori: posizione iniziale e velocità iniziale (due componenti ciascuna nel piano).
Esempio. Accelerazione costante , , :
Attenzione: si integra componente per componente solo lungo versori fissi. Se un vettore è scritto con versori che ruotano (come e sopra), non si possono "tirare fuori" dall'integrale.
Riassunto
| formula | |
|---|---|
| derivata in componenti | |
| modulo costante | : derivata perpendicolare |
| derivata di un versore | |
| derivata di | (cambia il modulo) (cambia la direzione) |
| integrale | componente per componente, con condizioni iniziali vettoriali |
(Il punto sopra una grandezza, , è un'abbreviazione per la derivata rispetto al tempo, .)
Errori comuni
- Pensare che un vettore di modulo costante abbia derivata nulla: ha derivata nulla solo se anche la direzione è costante.
- Derivare il modulo invece del vettore: e sono cose diverse. Nel moto circolare uniforme la seconda è zero, la prima no.
- Trattare come costanti versori che ruotano (tangente, normale, radiale): vanno derivati anche loro.
- Usare l'angolo in gradi in : la formula vale solo in radianti.