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Note per Studenti Elaborazione dei dati sperimentali

Elaborazione dei dati sperimentali

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Argomento delle lezioni sul trattamento dei dati (nel corso arriva dopo gli urti) e base del test di laboratorio, che chiede proprio questi concetti applicati alle esperienze fatte in aula: pendolo, guidovia con slitte e urti, volano. Prima: Grandezze fisiche, unità di misura e dimensioniUna grandezza fisica è definita da come la si misura; ogni misura è numero più unità. Sistema Internazionale, prefissi, conversioni e analisi dimensionale per controllare le formule.Grandezze fisiche, unità di misura e dimensioni →. Esercizio: Esercizio 6 · domande dei test di laboratorio.

Misura e incertezza

Nessuna misura è esatta. Il risultato di una misura si scrive sempre come

x=xbest±δxper esempiog=(9,81±0,02) m/s2x = x_{\text{best}} \pm \delta x \qquad \text{per esempio} \quad g = (9{,}81 \pm 0{,}02)\ \text{m/s}^2

dove xbestx_{\text{best}} è la miglior stima e δx\delta x l'incertezza (o errore): si afferma che il valore vero sta, con buona probabilità, tra xbest−δxx_{\text{best}} - \delta x e xbest+δxx_{\text{best}} + \delta x.

Errore relativo: δx∣xbest∣\dfrac{\delta x}{|x_{\text{best}}|}, un numero puro, spesso in percentuale. Dice quanto è buona la misura indipendentemente dall'unità: ±1\pm 1 mm su 11 m è lo 0,1%0{,}1\%, su 11 cm è il 10%10\%.

Come si scrive: l'incertezza si arrotonda a 1 o 2 cifre significative, e il valore si arrotonda alla stessa cifra decimale. g=9,8137±0,0213g = 9{,}8137 \pm 0{,}0213 si scrive g=(9,81±0,02) m/s2g = (9{,}81 \pm 0{,}02)\ \text{m/s}^2.

Errori sistematici e casuali

errori sistematici errori casuali
effetto spostano tutte le misure nello stesso verso spostano le misure a caso, un po' in su e un po' in giù
esempi strumento tarato male, cronometro fatto partire sempre in ritardo, attrito o massa del filo trascurati nel modello piccole variazioni nella prontezza di riflessi, vibrazioni, lettura della scala
ripetendo la misura non si riducono si riducono facendo la media
come si combattono migliorando strumento e modello, correggendo ripetendo le misure

Una misura è precisa se gli errori casuali sono piccoli (misure ripetute vicine tra loro), accurata se gli errori sistematici sono piccoli (la media è vicina al valore vero). Si può essere precisi ma non accurati: tante misure strette attorno al valore sbagliato.

Esempio dal laboratorio: nell'esperienza del volano si trascura la massa del filo; è un errore sistematico, accettabile se è piccolo rispetto agli errori casuali. Nella guidovia, l'attrito residuo rallenta le slitte: se si misura la velocità lontano dalla zona dell'urto si commette un errore sistematico, sempre nello stesso verso (vedi l'Esercizio 6 · domande dei test di laboratorio).

Sensibilità (risoluzione) dello strumento: la più piccola variazione che lo strumento riesce a mostrare (11 mm per un metro a nastro, 0,010{,}01 s per un cronometro digitale). Se ripetendo la misura si ottiene sempre lo stesso valore, l'incertezza è data dalla sensibilità.

Misure ripetute: media e deviazione standard

Si misura NN volte la stessa grandezza e si ottengono x1,x2,…,xNx_1, x_2, \dots, x_N, diversi per colpa degli errori casuali.

Media aritmetica: la miglior stima del valore vero.

xˉ=1N∑i=1Nxi\bar x = \frac{1}{N}\sum_{i=1}^{N} x_i

Deviazione standard (scarto quadratico medio): misura quanto sono sparpagliate le singole misure attorno alla media.

σx=1N−1∑i=1N(xi−xˉ)2\sigma_x = \sqrt{\frac{1}{N - 1}\sum_{i=1}^{N} (x_i - \bar x)^2}

Si eleva al quadrato ogni scarto xi−xˉx_i - \bar x perché altrimenti scarti positivi e negativi si cancellerebbero (la somma degli scarti è sempre zero). Si divide per N−1N - 1 e non per NN perché la media è stata calcolata dagli stessi dati, e questo "consuma" un dato (con una sola misura non si può stimare la dispersione).

σx\sigma_x è l'incertezza della singola misura: una nuova misura cadrà in xˉ±σx\bar x \pm \sigma_x circa due volte su tre.

Errore della media. La media di NN misure è più affidabile di una misura sola:

σxˉ=σxN\sigma_{\bar x} = \frac{\sigma_x}{\sqrt N}

Il risultato si scrive x=xˉ±σxˉx = \bar x \pm \sigma_{\bar x}. Per dimezzare l'errore servono quattro volte più misure (per la radice).

Esempio. Otto misure del periodo di un pendolo (s): 2,032{,}03; 2,012{,}01; 2,052{,}05; 2,022{,}02; 2,042{,}04; 2,002{,}00; 2,032{,}03; 2,022{,}02. Media Tˉ=2,025\bar T = 2{,}025 s, deviazione standard σT=0,016\sigma_T = 0{,}016 s, errore della media 0,0168=0,006\frac{0{,}016}{\sqrt8} = 0{,}006 s. Risultato: T=(2,025±0,006)T = (2{,}025 \pm 0{,}006) s.

La distribuzione normale

Se gli errori casuali sono dovuti a tante piccole cause indipendenti, i valori misurati si distribuiscono secondo la distribuzione normale (gaussiana): la curva a campana centrata sul valore vero, con larghezza data da σ\sigma. Le probabilità da ricordare:

intervallo probabilità che una misura vi cada
xˉ±σ\bar x \pm \sigma 68,3%68{,}3\%
xˉ±2σ\bar x \pm 2\sigma 95,4%95{,}4\%
xˉ±3σ\bar x \pm 3\sigma 99,7%99{,}7\%

Grafico interattivo: Distribuzione normale standard (ascissa: scarto dalla media in unità di σ; ordinata: densità di probabilità). Il 68,3% delle misure cade tra −1 e +1

Compatibilità tra due misure. Due risultati x1±σ1x_1 \pm \sigma_1 e x2±σ2x_2 \pm \sigma_2 sono compatibili se la loro differenza è piccola rispetto all'incertezza della differenza, σd=σ12+σ22\sigma_d = \sqrt{\sigma_1^2 + \sigma_2^2}: di solito si richiede ∣x1−x2∣≤2σd|x_1 - x_2| \le 2\sigma_d (o 3σd3\sigma_d). Allo stesso modo si confronta una misura con un valore atteso (per esempio g=9,81g = 9{,}81).

Media pesata

Se si hanno misure della stessa grandezza con incertezze diverse (per esempio di gruppi di lavoro diversi), la media aritmetica non è la scelta migliore: le misure più precise devono contare di più. Si usa la media pesata con pesi wi=1/σi2w_i = 1/\sigma_i^2:

xˉw=∑iwi xi∑iwiσxˉw=1∑iwi\bar x_w = \frac{\sum_i w_i\,x_i}{\sum_i w_i} \qquad\qquad \sigma_{\bar x_w} = \frac{1}{\sqrt{\sum_i w_i}}

Esempio. Tre gruppi trovano g=9,78±0,02g = 9{,}78 \pm 0{,}02; 9,85±0,059{,}85 \pm 0{,}05; 9,80±0,039{,}80 \pm 0{,}03 (m/s²). Pesi: 25002500, 400400, 11111111. Media pesata 9,7939{,}793, incertezza 14011=0,016\frac{1}{\sqrt{4011}} = 0{,}016: g=(9,79±0,02) m/s2g = (9{,}79 \pm 0{,}02)\ \text{m/s}^2. La misura meno precisa (9,859{,}85) pesa poco.

Propagazione degli errori

Spesso la grandezza che interessa non si misura direttamente ma si calcola da altre misurate (misura indiretta): g=4π2ℓ/T2g = 4\pi^2 \ell / T^2 dal pendolo. Come si propagano le incertezze di ℓ\ell e TT su gg?

Per errori casuali e indipendenti le incertezze si sommano in quadratura:

relazione incertezza
q=x±yq = x \pm y σq=σx2+σy2\sigma_q = \sqrt{\sigma_x^2 + \sigma_y^2} (si sommano gli errori assoluti)
q=x⋅yq = x \cdot y oppure q=x/yq = x / y σq∣q∣=(σxx)2+(σyy)2\dfrac{\sigma_q}{\lvert q \rvert} = \sqrt{\left(\dfrac{\sigma_x}{x}\right)^2 + \left(\dfrac{\sigma_y}{y}\right)^2} (si sommano gli errori relativi)
q=c xnq = c\,x^n σq∣q∣=∣n∣ σx∣x∣\dfrac{\sigma_q}{\lvert q \rvert} = \lvert n \rvert\,\dfrac{\sigma_x}{\lvert x \rvert}
q=f(x,y)q = f(x, y) qualsiasi σq=(∂f∂xσx)2+(∂f∂yσy)2\sigma_q = \sqrt{\left(\dfrac{\partial f}{\partial x}\sigma_x\right)^2 + \left(\dfrac{\partial f}{\partial y}\sigma_y\right)^2}

Perché in quadratura e non semplicemente sommati: gli errori indipendenti hanno la stessa probabilità di essere concordi o discordi, e a volte si compensano. La somma semplice σx+σy\sigma_x + \sigma_y (errore massimo) è il caso peggiore e si usa quando gli errori non sono casuali (per esempio quando l'incertezza è la sensibilità dello strumento) o quando si vuole una stima prudente.

Esempio: prodotto. F=x yF = x\,y con xx misurato al 10%10\% e yy al 2%2\%: in quadratura 102+22=10,2%≈10%\sqrt{10^2 + 2^2} = 10{,}2\% \approx 10\%; come errore massimo 12%12\%. Si noti che domina l'errore più grande: migliorare yy non serve a niente, bisogna migliorare xx.

Esempio: pendolo. ℓ=(0,800±0,002)\ell = (0{,}800 \pm 0{,}002) m e T=(1,795±0,004)T = (1{,}795 \pm 0{,}004) s. Allora g=4π2⋅0,8001,7952=9,802 m/s2g = \frac{4\pi^2 \cdot 0{,}800}{1{,}795^2} = 9{,}802\ \text{m/s}^2, e

σgg=(0,0020,800)2+(2⋅0,0041,795)2=0,00252+0,00452=0,0051\frac{\sigma_g}{g} = \sqrt{\left(\frac{0{,}002}{0{,}800}\right)^2 + \left(2 \cdot \frac{0{,}004}{1{,}795}\right)^2} = \sqrt{0{,}0025^2 + 0{,}0045^2} = 0{,}0051

cioè 0,5%0{,}5\%: g=(9,80±0,05) m/s2g = (9{,}80 \pm 0{,}05)\ \text{m/s}^2. Il periodo, che compare al quadrato, conta il doppio: per questo si misura il tempo di molte oscillazioni e lo si divide per il loro numero.

Fit lineare (metodo dei minimi quadrati)

Quando la teoria prevede una relazione lineare y=a+b xy = a + b\,x tra due grandezze misurate, si misurano coppie (xi,yi)(x_i, y_i) e si cerca la retta che passa "più vicino" a tutti i punti. Il metodo dei minimi quadrati sceglie aa e bb in modo da rendere minima la somma dei quadrati degli scarti verticali, ∑i(yi−a−bxi)2\sum_i (y_i - a - b x_i)^2. Imponendo nulle le derivate rispetto ad aa e bb si trova

b=N∑xiyi−∑xi∑yiN∑xi2−(∑xi)2a=yˉ−b xˉb = \frac{N\sum x_i y_i - \sum x_i \sum y_i}{N\sum x_i^2 - \left(\sum x_i\right)^2} \qquad\qquad a = \bar y - b\,\bar x

(i fogli di calcolo e i software di laboratorio lo fanno automaticamente, e danno anche le incertezze di aa e bb).

Perché fare un fit invece di calcolare la grandezza punto per punto: si usano tutte le misure insieme, la stima è migliore, e il grafico mostra subito se la relazione è davvero lineare (punti allineati) o se c'è qualcosa che non va (un punto anomalo, un errore sistematico che fa curvare i dati, un'intercetta che dovrebbe essere zero e non lo è).

Linearizzare. Se la relazione non è lineare, si cambiano le variabili. Per il pendolo T=2πℓ/gT = 2\pi\sqrt{\ell/g} (vedi Pendolo semplice); elevando al quadrato

T2=4π2g ℓT^2 = \frac{4\pi^2}{g}\,\ell

quindi T2T^2 in funzione di ℓ\ell è una retta passante per l'origine con pendenza b=4π2/gb = 4\pi^2/g. Dal fit si ricava g=4π2/bg = 4\pi^2/b.

Esempio. Periodi misurati per cinque lunghezze:

ℓ\ell (m) 0,300{,}30 0,500{,}50 0,700{,}70 0,900{,}90 1,101{,}10
TT (s) 1,1011{,}101 1,4181{,}418 1,6801{,}680 1,9031{,}903 2,1052{,}105
T2T^2 (s²) 1,2121{,}212 2,0112{,}011 2,8222{,}822 3,6213{,}621 4,4314{,}431

Il fit di T2T^2 contro ℓ\ell dà b=4,024 s2/mb = 4{,}024\ \text{s}^2/\text{m} e a=0,003 s2a = 0{,}003\ \text{s}^2 (compatibile con zero, come previsto). Quindi g=4π24,024=9,81 m/s2g = \frac{4\pi^2}{4{,}024} = 9{,}81\ \text{m/s}^2.

Pendenza = velocità. Nella guidovia il sensore registra la posizione s(t)s(t) della slitta; in una zona in cui la slitta si muove di moto uniforme, il fit lineare di s(t)s(t) ha pendenza uguale alla velocità (Moto rettilineo uniforme e uniformemente acceleratoVelocità costante: x = x0 + v t, diagramma orario rettilineo. Accelerazione costante: v = v0 + a t, x = x0 + v0 t + a t²/2 e v² = v0² + 2a(x − x0), diagramma orario parabolico.Moto rettilineo uniforme e uniformemente accelerato →). Così si misurano le velocità prima e dopo un urto (Urto elastico e urto completamente anelastico).

Riassunto

concetto formula o regola
miglior stima da NN misure xˉ=1N∑xi\bar x = \frac1N \sum x_i
dispersione della singola misura σx=1N−1∑(xi−xˉ)2\sigma_x = \sqrt{\frac{1}{N-1}\sum (x_i - \bar x)^2}
errore della media σx/N\sigma_x / \sqrt N
probabilità in ±σ\pm\sigma, ±2σ\pm 2\sigma, ±3σ\pm 3\sigma 68,3%68{,}3\%, 95,4%95{,}4\%, 99,7%99{,}7\%
misure con errori diversi media pesata con pesi 1/σi21/\sigma_i^2
somme e differenze errori assoluti in quadratura
prodotti e quozienti errori relativi in quadratura
potenza xnx^n errore relativo moltiplicato per ∣n∣\lvert n \rvert
relazione lineare fit ai minimi quadrati, pendenza e intercetta

Errori comuni

  • Pensare che ripetere le misure riduca gli errori sistematici: la media riduce solo quelli casuali.
  • Sommare gli errori assoluti in un prodotto: nei prodotti e nei quozienti si combinano gli errori relativi.
  • Scrivere troppe cifre: g=9,80213±0,05011g = 9{,}80213 \pm 0{,}05011 va scritto (9,80±0,05)(9{,}80 \pm 0{,}05).
  • Confondere la deviazione standard con l'errore della media: la prima descrive la singola misura, la seconda la media (è N\sqrt N volte più piccola).

Esercizi su questo argomento