Elaborazione dei dati sperimentali
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Argomento delle lezioni sul trattamento dei dati (nel corso arriva dopo gli urti) e base del test di laboratorio, che chiede proprio questi concetti applicati alle esperienze fatte in aula: pendolo, guidovia con slitte e urti, volano. Prima: Grandezze fisiche, unità di misura e dimensioniUna grandezza fisica è definita da come la si misura; ogni misura è numero più unità. Sistema Internazionale, prefissi, conversioni e analisi dimensionale per controllare le formule.Grandezze fisiche, unità di misura e dimensioni →. Esercizio: Esercizio 6 · domande dei test di laboratorio.
Misura e incertezza
Nessuna misura è esatta. Il risultato di una misura si scrive sempre come
dove è la miglior stima e l'incertezza (o errore): si afferma che il valore vero sta, con buona probabilità, tra e .
Errore relativo: , un numero puro, spesso in percentuale. Dice quanto è buona la misura indipendentemente dall'unità: mm su m è lo , su cm è il .
Come si scrive: l'incertezza si arrotonda a 1 o 2 cifre significative, e il valore si arrotonda alla stessa cifra decimale. si scrive .
Errori sistematici e casuali
| errori sistematici | errori casuali | |
|---|---|---|
| effetto | spostano tutte le misure nello stesso verso | spostano le misure a caso, un po' in su e un po' in giù |
| esempi | strumento tarato male, cronometro fatto partire sempre in ritardo, attrito o massa del filo trascurati nel modello | piccole variazioni nella prontezza di riflessi, vibrazioni, lettura della scala |
| ripetendo la misura | non si riducono | si riducono facendo la media |
| come si combattono | migliorando strumento e modello, correggendo | ripetendo le misure |
Una misura è precisa se gli errori casuali sono piccoli (misure ripetute vicine tra loro), accurata se gli errori sistematici sono piccoli (la media è vicina al valore vero). Si può essere precisi ma non accurati: tante misure strette attorno al valore sbagliato.
Esempio dal laboratorio: nell'esperienza del volano si trascura la massa del filo; è un errore sistematico, accettabile se è piccolo rispetto agli errori casuali. Nella guidovia, l'attrito residuo rallenta le slitte: se si misura la velocità lontano dalla zona dell'urto si commette un errore sistematico, sempre nello stesso verso (vedi l'Esercizio 6 · domande dei test di laboratorio).
Sensibilità (risoluzione) dello strumento: la più piccola variazione che lo strumento riesce a mostrare ( mm per un metro a nastro, s per un cronometro digitale). Se ripetendo la misura si ottiene sempre lo stesso valore, l'incertezza è data dalla sensibilità.
Misure ripetute: media e deviazione standard
Si misura volte la stessa grandezza e si ottengono , diversi per colpa degli errori casuali.
Media aritmetica: la miglior stima del valore vero.
Deviazione standard (scarto quadratico medio): misura quanto sono sparpagliate le singole misure attorno alla media.
Si eleva al quadrato ogni scarto perché altrimenti scarti positivi e negativi si cancellerebbero (la somma degli scarti è sempre zero). Si divide per e non per perché la media è stata calcolata dagli stessi dati, e questo "consuma" un dato (con una sola misura non si può stimare la dispersione).
è l'incertezza della singola misura: una nuova misura cadrà in circa due volte su tre.
Errore della media. La media di misure è più affidabile di una misura sola:
Il risultato si scrive . Per dimezzare l'errore servono quattro volte più misure (per la radice).
Esempio. Otto misure del periodo di un pendolo (s): ; ; ; ; ; ; ; . Media s, deviazione standard s, errore della media s. Risultato: s.
La distribuzione normale
Se gli errori casuali sono dovuti a tante piccole cause indipendenti, i valori misurati si distribuiscono secondo la distribuzione normale (gaussiana): la curva a campana centrata sul valore vero, con larghezza data da . Le probabilità da ricordare:
| intervallo | probabilità che una misura vi cada |
|---|---|
Grafico interattivo: Distribuzione normale standard (ascissa: scarto dalla media in unità di σ; ordinata: densità di probabilità). Il 68,3% delle misure cade tra −1 e +1
Compatibilità tra due misure. Due risultati e sono compatibili se la loro differenza è piccola rispetto all'incertezza della differenza, : di solito si richiede (o ). Allo stesso modo si confronta una misura con un valore atteso (per esempio ).
Media pesata
Se si hanno misure della stessa grandezza con incertezze diverse (per esempio di gruppi di lavoro diversi), la media aritmetica non è la scelta migliore: le misure più precise devono contare di più. Si usa la media pesata con pesi :
Esempio. Tre gruppi trovano ; ; (m/s²). Pesi: , , . Media pesata , incertezza : . La misura meno precisa () pesa poco.
Propagazione degli errori
Spesso la grandezza che interessa non si misura direttamente ma si calcola da altre misurate (misura indiretta): dal pendolo. Come si propagano le incertezze di e su ?
Per errori casuali e indipendenti le incertezze si sommano in quadratura:
| relazione | incertezza |
|---|---|
| (si sommano gli errori assoluti) | |
| oppure | (si sommano gli errori relativi) |
| qualsiasi |
Perché in quadratura e non semplicemente sommati: gli errori indipendenti hanno la stessa probabilità di essere concordi o discordi, e a volte si compensano. La somma semplice (errore massimo) è il caso peggiore e si usa quando gli errori non sono casuali (per esempio quando l'incertezza è la sensibilità dello strumento) o quando si vuole una stima prudente.
Esempio: prodotto. con misurato al e al : in quadratura ; come errore massimo . Si noti che domina l'errore più grande: migliorare non serve a niente, bisogna migliorare .
Esempio: pendolo. m e s. Allora , e
cioè : . Il periodo, che compare al quadrato, conta il doppio: per questo si misura il tempo di molte oscillazioni e lo si divide per il loro numero.
Fit lineare (metodo dei minimi quadrati)
Quando la teoria prevede una relazione lineare tra due grandezze misurate, si misurano coppie e si cerca la retta che passa "più vicino" a tutti i punti. Il metodo dei minimi quadrati sceglie e in modo da rendere minima la somma dei quadrati degli scarti verticali, . Imponendo nulle le derivate rispetto ad e si trova
(i fogli di calcolo e i software di laboratorio lo fanno automaticamente, e danno anche le incertezze di e ).
Perché fare un fit invece di calcolare la grandezza punto per punto: si usano tutte le misure insieme, la stima è migliore, e il grafico mostra subito se la relazione è davvero lineare (punti allineati) o se c'è qualcosa che non va (un punto anomalo, un errore sistematico che fa curvare i dati, un'intercetta che dovrebbe essere zero e non lo è).
Linearizzare. Se la relazione non è lineare, si cambiano le variabili. Per il pendolo (vedi Pendolo semplice); elevando al quadrato
quindi in funzione di è una retta passante per l'origine con pendenza . Dal fit si ricava .
Esempio. Periodi misurati per cinque lunghezze:
| (m) | |||||
|---|---|---|---|---|---|
| (s) | |||||
| (s²) |
Il fit di contro dà e (compatibile con zero, come previsto). Quindi .
Pendenza = velocità. Nella guidovia il sensore registra la posizione della slitta; in una zona in cui la slitta si muove di moto uniforme, il fit lineare di ha pendenza uguale alla velocità (Moto rettilineo uniforme e uniformemente acceleratoVelocità costante: x = x0 + v t, diagramma orario rettilineo. Accelerazione costante: v = v0 + a t, x = x0 + v0 t + a t²/2 e v² = v0² + 2a(x − x0), diagramma orario parabolico.Moto rettilineo uniforme e uniformemente accelerato →). Così si misurano le velocità prima e dopo un urto (Urto elastico e urto completamente anelastico).
Riassunto
| concetto | formula o regola |
|---|---|
| miglior stima da misure | |
| dispersione della singola misura | |
| errore della media | |
| probabilità in , , | , , |
| misure con errori diversi | media pesata con pesi |
| somme e differenze | errori assoluti in quadratura |
| prodotti e quozienti | errori relativi in quadratura |
| potenza | errore relativo moltiplicato per |
| relazione lineare | fit ai minimi quadrati, pendenza e intercetta |
Errori comuni
- Pensare che ripetere le misure riduca gli errori sistematici: la media riduce solo quelli casuali.
- Sommare gli errori assoluti in un prodotto: nei prodotti e nei quozienti si combinano gli errori relativi.
- Scrivere troppe cifre: va scritto .
- Confondere la deviazione standard con l'errore della media: la prima descrive la singola misura, la seconda la media (è volte più piccola).