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Note per Studenti Esercizio 17 · legge oraria nel piano, accelerazione tangenziale e normale

Esercizio 17legge oraria nel piano, accelerazione tangenziale e normale

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Testo (esercizio di allenamento sulla cinematica nel piano). Un punto materiale si muove nel piano xyxy con legge oraria

x(t)=2ty(t)=t3−3tx(t) = 2t \qquad y(t) = t^3 - 3t

(xx, yy in metri, tt in secondi). Determinare:

  1. l'equazione della traiettoria;
  2. velocità e accelerazione (vettori) in funzione del tempo;
  3. accelerazione tangenziale, accelerazione normale e raggio di curvatura negli istanti t=0t = 0, t=1t = 1 s e t=2t = 2 s;
  4. la velocità media tra t=0t = 0 e t=2t = 2 s.

Unità nascoste nei coefficienti

Ogni termine di x(t)x(t) e y(t)y(t) deve essere una lunghezza (principio di omogeneitàSi possono sommare solo grandezze con la stessa dimensione, e i due membri di un'uguaglianza devono avere la stessa dimensione.Grandezze fisiche, unità di misura e dimensioni →): il 22 in 2t2t è 22 m/s, il coefficiente di t3t^3 è 1 m/s31\ \text{m/s}^3 e il 33 in 3t3t è 33 m/s. Per questo, sostituendo tt in secondi, i risultati escono in metri, m/s e m/s².


1. Traiettoria

Si elimina il tempoLa traiettoria è la curva y(x) che si ottiene ricavando t da una legge oraria e sostituendolo nell'altra.Moto nel piano - posizione, velocità e accelerazione → tra le due leggi orarie. Dalla prima t=x2t = \frac{x}{2}; sostituendo nella seconda:

y=(x2)3−3⋅x2=x38−3x2y = \left(\frac x2\right)^3 - 3\cdot\frac x2 = \frac{x^3}{8} - \frac{3x}{2}

È una cubica. Il punto parte dall'origine (t=0t = 0) e, poiché x=2tx = 2t cresce sempre, la percorre da sinistra verso destra: scende fino al minimo in x=2x = 2 m (t=1t = 1 s, y=−2y = -2 m) e poi risale.

Grafico interattivo: Traiettoria y = x³/8 − 3x/2 (ascissa: x in m, ordinata: y in m). Per t da 0 a 2 s il punto va dall'origine a (4; 2) passando per il minimo (2; −2)


2. Velocità e accelerazione

Si deriva componente per componenteI versori degli assi sono fissi, quindi la derivata di un vettore ha per componenti le derivate delle componenti.Derivata e integrale di un vettore →:

v⃗(t)=dxdt ı^+dydt ȷ^=2 ı^+(3t2−3) ȷ^[m/s]\vec v(t) = \frac{dx}{dt}\,\hat\imath + \frac{dy}{dt}\,\hat\jmath = 2\,\hat\imath + (3t^2 - 3)\,\hat\jmath \quad [\text{m/s}]

a⃗(t)=dvxdt ı^+dvydt ȷ^=0 ı^+6t ȷ^[m/s2]\vec a(t) = \frac{dv_x}{dt}\,\hat\imath + \frac{dv_y}{dt}\,\hat\jmath = 0\,\hat\imath + 6t\,\hat\jmath \quad [\text{m/s}^2]

La componente orizzontale della velocità è costante (moto uniforme lungo xx), quindi l'accelerazione è sempre verticale. A differenza del moto parabolico, però, l'accelerazione non è costante: cresce con il tempo.


3. Componenti intrinseche dell'accelerazione

Il metodo

Note le componenti cartesiane, si usano le formule di Moto nel piano - posizione, velocità e accelerazioneNel piano la posizione è il vettore r(t); la velocità v = dr/dt è sempre tangente alla traiettoria, con modulo ds/dt. L'accelerazione a = dv/dt si scompone in tangenziale dv/dt (cambia la rapidità) e normale v²/R verso il centro di curvatura (cambia la direzione).Moto nel piano - posizione, velocità e accelerazione →:

Istante t=0t = 0

v⃗=(2; −3) m/s,v=4+9=3,61 m/s,a⃗=(0; 0)\vec v = (2;\ -3)\ \text{m/s}, \quad v = \sqrt{4 + 9} = 3{,}61\ \text{m/s}, \qquad \vec a = (0;\ 0)

L'accelerazione è nulla, quindi aT=0a_T = 0 e aN=0a_N = 0. Un'accelerazione normale nulla con velocità non nulla vuol dire raggio di curvatura infinito: in quel punto la traiettoria è "localmente diritta". Infatti l'origine è un punto di flesso della cubica (y′′=3x4=0y'' = \frac{3x}{4} = 0 in x=0x = 0): lì la curva passa da concava verso il basso a concava verso l'alto.

Istante t=1t = 1 s

v⃗=(2; 0) m/s,v=2 m/s,a⃗=(0; 6) m/s2\vec v = (2;\ 0)\ \text{m/s}, \quad v = 2\ \text{m/s}, \qquad \vec a = (0;\ 6)\ \text{m/s}^2

  • aT=0⋅2+6⋅02=0a_T = \frac{0 \cdot 2 + 6 \cdot 0}{2} = 0: velocità e accelerazione sono perpendicolari, il modulo della velocità in questo istante non cambia (è il minimo del modulo: v2=4+(3t2−3)2v^2 = 4 + (3t^2 - 3)^2 è minimo quando 3t2−3=03t^2 - 3 = 0);
  • aN=∣2⋅6−0⋅0∣2=6 m/s2a_N = \frac{|2 \cdot 6 - 0 \cdot 0|}{2} = 6\ \text{m/s}^2: tutta l'accelerazione è normale, diretta verso l'alto, cioè verso l'interno della curva (il punto è nel minimo della traiettoria, che lì è concava verso l'alto);
  • R=226=0,667R = \frac{2^2}{6} = 0{,}667 m.

Istante t=2t = 2 s

v⃗=(2; 9) m/s,v=4+81=85=9,22 m/s,a⃗=(0; 12) m/s2\vec v = (2;\ 9)\ \text{m/s}, \quad v = \sqrt{4 + 81} = \sqrt{85} = 9{,}22\ \text{m/s}, \qquad \vec a = (0;\ 12)\ \text{m/s}^2

  • aT=0⋅2+12⋅99,22=1089,22=11,7 m/s2a_T = \frac{0 \cdot 2 + 12 \cdot 9}{9{,}22} = \frac{108}{9{,}22} = 11{,}7\ \text{m/s}^2: positiva, il punto sta accelerando (la velocità punta quasi verso l'alto, a 77,5°77{,}5°, e l'accelerazione è verticale: sono quasi concordi);
  • aN=∣2⋅12−9⋅0∣9,22=249,22=2,60 m/s2a_N = \frac{|2 \cdot 12 - 9 \cdot 0|}{9{,}22} = \frac{24}{9{,}22} = 2{,}60\ \text{m/s}^2;
  • controllo: 11,72+2,602=137,2+6,8=12,0 m/s2=∣a⃗∣\sqrt{11{,}7^2 + 2{,}60^2} = \sqrt{137{,}2 + 6{,}8} = 12{,}0\ \text{m/s}^2 = |\vec a| ✓;
  • R=852,60=32,7R = \frac{85}{2{,}60} = 32{,}7 m: qui la curva è molto più "aperta".

Perché aTa_T si può verificare in un altro modo. Il modulo della velocità è v(t)=4+(3t2−3)2v(t) = \sqrt{4 + (3t^2 - 3)^2}, e aT=dvdta_T = \frac{dv}{dt}. Derivando: dvdt=(3t2−3)⋅6tv\frac{dv}{dt} = \frac{(3t^2 - 3) \cdot 6t}{v}, che a t=2t = 2 vale 9⋅129,22=11,7 m/s2\frac{9 \cdot 12}{9{,}22} = 11{,}7\ \text{m/s}^2 ✓, lo stesso valore del prodotto scalare.


4. Velocità media tra 00 e 22 s

La velocità mediaÈ lo spostamento (vettore dalla posizione iniziale a quella finale) diviso l'intervallo di tempo.Moto nel piano - posizione, velocità e accelerazione → è lo spostamento diviso il tempo:

r⃗(0)=(0; 0),r⃗(2)=(4; 8−6)=(4; 2) m\vec r(0) = (0;\ 0), \qquad \vec r(2) = (4;\ 8 - 6) = (4;\ 2)\ \text{m}

v⃗m=r⃗(2)−r⃗(0)2−0=(2; 1) m/s,∣v⃗m∣=5=2,24 m/s\vec v_m = \frac{\vec r(2) - \vec r(0)}{2 - 0} = (2;\ 1)\ \text{m/s}, \qquad |\vec v_m| = \sqrt5 = 2{,}24\ \text{m/s}

È parallela alla corda dall'origine a (4;2)(4; 2), non alla velocità in nessuno dei due estremi. La componente xx coincide con vx=2v_x = 2 m/s perché il moto orizzontale è uniforme.


Risultati

tt (s) v⃗\vec v (m/s) vv (m/s) a⃗\vec a (m/s²) aTa_T (m/s²) aNa_N (m/s²) RR (m)
00 (2; −3)(2;\ -3) 3,613{,}61 (0; 0)(0;\ 0) 00 00 infinito (flesso)
11 (2; 0)(2;\ 0) 2,002{,}00 (0; 6)(0;\ 6) 00 6,06{,}0 0,6670{,}667
22 (2; 9)(2;\ 9) 9,229{,}22 (0; 12)(0;\ 12) 11,711{,}7 2,602{,}60 32,732{,}7

Traiettoria: y=x3/8−3x/2y = x^3/8 - 3x/2. Velocità media tra 00 e 22 s: (2; 1)(2;\ 1) m/s.

Errori comuni

  • Prendere aT=∣a⃗∣a_T = |\vec a|: a t=1t = 1 s l'accelerazione vale 6 m/s26\ \text{m/s}^2 ma è tutta normale.
  • Calcolare il raggio di curvatura come distanza dall'origine: dipende da v2/aNv^2/a_N, cioè dalla forma della curva nel punto.
  • Derivare il modulo della velocità per trovare a⃗\vec a: si ottiene solo aTa_T, non il vettore accelerazione.
  • Confondere velocità media e media delle velocità: v⃗(0)+v⃗(2)2=(2; 3)\frac{\vec v(0) + \vec v(2)}{2} = (2;\ 3) m/s è diversa da v⃗m=(2; 1)\vec v_m = (2;\ 1) m/s, perché l'accelerazione non è costante.

Teoria collegata