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Note per Studenti Prodotto scalare e prodotto vettoriale

Prodotto scalare e prodotto vettoriale

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Due modi di "moltiplicare" due vettori, con risultati molto diversi: il primo dà un numero, il secondo un vettore. Prima: Vettori - componenti, somma e moduloUn vettore ha modulo, direzione e verso. In un riferimento cartesiano si scrive con le sue componenti lungo i versori i, j, k: somma, differenza e prodotto per un numero si fanno componente per componente, il modulo con Pitagora.Vettori - componenti, somma e modulo →. Seguito: Derivata e integrale di un vettoreUn vettore che dipende dal tempo si deriva e si integra componente per componente. La derivata di un versore è perpendicolare al versore e vale dφ/dt per il versore normale: per questo la derivata di un vettore ha una parte parallela (cambia il modulo) e una perpendicolare (cambia la direzione).Derivata e integrale di un vettore →. Si useranno per il lavoro di una forza (Lavoro e potenza), per il momento di una forza e il momento angolare (Momento angolare e momento di una forza) e per il moto circolare (Moto circolareSulla circonferenza la posizione è data dall'angolo θ(t): s = Rθ, v = ωR con ω = dθ/dt. Moto uniforme: periodo T = 2π/ω, accelerazione solo centripeta ω²R. Moto non uniforme: anche accelerazione tangenziale αR. In forma vettoriale v = ω × r.Moto circolare →). Esercizio: Esercizio 11 · angolo tra due vettori e area di un parallelogramma.

Prodotto scalare

Definizione

Il prodotto scalare di a⃗\vec a e b⃗\vec b è il numero

a⃗⋅b⃗=∣a⃗∣ ∣b⃗∣cos⁡θ=a bcos⁡θ\vec a \cdot \vec b = |\vec a|\,|\vec b|\cos\theta = a\,b\cos\theta

dove θ\theta è l'angolo tra le due frecce applicate nello stesso punto (0≤θ≤180°0 \le \theta \le 180°). Si legge "a scalare b".

Significato: la proiezione

bcos⁡θb\cos\theta è la proiezione (con segno) di b⃗\vec b sulla direzione di a⃗\vec a: la lunghezza dell'ombra di b⃗\vec b sulla retta di a⃗\vec a. Quindi

a⃗⋅b⃗=a×(proiezione di b⃗ su a⃗)\vec a \cdot \vec b = a \times (\text{proiezione di } \vec b \text{ su } \vec a)

e, se u^\hat u è un versore, b⃗⋅u^=bcos⁡θ\vec b \cdot \hat u = b\cos\theta è proprio la componente di b⃗\vec b lungo u^\hat u. In particolare le componenti cartesiane sono prodotti scalari con i versori degli assi: ax=a⃗⋅ı^a_x = \vec a \cdot \hat\imath, ay=a⃗⋅ȷ^a_y = \vec a \cdot \hat\jmath, az=a⃗⋅k^a_z = \vec a \cdot \hat k.

Il segno

angolo θ\theta cos⁡θ\cos\theta a⃗⋅b⃗\vec a \cdot \vec b
0°0° (paralleli, concordi) 11 abab, il massimo
tra 0°0° e 90°90° (angolo acuto) >0> 0 positivo
90°90° (perpendicolari) 00 zero
tra 90°90° e 180°180° (angolo ottuso) <0< 0 negativo
180°180° (paralleli, discordi) −1-1 −ab-ab, il minimo

Condizione di perpendicolarità: due vettori non nulli sono perpendicolari se e solo se a⃗⋅b⃗=0\vec a \cdot \vec b = 0. È il criterio più comodo per verificare che due direzioni siano ortogonali.

Modulo: a⃗⋅a⃗=a2\vec a \cdot \vec a = a^2 (perché θ=0\theta = 0), quindi ∣a⃗∣=a⃗⋅a⃗|\vec a| = \sqrt{\vec a \cdot \vec a}.

Proprietà

  • commutativo: a⃗⋅b⃗=b⃗⋅a⃗\vec a \cdot \vec b = \vec b \cdot \vec a;
  • distributivo: a⃗⋅(b⃗+c⃗)=a⃗⋅b⃗+a⃗⋅c⃗\vec a \cdot (\vec b + \vec c) = \vec a \cdot \vec b + \vec a \cdot \vec c;
  • con un numero: (λa⃗)⋅b⃗=λ (a⃗⋅b⃗)(\lambda\vec a) \cdot \vec b = \lambda\,(\vec a \cdot \vec b).

Con le componenti

I versori degli assi sono perpendicolari tra loro e di modulo 11, quindi

ı^⋅ı^=ȷ^⋅ȷ^=k^⋅k^=1ı^⋅ȷ^=ȷ^⋅k^=k^⋅ı^=0\hat\imath \cdot \hat\imath = \hat\jmath \cdot \hat\jmath = \hat k \cdot \hat k = 1 \qquad \hat\imath \cdot \hat\jmath = \hat\jmath \cdot \hat k = \hat k \cdot \hat\imath = 0

Sviluppando (axı^+ayȷ^+azk^)⋅(bxı^+byȷ^+bzk^)(a_x\hat\imath + a_y\hat\jmath + a_z\hat k) \cdot (b_x\hat\imath + b_y\hat\jmath + b_z\hat k) con la proprietà distributiva, dei nove prodotti sopravvivono solo i tre tra versori uguali:

a⃗⋅b⃗=axbx+ayby+azbz\boxed{\vec a \cdot \vec b = a_x b_x + a_y b_y + a_z b_z}

Uso tipico: trovare l'angolo tra due vettori. Si calcola il prodotto scalare con le componenti e lo si confronta con la definizione:

cos⁡θ=a⃗⋅b⃗∣a⃗∣ ∣b⃗∣=axbx+ayby+azbz∣a⃗∣ ∣b⃗∣\cos\theta = \frac{\vec a \cdot \vec b}{|\vec a|\,|\vec b|} = \frac{a_x b_x + a_y b_y + a_z b_z}{|\vec a|\,|\vec b|}

Esempio. a⃗=(2,1,0)\vec a = (2, 1, 0), b⃗=(1,3,0)\vec b = (1, 3, 0). Allora a⃗⋅b⃗=2⋅1+1⋅3+0=5\vec a \cdot \vec b = 2 \cdot 1 + 1 \cdot 3 + 0 = 5, ∣a⃗∣=5|\vec a| = \sqrt 5, ∣b⃗∣=10|\vec b| = \sqrt{10}, e cos⁡θ=550=12\cos\theta = \frac{5}{\sqrt{50}} = \frac{1}{\sqrt 2}: θ=45°\theta = 45°.

In fisica

Il lavoro di una forza costante F⃗\vec F per uno spostamento Δr⃗\Delta\vec r è W=F⃗⋅Δr⃗=F Δrcos⁡θW = \vec F \cdot \Delta\vec r = F\,\Delta r\cos\theta: conta solo la componente della forza lungo lo spostamento. Una forza perpendicolare allo spostamento (come la reazione di un piano liscio) non compie lavoro. Dettagli in Lavoro e potenza.

Prodotto vettoriale

Definizione

Il prodotto vettoriale di a⃗\vec a e b⃗\vec b è il vettore c⃗=a⃗×b⃗\vec c = \vec a \times \vec b (si legge "a vettor b"; in alcuni testi a⃗∧b⃗\vec a \wedge \vec b) con:

  1. modulo ∣a⃗×b⃗∣=a bsin⁡θ|\vec a \times \vec b| = a\,b\sin\theta (0≤θ≤180°0 \le \theta \le 180°, quindi il modulo è ≥0\ge 0);
  2. direzione perpendicolare sia ad a⃗\vec a sia a b⃗\vec b, cioè perpendicolare al piano che contiene le due frecce;
  3. verso dato dalla regola della mano destra: si dispone il pollice lungo a⃗\vec a, l'indice lungo b⃗\vec b, e il medio (piegato a 90°90° rispetto al palmo) indica il verso di a⃗×b⃗\vec a \times \vec b. In modo equivalente: chiudendo le dita della mano destra nel verso che porta a⃗\vec a su b⃗\vec b per l'angolo più piccolo, il pollice indica il verso del prodotto (regola della vite: una vite che ruota da a⃗\vec a verso b⃗\vec b avanza nel verso di a⃗×b⃗\vec a \times \vec b).

Significato del modulo

bsin⁡θb\sin\theta è l'altezza del parallelogramma che ha per lati a⃗\vec a e b⃗\vec b (la distanza della punta di b⃗\vec b dalla retta di a⃗\vec a). Quindi ∣a⃗×b⃗∣=a⋅bsin⁡θ|\vec a \times \vec b| = a \cdot b\sin\theta è l'area del parallelogramma costruito sui due vettori (e metà di essa è l'area del triangolo).

angolo θ\theta ∣a⃗×b⃗∣\lvert\vec a \times \vec b\rvert
0°0° o 180°180° (paralleli) zero
90°90° (perpendicolari) abab, il massimo

Condizione di parallelismo: due vettori non nulli sono paralleli se e solo se a⃗×b⃗=0⃗\vec a \times \vec b = \vec 0. In particolare a⃗×a⃗=0⃗\vec a \times \vec a = \vec 0.

Proprietà (attenzione: diverse dal prodotto tra numeri)

  • anticommutativo: b⃗×a⃗=− a⃗×b⃗\vec b \times \vec a = -\,\vec a \times \vec b. Scambiando l'ordine il verso si inverte (la mano destra va "dall'altra parte"). L'ordine dei fattori quindi conta.
  • distributivo: a⃗×(b⃗+c⃗)=a⃗×b⃗+a⃗×c⃗\vec a \times (\vec b + \vec c) = \vec a \times \vec b + \vec a \times \vec c;
  • con un numero: (λa⃗)×b⃗=λ (a⃗×b⃗)(\lambda\vec a) \times \vec b = \lambda\,(\vec a \times \vec b);
  • non associativo: in generale a⃗×(b⃗×c⃗)≠(a⃗×b⃗)×c⃗\vec a \times (\vec b \times \vec c) \ne (\vec a \times \vec b) \times \vec c.

Prodotti tra i versori

Con una terna destrorsa (quella che si usa sempre: xx verso destra, yy verso l'alto, zz uscente dal foglio):

ı^×ȷ^=k^ȷ^×k^=ı^k^×ı^=ȷ^\hat\imath \times \hat\jmath = \hat k \qquad \hat\jmath \times \hat k = \hat\imath \qquad \hat k \times \hat\imath = \hat\jmath

(si "gira in tondo" i→j→k→ii \to j \to k \to i), mentre nell'ordine inverso compare il segno meno: ȷ^×ı^=−k^\hat\jmath \times \hat\imath = -\hat k, ecc. E ı^×ı^=ȷ^×ȷ^=k^×k^=0⃗\hat\imath \times \hat\imath = \hat\jmath \times \hat\jmath = \hat k \times \hat k = \vec 0.

Con le componenti

Sviluppando con la proprietà distributiva e la tabella dei versori:

a⃗×b⃗=(aybz−azby) ı^+(azbx−axbz) ȷ^+(axby−aybx) k^\vec a \times \vec b = (a_y b_z - a_z b_y)\,\hat\imath + (a_z b_x - a_x b_z)\,\hat\jmath + (a_x b_y - a_y b_x)\,\hat k

Per ricordarla si usa il determinante simbolico, sviluppato lungo la prima riga:

a⃗×b⃗=∣ı^ȷ^k^axayazbxbybz∣\vec a \times \vec b = \begin{vmatrix} \hat\imath & \hat\jmath & \hat k \\ a_x & a_y & a_z \\ b_x & b_y & b_z \end{vmatrix}

Caso del piano (molto frequente). Se a⃗\vec a e b⃗\vec b stanno nel piano xyxy (az=bz=0a_z = b_z = 0), sopravvive solo la componente zz:

a⃗×b⃗=(axby−aybx) k^\vec a \times \vec b = (a_x b_y - a_y b_x)\,\hat k

Il prodotto è perpendicolare al foglio: uscente se axby−aybx>0a_x b_y - a_y b_x > 0 (da a⃗\vec a a b⃗\vec b si gira in senso antiorario), entrante se è negativo (senso orario).

Esempio. Con gli stessi vettori di prima, a⃗=(2,1,0)\vec a = (2, 1, 0), b⃗=(1,3,0)\vec b = (1, 3, 0): a⃗×b⃗=(2⋅3−1⋅1) k^=5 k^\vec a \times \vec b = (2 \cdot 3 - 1 \cdot 1)\,\hat k = 5\,\hat k. Controllo con la definizione: absin⁡θ=510sin⁡45°=50⋅22=5ab\sin\theta = \sqrt{5}\sqrt{10}\sin 45° = \sqrt{50} \cdot \frac{\sqrt2}{2} = 5 ✓. Il segno è positivo perché b⃗\vec b (a 71,6°71{,}6° dall'asse xx) si raggiunge da a⃗\vec a (a 26,6°26{,}6°) girando in senso antiorario.

In fisica

Riassunto

prodotto scalare a⃗⋅b⃗\vec a \cdot \vec b prodotto vettoriale a⃗×b⃗\vec a \times \vec b
risultato numero vettore perpendicolare ad a⃗\vec a e b⃗\vec b
modulo abcos⁡θab\cos\theta (con segno) absin⁡θab\sin\theta
nullo se vettori perpendicolari vettori paralleli
massimo se paralleli perpendicolari
scambio dei fattori uguale cambia segno
componenti axbx+ayby+azbza_x b_x + a_y b_y + a_z b_z determinante con ı^,ȷ^,k^\hat\imath, \hat\jmath, \hat k
uso tipico angolo tra vettori, proiezioni, lavoro aree, momenti, rotazioni

Errori comuni

  • Confondere i due prodotti: il prodotto scalare è un numero, non ha senso scrivere a⃗⋅b⃗=(5,0,0)\vec a \cdot \vec b = (5, 0, 0).
  • Scambiare l'ordine nel prodotto vettoriale: r⃗×F⃗\vec r \times \vec F e F⃗×r⃗\vec F \times \vec r sono opposti; il momento si scrive sempre con r⃗\vec r per primo.
  • Usare la mano sinistra o una terna sinistrorsa: il verso esce sbagliato.
  • Sbagliare il segno della componente ȷ^\hat\jmath nello sviluppo del determinante: la formula corretta è azbx−axbza_z b_x - a_x b_z (oppure −(axbz−azbx)-(a_x b_z - a_z b_x)).
  • Pensare che sin⁡θ\sin\theta e cos⁡θ\cos\theta siano intercambiabili: il prodotto scalare misura quanto i vettori sono allineati, il vettoriale quanto sono perpendicolari.

Esercizi su questo argomento

Teoria collegata