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Note per Studenti Esercizio 6 · domande dei test di laboratorio

Esercizio 6domande dei test di laboratorio

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Testo. Domande a risposta multipla dei test di valutazione delle competenze di laboratorio di Fisica Generale 1 (Unipd, 2023 e 2026). Per ognuna si indica la risposta e, soprattutto, il ragionamento: il test premia chi ha capito cosa si è misurato e perché.

Teoria: Elaborazione dei dati sperimentaliOgni misura ha un'incertezza: errori sistematici e casuali, media e deviazione standard, errore della media, distribuzione normale, media pesata, propagazione degli errori e fit lineare con i minimi quadrati. Serve per le esperienze e il test di laboratorio.Elaborazione dei dati sperimentali →.


Domanda 1 — probabilità entro ±3σ\pm 3\sigma

La probabilità che una misura cada entro un intervallo pari a ±3\pm 3 sigma è pari a: 100% / 95,4% / 68,3% / 99,7%.

Risposta: 99,7%99{,}7\%.

Per una grandezza affetta da errori casuali le misure seguono la distribuzione normaleLa curva a campana: la probabilità di cadere entro ±1, ±2, ±3 deviazioni standard dalla media è 68,3%, 95,4%, 99,7%.Elaborazione dei dati sperimentali →. I tre valori da sapere a memoria sono 68,3%68{,}3\% (±σ\pm\sigma), 95,4%95{,}4\% (±2σ\pm 2\sigma), 99,7%99{,}7\% (±3σ\pm 3\sigma). Il 100%100\% non si raggiunge mai: la gaussiana non si annulla per nessun valore, quindi uno scarto enorme è improbabilissimo ma non impossibile.


Domanda 2 — natura dell'errore casuale

Un errore di misura casuale fornisce, rispetto al valore più probabile, un risultato numericamente: sempre in eccesso / pari al valor medio più o meno lo scarto quadratico medio / sempre in difetto / che segue la distribuzione normale.

Risposta: che segue la distribuzione normale.

  • "Sempre in eccesso" o "sempre in difetto" descrivono un errore sistematico, che sposta tutte le misure nello stesso verso.
  • "Pari al valor medio più o meno lo scarto quadratico medio" è falso: una singola misura può cadere ovunque, anche fuori da xˉ±σ\bar x \pm \sigma (succede circa una volta su tre).
  • Gli errori casuali sono dovuti a molte piccole cause indipendenti, in su e in giù con uguale probabilità: il loro effetto complessivo si distribuisce come una gaussiana.

Domanda 3 — propagazione su un prodotto

Nella misura indiretta della grandezza fisica F=xyF = xy, misuro xx con uno scarto percentuale del 10%10\% e yy con uno scarto percentuale del 2%2\%. Lo scarto percentuale propagato su FF è pari a: circa 6% / circa 10% / circa 2% / circa 12%.

Risposta: circa 10%10\%.

In un prodotto si combinano gli errori relativi (percentuali), e per errori casuali indipendenti si sommano in quadraturaLa radice della somma dei quadrati: tiene conto che errori indipendenti a volte si compensano.Elaborazione dei dati sperimentali →:

σFF=(σxx)2+(σyy)2=102+22 %=104 %=10,2%≈10%\frac{\sigma_F}{F} = \sqrt{\left(\frac{\sigma_x}{x}\right)^2 + \left(\frac{\sigma_y}{y}\right)^2} = \sqrt{10^2 + 2^2}\ \% = \sqrt{104}\ \% = 10{,}2\% \approx 10\%

Il 12%12\% sarebbe l'errore massimo (somma semplice 10+210 + 2), il caso peggiore in cui i due errori sono entrambi al massimo e concordi. Il 6%6\% è la media dei due, che non ha significato.

Morale: l'errore più grande domina. Il 2%2\% di yy aggiunge solo lo 0,2%0{,}2\%.


Domanda 4 — misure con errori diversi

Date NN misure di una grandezza fisica, affette da errori differenti, la migliore stima del valore vero della grandezza da misurare si ottiene calcolando: la mediana / la media aritmetica delle misure / la media pesata delle misure / non è possibile calcolare il valore richiesto.

Risposta: la media pesata delle misure.

La media aritmetica tratta tutte le misure allo stesso modo, ma una misura con errore piccolo è più affidabile di una con errore grande e deve contare di più. La media pesataOgni misura pesa 1/σ²: una misura con errore metà pesa quattro volte tanto.Elaborazione dei dati sperimentali → usa i pesi wi=1/σi2w_i = 1/\sigma_i^2.


Domanda 5 — perché un fit lineare per misurare gg

Nella determinazione dell'accelerazione di gravità gg tramite misure fatte su pendoli, alla fine si sono inseriti i dati misurati su un foglio di calcolo ed è stata realizzata un'interpolazione (fit) lineare dei dati. Per quale motivo? a. Il fit lineare ha permesso di mediare le misure di gg effettuate dai vari gruppi di lavoro; b. il fit lineare consente di visualizzare "globalmente" i risultati di tutti i gruppi; c. il fit lineare ha permesso di interpolare i dati misurati di ogni gruppo di lavoro per ottenere una stima migliore della misura dell'accelerazione di gravità; d. con il fit lineare si è realizzata una media pesata delle misure di gg dei vari gruppi.

Risposta: c.

Il periodo del pendolo semplice è T=2πℓ/gT = 2\pi\sqrt{\ell/g}, quindi

T2=4π2g ℓT^2 = \frac{4\pi^2}{g}\,\ell

Ogni gruppo misura il periodo per diverse lunghezze ℓ\ell del filo: i punti (ℓ,T2)(\ell, T^2) devono stare su una retta per l'origine di pendenza 4π2/g4\pi^2/g. Il fit usa tutte le coppie misurate insieme e da quella pendenza si ricava gg, con una stima migliore di quella ottenuta da una sola lunghezza.

Le altre risposte confondono il fit con una media: mediare i risultati di gruppi diversi si fa con una media (pesata), non con un'interpolazione lineare.


Domanda 6 — massa del filo nel volano

Nell'esperimento con il volano si trascura la massa del filo attaccato al pesetto? a. No: se ne tiene conto nella massa del pesetto; b. la massa del filo non ha mai alcuna influenza; c. sì, e questo comporta un errore sistematico piccolo rispetto all'errore casuale; d. sì, e quindi si deve aumentare l'errore di misura.

Risposta: c.

Nell'esperienza un pesetto appeso a un filo avvolto sull'asse del volano scende e fa girare il volano; dal moto del pesetto si ricava il momento d'inerzia (Rotazione attorno a un asse fisso). Trascurare la massa del filo è un'approssimazione del modello: sposta il risultato sempre nello stesso verso, quindi è un errore sistematico. Si può trascurare perché la massa del filo è molto piccola rispetto a quella del pesetto, e l'effetto è più piccolo dell'errore casuale della misura. La b è falsa (un'influenza c'è, solo piccola) e la d non ha senso: un effetto sistematico non si "copre" gonfiando l'incertezza.


Domanda 7 — urto anelastico misurato lontano dall'urto

Nell'esperienza dell'urto completamente anelastico si cerca di stimare la massa mBm_B di una slitta B ferma su una guidovia orizzontale colpendola con una slitta A di massa mAm_A nota. Le velocità di A prima dell'urto e di A+B dopo l'urto vengono determinate interpolando dei dati raccolti in regioni molto distanti dalla zona dell'urto. Effettuando una misura molto precisa delle velocità in dette regioni: si otterrà un valore di mBm_B minore di quello vero / ragionevolmente prossimo a quello vero / maggiore di quello vero / si introdurranno errori casuali eccessivamente grandi.

Risposta: un valore di mBm_B maggiore di quello vero.

La formula usata. Nell'urto completamente anelastico si conserva la quantità di moto (Urto elastico e urto completamente anelastico): mAvA=(mA+mB) Vm_A v_A = (m_A + m_B)\,V, dove vAv_A è la velocità di A subito prima e VV quella comune subito dopo. Quindi

mB=mA(vAV−1)m_B = m_A\left(\frac{v_A}{V} - 1\right)

L'effetto dell'attrito residuo. Sulla guidovia c'è sempre un po' di attrito, che rallenta le slitte. Allora:

  • la velocità di A misurata molto prima dell'urto è maggiore di quella che A ha davvero al momento dell'urto (nel frattempo ha rallentato);
  • la velocità di A+B misurata molto dopo l'urto è minore di quella subito dopo l'urto (nel frattempo hanno rallentato).

Entrambi gli effetti aumentano il rapporto vA/Vv_A / V, quindi la formula dà un mBm_B più grande del vero. È un errore sistematico: misurare con più precisione non lo elimina (la domanda dice "misura molto precisa" apposta). Si evita misurando le velocità il più vicino possibile all'urto.


Domanda 8 — dove la forza sul pesetto del volano è minore

Nell'esperienza della misura del momento d'inerzia del volano la posizione s(t)s(t) del pesetto in funzione del tempo è riportata nel grafico. In quale dei punti indicati si trova che la risultante delle forze applicate al pesetto ha modulo minore? in C / in A / in A e C / in B.

Il grafico (descritto a parole): s(t)s(t) è la quota del pesetto. Parte in alto, scende fino a s=0s = 0 con un andamento ad arco, lì rimbalza bruscamente (punta in basso a "V") e risale fino a un massimo B un po' più basso della quota iniziale, poi riscende fino a 00, e così via. Il punto A è sul tratto in salita subito dopo il primo rimbalzo; B è il punto più alto dell'arco; C è sul tratto in discesa subito prima del secondo rimbalzo.

Risposta: in C.

Cosa succede fisicamente. Il filo è avvolto sull'asse del volano. Scendendo, il pesetto srotola il filo e fa girare il volano. Quando il filo è tutto srotolato (punto più basso, s=0s = 0), il volano continua a girare nello stesso verso e riavvolge il filo, tirando su il pesetto, finché si ferma e il moto riparte all'indietro.

Le forze. Sul pesetto agiscono il peso mgmg (in giù) e la tensione TT del filo (in su); la risultante è m∣a∣m|a|. Sul volano agiscono la tensione (che lo fa girare) e un momento d'attrito sul perno MfM_f, che si oppone sempre alla rotazione. Con rr il raggio dell'asse e II il momento d'inerzia:

  • in discesa l'attrito si oppone alla discesa: ∣agiuˋ∣=mg−Mf/rm+I/r2|a_{\text{giù}}| = \dfrac{mg - M_f/r}{m + I/r^2};
  • in salita il pesetto rallenta salendo, e l'attrito, che si oppone alla rotazione, ora aiuta a frenarlo: ∣asu∣=mg+Mf/rm+I/r2|a_{\text{su}}| = \dfrac{mg + M_f/r}{m + I/r^2}.

Quindi in discesa l'accelerazione, e con essa la forza risultante m∣a∣m|a|, è minore che in salita. È quello che si vede sul grafico: B è più basso della quota di partenza (l'attrito ha dissipato energia) e gli archi non sono simmetrici. C è in discesa, A in salita (e B è il passaggio tra le due fasi): la risultante è minima in C. La tensione del filo è diversa nelle due fasi, ed è proprio questo che cambia tra salita e discesa.


domanda risposta concetto
1 99,7%99{,}7\% distribuzione normale
2 segue la distribuzione normale errore casuale e sistematico
3 circa 10%10\% errori relativi in quadratura
4 media pesata pesi 1/σi21/\sigma_i^2
5 c fit lineare T2T^2 contro ℓ\ell
6 c errore sistematico piccolo
7 mBm_B maggiore del vero errore sistematico da attrito
8 in C attrito che si oppone alla rotazione

Errori comuni

  • Rispondere "ragionevolmente prossimo" quando la domanda insiste sulla precisione: una misura precisa non corregge un errore sistematico.
  • Sommare semplicemente le percentuali nella propagazione per errori casuali indipendenti.
  • Pensare che la forza sul pesetto sia la stessa in salita e in discesa: lo sarebbe solo senza attrito sul perno.

Teoria collegata