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Note per Studenti Trasformata zeta - definizione e regione di convergenza

Trasformata zeta - definizione e regione di convergenza

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La trasformata zeta (z-transform) è per i sistemi a tempo discreto ciò che la trasformata di Laplace è per quelli continui (Trasformata di Laplace - definizione e regione di convergenzaLa trasformata di Laplace (bilatera) $X(s)=\int x(t)e^{-st}dt$, con $s=\sigma+j\omega$, generalizza la TF a segnali che non stanno in $L^1$. Esiste solo nella regione di convergenza (ROC), una striscia verticale ${\sigma_1<\mathrm{Re},s<\sigma_2}$ (semipiano destro se il segnale è causale, sinistro se anticausale): la stessa espressione di $X(s)$ con ROC diverse corrisponde a segnali diversi. La TF è $X(s)$ calcolata sull'asse immaginario, se questo sta nella ROC.Trasformata di Laplace - definizione e regione di convergenza →). Le basi sono in Trasformata zeta e sistemi a tempo discretoUn sistema LTI discreto è descritto da un'equazione alle differenze Σ a_i y(n-i) = Σ b_i x(n-i) con condizioni iniziali. L'uscita è evoluzione libera (dalle condizioni iniziali) più risposta forzata g*x. Si calcola in tre modi: soluzione dell'equazione, risposta impulsiva con segnale fittizio, trasformata zeta. FIR: memoria finita, sempre stabile; IIR: stabile se tutti i poli hanno modulo minore di 1. In frequenza G(f) = Σ b_i e^{-i2πfi} / Σ a_i e^{-i2πfi}.Trasformata zeta e sistemi a tempo discreto → e Trasformata Z ed equazioni alle differenzeLa trasformata Z, $X(z)=\sum x(n)z^{-n}$, è la versione discreta di Laplace (la TFtd è $X(e^{j\omega})$). Un sistema descritto da un'equazione alle differenze $\sum a_ky(n-k)=\sum b_kx(n-k)$ ha $H(z)=\frac{\sum b_kz^{-k}}{\sum a_kz^{-k}}$ ed è BIBO stabile (se causale) quando tutti i poli stanno dentro il cerchio unitario, $|p|<1$. Cenni.Trasformata Z ed equazioni alle differenze →; qui si sviluppa per esteso quello che serve nel corso: regione di convergenza (region of convergence, ROC) e teorema di Abel. I tre modi di descrivere un FIR sono: nel dominio nn (equazione alle differenze), nel dominio della frequenza (H(ω^)\mathcal H(\hat\omega)) e nel dominio zz (H(z)H(z)).

Definizione

Definizione (trasformata zeta bilatera, two-sided z-transform). Per una sequenza x[n]x[n], n∈Zn\in\mathbb Z (con T=1T=1), X(z)=∑n=−∞∞x[n] z−n,z∈RX⊂C,X(z)=\sum_{n=-\infty}^{\infty}x[n]\,z^{-n},\qquad z\in R_X\subset\mathbb C, dove RXR_X è la regione di convergenza: l'insieme dei zz in cui la serie converge.

Definizione (trasformata unilatera, one-sided). X+(z)=∑n=0∞x[n]z−nX^+(z)=\sum_{n=0}^{\infty}x[n]z^{-n}.

Per un segnale causale le due coincidono; per segnali generici alcune proprietà (ritardo, valori iniziali) cambiano, come si vede in Proprietà della trasformata zetaProprietà della zeta bilatera con le ROC: linearità (ROC ⊇ intersezione), ritardo x[n-n0] → z^{-n0}X(z) (unilatera: + termini iniziali), convoluzione → prodotto, stabilità BIBO ⇔ circonferenza unitaria nella ROC di H, coniugato X*(z*), inversione temporale X(1/z) con ROC invertita, derivazione n x[n] → -z X'(z), moltiplicazione per a^n → X(z/a) (ROC scalata di |a|), teoremi del valore iniziale e finale (ipotesi sul polo in 1). Con la tabella delle coppie notevoli.Proprietà della trasformata zeta →. Se in nessun punto la serie converge, la ROC è vuota e il segnale non ha trasformata zeta.

La serie ∑x[n]z−n\sum x[n]z^{-n} è una serie di Laurent in zz centrata nell'origine (Serie di Laurent e singolarità isolateLe serie di Laurent permettono di sviluppare in serie di potenze funzioni analitiche in una corona circolare, includendo potenze negative (parte principale). Le singolarità isolate si classificano in eliminabili, poli (tramite l'ordine del polo) o essenziali in base al comportamento dei coefficienti della parte principale.Serie di Laurent e singolarità isolate →, Serie di potenze e serie di TaylorLe serie di potenze sono serie di funzioni della forma $\sum a_n(x-x_0)^n$. Esse convergono assolutamente all'interno del raggio di convergenza $\rho$ e uniformemente nei compatti interni, permettendo l'integrazione e la derivazione termine a termine.Serie di potenze e serie di Taylor →); dove converge XX è una funzione analitica (continua e infinitamente derivabile), quindi si può derivare, integrare e fare somme e prodotti.

Esempio. x[n]=δ[n]x[n]=\delta[n] ha X(z)=1X(z)=1 in tutto il piano. x[n]=δ[n−1]x[n]=\delta[n-1] ha X(z)=z−1X(z)=z^{-1} (definita per z≠0z\ne0); x[n]=δ[n+1]x[n]=\delta[n+1] ha X(z)=zX(z)=z (definita per ∣z∣<∞\lvert z\rvert<\infty, cioè tutto C\mathbb C ma non l'infinito).

La ROC è una corona circolare

In coordinate polari z=rejθz=re^{j\theta} il termine x[n]z−nx[n]z^{-n} ha modulo ∣x[n]∣r−n\lvert x[n]\rvert r^{-n}: la convergenza assoluta dipende solo da r=∣z∣r=\lvert z\rvert. Quindi la ROC è unione di circonferenze centrate nell'origine, e si scrive RX={z∈C: R1<∣z∣<R2},0≤R1<R2≤+∞.R_X=\{z\in\mathbb C:\ R_1<\lvert z\rvert<R_2\},\qquad 0\le R_1<R_2\le+\infty. Per capirlo si distinguono quattro casi.

1. Durata finita. Se x[n]=0x[n]=0 fuori da N1≤n≤N2N_1\le n\le N_2, X(z)=∑n=N1N2x[n]z−nX(z)=\sum_{n=N_1}^{N_2}x[n]z^{-n} è una somma finita: converge per ogni zz con possibile esclusione dell'origine (se N2>0N_2>0, compaiono potenze negative di zz) e dell'infinito (se N1<0N_1<0, compaiono potenze positive). Per un FIR causale (N1=0N_1=0) la ROC è 0<∣z∣≤∞0<\lvert z\rvert\le\infty, cioè il piano senza l'origine; il valore z=∞z=\infty conta come incluso.

2. Causale (a destra), x[n]=0x[n]=0 per n<N1n<N_1.

Teorema (Abel). Se ∑n≥0x[n]z0−n\sum_{n\ge0}x[n]z_0^{-n} converge in z0=r0ejθ0z_0=r_0e^{j\theta_0}, allora converge (assolutamente) per ogni zz con ∣z∣>r0\lvert z\rvert>r_0; se non converge in z0z_0, non converge per nessun zz con ∣z∣<r0\lvert z\rvert<r_0.

Dimostrazione. Se la serie converge in z0z_0 i suoi termini sono limitati: ∣x[n]∣r0−n<M\lvert x[n]\rvert r_0^{-n}<M per ogni nn, cioè ∣x[n]∣<Mr0n\lvert x[n]\rvert<Mr_0^{n}. Per z=rejθz=re^{j\theta} con r>r0r>r_0: ∣x[n]z−n∣<M (r0/r)n\lvert x[n]z^{-n}\rvert<M\,(r_0/r)^n, e ∑n(r0/r)n\sum_n(r_0/r)^n è una serie geometrica di ragione <1<1 (Serie notevoli - geometrica, telescopica, armonicaLe serie di cui si conosce il carattere e da usare come termine di paragone: geometrica (converge a 1/(1-q) se |q|<1), telescopiche (somma b_1 - lim b_n, come Mengoli), armonica generalizzata (1/n^alpha converge se e solo se alpha>1).Serie notevoli - geometrica, telescopica, armonica →): per confronto la serie converge assolutamente. La seconda parte è per assurdo: se convergesse in un punto con ∣z∣<r0\lvert z\rvert<r_0, per la prima parte convergerebbe anche in z0z_0. □\square

Quindi detto R1=inf⁡{∣z∣: la serie converge}R_1=\inf\{\lvert z\rvert:\ \text{la serie converge}\}, la ROC è l'esterno di una circonferenza: RX={∣z∣>R1}R_X=\{\lvert z\rvert>R_1\} (sul bordo ∣z∣=R1\lvert z\rvert=R_1 non si può dire niente in generale). Segue che una sequenza causale con trasformata è dominata da un esponenziale: ∣x[n]∣<M rn\lvert x[n]\rvert<M\,r^n per ogni r>R1r>R_1.

3. Anticausale (a sinistra), x[n]=0x[n]=0 per n>N2n>N_2. Con lo stesso ragionamento (Abel "rovesciato"): se la serie converge in z0z_0 converge per ∣z∣<r0\lvert z\rvert<r_0. La ROC è l'interno di una circonferenza, RX={∣z∣<R2}R_X=\{\lvert z\rvert<R_2\}.

4. Bilatero. Si spezza X(z)=X−(z)+X+(z)X(z)=X_-(z)+X^+(z) in parte anticausale (n<0n<0) e causale (n≥0n\ge0): la ROC è l'intersezione R1<∣z∣<R2R_1<\lvert z\rvert<R_2, se non è vuota (altrimenti la sequenza non ha trasformata).

Calcolo dei raggi

Si usa un criterio di convergenza assoluta per serie, tipicamente il rapporto (Criteri del rapporto e della radice per le seriePer una serie a termini positivi, se il limite di a_(n+1)/a_n (criterio del rapporto) o di radice n-esima di a_n (criterio della radice) è L < 1 la serie converge, se è L > 1 diverge; con L = 1 il criterio non dice nulla.Criteri del rapporto e della radice per le serie →). Per ∑x[n]z−n\sum x[n]z^{-n} causale si impone lim⁡n∣x[n+1]z−(n+1)x[n]z−n∣=1∣z∣lim⁡n∣x[n+1]x[n]∣<1\lim_n\Big\lvert\frac{x[n+1]z^{-(n+1)}}{x[n]z^{-n}}\Big\rvert=\frac1{\lvert z\rvert}\lim_n\Big\lvert\frac{x[n+1]}{x[n]}\Big\rvert<1, da cui converge per ∣z∣>R1=lim⁡n∣x[n+1]x[n]∣\lvert z\rvert>R_1=\lim_n\lvert\frac{x[n+1]}{x[n]}\rvert (se il limite esiste), non converge per ∣z∣<R1\lvert z\rvert<R_1 e sul cerchio ∣z∣=R1\lvert z\rvert=R_1 il criterio non dice nulla: ci possono essere serie convergenti e divergenti.

Esempio (bordo). Tre sequenze causali con R1=1R_1=1: x[n]=1x[n]=1, 1n\frac1n, 1n2\frac1{n^2} (per n≥1n\ge1). Sulla circonferenza unitaria z=ejθz=e^{j\theta} le serie sono ∑e−jnθ\sum e^{-jn\theta} (non converge per nessun θ\theta: i termini non tendono a zero), ∑1ne−jnθ\sum\frac1ne^{-jn\theta} (converge per θ≠0\theta\ne0, per il criterio di Dirichlet, ma non assolutamente, e in θ=0\theta=0 diventa la serie armonica che diverge) e ∑1n2e−jnθ\sum\frac1{n^2}e^{-jn\theta} (converge assolutamente per ogni θ\theta). Stessa ROC "aperta" ∣z∣>1\lvert z\rvert>1, comportamenti diversi sul bordo.

Esponenziali: stessa X(z)X(z), ROC diverse

Formula (esponenziale causale). anu[n] ⟷ 11−az−1=zz−a,∣z∣>∣a∣.a^nu[n]\ \longleftrightarrow\ \dfrac1{1-az^{-1}}=\dfrac z{z-a},\qquad\lvert z\rvert>\lvert a\rvert.

Formula (esponenziale anticausale). −anu[−n−1] ⟷ 11−az−1,∣z∣<∣a∣.-a^nu[-n-1]\ \longleftrightarrow\ \dfrac1{1-az^{-1}},\qquad\lvert z\rvert<\lvert a\rvert.

Derivazione. Causale: ∑n≥0anz−n=∑n≥0(az−1)n\sum_{n\ge0}a^nz^{-n}=\sum_{n\ge0}(az^{-1})^n, geometrica di ragione az−1az^{-1}, converge se ∣az−1∣<1\lvert az^{-1}\rvert<1, cioè ∣z∣>∣a∣\lvert z\rvert>\lvert a\rvert, e vale 11−az−1\frac1{1-az^{-1}}. Anticausale: −∑n=−∞−1anz−n=−∑m≥1(a−1z)m=−a−1z1−a−1z=11−az−1-\sum_{n=-\infty}^{-1}a^nz^{-n}=-\sum_{m\ge1}(a^{-1}z)^m=-\frac{a^{-1}z}{1-a^{-1}z}=\frac1{1-az^{-1}} per ∣z∣<∣a∣\lvert z\rvert<\lvert a\rvert (la geometrica converge se ∣z/a∣<1\lvert z/a\rvert<1; e −a−1z1−a−1z=−za−z=zz−a=11−az−1-\frac{a^{-1}z}{1-a^{-1}z}=\frac{-z}{a-z}=\frac{z}{z-a}=\frac1{1-az^{-1}}).

Le due sequenze, anu[n]a^nu[n] e −anu[−n−1]-a^nu[-n-1], hanno la stessa espressione algebrica e ROC complementari: la ROC fa parte della trasformata, senza di essa 11−az−1\frac1{1-az^{-1}} non individua il segnale. Caso a=1a=1: u[n]↔11−z−1u[n]\leftrightarrow\frac1{1-z^{-1}}, ∣z∣>1\lvert z\rvert>1; δ[n]↔1\delta[n]\leftrightarrow1.

Esempio. x[n]=(0,5)nu[n]x[n]=(0{,}5)^nu[n] ha X(z)=11−0,5z−1X(z)=\frac1{1-0{,}5z^{-1}}, ∣z∣>0,5\lvert z\rvert>0{,}5: nel punto z=1z=1 la serie ∑0,5n=2\sum0{,}5^n=2 coincide con 11−0,5=2\frac1{1-0{,}5}=2 (verificato). La sequenza −(0,5)nu[−n−1]-(0{,}5)^nu[-n-1] ha la stessa X(z)X(z) ma ROC ∣z∣<0,5\lvert z\rvert<0{,}5: in z=0,25z=0{,}25 la serie −∑m≥12m 0,25m=−∑(0,5)m=−1-\sum_{m\ge1}2^m\,0{,}25^m=-\sum(0{,}5)^m=-1 coincide con 11−0,5⋅4=−1\frac1{1-0{,}5\cdot4}=-1 (verificato).

Grafico interattivo: Piano z: ROC di (0,5)^n u[n] (esterno della circonferenza di raggio 0,5, zona colorata) con il polo in 0,5 (x), lo zero in 0 (o) e la circonferenza unitaria tratteggiata; la ROC contiene la circonferenza unitaria, quindi il sistema è stabile

Grafico interattivo: Piano z: ROC di -(0,5)^n u[-n-1] (interno della circonferenza di raggio 0,5, zona colorata); stessa espressione 1/(1-0,5 z^-1), ROC complementare: non contiene la circonferenza unitaria

Esempio bilatero

x[n]=anx[n]=a^n per n≥0n\ge0 e bnb^n per n<0n<0. La parte causale dà 11−az−1\frac1{1-az^{-1}}, ∣z∣>∣a∣\lvert z\rvert>\lvert a\rvert; la parte anticausale è ∑n=−∞−1bnz−n=∑m≥1(z/b)m=b−1z1−b−1z\sum_{n=-\infty}^{-1}b^nz^{-n}=\sum_{m\ge1}(z/b)^m=\frac{b^{-1}z}{1-b^{-1}z}, ∣z∣<∣b∣\lvert z\rvert<\lvert b\rvert. La somma X(z)=11−az−1+b−1z1−b−1z,∣a∣<∣z∣<∣b∣,X(z)=\frac1{1-az^{-1}}+\frac{b^{-1}z}{1-b^{-1}z},\qquad\lvert a\rvert<\lvert z\rvert<\lvert b\rvert, ha una ROC non vuota solo se ∣a∣<∣b∣\lvert a\rvert<\lvert b\rvert (se ∣b∣<∣a∣\lvert b\rvert<\lvert a\rvert non converge da nessuna parte). Con a=0,5a=0{,}5 e b=2b=2: nel punto z=1z=1, ∑n≥00,5n+∑n<02n=2+1=3\sum_{n\ge0}0{,}5^n+\sum_{n<0}2^n=2+1=3, e la formula dà 2+0,51−0,5=32+\frac{0{,}5}{1-0{,}5}=3 (verificato).

Grafico interattivo: ROC a corona 0,5 < |z| < 2 (esempio bilatero con a = 0,5 e b = 2): la zona colorata contiene la circonferenza unitaria (tratteggiata); i due poli (0,5 e 2) bordano la corona

Funzioni razionali, poli, zeri e ROC

Molte trasformate sono razionali, X(z)=P(z)Q(z)X(z)=\frac{P(z)}{Q(z)}. Gli zeri sono le radici di PP, i poli le radici di QQ (si indicano con ∘\circ e ×\times nel piano zz). Siccome XX è analitica nella ROC, la ROC non contiene poli; e poiché è una corona connessa, i suoi bordi passano per i moduli dei poli. Perciò un'espressione razionale con kk poli di moduli distinti ha k+1k+1 possibili ROC (le corone tra poli consecutivi, più l'esterno e l'interno), ciascuna corrispondente a un segnale diverso. La ROC di un segnale causale è sempre l'esterno del cerchio del polo di modulo massimo. Inoltre X(z)X(z) deve restare finita per z→∞z\to\infty (la ROC di un segnale causale contiene l'infinito): il grado del numeratore non supera quello del denominatore (come polinomi in zz).

Rapporto con la trasformata di Fourier

Se la ROC contiene la circonferenza unitaria, valutando in z=ejθz=e^{j\theta} la serie diventa X(ejθ)=∑nx[n]e−jθn,X(e^{j\theta})=\sum_{n}x[n]e^{-j\theta n}, la trasformata di Fourier a tempo discreto del segnale (Trasformata di Fourier a tempo discretoLa trasformata di Fourier di un segnale discreto è $S(f)=\sum_nT,s(nT),e^{-i2\pi fnT}$: una funzione continua e periodica in $f$ di periodo $F_p=1/T$. L'antitrasformata è l'integrale su un periodo, $s(nT)=\int_0^{F_p}S(f)e^{i2\pi fnT}df$. Le regole sono quelle del caso continuo (traslazione, convoluzione $\leftrightarrow$ prodotto, Parseval $\sum T|s|^2=\int_0^{F_p}|S|^2$), con incremento e somma corrente al posto di derivata e integrale. Per segnali reali $S(f)=S^*(-f)$, quindi basta $[0,F_p/2]$. Esempi: $\delta\to1$, $1\to\delta_{F_p}$, rect $\to$ sinc periodico, $a^n\mathbf 1_0\to\frac T{1-ae^{-i2\pi fT}}$.Trasformata di Fourier a tempo discreto →; con passo TT generico θ=2πfT\theta=2\pi fT). Quando θ\theta va da 00 a 2π2\pi il punto ejθe^{j\theta} percorre una volta la circonferenza (da 11 a −1-1 per θ∈[0,π]\theta\in[0,\pi], poi ritorna a 11): la periodicità 2π2\pi della trasformata di Fourier discreta è il fatto naturale che avvolgere l'asse delle frequenze sulla circonferenza lo fa tornare sullo stesso punto. Per questo la risposta in frequenza di un filtro è H(z)H(z) sulla circonferenza unitaria, e esiste solo se la ROC la comprende (il sistema è stabile, Funzione di sistema, poli, zeri e stabilitàLa funzione di sistema H(z) è la trasformata zeta della risposta impulsiva: con ingresso z^n l'uscita è H(z) z^n. Per un FIR H(z) = Σ b_k z^{-k} è un polinomio con M zeri e M poli in z = 0; in generale H = B(z)/A(z) dall'equazione alle differenze. Sulla circonferenza unitaria H(e^{jω̂}) è la risposta in frequenza: |H| = prodotto delle distanze dagli zeri / prodotto delle distanze dai poli, quindi gli zeri bloccano frequenze e i poli le esaltano. Un LTI causale è BIBO stabile se e solo se tutti i poli hanno modulo < 1 (a meno di cancellazioni polo-zero); i FIR sono sempre stabili.Funzione di sistema, poli, zeri e stabilità →).

Esempio. Per h[n]=(0,5)nu[n]h[n]=(0{,}5)^nu[n] la ROC ∣z∣>0,5\lvert z\rvert>0{,}5 contiene ∣z∣=1\lvert z\rvert=1 e H(ω^)=11−0,5e−jω^\mathcal H(\hat\omega)=\frac1{1-0{,}5e^{-j\hat\omega}}; per −(0,5)nu[−n−1]-(0{,}5)^nu[-n-1] la ROC non la contiene e quella serie non ha trasformata di Fourier (diverge).

Domande d'esame

  1. Definire la trasformata zeta di un segnale di lunghezza finita, e mostrare come ci si arriva alla funzione di sistema di un FIR e perché è comoda. Traccia: X(z)=∑n=N1N2x[n]z−nX(z)=\sum_{n=N_1}^{N_2}x[n]z^{-n} somma finita, ROC tutto il piano salvo 00 e/o ∞\infty; i coefficienti sono i campioni; per un FIR H(z)=∑k=0Mbkz−kH(z)=\sum_{k=0}^{M}b_kz^{-k} è un polinomio in z−1z^{-1} di grado MM con MM zeri e MM poli in z=0z=0; vantaggio: la convoluzione diventa prodotto e la cascata il prodotto di polinomi, si leggono zeri e frequenze bloccate.
  2. Perché la ROC è una corona circolare? Enunciare e dimostrare il teorema di Abel per segnali causali. Traccia: convergenza assoluta dipende da ∣z∣\lvert z\rvert; enunciato; dimostrazione con ∣x[n]∣<Mr0n\lvert x[n]\rvert<Mr_0^n e confronto con la geometrica; caso anticausale; caso bilatero (intersezione); bordo non decidibile col rapporto.
  3. Perché la ROC fa parte della trasformata? Esempio. Traccia: anu[n]a^nu[n] e −anu[−n−1]-a^nu[-n-1] hanno 11−az−1\frac1{1-az^{-1}} con ROC complementari; la ROC non contiene poli; solo la ROC con la circonferenza unitaria dà la trasformata di Fourier.

Versione ripasso

  • Definizione. X(z)=∑n=−∞∞x[n] z−nX(z)=\sum_{n=-\infty}^{\infty}x[n]\,z^{-n}, z∈RXz\in R_X, con RXR_X la regione di convergenzainsieme dei zz in cui la serie converge. Trasformata unilatera: X+(z)=∑n≥0x[n]z−nX^+(z)=\sum_{n\ge0}x[n]z^{-n}, uguale alla bilatera per i segnali causali.
  • Esempi di base. δ[n]→1\delta[n]\to1 in tutto il piano; δ[n−1]→z−1\delta[n-1]\to z^{-1} per z≠0z\neq0; δ[n+1]→z\delta[n+1]\to z, definita per ∣z∣<∞\lvert z\rvert<\infty.
  • Tre modi di descrivere un FIR. Dominio nn (equazione alle differenze), dominio della frequenza H(ω^)\mathcal H(\hat\omega), dominio zz con H(z)H(z).
  • La ROC è una corona. RX={R1<∣z∣<R2}R_X=\{R_1<\lvert z\rvert<R_2\}, perché la convergenza assoluta dipende solo da ∣z∣\lvert z\rvert. La ROC fa parte della trasformata: anu[n]a^nu[n] e −anu[−n−1]-a^nu[-n-1] hanno la stessa X(z)X(z) con ROC diverse.
  • Durata finita. Somma finita: ROC tutto il piano tranne eventualmente 00 e ∞\infty; per un FIR causale è 0<∣z∣≤∞0<\lvert z\rvert\le\infty.
  • Teorema di Abel (causale). Se la serie converge in z0z_0, converge assolutamente per ogni ∣z∣>∣z0∣\lvert z\rvert>\lvert z_0\rvert. Dimostrazione: ∣x[n]∣<Mr0n\lvert x[n]\rvert<Mr_0^n e confronto con una geometrica di ragione <1<1. Quindi la ROC causale è l'esterno ∣z∣>R1\lvert z\rvert>R_1, e il bordo non si decide in generale.
  • Anticausale. ROC interna ∣z∣<R2\lvert z\rvert<R_2. Bilatero. Intersezione delle due ROC, se non è vuota.
  • Calcolo del raggio. Con il rapporto: per causale R1=lim⁡n∣x[n+1]/x[n]∣R_1=\lim_n\lvert x[n+1]/x[n]\rvert, se il limite esiste. Sul cerchio ∣z∣=R1\lvert z\rvert=R_1 il criterio non dice nulla.
  • Esempio di bordo. Con R1=1R_1=1: x[n]=1x[n]=1 diverge sulla circonferenza; 1n\frac1n converge per θ≠0\theta\neq0 ma non assolutamente; 1n2\frac1{n^2} converge assolutamente.
  • Esponenziali. anu[n]↔11−az−1=zz−aa^nu[n]\leftrightarrow\dfrac1{1-az^{-1}}=\dfrac z{z-a}, ∣z∣>∣a∣\lvert z\rvert>\lvert a\rvert. −anu[−n−1]↔11−az−1-a^nu[-n-1]\leftrightarrow\dfrac1{1-az^{-1}}, ∣z∣<∣a∣\lvert z\rvert<\lvert a\rvert. Caso a=1a=1: u[n]↔11−z−1u[n]\leftrightarrow\frac1{1-z^{-1}}, ∣z∣>1\lvert z\rvert>1; δ[n]↔1\delta[n]\leftrightarrow1.
  • Esempio numerico. (0,5)nu[n](0{,}5)^nu[n] ha X=11−0,5z−1X=\frac1{1-0{,}5z^{-1}}, ∣z∣>0,5\lvert z\rvert>0{,}5; in z=1z=1 la serie vale 22. La sequenza anticausale con la stessa XX ha ROC ∣z∣<0,5\lvert z\rvert<0{,}5 e in z=0,25z=0{,}25 vale −1-1.
  • Bilatero. x[n]=anx[n]=a^n per n≥0n\ge0 e bnb^n per n<0n<0: X=11−az−1+b−1z1−b−1zX=\frac1{1-az^{-1}}+\frac{b^{-1}z}{1-b^{-1}z} con ∣a∣<∣z∣<∣b∣\lvert a\rvert<\lvert z\rvert<\lvert b\rvert, ROC non vuota solo se ∣a∣<∣b∣\lvert a\rvert<\lvert b\rvert. Con a=0,5a=0{,}5, b=2b=2, in z=1z=1 vale 33.
  • Poli e zeri. Per X=P/QX=P/Q gli zeri sono le radici di PP e i poli quelle di QQ, indicati con ∘\circ e ×\times nel piano zz. La ROC non contiene poli e i suoi bordi passano per i moduli dei poli. Un segnale causale ha ROC esterna al polo di modulo massimo, e il grado del numeratore non supera quello del denominatore.
  • Fourier. Se la ROC contiene ∣z∣=1\lvert z\rvert=1, X(ejθ)=∑nx[n]e−jθnX(e^{j\theta})=\sum_nx[n]e^{-j\theta n} è la trasformata di Fourier a tempo discretovalutazione di XX sulla circonferenza unitaria. Per h=(0,5)nu[n]h=(0{,}5)^nu[n] si ha H=11−0,5e−jω^\mathcal H=\frac1{1-0{,}5e^{-j\hat\omega}}; per la versione anticausale la serie non ha trasformata di Fourier.
  • Errore tipico. Dimenticare la ROC: la stessa espressione algebrica individua segnali diversi; sul bordo ∣z∣=R1\lvert z\rvert=R_1 il rapporto non decide.

Esercizi su questo argomento

Teoria collegata