Esercizio - progetto di sottoreti con indirizzi di dimensione diversa
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Testo.
- Un'organizzazione ha il blocco e vuole sottoreti: (a) due sottoreti da indirizzi ciascuna; (b) due da ; (c) tre da ; (d) quattro da . Progettare le sottoreti.
- Un ISP ha il blocco ( indirizzi) e deve distribuirlo a tre gruppi di clienti: (a) il primo gruppo ha clienti da indirizzi ciascuno; (b) il secondo ha clienti da indirizzi; (c) il terzo ha clienti da indirizzi. Progettare i sottoblocchi e trovare quanti indirizzi restano disponibili.
Teoria usata: Subnetting e supernettingIl subnetting divide un blocco di indirizzi in sottoblocchi più piccoli allungando la maschera ($n_{\text{sub}}=n_{\text{rete}}+s$, con $2^s$ sottoreti); il supernetting (aggregazione CIDR) fa l'opposto, accorciando il prefisso per unire blocchi contigui in uno più grande. Regole di progetto: ogni sottorete ha un numero di indirizzi potenza di 2 ($M=2^k\ge$ host richiesti $+2$), prefisso $n=32-k$, indirizzo iniziale multiplo di $M$; si assegnano prima le sottoreti più grandi. Per aggregare $2^j$ blocchi di prefisso $n$ servono blocchi contigui il cui primo indirizzo sia multiplo della dimensione dell'aggregato, e il nuovo prefisso è $n-j$.Subnetting e supernetting → (le tre regole del progetto), Livello di rete e indirizzamento IPIl livello di rete (network layer) porta i datagrammi da host a host attraverso i router: incapsula (framing), sceglie il percorso (routing) e sposta il pacchetto da un ingresso a un'uscita del router (forwarding); in Internet lascia ai livelli superiori controllo d'errore, di flusso e di congestione. Un indirizzo IPv4 è di 32 bit, diviso in prefisso (rete, $n$ bit) e suffisso (host, $32-n$ bit). L'indirizzamento a classi (A, B, C, D, E) è obsoleto; oggi si usa quello senza classi (CIDR): data una notazione $a.b.c.d/n$ si ricavano $N=2^{32-n}$ indirizzi, indirizzo di rete (suffisso tutto 0) e di broadcast (suffisso tutto 1), oppure con la netmask: rete $=$ indirizzo AND maschera, broadcast $=$ indirizzo OR (NOT maschera).Livello di rete e indirizzamento IP →.
Il metodo (vale per entrambi i punti)
Qui i dati sono già indirizzi (non host), quindi non serve aggiungere : ogni sottorete ha un numero di indirizzi potenza di e prefisso . L'indirizzo iniziale di ogni blocco deve essere multiplo di (regola 3): per rispettarlo basta assegnare i blocchi dal più grande al più piccolo, uno di seguito all'altro. Ogni blocco comincia dove finisce il precedente, e la sua fine è "inizio ".
Punto 1: in 11 sottoreti
Il blocco ha indirizzi. Le sottoreti richieste occupano : il blocco viene usato per intero, senza avanzo.
| sottorete | prefisso | indirizzo di rete | broadcast | |
|---|---|---|---|---|
| a1 | ||||
| a2 | ||||
| b1 | ||||
| b2 | ||||
| c1 | ||||
| c2 | ||||
| c3 | ||||
| d1 | ||||
| d2 | ||||
| d3 | ||||
| d4 |
Perché questi prefissi: il prefisso è (logaritmo in base 2è l'esponente cui elevare 2 per ottenere MEsponenziale e logaritmo →), cioè meno il numero di bit di host. ; ; ; . Ogni inizio è multiplo della dimensione: e sono multipli di (e il secondo gruppo parte da , multiplo di ); sono multipli di ; sono multipli di . Le sottoreti hanno host utilizzabili (adatte a collegamenti punto-punto).
Grafico interattivo: Blocco 14.24.74.0/24: ultimo byte da 0 a 255 e sottoreti
Punto 2: l'ISP con
Qui ogni gruppo è un insieme di blocchi uguali; si assegna prima il gruppo con blocchi più grandi.
- Gruppo 1 (clienti da ): . clienti occupano indirizzi. Primo cliente (da a ), secondo , …, il è (fino a ). Il gruppo occupa –.
- Gruppo 2 (clienti da ): . Parte da . Primo cliente (–), secondo , …, il è (fino a ). Totale .
- Gruppo 3 (clienti da ): . Parte da . Primo cliente (–), secondo , …, il è (fino a ). Totale .
Perché gli estremi sono quelli indicati: in un blocco i primi due byte sono fissi () e si numera col terzo e il quarto. Un cliente da indirizzi () occupa esattamente un valore del terzo byte, quindi i clienti del gruppo 1 occupano i terzi byte da a . Un cliente da () occupa mezzo terzo byte (due clienti per ogni valore: – e –), quindi clienti occupano valori del terzo byte, da a , e l'ultimo è . Un cliente da () occupa un quarto di terzo byte (quattro per valore), quindi clienti occupano valori, da a , e l'ultimo è ( è il quarto blocco del terzo byte ). Si verifica anche contando gli indirizzi: i terzi byte usati sono su , cioè indirizzi.
Indirizzi liberi. Assegnati su : ne restano , cioè l'intervallo – ( blocchi da ). Si può descrivere con due blocchi CIDR: ( indirizzi, ) e (, ). Come si trovano: il residuo parte dal terzo byte , che è multiplo di ma non di ; il blocco più grande allineato che parte da lì è quindi di valori del terzo byte, cioè indirizzi, un (–). Il resto parte da , multiplo di , e arriva a : valori del terzo byte, indirizzi, un . Controllo: .
Confronto con la soluzione ufficiale
Coincide in tutto: sottoreti per il punto 1; per il punto 2 gli intervalli –, –, – e totale assegnato , disponibili . Tutti i numeri sono stati ricalcolati con Python.
Errori comuni
- Assegnare le sottoreti in ordine qualsiasi: si perdono indirizzi o si viola l'allineamento (regola 3).
- Aggiungere quando il testo dà già gli indirizzi (qui , , , sono indirizzi, non host).
- Scrivere come "indirizzo di rete" l'ultimo indirizzo () invece del primo.
Versione ripasso
Dati. (1) in due sottoreti da indirizzi, due da , tre da , quattro da . (2) ISP con : clienti da indirizzi, da , da ; indirizzi residui. Teoria: Subnetting e supernettingIl subnetting divide un blocco di indirizzi in sottoblocchi più piccoli allungando la maschera ($n_{\text{sub}}=n_{\text{rete}}+s$, con $2^s$ sottoreti); il supernetting (aggregazione CIDR) fa l'opposto, accorciando il prefisso per unire blocchi contigui in uno più grande. Regole di progetto: ogni sottorete ha un numero di indirizzi potenza di 2 ($M=2^k\ge$ host richiesti $+2$), prefisso $n=32-k$, indirizzo iniziale multiplo di $M$; si assegnano prima le sottoreti più grandi. Per aggregare $2^j$ blocchi di prefisso $n$ servono blocchi contigui il cui primo indirizzo sia multiplo della dimensione dell'aggregato, e il nuovo prefisso è $n-j$.Subnetting e supernetting →.
- Metodo: i dati sono indirizzi, niente ; ; broadcast inizio . Dal blocco più grande al più piccolo, uno di seguito all'altro (inizio multiplo di , regola 3).
- Punto 1: , blocco usato per intero.
| sottoreti | prefisso | reti () | broadcast |
|---|---|---|---|
| a1, a2 | , | , | |
| b1, b2 | , | , | |
| c1–c3 | , , | , , | |
| d1–d4 | , , , | , , , |
- Punto 2: gruppo 1 (): , da a . Gruppo 2 (): , da a . Gruppo 3 (): , da a .
- Residui: , cioè – ( e ).
- Errori: ordine qualsiasi; sui dati già in indirizzi; rete e broadcast scambiati.