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Note per Studenti Campo elettrostatico e principio di sovrapposizione

Campo elettrostatico e principio di sovrapposizione

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Segue Carica elettrica e legge di CoulombLa carica elettrica è una proprietà della materia, si conserva ed è quantizzata (multipli di e). Due cariche puntiformi si attraggono o si respingono con una forza proporzionale al prodotto delle cariche e inversamente proporzionale al quadrato della distanza.Carica elettrica e legge di Coulomb →. Seguito: Richiami di calcolo vettoriale - gradiente, divergenza e rotoreGli strumenti matematici dei campi: derivate parziali, operatore nabla, gradiente di un campo scalare (vettore che punta dove la funzione cresce più in fretta), divergenza (sorgenti di un campo vettoriale) e rotore (vorticosità), più i teoremi della divergenza e di Stokes.Richiami di calcolo vettoriale - gradiente, divergenza e rotore →, Lavoro elettrico e potenziale elettrostaticoLa forza elettrostatica è conservativa: il suo lavoro dipende solo dagli estremi e si scrive come differenza di energia potenziale. Il potenziale V è l'energia potenziale per unità di carica; per una carica puntiforme V = kq/r, e il campo è E = −grad V, perpendicolare alle superfici equipotenziali.Lavoro elettrico e potenziale elettrostatico →. Esercizi: Esercizio 1 · molecola esagonale con sei cariche, Esercizio 3 · quattro cariche ai vertici di un quadrato, Esercizio 4 · punti di campo nullo e potenziale nullo sull'asse.

Dalla forza al campo

La legge di Coulomb descrive una forza "a distanza" tra due cariche. Conviene però separare i due ruoli:

  1. le cariche sorgenti modificano lo spazio intorno a sé creando un campo;
  2. una carica posta in un punto sente una forza dovuta al campo in quel punto.

Si definisce il campo elettrostatico in un punto PP mettendo in PP una carica di prova q0q_0 (positiva e piccola, per non spostare le sorgenti) e misurando la forza F⃗\vec F che subisce:

E⃗(P)=F⃗q0[E]=NC=Vm\boxed{\vec E(P) = \frac{\vec F}{q_0}} \qquad [E] = \frac{\text{N}}{\text{C}} = \frac{\text{V}}{\text{m}}

(Le due unità sono equivalenti; la seconda, volt su metro, si capisce dopo aver introdotto il potenzialeLa forza elettrostatica è conservativa: il suo lavoro dipende solo dagli estremi e si scrive come differenza di energia potenziale. Il potenziale V è l'energia potenziale per unità di carica; per una carica puntiforme V = kq/r, e il campo è E = −grad V, perpendicolare alle superfici equipotenziali.Lavoro elettrico e potenziale elettrostatico →.)

Il campo non dipende da q0q_0: raddoppiando q0q_0 raddoppia la forza e il rapporto resta lo stesso. È una proprietà dello spazio creata dalle sorgenti. Una volta noto E⃗\vec E, la forza su qualunque carica qq posta in quel punto è

F⃗=q E⃗\vec F = q\,\vec E

Se q>0q > 0 la forza ha lo stesso verso di E⃗\vec E, se q<0q < 0 verso opposto (un elettrone "risale" le linee di campo).

È un campo vettoriale: a ogni punto (x,y,z)(x, y, z) associa un vettore con tre componenti, ognuna funzione della posizione: E⃗(x,y,z)=Ex(x,y,z) u^x+Ey(x,y,z) u^y+Ez(x,y,z) u^z\vec E(x,y,z) = E_x(x,y,z)\,\hat u_x + E_y(x,y,z)\,\hat u_y + E_z(x,y,z)\,\hat u_z (Un campo scalareFunzione che a ogni punto dello spazio associa un numero, come la temperatura in una stanza. Un campo vettoriale invece associa un vettore, come la velocità del vento. come la temperatura associa invece un solo numero a ogni punto.)

Campo di una carica puntiforme

Dividendo la forza di Coulomb per q0q_0, il campo creato da una carica qq in un punto a distanza rr è

E⃗=14πε0 qr2 u^r\vec E = \frac{1}{4\pi\varepsilon_0}\,\frac{q}{r^2}\,\hat u_r

con u^r\hat u_r versore che va dalla carica verso il punto. Quindi:

  • q>0q > 0: campo uscente (radiale verso l'esterno);
  • q<0q < 0: campo entrante (radiale verso la carica);
  • il modulo cala come 1/r21/r^2: a distanza doppia il campo è quattro volte più debole.

Grafico interattivo: Modulo del campo di una carica puntiforme in funzione della distanza (unità di kq = 1): cala come 1/r²

Principio di sovrapposizione

Se le sorgenti sono più cariche q1,q2,…,qnq_1, q_2, \dots, q_n, il campo in PP è la somma vettoriale dei campi che ciascuna produrrebbe da sola:

E⃗(P)=∑i=1nE⃗i(P)=14πε0∑i=1nqiri2 u^ri\vec E(P) = \sum_{i=1}^{n} \vec E_i(P) = \frac{1}{4\pi\varepsilon_0} \sum_{i=1}^{n} \frac{q_i}{r_i^2}\,\hat u_{r_i}

dove rir_i è la distanza di PP dalla carica qiq_i e u^ri\hat u_{r_i} il versore da qiq_i verso PP. È un fatto sperimentale: le equazioni dell'elettromagnetismo sono lineari, quindi gli effetti delle diverse sorgenti non si disturbano a vicenda.

Metodo pratico (da seguire sempre negli esercizi):

  1. disegnare le cariche e il punto PP, scegliere gli assi;
  2. per ogni carica calcolare la distanza rir_i e il modulo Ei=k∣qi∣/ri2E_i = k|q_i|/r_i^2;
  3. disegnare il vettore E⃗i\vec E_i (uscente se qi>0q_i > 0, entrante se qi<0q_i < 0) e scomporlo in componenti con seni e coseni;
  4. sommare componente per componente;
  5. sfruttare le simmetrie prima di fare conti: coppie di cariche uguali poste simmetricamente rispetto a PP producono componenti che si annullano.

Esempio: centro di un quadrato. Quattro cariche uguali qq ai vertici di un quadrato: al centro i campi delle cariche opposte (sulla stessa diagonale, alla stessa distanza) sono uguali e opposti, quindi E⃗=0\vec E = 0. Se invece due vertici consecutivi hanno +q+q e gli altri due −q-q, le componenti lungo un asse si annullano e quelle lungo l'altro si sommano (vedi Esercizio 6 · energia di un quadrato di cariche e lavoro per spostarne una). Con le cariche alternate +q,−2q,+q,−2q+q, -2q, +q, -2q il campo al centro è di nuovo nullo, ma non a metà di un lato (Esercizio 3 · quattro cariche ai vertici di un quadrato).

Linee di campo

Per visualizzare un campo vettoriale si disegnano le linee di campo (o linee di forza):

  • in ogni punto il campo è tangente alla linea, con il verso indicato dalla freccia;
  • la densità delle linee (quante attraversano un'area unitaria perpendicolare) è proporzionale al modulo EE: dove sono fitte il campo è intenso;
  • le linee partono dalle cariche positive e finiscono su quelle negative (o all'infinito);
  • due linee non si incrociano mai: in un punto il campo ha una sola direzione.

Esempi tipici: per una carica isolata linee radiali; per un dipolo (due cariche opposte vicine) linee che escono dalla positiva e si richiudono sulla negativa; per due cariche uguali linee che si respingono, con un punto a metà dove il campo è nullo.

Distribuzioni continue di carica

Se la carica è "spalmata" su un corpo, la si divide in pezzetti infinitesimi dqdq, ognuno trattato come una carica puntiforme, e la somma diventa un integrale:

E⃗(P)=14πε0∫dqr2 u^r\vec E(P) = \frac{1}{4\pi\varepsilon_0}\int \frac{dq}{r^2}\,\hat u_r

Per scrivere dqdq si usano le densità di carica:

distribuzione densità unità elemento di carica
lungo una linea (filo, anello) lineare λ=dq/dl\lambda = dq/dl C/m dq=λ dldq = \lambda\,dl
su una superficie (disco, piano, guscio) superficiale σ=dq/dS\sigma = dq/dS C/m² dq=σ dSdq = \sigma\,dS
in un volume (sfera piena) volumica ρ=dq/dV\rho = dq/dV C/m³ dq=ρ dVdq = \rho\,dV

Se la densità è uniforme (costante) la carica totale è semplicemente densità per lunghezza, area o volume: Q=λLQ = \lambda L, Q=σSQ = \sigma S, Q=ρVQ = \rho V.

Attenzione: l'integrale è vettoriale. Si integra una componente alla volta, e quasi sempre la simmetria fa sì che solo una componente sopravviva. I casi classici (filo, anello, disco) sono svolti in Campo di distribuzioni continue - filo, anello e discoCampo e potenziale di filo (finito e indefinito), anello e disco uniformemente carichi, calcolati integrando i contributi dq e sfruttando la simmetria; il piano indefinito è il limite del disco, con campo uniforme σ/2ε0.Campo di distribuzioni continue - filo, anello e disco →.

Moto di una carica in un campo uniforme

In una regione con E⃗\vec E uniforme (per esempio tra le armature di un condensatore piano) una particella di carica qq e massa mm subisce una forza costante qE⃗q\vec E, quindi ha accelerazione costante a⃗=qmE⃗\vec a = \frac{q}{m}\vec E e si muove come un proiettile sotto la gravità: moto uniformemente accelerato lungo E⃗\vec E e uniforme nella direzione perpendicolare. La traiettoria è una parabola. Su questo principio funzionano i deflettori dei vecchi tubi catodici e degli oscilloscopi (vedi Esercizio 5 · fascio di ioni deviato da un condensatore).

Il peso della particella è quasi sempre trascurabile: per un elettrone in E=1000 V/mE = 1000\ \text{V/m}, eE/(meg)=1,6⋅10−16/(9,11⋅10−31⋅9,81)≈1,8⋅1013eE/(m_e g) = 1{,}6 \cdot 10^{-16}/(9{,}11 \cdot 10^{-31} \cdot 9{,}81) \approx 1{,}8 \cdot 10^{13}.

Errori comuni

  • Confondere campo e forza: il campo esiste anche se in PP non c'è nessuna carica.
  • Sommare i moduli dei campi: si sommano i vettori. Due campi di 100 V/m100\ \text{V/m} perpendicolari danno 141 V/m141\ \text{V/m}, non 200200.
  • Sbagliare il verso per le cariche negative: il campo punta verso la carica negativa.

Esercizi su questo argomento

Teoria collegata