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Note per Studenti Flusso del campo elettrico e legge di Gauss

Flusso del campo elettrico e legge di Gauss

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Segue Campo di distribuzioni continue - filo, anello e discoCampo e potenziale di filo (finito e indefinito), anello e disco uniformemente carichi, calcolati integrando i contributi dq e sfruttando la simmetria; il piano indefinito è il limite del disco, con campo uniforme σ/2ε0.Campo di distribuzioni continue - filo, anello e disco →. Seguito: Applicazioni della legge di GaussCon la legge di Gauss e una superficie scelta in base alla simmetria si ricava il campo di filo indefinito (λ/2πε0r), piano indefinito (σ/2ε0), guscio sferico (nullo dentro, kQ/r² fuori), sfera uniformemente carica (proporzionale a r dentro) e cilindro carico.Applicazioni della legge di Gauss →. Usa flusso e teorema della divergenza dei richiami di calcolo vettorialeGli strumenti matematici dei campi: derivate parziali, operatore nabla, gradiente di un campo scalare (vettore che punta dove la funzione cresce più in fretta), divergenza (sorgenti di un campo vettoriale) e rotore (vorticosità), più i teoremi della divergenza e di Stokes.Richiami di calcolo vettoriale - gradiente, divergenza e rotore →. Esercizio: Esercizio 3 · quattro cariche ai vertici di un quadrato (punto c).

Flusso di un campo vettoriale

Per una superficie piana SS immersa in un campo uniforme E⃗\vec E, il flusso è Φ=E⃗⋅n^ S=E Scos⁡θ\Phi = \vec E \cdot \hat n\,S = E\,S\cos\theta dove n^\hat n è il versore normale alla superficie e θ\theta l'angolo tra E⃗\vec E e n^\hat n. Il flusso conta "quante linee di campo attraversano la superficie": è massimo se la superficie è perpendicolare al campo (θ=0\theta = 0), nullo se il campo le scorre parallelo (θ=90°\theta = 90°).

Per una superficie qualsiasi e un campo non uniforme si somma su elementi dSdS: ΦS(E⃗)=∫SE⃗⋅n^ dS[Φ]=V⋅m\Phi_S(\vec E) = \int_S \vec E \cdot \hat n\,dS \qquad [\Phi] = \text{V}\cdot\text{m}

Per una superficie chiusa (che delimita un volume) si usa il simbolo ∮\oint e la normale si prende sempre uscente: il flusso è positivo se le linee escono, negativo se entrano.

Esempio. Campo uniforme E=2⋅104 V/mE = 2 \cdot 10^4\ \text{V/m} e un quadrato di lato 10 cm10\ \text{cm}: con il quadrato perpendicolare al campo Φ=2⋅104⋅0,01=200 V m\Phi = 2 \cdot 10^4 \cdot 0{,}01 = 200\ \text{V m}; inclinato in modo che la normale formi 30°30° con il campo, Φ=200cos⁡30°=173 V m\Phi = 200\cos 30° = 173\ \text{V m}.

Flusso di una carica puntiforme attraverso una sfera

Sfera di raggio rr centrata su una carica qq: il campo è radiale, quindi parallelo a n^\hat n ovunque, e ha lo stesso modulo su tutta la sfera. Allora Φ=E⋅4πr2=q4πε0r2⋅4πr2=qε0\Phi = E \cdot 4\pi r^2 = \frac{q}{4\pi\varepsilon_0 r^2}\cdot 4\pi r^2 = \frac{q}{\varepsilon_0}

Il raggio è sparito: allargando la sfera il campo cala come 1/r21/r^2 ma la superficie cresce come r2r^2, e i due effetti si compensano esattamente. Questo succede solo perché la forza di Coulomb va come 1/r21/r^2.

Angolo solido

Per estendere il risultato a superfici di forma qualsiasi serve l'angolo solido. L'angolo solido sotto cui da un punto OO si vede un elementino di superficie dSdS a distanza rr è dΩ=dScos⁡θr2=dS⊥r2d\Omega = \frac{dS\cos\theta}{r^2} = \frac{dS_\perp}{r^2} (area "vista di fronte" divisa per r2r^2, come l'angolo piano è arco diviso raggio). Si misura in steradianti; l'angolo solido totale intorno a un punto è 4π4\pi (l'area della sfera di raggio 1).

Il flusso del campo di qq attraverso dSdS è allora dΦ=q4πε0r2 dScos⁡θ=q4πε0 dΩd\Phi = \frac{q}{4\pi\varepsilon_0 r^2}\,dS\cos\theta = \frac{q}{4\pi\varepsilon_0}\,d\Omega e dipende solo dall'angolo solido, non dalla distanza né dall'inclinazione della superficie.

La legge di Gauss

Teorema di Gauss. Il flusso del campo elettrostatico attraverso una qualunque superficie chiusa SS è uguale alla carica totale contenuta all'interno divisa per ε0\varepsilon_0: ∮SE⃗⋅n^ dS=Qintε0\boxed{\oint_S \vec E \cdot \hat n\,dS = \frac{Q_{\text{int}}}{\varepsilon_0}}

Dimostrazione.

  • Carica interna. Sommando dΦ=q4πε0dΩd\Phi = \frac{q}{4\pi\varepsilon_0}d\Omega su tutta la superficie, l'angolo solido totale è 4π4\pi (la superficie circonda la carica in ogni direzione), quindi Φ=q4πε0⋅4π=qε0\Phi = \frac{q}{4\pi\varepsilon_0}\cdot 4\pi = \frac{q}{\varepsilon_0}, qualunque sia la forma.
  • Carica esterna. Ogni cono di angolo solido dΩd\Omega uscente dalla carica attraversa la superficie un numero pari di volte: dove le linee entrano il contributo è −q4πε0dΩ-\frac{q}{4\pi\varepsilon_0}d\Omega, dove escono +q4πε0dΩ+\frac{q}{4\pi\varepsilon_0}d\Omega. I contributi si annullano a coppie: una carica esterna dà flusso totale nullo.
  • Più cariche. Per il principio di sovrapposizione il flusso totale è la somma dei flussi: contano solo le cariche interne, ciascuna con il suo segno.

Cosa dice e cosa non dice.

Esempio. Quattro cariche q,−2q,q,−2qq, -2q, q, -2q racchiuse da una superficie qualsiasi: Qint=−2qQ_{\text{int}} = -2q, quindi Φ=−2q/ε0\Phi = -2q/\varepsilon_0: flusso negativo, cioè netto entrante.

Forma locale: la divergenza di E⃗\vec E

Se la carica è distribuita con densità ρ\rho, Qint=∫Vρ dVQ_{\text{int}} = \int_V \rho\,dV. Per il teorema della divergenzaGli strumenti matematici dei campi: derivate parziali, operatore nabla, gradiente di un campo scalare (vettore che punta dove la funzione cresce più in fretta), divergenza (sorgenti di un campo vettoriale) e rotore (vorticosità), più i teoremi della divergenza e di Stokes.Richiami di calcolo vettoriale - gradiente, divergenza e rotore → il flusso è anche ∫V∇⋅E⃗ dV\int_V \nabla \cdot \vec E\,dV. Quindi ∫V∇⋅E⃗ dV=∫Vρε0 dV\int_V \nabla \cdot \vec E\,dV = \int_V \frac{\rho}{\varepsilon_0}\,dV per ogni volume VV. Questo è possibile solo se gli integrandi coincidono punto per punto: ∇⋅E⃗=ρε0\boxed{\nabla \cdot \vec E = \frac{\rho}{\varepsilon_0}}

Il campo elettrico "nasce" dove ci sono cariche positive (ρ>0\rho > 0, sorgenti) e "muore" dove ci sono cariche negative (pozzi). Dove non ci sono cariche la divergenza è nulla e le linee di campo proseguono senza iniziare né finire.

Le due leggi dell'elettrostatica

forma integrale forma locale significato
Gauss ∮SE⃗⋅n^ dS=Qint/ε0\oint_S \vec E \cdot \hat n\,dS = Q_{\text{int}}/\varepsilon_0 ∇⋅E⃗=ρ/ε0\nabla \cdot \vec E = \rho/\varepsilon_0 le cariche sono sorgenti del campo
circuitazione ∮γE⃗⋅dl⃗=0\oint_\gamma \vec E \cdot d\vec l = 0 ∇×E⃗=0\nabla \times \vec E = 0 il campo è conservativo, E⃗=−∇V\vec E = -\nabla V

Equazione di Poisson. Sostituendo E⃗=−∇V\vec E = -\nabla V nella legge di Gauss locale: ∇2V=∂2V∂x2+∂2V∂y2+∂2V∂z2=−ρε0\nabla^2 V = \frac{\partial^2 V}{\partial x^2} + \frac{\partial^2 V}{\partial y^2} + \frac{\partial^2 V}{\partial z^2} = -\frac{\rho}{\varepsilon_0} Dove ρ=0\rho = 0 diventa l'equazione di Laplace ∇2V=0\nabla^2 V = 0. Una conseguenza: in una regione senza cariche il potenziale non può avere massimi né minimi, quindi non esiste equilibrio stabile per una carica soggetta solo a forze elettrostatiche (teorema di Earnshaw). Per esempio, al centro di un anello carico un protone è in equilibrio, ma instabile: lungo l'asse viene spinto via.

Errori comuni

  • Dimenticare il segno della carica interna, o contare cariche esterne.
  • Pensare che una superficie con flusso nullo abbia campo nullo.
  • Usare Gauss per calcolare il campo di un anello o di un quadrato di cariche: la legge vale, ma senza simmetria non permette di ricavare EE.

Esercizi su questo argomento

Teoria collegata