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Note per Studenti Esercizio 15 · sfera grande e sferetta appesa a una molla

Esercizio 15sfera grande e sferetta appesa a una molla

In questa pagina 8

Testo (prova in itinere del 20 novembre 2018, problema 1). Una sfera metallica di grande raggio R1=10 mR_1 = 10\ \text{m} è tenuta ferma e ad essa è appesa, tramite una molla ideale metallica con lunghezza di riposo x0=5 cmx_0 = 5\ \text{cm}, una seconda sfera metallica di piccolo raggio R2=10−2 mR_2 = 10^{-2}\ \text{m} con massa di 0,1 kg0{,}1\ \text{kg}. All'inizio il sistema è scarico e la molla si trova allungata di Δx=0,8 mm\Delta x = 0{,}8\ \text{mm}; poi si trasferisce una carica sulla prima sfera, in modo che essa acquisisca una densità di carica superficiale pari a σ1=10−6 C/m2\sigma_1 = 10^{-6}\ \text{C/m}^2.

a) Quanto vale la densità di carica presente sulla sfera piccola, σ2\sigma_2? b) Quanto vale il potenziale elettrostatico di ciascuna sfera? c) Quanto vale il nuovo allungamento della molla, Δx′\Delta x', dopo aver caricato il sistema? [Si trascuri Δx′\Delta x' rispetto a R1R_1 e si usi g=9,81 m/s2g = 9{,}81\ \text{m/s}^2.]

Teoria: Conduttori in equilibrio elettrostaticoIn un conduttore in equilibrio il campo interno è nullo, la carica sta sulla superficie, il conduttore è equipotenziale e appena fuori il campo è perpendicolare e vale σ/ε0 (teorema di Coulomb). Un conduttore cavo scherma l'interno (gabbia di Faraday); per induzione le cariche si separano in presenza di un campo esterno.Conduttori in equilibrio elettrostatico →, Capacità e condensatoriLa capacità C = Q/V misura quanta carica un conduttore (o una coppia di conduttori) accumula per ogni volt. Condensatore piano C = ε0S/d, cilindrico C = 2πε0h/ln(R2/R1), sferico C = 4πε0R1R2/(R2−R1). In parallelo le capacità si sommano, in serie si sommano gli inversi.Capacità e condensatori →.


Il punto chiave: la molla è metallica

La molla è un conduttore e collega le due sfere: tutto il sistema (sfera grande, molla, sferetta) è un unico conduttore in equilibrio, quindi tutto allo stesso potenziale. È la situazione delle due sfere collegate da un filo del potere delle punteDue sfere conduttrici collegate hanno lo stesso potenziale kq/R, quindi q1/R1 = q2/R2 e σ1 R1 = σ2 R2: la sfera piccola ha densità maggiore.Conduttori in equilibrio elettrostatico →.

Il modello richiesto tratta ciascuna sfera come se fosse isolata, con potenziale V=q4πε0RV = \dfrac{q}{4\pi\varepsilon_0 R}, cioè trascura l'effetto che ogni sfera ha sul potenziale dell'altra.


a) Densità sulla sfera piccola

Il potenziale di una sfera di raggio RR con densità superficiale σ\sigma (carica q=4πR2σq = 4\pi R^2\sigma) è

V=q4πε0R=4πR2σ4πε0R=σRε0V = \frac{q}{4\pi\varepsilon_0 R} = \frac{4\pi R^2\sigma}{4\pi\varepsilon_0 R} = \frac{\sigma R}{\varepsilon_0}

Uguagliando i potenziali delle due sfere:

σ1R1ε0=σ2R2ε0⟹σ2=σ1 R1R2=10−6⋅1010−2=10−3 C/m2\frac{\sigma_1 R_1}{\varepsilon_0} = \frac{\sigma_2 R_2}{\varepsilon_0} \quad\Longrightarrow\quad \sigma_2 = \sigma_1\,\frac{R_1}{R_2} = 10^{-6} \cdot \frac{10}{10^{-2}} = 10^{-3}\ \text{C/m}^2

La sferetta, mille volte più piccola, ha una densità mille volte più grande. Le cariche:

q1=4πR12σ1=4π⋅100⋅10−6=1,26⋅10−3 C,q2=4πR22σ2=4π⋅10−4⋅10−3=1,26⋅10−6 Cq_1 = 4\pi R_1^2\sigma_1 = 4\pi \cdot 100 \cdot 10^{-6} = 1{,}26 \cdot 10^{-3}\ \text{C}, \qquad q_2 = 4\pi R_2^2\sigma_2 = 4\pi \cdot 10^{-4} \cdot 10^{-3} = 1{,}26 \cdot 10^{-6}\ \text{C}

Il rapporto delle cariche è q1/q2=R1/R2=1000q_1/q_2 = R_1/R_2 = 1000: le cariche stanno come i raggi, cioè come le capacitàLa capacità di una sfera isolata è 4πε0R: a parità di potenziale, la carica è proporzionale al raggio.Capacità e condensatori → 4πε0R4\pi\varepsilon_0 R.


b) Potenziale

Lo stesso per entrambe le sfere:

V=σ1R1ε0=10−6⋅108,854⋅10−12=1,13⋅106 VV = \frac{\sigma_1 R_1}{\varepsilon_0} = \frac{10^{-6} \cdot 10}{8{,}854 \cdot 10^{-12}} = 1{,}13 \cdot 10^6\ \text{V}

Oltre un milione di volt: una sfera di 10 m di raggio con una densità di carica modesta (1 μC/m21\ \mu\text{C/m}^2) è a un potenziale altissimo. È il principio dei generatori di Van de Graaff, che accumulano carica su una grande sfera.


c) Nuovo allungamento della molla

Prima della carica. Sulla sferetta agiscono il peso (verso il basso) e la forza della molla (verso l'alto). All'equilibrio:

mg=k Δx⟹k=mgΔx=0,1⋅9,810,8⋅10−3=1226 N/mmg = k\,\Delta x \quad\Longrightarrow\quad k = \frac{mg}{\Delta x} = \frac{0{,}1 \cdot 9{,}81}{0{,}8 \cdot 10^{-3}} = 1226\ \text{N/m}

Dopo la carica. Le due sfere hanno cariche dello stesso segno e si respingono: la sferetta, appesa sotto la sfera grande, viene spinta verso il basso e la molla si allunga di più. La nuova condizione di equilibrio:

mg+Fe=k Δx′mg + F_e = k\,\Delta x'

La forza elettrica è quella del campo della sfera grande sulla carica q2q_2. Fuori dalla sfera grande il campo è quello di una carica puntiforme q1q_1 nel centro, valutato alla distanza tra i centri d=R1+x0+Δx′+R2d = R_1 + x_0 + \Delta x' + R_2:

Fe=q2 E1=q1q24πε0d2F_e = q_2\,E_1 = \frac{q_1 q_2}{4\pi\varepsilon_0 d^2}

Semplificazione. dd contiene l'incognita Δx′\Delta x', e l'equazione diventerebbe di terzo grado. Ma R1=10 mR_1 = 10\ \text{m} è enormemente più grande di tutto il resto (x0+R2+Δx′≈6 cmx_0 + R_2 + \Delta x' \approx 6\ \text{cm}): in dd si può mettere Δx′≈Δx\Delta x'\approx \Delta x (o addirittura trascurare tutto tranne R1R_1) senza errore apprezzabile. Con d≈10+0,05+0,0008+0,01=10,061 md \approx 10 + 0{,}05 + 0{,}0008 + 0{,}01 = 10{,}061\ \text{m}:

E1=q14πε0d2=8,99⋅109⋅1,26⋅10−310,0612=1,12⋅105 V/mE_1 = \frac{q_1}{4\pi\varepsilon_0 d^2} = \frac{8{,}99 \cdot 10^9 \cdot 1{,}26 \cdot 10^{-3}}{10{,}061^2} = 1{,}12 \cdot 10^5\ \text{V/m}

Fe=q2E1=1,26⋅10−6⋅1,12⋅105=0,140 NF_e = q_2 E_1 = 1{,}26 \cdot 10^{-6} \cdot 1{,}12 \cdot 10^5 = 0{,}140\ \text{N}

(Si poteva anche usare il campo appena fuori dalla superficie, E1≈σ1/ε0=1,13⋅105 V/mE_1 \approx \sigma_1/\varepsilon_0 = 1{,}13 \cdot 10^5\ \text{V/m}, dal teorema di CoulombAppena fuori da un conduttore il campo vale σ/ε0, perpendicolare alla superficie.Conduttori in equilibrio elettrostatico →: la sferetta è a 6 cm da una superficie di raggio 10 m, quasi a contatto. Il risultato cambia di circa l'1%.)

Δx′=mg+Fek=Δx+Fek=0,8 mm+0,1401226 m=0,8 mm+0,114 mm=0,914 mm\Delta x' = \frac{mg + F_e}{k} = \Delta x + \frac{F_e}{k} = 0{,}8\ \text{mm} + \frac{0{,}140}{1226}\ \text{m} = 0{,}8\ \text{mm} + 0{,}114\ \text{mm} = 0{,}914\ \text{mm}

La forza elettrica allunga la molla di altri 0,114 mm0{,}114\ \text{mm}. Risolvendo l'equazione esatta di terzo grado al computer si ottiene lo stesso valore fino alla terza cifra. (La soluzione ufficiale riporta i due contributi in centimetri, "0,8 cm+0,114 cm0{,}8\ \text{cm} + 0{,}114\ \text{cm}": i numeri sono quelli giusti, ma l'unità è il millimetro, coerentemente con Δx=0,8 mm\Delta x = 0{,}8\ \text{mm} del testo.)


Un limite del modello

La sferetta è appesa a soli 6 cm6\ \text{cm} da una sfera di 10 m10\ \text{m}: non è affatto "lontana". In realtà il potenziale nel punto in cui si trova è già quasi tutto dovuto alla sfera grande (V1⋅R1/dV_1 \cdot R_1/d, cioè il 99,4%99{,}4\% di VV), e la carica propria della sferetta deve fornire solo il restante 0,6%0{,}6\%: la sua carica vera è molto più piccola di quella calcolata con il modello delle sfere isolate. Fisicamente la sferetta si comporta come una piccola sporgenza sulla superficie della sfera grande. Il modello del testo resta quello atteso all'esame, ma è utile sapere quando smette di valere: le formule q1/q2=R1/R2q_1/q_2 = R_1/R_2 sono esatte solo per sfere molto lontane tra loro rispetto alle loro dimensioni.


Verifica numerica

python
import numpy as np
from scipy.optimize import brentq
eps0, g = 8.854e-12, 9.81
R1, x0, R2, m, dx, s1 = 10, 0.05, 0.01, 0.1, 0.8e-3, 1e-6
s2 = s1*R1/R2
q1, q2 = 4*np.pi*R1**2*s1, 4*np.pi*R2**2*s2
k = m*g/dx
print(s2, s1*R1/eps0, k)                     # 1e-3 C/m², 1.13e6 V, 1226 N/m
F = lambda X: q1*q2/(4*np.pi*eps0*(R1 + x0 + X + R2)**2)
print(dx + F(dx)/k)                          # 9.14e-4 m (approssimato)
print(brentq(lambda X: m*g + F(X) - k*X, 0, 1))   # 9.14e-4 m (esatto)

Risultati

grandezza valore
σ2\sigma_2 10−3 C/m210^{-3}\ \text{C/m}^2
potenziale delle sfere 1,13⋅106 V1{,}13 \cdot 10^6\ \text{V}
costante della molla 1226 N/m1226\ \text{N/m}
forza elettrica sulla sferetta 0,140 N0{,}140\ \text{N}, repulsiva
nuovo allungamento Δx′=0,914 mm\Delta x' = 0{,}914\ \text{mm}

Errori comuni

  • Dimenticare che la molla è conduttrice: senza il collegamento la sferetta resterebbe scarica (a parte l'induzione) e non ci sarebbe la repulsione calcolata.
  • Uguagliare le densità invece dei potenziali: è il potenziale che è comune a un conduttore.
  • Mettere FeF_e dalla parte sbagliata: le cariche sono dello stesso segno, la sferetta è respinta verso il basso e la molla si allunga.

Teoria collegata