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Note per Studenti Richiami di calcolo vettoriale - gradiente, divergenza e rotore

Richiami di calcolo vettoriale: gradiente, divergenza e rotore

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Il calcolo vettoriale è l'unico prerequisito matematico che il corso riprende a lezione. Serve da subito per il potenzialeLa forza elettrostatica è conservativa: il suo lavoro dipende solo dagli estremi e si scrive come differenza di energia potenziale. Il potenziale V è l'energia potenziale per unità di carica; per una carica puntiforme V = kq/r, e il campo è E = −grad V, perpendicolare alle superfici equipotenziali.Lavoro elettrico e potenziale elettrostatico → (gradiente), poi per la legge di GaussIl flusso di E attraverso una superficie chiusa è uguale alla carica contenuta divisa per ε0, qualunque siano forma della superficie e posizione delle cariche interne; in forma locale div E = ρ/ε0. Insieme a rot E = 0 riassume tutta l'elettrostatica.Flusso del campo elettrico e legge di Gauss → (divergenza) e per la legge di Ampère (rotore). Esercizio: Esercizio 7 · campo elettrico da un potenziale assegnato.

Prodotti tra vettori

Con a⃗=(ax,ay,az)\vec a = (a_x, a_y, a_z) e b⃗=(bx,by,bz)\vec b = (b_x, b_y, b_z):

  • prodotto scalare (il risultato è un numero): a⃗⋅b⃗=axbx+ayby+azbz=abcos⁡θ\vec a \cdot \vec b = a_x b_x + a_y b_y + a_z b_z = ab\cos\theta, con θ\theta angolo tra i due vettori. È nullo se i vettori sono perpendicolari.
  • prodotto vettoriale (il risultato è un vettore): modulo absin⁡θab\sin\theta, direzione perpendicolare al piano di a⃗\vec a e b⃗\vec b, verso dato dalla regola della mano destra (indice su a⃗\vec a, medio su b⃗\vec b, il pollice dà a⃗×b⃗\vec a \times \vec b). In componenti: a⃗×b⃗=det⁡(u^xu^yu^zaxayazbxbybz)=(aybz−azby) u^x+(azbx−axbz) u^y+(axby−aybx) u^z\vec a \times \vec b = \det\begin{pmatrix} \hat u_x & \hat u_y & \hat u_z \\ a_x & a_y & a_z \\ b_x & b_y & b_z \end{pmatrix} = (a_y b_z - a_z b_y)\,\hat u_x + (a_z b_x - a_x b_z)\,\hat u_y + (a_x b_y - a_y b_x)\,\hat u_z È nullo se i vettori sono paralleli e cambia segno scambiando l'ordine: b⃗×a⃗=−a⃗×b⃗\vec b \times \vec a = -\vec a \times \vec b. Utili: u^x×u^y=u^z\hat u_x \times \hat u_y = \hat u_z, u^y×u^z=u^x\hat u_y \times \hat u_z = \hat u_x, u^z×u^x=u^y\hat u_z \times \hat u_x = \hat u_y.

Il prodotto vettoriale comparirà nella forza di Lorentz e nel momento di una forza; il prof insiste nello scrivere sempre il simbolo giusto (⋅\cdot o ×\times) e la freccia sui vettori.

Derivate parziali e differenziale

Per una funzione di più variabili U(x,y,z)U(x, y, z) la derivata parziale rispetto a xx, ∂U∂x\frac{\partial U}{\partial x}, si calcola derivando rispetto a xx e trattando yy e zz come costanti.

Esempio: U=ax3+bxyz2+c y e−zU = a x^3 + b x y z^2 + c\,y\,e^{-z}: ∂U∂x=3ax2+byz2,∂U∂y=bxz2+c e−z,∂U∂z=2bxyz−c y e−z\frac{\partial U}{\partial x} = 3ax^2 + byz^2, \qquad \frac{\partial U}{\partial y} = bxz^2 + c\,e^{-z}, \qquad \frac{\partial U}{\partial z} = 2bxyz - c\,y\,e^{-z}

Il differenziale è la variazione di UU quando ci si sposta di dl⃗=(dx,dy,dz)d\vec l = (dx, dy, dz): dU=∂U∂xdx+∂U∂ydy+∂U∂zdzdU = \frac{\partial U}{\partial x}dx + \frac{\partial U}{\partial y}dy + \frac{\partial U}{\partial z}dz

L'operatore nabla

Si definisce il "vettore" di derivate ∇=u^x∂∂x+u^y∂∂y+u^z∂∂z\nabla = \hat u_x \frac{\partial}{\partial x} + \hat u_y \frac{\partial}{\partial y} + \hat u_z \frac{\partial}{\partial z} Da solo non ha significato: va applicato a una funzione. A seconda di come lo si "moltiplica" si ottengono tre operazioni.

Gradiente (di un campo scalare → vettore)

∇U=∂U∂xu^x+∂U∂yu^y+∂U∂zu^z\nabla U = \frac{\partial U}{\partial x}\hat u_x + \frac{\partial U}{\partial y}\hat u_y + \frac{\partial U}{\partial z}\hat u_z

Con questo simbolo il differenziale si scrive in modo compatto: dU=∇U⋅dl⃗dU = \nabla U \cdot d\vec l.

Significato geometrico. Da dU=∣∇U∣ dlcos⁡θdU = |\nabla U|\,dl\cos\theta si vede che, a parità di passo dldl:

  • UU cresce più in fretta se ci si muove lungo ∇U\nabla U (θ=0\theta = 0): il gradiente punta nella direzione di massima crescita e il suo modulo è la rapidità di crescita;
  • UU non cambia se ci si muove perpendicolarmente a ∇U\nabla U (θ=90°\theta = 90°): il gradiente è perpendicolare alle superfici di livello U=costU = \text{cost}.

Esempio intuitivo: su una cartina con le curve di livello di una montagna, il gradiente dell'altitudine punta in salita lungo la via più ripida ed è perpendicolare ai sentieri "in piano". In elettrostatica E⃗=−∇V\vec E = -\nabla V: il campo punta nel verso in cui il potenziale cala più in fretta, ed è perpendicolare alle superfici equipotenziali.

In coordinate sferiche, per una funzione che dipende solo dalla distanza rr dall'origine, il gradiente è radiale: ∇U(r)=dUdr u^r\nabla U(r) = \frac{dU}{dr}\,\hat u_r.

Divergenza (di un campo vettoriale → scalare)

∇⋅v⃗=∂vx∂x+∂vy∂y+∂vz∂z\nabla \cdot \vec v = \frac{\partial v_x}{\partial x} + \frac{\partial v_y}{\partial y} + \frac{\partial v_z}{\partial z}

Significato: misura quanto il campo "esce" da un punto. Se si pensa a v⃗\vec v come alla velocità di un fluido, ∇⋅v⃗>0\nabla \cdot \vec v > 0 dove c'è una sorgente (il fluido sgorga), <0< 0 dove c'è un pozzo, =0= 0 dove il fluido passa senza accumularsi. Per il campo elettrico le sorgenti sono le cariche: ∇⋅E⃗=ρ/ε0\nabla \cdot \vec E = \rho/\varepsilon_0.

Esempio: v⃗=(x,y,z)\vec v = (x, y, z) (campo radiale che cresce allontanandosi): ∇⋅v⃗=1+1+1=3\nabla \cdot \vec v = 1 + 1 + 1 = 3, sorgente uniforme ovunque.

Rotore (di un campo vettoriale → vettore)

∇×v⃗=det⁡(u^xu^yu^z∂x∂y∂zvxvyvz)=(∂vz∂y−∂vy∂z)u^x+(∂vx∂z−∂vz∂x)u^y+(∂vy∂x−∂vx∂y)u^z\nabla \times \vec v = \det\begin{pmatrix} \hat u_x & \hat u_y & \hat u_z \\ \partial_x & \partial_y & \partial_z \\ v_x & v_y & v_z \end{pmatrix} = \left(\frac{\partial v_z}{\partial y} - \frac{\partial v_y}{\partial z}\right)\hat u_x + \left(\frac{\partial v_x}{\partial z} - \frac{\partial v_z}{\partial x}\right)\hat u_y + \left(\frac{\partial v_y}{\partial x} - \frac{\partial v_x}{\partial y}\right)\hat u_z

Significato: misura la tendenza del campo a "girare" intorno a un punto. Una piccola girandola immersa nel fluido gira se il rotore non è nullo; l'asse di rotazione è la direzione del rotore.

Esempio: v⃗=(−y,x,0)\vec v = (-y, x, 0) (rotazione rigida intorno all'asse zz): ∇×v⃗=(0,0,1−(−1))=2 u^z\nabla \times \vec v = (0, 0, 1 - (-1)) = 2\,\hat u_z.

Due identità fondamentali (valgono per funzioni abbastanza regolari): ∇×(∇U)=0∇⋅(∇×v⃗)=0\nabla \times (\nabla U) = 0 \qquad\qquad \nabla \cdot (\nabla \times \vec v) = 0 La prima dice che un campo che è il gradiente di qualcosa non ha rotore: per questo il campo elettrostatico, che è −∇V-\nabla V, è irrotazionale. La seconda dice che un rotore non ha divergenza: è legata al fatto che ∇⋅B⃗=0\nabla \cdot \vec B = 0.

Circuitazione e flusso

  • La circuitazione di v⃗\vec v lungo una linea chiusa γ\gamma è ∮γv⃗⋅dl⃗\oint_\gamma \vec v \cdot d\vec l: si somma, lungo il percorso, la componente del campo tangente alla linea.
  • Il flusso di v⃗\vec v attraverso una superficie SS è ΦS(v⃗)=∫Sv⃗⋅n^ dS\Phi_S(\vec v) = \int_S \vec v \cdot \hat n\,dS: si somma la componente del campo perpendicolare alla superficie. Per una superficie chiusa la normale n^\hat n si prende uscente.

Teoremi della divergenza e di Stokes

Collegano le forme "integrali" (su linee e superfici) a quelle "locali" (in un punto):

  • Teorema della divergenza (di Gauss): per una superficie chiusa SS che racchiude il volume VV, ∮Sv⃗⋅n^ dS=∫V∇⋅v⃗ dV\oint_S \vec v \cdot \hat n\,dS = \int_V \nabla \cdot \vec v\,dV Il flusso uscente è la somma di tutte le sorgenti contenute.
  • Teorema di Stokes (del rotore): per una linea chiusa γ\gamma che fa da bordo a una superficie SS (orientata con la regola della mano destra rispetto al verso di percorrenza), ∮γv⃗⋅dl⃗=∫S(∇×v⃗)⋅n^ dS\oint_\gamma \vec v \cdot d\vec l = \int_S (\nabla \times \vec v) \cdot \hat n\,dS La circuitazione è la somma di tutta la vorticosità che attraversa la superficie.

Questi due teoremi permettono di passare dalle equazioni di Maxwell in forma integrale a quelle in forma differenziale.

Coordinate utili

sistema coordinate elemento di volume quando usarlo
cartesiane x,y,zx, y, z dx dy dzdx\,dy\,dz piani, cubi
cilindriche r,φ,zr, \varphi, z r dr dφ dzr\,dr\,d\varphi\,dz fili, cilindri, cavi coassiali
sferiche r,θ,φr, \theta, \varphi r2sin⁡θ dr dθ dφr^2\sin\theta\,dr\,d\theta\,d\varphi sfere, cariche puntiformi

Superficie di una sfera di raggio rr: 4πr24\pi r^2; volume 43πr3\frac43\pi r^3. Superficie laterale di un cilindro di raggio rr e altezza hh: 2πrh2\pi r h.

Esercizi su questo argomento

Teoria collegata