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Note per Studenti Energia elettrostatica e forza tra le armature

Energia elettrostatica e forza tra le armature

In questa pagina 7

Segue Capacità e condensatoriLa capacità C = Q/V misura quanta carica un conduttore (o una coppia di conduttori) accumula per ogni volt. Condensatore piano C = ε0S/d, cilindrico C = 2πε0h/ln(R2/R1), sferico C = 4πε0R1R2/(R2−R1). In parallelo le capacità si sommano, in serie si sommano gli inversi.Capacità e condensatori →. Seguito: Dielettrici e polarizzazioneUn isolante in un campo elettrico si polarizza: le sue molecole diventano (o si orientano come) piccoli dipoli. Il vettore polarizzazione ℘ = ε0χE fa comparire cariche di polarizzazione σp = ℘·n sulle superfici, che riducono il campo interno di un fattore εr = 1 + χ. Per questo un dielettrico moltiplica la capacità per εr. Il vettore D = ε0E + ℘ ha come sorgenti solo le cariche libere: il suo flusso è la carica libera racchiusa.Dielettrici e polarizzazione →. Esercizi: Esercizio 16 · condensatore a semicilindri, Esercizio 17 · tubo a U in due condensatori cilindrici, Esercizio 18 · energia di tre sfere concentriche.

Energia di un condensatore carico

Un condensatore si carica spostando carica da un'armatura all'altra (è quello che fa un generatore). All'inizio è facile, poi sempre più difficile: man mano che le armature si caricano, la differenza di potenziale cresce e ogni nuova carica va spinta contro un campo più intenso.

Quando sulle armature c'è già la carica qq (e la tensione è v=q/Cv = q/C), per spostare un'altra carica dqdq dall'armatura negativa alla positiva serve il lavoro

dW=v dq=qC dqdW = v\,dq = \frac{q}{C}\,dq

(è il lavoro per portare dqdq attraverso la differenza di potenzialePortare una carica dq attraverso una differenza di potenziale v costa il lavoro v dq: è la definizione stessa di potenziale come energia per unità di carica.Lavoro elettrico e potenziale elettrostatico → vv). Sommando da q=0q = 0 a q=Qq = Q:

W=∫0QqC dq=Q22CW = \int_0^Q \frac{q}{C}\,dq = \frac{Q^2}{2C}

Questo lavoro non va perso: resta immagazzinato come energia potenziale elettrostatica del condensatore, che si può recuperare scaricandolo (per esempio nel flash di una macchina fotografica). Usando Q=CVQ = CV si hanno tre forme equivalenti:

U=Q22C=12CV2=12QV\boxed{U = \frac{Q^2}{2C} = \frac12 C V^2 = \frac12 Q V}

Da dove viene l'12\frac12. Se tutta la carica QQ fosse spostata attraverso la tensione finale VV, il lavoro sarebbe QVQV. Ma la tensione cresce da 00 a VV durante la carica, e in media vale V/2V/2: per questo U=12QVU = \frac12 QV.

Quale formula usare. Si sceglie quella con la grandezza che resta costante nel processo:

  • condensatore isolato (staccato dal generatore): resta costante QQ, si usa U=Q2/2CU = Q^2/2C;
  • condensatore collegato a un generatore: resta costante VV, si usa U=12CV2U = \frac12 CV^2.

Se cambia la capacità (si allontanano le armature, si inserisce un isolante), le due formule danno andamenti opposti: a QQ costante, diminuendo CC l'energia aumenta; a VV costante, diminuisce.

Densità di energia del campo

Nel condensatore piano C=ε0S/dC = \varepsilon_0 S/d e V=EdV = Ed:

U=12 ε0Sd (Ed)2=12ε0E2⋅(Sd)U = \frac12\,\frac{\varepsilon_0 S}{d}\,(Ed)^2 = \frac12\varepsilon_0 E^2 \cdot (Sd)

SdSd è il volume tra le armature, cioè il volume in cui c'è il campo. Quindi l'energia si può pensare distribuita nel campo, con densità (energia per unità di volume)

u=12ε0E2[J/m3]\boxed{u = \frac12\varepsilon_0 E^2} \qquad [\text{J/m}^3]

Il risultato vale in generale, non solo per il condensatore piano: l'energia elettrostatica di qualunque sistema di cariche è U=∫12ε0E2 dτU = \int \frac12\varepsilon_0 E^2\,d\tau esteso a tutto lo spazio dove c'è campo. Per campi non uniformi si integra con elementi di volume adatti alla simmetria (gusci sferici 4πr2dr4\pi r^2 dr, gusci cilindrici 2πrh dr2\pi r h\,dr).

Esempio: sfera conduttrice di raggio RR e carica QQ. Il campo c'è solo fuori, E=kQ/r2E = kQ/r^2:

U=∫R∞12ε0(Q4πε0r2)24πr2 dr=Q28πε0∫R∞drr2=Q28πε0RU = \int_R^\infty \frac12\varepsilon_0\left(\frac{Q}{4\pi\varepsilon_0 r^2}\right)^2 4\pi r^2\,dr = \frac{Q^2}{8\pi\varepsilon_0}\int_R^\infty \frac{dr}{r^2} = \frac{Q^2}{8\pi\varepsilon_0 R}

che coincide con Q2/2CQ^2/2C per C=4πε0RC = 4\pi\varepsilon_0 R ✓. Le due descrizioni (energia delle cariche, energia del campo) danno lo stesso numero; la seconda è quella che servirà per le onde elettromagnetiche, dove il campo esiste anche lontano dalle cariche.

Ordine di grandezza. Nell'aria il campo non può superare circa 3⋅106 V/m3 \cdot 10^6\ \text{V/m} (oltre si innesca la scarica): la densità massima è u=12⋅8,85⋅10−12⋅9⋅1012≈40 J/m3u = \frac12 \cdot 8{,}85 \cdot 10^{-12} \cdot 9 \cdot 10^{12} \approx 40\ \text{J/m}^3. Pochissimo, rispetto ai 107 J/m310^7\ \text{J/m}^3 di una batteria: per questo i condensatori servono a dare energia in fretta, non a conservarne tanta.

Energia nei collegamenti

In parallelo e in serie l'energia totale è la somma delle energie dei singoli condensatori, ed è anche uguale a quella del condensatore equivalente: U=12CeqV2U = \frac12 C_{\text{eq}} V^2 (con VV tensione ai capi del gruppo). È un buon controllo dei conti.

Il generatore fornisce il doppio

Si carica un condensatore scarico collegandolo a un generatore di tensione VV. Il generatore sposta la carica Q=CVQ = CV sempre alla tensione VV, quindi compie il lavoro

Wgen=QV=CV2W_{\text{gen}} = QV = CV^2

ma nel condensatore finisce solo U=12CV2U = \frac12 CV^2. L'altra metà viene dissipata come calore nei fili e nelle resistenze del circuito (effetto Joule durante la caricaNel circuito RC l'energia dissipata nella resistenza durante tutta la carica vale CV²/2, qualunque sia R.Carica e scarica di un condensatore →), qualunque sia il loro valore. Lo stesso vale per ogni variazione a tensione costante: se la capacità passa da CC a C′C', il generatore fornisce Wgen=(C′−C)V2W_{\text{gen}} = (C' - C)V^2 e l'energia del condensatore cambia di ΔU=12(C′−C)V2\Delta U = \frac12(C' - C)V^2, cioè la metà.

Forza tra le armature

Le armature hanno cariche opposte e si attraggono. La forza si ricava dall'energia con il principio dei lavori virtuali: si immagina di spostare un'armatura di dxdx e si guarda come cambia l'energia.

A carica costante (condensatore isolato): l'unica energia in gioco è quella del condensatore, e la forza è F=−dUdxF = -\dfrac{dU}{dx}, come per ogni forza conservativaLa forza è meno la derivata dell'energia potenziale rispetto allo spostamento.Lavoro elettrico e potenziale elettrostatico →. Nel condensatore piano con distanza xx:

U=Q22C=Q2x2ε0S⟹F=−dUdx=−Q22ε0SU = \frac{Q^2}{2C} = \frac{Q^2 x}{2\varepsilon_0 S} \quad\Longrightarrow\quad F = -\frac{dU}{dx} = -\frac{Q^2}{2\varepsilon_0 S}

Il segno meno vuol dire che la forza tende a ridurre xx: attrazione. In modulo

F=Q22ε0S=σ22ε0 S=12ε0E2 S\boxed{F = \frac{Q^2}{2\varepsilon_0 S} = \frac{\sigma^2}{2\varepsilon_0}\,S = \frac12\varepsilon_0 E^2\,S}

Perché non QEQE? Ogni armatura sente solo il campo dell'altra, che è σ/2ε0\sigma/2\varepsilon_0, metà del campo totale E=σ/ε0E = \sigma/\varepsilon_0: quindi F=Q⋅E2F = Q \cdot \frac{E}{2}. È la stessa pressione elettrostatica σ2/2ε0\sigma^2/2\varepsilon_0 della superficie di un conduttoreSulla superficie di un conduttore la carica sente il campo delle altre cariche, σ/2ε0, e quindi una pressione verso l'esterno σ²/2ε0.Conduttori in equilibrio elettrostatico →, che qui tira un'armatura verso l'altra. Si noti che la pressione è uguale alla densità di energia uu.

A tensione costante (collegato al generatore) il conto diretto −dU/dx-dU/dx darebbe il segno sbagliato, perché il generatore fornisce energia durante lo spostamento. Il risultato corretto è F=+dUdx∣V=12V2dCdxF = +\dfrac{dU}{dx}\Big|_V = \dfrac12 V^2\dfrac{dC}{dx}, che per il condensatore piano dà di nuovo F=ε0SV22x2F = \frac{\varepsilon_0 S V^2}{2x^2} attrattiva: la forza dipende solo dalla situazione istantanea (cariche e campi), non da chi tiene ferma la tensione.

Esempio. S=100 cm2S = 100\ \text{cm}^2, d=1 mmd = 1\ \text{mm}, V=1000 VV = 1000\ \text{V}: E=106 V/mE = 10^6\ \text{V/m}, F=12⋅8,85⋅10−12⋅1012⋅10−2=0,044 NF = \frac12 \cdot 8{,}85 \cdot 10^{-12} \cdot 10^{12} \cdot 10^{-2} = 0{,}044\ \text{N}. Su questo principio funzionano gli elettrometri assolutiStrumenti che misurano una tensione bilanciando la forza tra due armature con un peso noto: dalla forza si risale a E e quindi a V..

grandezza formula
energia del condensatore Q2/2C=12CV2=12QVQ^2/2C = \frac12 CV^2 = \frac12 QV
densità di energia u=12ε0E2u = \frac12\varepsilon_0 E^2
lavoro del generatore a VV costante W=V ΔQ=2 ΔUW = V\,\Delta Q = 2\,\Delta U
forza tra le armature (piano) F=Q2/(2ε0S)=12ε0E2SF = Q^2/(2\varepsilon_0 S) = \frac12\varepsilon_0 E^2 S

Errori comuni

  • Dimenticare l'12\frac12 e scrivere U=QVU = QV.
  • Usare U=12CV2U = \frac12 CV^2 per un condensatore isolato in cui cambia la capacità: lì VV cambia, è QQ che resta fissa.
  • Calcolare la forza come QEQE: ogni armatura sente solo metà del campo.
  • Pensare che il generatore fornisca esattamente l'energia immagazzinata: ne fornisce il doppio, metà va in calore.

Esercizi su questo argomento

Teoria collegata