Calcolare E[X], E[X2], E[X3] uno per uno richiede ogni volta una serie o un integrale. E la legge di una somma di v.a. indipendenti richiede una convoluzione. La funzione generatrice raccoglie tutti i momenti in una sola funzione e trasforma la convoluzione in un prodotto. È lo stesso trucco della trasformata di Laplace nei circuiti.
Definizione
La funzione generatrice dei momenti (f.g.m.) di una v.a. X è
MX(t):=E[etX],t∈R,
definita per i t per cui il valore atteso è finito.
etX>0, quindi MX(t)∈(0,+∞]: il valore +∞ è possibile, e allora MX(t) "non esiste" in quel t.
L'insieme dei t con MX(t)<∞ è un intervallo che contiene 0. La f.g.m. è utile quando questo intervallo contiene un intorno di 0, cioè (−δ,δ) per qualche δ>0.
Esempi
BernoulliBe(p): M(t)=(1−p)e0+pet=1−p+pet.
BinomialeBin(n,p): con il binomio di Newton,
M(t)=k=0∑netk(kn)pk(1−p)n−k=k∑(kn)(pet)k(1−p)n−k=(1−p+pet)n.
È la potenza n-esima della f.g.m. della Bernoulli: non a caso, perché la binomiale è somma di n Bernoulli indipendenti (vedi la proprietà delle somme sotto).
PoissonPoi(λ): con la serie dell'esponenziale,
M(t)=k≥0∑etke−λk!λk=e−λk∑k!(λet)k=e−λeλet=eλ(et−1).
GeometricaGeo(p): serie geometrica di ragione (1−p)et,
M(t)=n≥1∑etn(1−p)n−1p=1−(1−p)etpet,per (1−p)et<1, cioeˋt<−ln(1−p).
EsponenzialeExp(λ):
M(t)=∫0∞etxλe−λxdx=λ∫0∞e−(λ−t)xdx=λ−tλ,t<λ.
Per t≥λ l'integrando non tende a zero e l'integrale vale +∞.
GaussianaN(μ,σ2):
M(t)=eμt+21σ2t2,t∈R.Calcolo per N(0,1), completando il quadrato tz−2z2=−2(z−t)2+2t2:
MZ(t)=∫2π1etz−z2/2dz=et2/2∫2π1e−(z−t)2/2dz=et2/2,
perché l'ultimo integrale è quello di una densità N(t,1), cioè 1. Per X=μ+σZ si usa la proprietà affine qui sotto.
UniformeU(a,b): M(t)=t(b−a)etb−eta per t=0, M(0)=1.
Proprietà
1. I momenti si ottengono derivando
Se MX è finita in un intorno di 0, allora X ha tutti i momenti finiti e
E[Xk]=MX(k)(0),k=1,2,…
Perché. Sviluppando l'esponenziale in serie e scambiando (lecito sotto questa ipotesi) serie e valore atteso:
MX(t)=E[k≥0∑k!tkXk]=k≥0∑k!E[Xk]tk.
È la serie di Taylor di MX in 0, e il coefficiente di tk in una serie di Taylor è k!MX(k)(0): confrontando si ottiene la formula. Da qui il nome "generatrice dei momenti". In alternativa: derivare sotto il segno di media, dtkdketX=XketX, e porre t=0.
Esempio (esponenziale):M(t)=λ(λ−t)−1, M′(t)=λ(λ−t)−2, M′′(t)=2λ(λ−t)−3. In 0: E[X]=λ1, E[X2]=λ22, Var(X)=λ21 ✓. In generale M(k)(0)=λkk!.
Esempio (Poisson):M(t)=eλ(et−1), M′(t)=λetM(t), M′′(t)=λetM(t)+(λet)2M(t). In 0: E[X]=λ, E[X2]=λ+λ2, Var(X)=λ ✓.
Esempio (gaussiana standard):et2/2=∑m2mm!t2m: i momenti dispari sono nulli e E[Z2m]=2mm!(2m)!, cioè E[Z2]=1, E[Z4]=3, E[Z6]=15.
2. Trasformazioni affini
MaX+b(t)=ebtMX(at).
Perché: E[et(aX+b)]=ebtE[e(at)X]. Esempio: X=μ+σZ ha MX(t)=eμtMZ(σt)=eμt+σ2t2/2.
3. Somme di v.a. indipendenti
Se X e Y sono indipendenti,
MX+Y(t)=MX(t)MY(t).
Perché:et(X+Y)=etXetY, e per v.a. indipendenti la media del prodotto di funzioni di ciascuna è il prodotto delle medie. Più in generale, MX1+⋯+Xn=∏iMXi. La convoluzione (un integrale) diventa un prodotto (un'operazione elementare).
4. La f.g.m. determina la legge
Teorema di unicità. Se MX(t)=MY(t)<∞ per ogni t in un intorno di 0, allora X e Y hanno la stessa legge.
Dimostrazione non in programma. Combinato con la proprietà 3, dà un metodo rapido per trovare leggi di somme: si moltiplicano le f.g.m. e si riconosce il risultato nella tabella.
Applicazioni: somme notevoli in una riga
Poi(λ)+Poi(μ) indipendenti: eλ(et−1)eμ(et−1)=e(λ+μ)(et−1), quindi Poi(λ+μ).
Bin(n,p)+Bin(m,p): (1−p+pet)n+m, quindi Bin(n+m,p).
n esponenziali Exp(λ) indipendenti: (λ−tλ)n, quindi Γ(n,λ).
N(μ1,σ12)+N(μ2,σ22) indipendenti: eμ1t+σ12t2/2eμ2t+σ22t2/2=e(μ1+μ2)t+(σ12+σ22)t2/2, quindi N(μ1+μ2,σ12+σ22).