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Note per Studenti Vettori aleatori assolutamente continui

Vettori aleatori assolutamente continui

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Punto 4 del programma, caso continuo ("funzione di ripartizione congiunta e marginale; densità congiunta e marginale; indipendenza; somma e funzioni scalari di vettori aleatori"). Prerequisiti: Vettori aleatori discretiUn vettore aleatorio discreto (X, Y) è descritto dalla densità congiunta p(x, y) = P(X = x, Y = y); le marginali si ottengono sommando sull'altra variabile, X e Y sono indipendenti se p(x, y) = p_X(x) p_Y(y) per ogni coppia, e E[g(X, Y)] = Σ g(x, y) p(x, y).Vettori aleatori discreti →, Variabili aleatorie assolutamente continueX è assolutamente continua se F_X(x) = ∫ da −∞ a x di f_X(t) dt per una densità f_X ≥ 0 con integrale 1; allora P(a < X ≤ b) = ∫ da a a b di f_X, P(X = x) = 0 per ogni x, f_X = F_X' dove F_X è derivabile, E[g(X)] = ∫ g(x) f_X(x) dx, e varianza, momenti e disuguaglianze funzionano come nel caso discreto con gli integrali al posto delle somme.Variabili aleatorie assolutamente continue →. Seguito: Somma di variabili aleatorie indipendentiSe X e Y sono indipendenti, la legge di Z = X + Y è la convoluzione: p_Z(n) = Σ_k p_X(k) p_Y(n − k) nel discreto, f_Z(z) = ∫ f_X(z − y) f_Y(y) dy nel continuo. Casi notevoli: Bin(n,p) + Bin(m,p) = Bin(n+m,p), Poi(λ) + Poi(μ) = Poi(λ+μ), Geo + Geo con densità (n−1)p²(1−p)^(n−2), Exp(λ) + Exp(λ) = Γ(2,λ), gaussiane indipendenti sommano medie e varianze.Somma di variabili aleatorie indipendenti →, Covarianza e coefficiente di correlazioneCov(X, Y) = E[(X − E X)(Y − E Y)] = E[XY] − E[X]E[Y] misura quanto X e Y variano insieme; è bilineare, Cov(X, X) = Var(X), Var(X + Y) = Var X + Var Y + 2Cov(X, Y); ρ = Cov / (σ_X σ_Y) sta in [−1, 1] e vale ±1 solo per legami lineari. Indipendenti ⇒ non correlate, ma non viceversa (tranne per i vettori gaussiani).Covarianza e coefficiente di correlazione →, Vettori gaussianiX = (X₁, ..., Xₙ) è un vettore gaussiano N(m, Σ) se ogni combinazione lineare a·X è gaussiana (equivalentemente X = m + AZ con Z gaussiane standard indipendenti); se Σ è invertibile ha densità exp(−½(x−m)ᵀΣ⁻¹(x−m)) / √((2π)ⁿ det Σ). Proprietà chiave: AX + b ~ N(Am + b, AΣAᵀ), le marginali sono gaussiane e componenti non correlate sono indipendenti.Vettori gaussiani →.

Tutto funziona come nel caso discretoUn vettore aleatorio discreto (X, Y) è descritto dalla densità congiunta p(x, y) = P(X = x, Y = y); le marginali si ottengono sommando sull'altra variabile, X e Y sono indipendenti se p(x, y) = p_X(x) p_Y(y) per ogni coppia, e E[g(X, Y)] = Σ g(x, y) p(x, y).Vettori aleatori discreti →, con integrali doppi al posto delle somme doppie.

Funzione di ripartizione congiunta

La funzione di ripartizione congiunta (FdR) di un vettore (X,Y)(X, Y) è FX,Y(x,y):=P(X≤x,Y≤y),(x,y)∈R2.F_{X,Y}(x, y) := P(X \le x, Y \le y), \qquad (x, y) \in \mathbb R^2.

È la probabilità che il punto aleatorio (X,Y)(X, Y) cada nel "quadrante" in basso a sinistra del punto (x,y)(x, y). Vale per qualsiasi vettore (discreto, continuo, misto) e determina la legge del vettore.

Marginali dalla FdR. Mandando y→+∞y \to +\infty, l'evento {Y≤y}\{Y \le y\} cresce fino a Ω\Omega, quindi (per continuità della probabilità)

FX(x)=lim⁡y→+∞FX,Y(x,y),FY(y)=lim⁡x→+∞FX,Y(x,y).F_X(x) = \lim_{y \to +\infty} F_{X,Y}(x, y), \qquad F_Y(y) = \lim_{x \to +\infty} F_{X,Y}(x, y).

Probabilità di un rettangolo: P(a<X≤b,c<Y≤d)=F(b,d)−F(a,d)−F(b,c)+F(a,c)P(a < X \le b, c < Y \le d) = F(b, d) - F(a, d) - F(b, c) + F(a, c) (si toglie due volte il quadrante in basso a sinistra e lo si riaggiunge una volta: inclusione-esclusione).

Densità congiunta

Il vettore (X,Y)(X, Y) è assolutamente continuo se esiste fX,Y:R2→[0,+∞)f_{X,Y} : \mathbb R^2 \to [0, +\infty) tale che P((X,Y)∈A)=∬AfX,Y(x,y) dx dyper ogni A⊆R2 boreliano.P((X, Y) \in A) = \iint_A f_{X,Y}(x, y) \, dx \, dy \qquad \text{per ogni } A \subseteq \mathbb R^2 \text{ boreliano}. In particolare ∬R2fX,Y=1\iint_{\mathbb R^2} f_{X,Y} = 1 e FX,Y(x,y)=∫−∞x∫−∞yfX,Y(s,t) dt dsF_{X,Y}(x, y) = \int_{-\infty}^x \int_{-\infty}^y f_{X,Y}(s, t) \, dt \, ds.

Interpretazione. fX,Y(x,y) dx dyf_{X,Y}(x, y) \, dx \, dy è la probabilità che il punto cada in un rettangolino di lati dxdx, dydy attorno a (x,y)(x, y): probabilità per unità di area. Le probabilità sono volumi sotto la superficie z=f(x,y)z = f(x, y).

Dalla FdR alla densità: fX,Y(x,y)=∂2FX,Y∂x ∂y(x,y)f_{X,Y}(x, y) = \dfrac{\partial^2 F_{X,Y}}{\partial x \, \partial y}(x, y) dove la derivata esiste.

Conseguenza: curve e segmenti hanno area nulla, quindi probabilità nulla. Ad esempio P(X=Y)=0P(X = Y) = 0 e P(Y=2X)=0P(Y = 2X) = 0 per ogni vettore a.c.

Trovare la costante

Come per una v.a., si impone f≥0f \ge 0 e ∬f=1\iint f = 1.

Esempio (II parziale 15.01.2026, Esercizio 17 · densità congiunta c(x+y) sul quadrato): f(x,y)=c(x+y)f(x, y) = c(x + y) sul quadrato [0,3]2[0, 3]^2.

∫03∫03(x+y) dx dy=∫03[x22+xy]x=0x=3dy=∫03(92+3y)dy=272+272=27,\int_0^3 \int_0^3 (x + y) \, dx \, dy = \int_0^3 \left[\frac{x^2}{2} + xy\right]_{x=0}^{x=3} dy = \int_0^3 \left(\frac92 + 3y\right) dy = \frac{27}{2} + \frac{27}{2} = 27,

quindi c=127c = \frac{1}{27}.

Densità marginali

Se (X,Y)(X, Y) è a.c., allora XX e YY sono a.c. con densità fX(x)=∫−∞+∞fX,Y(x,y) dy,fY(y)=∫−∞+∞fX,Y(x,y) dx.f_X(x) = \int_{-\infty}^{+\infty} f_{X,Y}(x, y) \, dy, \qquad f_Y(y) = \int_{-\infty}^{+\infty} f_{X,Y}(x, y) \, dx.

Perché. P(X≤x)=P((X,Y)∈(−∞,x]×R)=∫−∞x(∫RfX,Y(s,y) dy)dsP(X \le x) = P((X, Y) \in (-\infty, x] \times \mathbb R) = \int_{-\infty}^x \left(\int_{\mathbb R} f_{X,Y}(s, y) \, dy\right) ds: la funzione tra parentesi soddisfa la definizione di densità di XX. È l'analogo di "sommare sulla riga" della tabella discreta: si "schiaccia" tutta la probabilità sull'asse xx.

Esempio (quadrato): per x∈[0,3]x \in [0, 3] fX(x)=127∫03(x+y) dy=127(3x+92)=x9+16,f_X(x) = \frac{1}{27}\int_0^3 (x + y) \, dy = \frac{1}{27}\left(3x + \frac92\right) = \frac x9 + \frac16, e 00 fuori. Per simmetria fYf_Y è la stessa funzione.

Regioni non rettangolari: il punto più delicato

Quando la densità è positiva su un triangolo o su un'altra regione non rettangolare, gli estremi di integrazione dipendono dalla variabile fissata. Conviene sempre disegnare la regione.

Esempio (II appello 12.02.2026, Esercizio 21 · densità condizionata e proprietà della torre): fX,Y(x,y)=3yf_{X,Y}(x, y) = 3y sul triangolo T={0≤x≤y≤1}T = \{0 \le x \le y \le 1\}.

Lo stesso triangolo si descrive in due modi:

  • "per yy fissato": 0≤y≤10 \le y \le 1 e 0≤x≤y0 \le x \le y;
  • "per xx fissato": 0≤x≤10 \le x \le 1 e x≤y≤1x \le y \le 1.

Per la marginale di XX si fissa xx e si integra in yy sul segmento verticale dentro TT, cioè da y=xy = x a y=1y = 1:

fX(x)=∫x13y dy=32(1−x2),0≤x≤1.f_X(x) = \int_x^1 3y \, dy = \frac32(1 - x^2), \qquad 0 \le x \le 1.

Per la marginale di YY si fissa yy e si integra in xx da 00 a yy: fY(y)=∫0y3y dx=3y2f_Y(y) = \int_0^y 3y \, dx = 3y^2 su [0,1][0, 1].

Errore classico: scrivere fX(x)=∫013y dy=32f_X(x) = \int_0^1 3y \, dy = \frac32, dimenticando che per un xx fissato non tutti gli y∈[0,1]y \in [0, 1] stanno nel triangolo.

Indipendenza

XX e YY (con (X,Y)(X, Y) a.c.) sono indipendenti se e solo se fX,Y(x,y)=fX(x) fY(y)per (quasi) ogni (x,y).f_{X,Y}(x, y) = f_X(x) \, f_Y(y) \qquad \text{per (quasi) ogni } (x, y). Equivalentemente, FX,Y(x,y)=FX(x)FY(y)F_{X,Y}(x, y) = F_X(x) F_Y(y) per ogni (x,y)(x, y).

Criteri pratici.

  1. Costruzione: se il testo dice che XX e YY sono indipendenti, la congiunta è il prodotto. Esempio (I appello 15.01.2026, Esercizio 16 · due esponenziali indipendenti, quadrato e somma): X,Y∼Exp(2)X, Y \sim \text{Exp}(2) indipendenti danno fX,Y(x,y)=2e−2x⋅2e−2y=4e−2(x+y)f_{X,Y}(x, y) = 2e^{-2x} \cdot 2e^{-2y} = 4e^{-2(x + y)} per x,y≥0x, y \ge 0.
  2. Fattorizzazione: se fX,Y(x,y)=g(x)h(y)f_{X,Y}(x, y) = g(x) h(y) e la regione in cui è positiva è un rettangolo (anche illimitato), XX e YY sono indipendenti.
  3. Supporto non rettangolare ⇒ non indipendenti. Sul triangolo TT dell'esempio, il punto (x,y)=(0,9; 0,1)(x, y) = (0{,}9;\ 0{,}1) ha fX,Y=0f_{X,Y} = 0 (non sta in TT), mentre fX(0,9)>0f_X(0{,}9) > 0 e fY(0,1)>0f_Y(0{,}1) > 0: il prodotto è positivo, quindi non sono indipendenti. Intuitivamente: sapere che YY è piccolo costringe anche XX a essere piccolo.
  4. Non fattorizzabile: c(x+y)c(x + y) sul quadrato non si scrive come g(x)h(y)g(x)h(y); in concreto f(0,0)=0f(0, 0) = 0 mentre fX(0)fY(0)=136≠0f_X(0) f_Y(0) = \frac{1}{36} \ne 0.

Valore medio di funzioni del vettore

E[g(X,Y)]=∬R2g(x,y) fX,Y(x,y) dx dy.E[g(X, Y)] = \iint_{\mathbb R^2} g(x, y) \, f_{X,Y}(x, y) \, dx \, dy.

Come nel discreto, ne seguono la linearità E[aX+bY]=aE[X]+bE[Y]E[aX + bY] = aE[X] + bE[Y] (sempre) e, per v.a. indipendenti, E[g(X)h(Y)]=E[g(X)]E[h(Y)]E[g(X) h(Y)] = E[g(X)] E[h(Y)] (l'integrale doppio di un prodotto su un rettangolo si spezza nel prodotto di due integrali).

Esempio (quadrato): E[XY]=127∫03∫03xy(x+y) dx dyE[XY] = \frac{1}{27}\int_0^3\int_0^3 xy(x + y) \, dx \, dy. Per simmetria i due addendi x2yx^2 y e xy2x y^2 danno lo stesso contributo: ∫03∫03x2y dx dy=9⋅92=812\int_0^3\int_0^3 x^2 y \, dx\, dy = 9 \cdot \frac92 = \frac{81}{2}, quindi E[XY]=127⋅81=3E[XY] = \frac{1}{27} \cdot 81 = 3. Con E[X]=∫03x(x9+16)dx=1+34=74E[X] = \int_0^3 x\left(\frac x9 + \frac16\right) dx = 1 + \frac34 = \frac74 si ottiene E[XY]−E[X]E[Y]=3−4916=−116E[XY] - E[X]E[Y] = 3 - \frac{49}{16} = -\frac{1}{16}: la covarianza è negativa, conferma della non indipendenza (Covarianza e coefficiente di correlazioneCov(X, Y) = E[(X − E X)(Y − E Y)] = E[XY] − E[X]E[Y] misura quanto X e Y variano insieme; è bilineare, Cov(X, X) = Var(X), Var(X + Y) = Var X + Var Y + 2Cov(X, Y); ρ = Cov / (σ_X σ_Y) sta in [−1, 1] e vale ±1 solo per legami lineari. Indipendenti ⇒ non correlate, ma non viceversa (tranne per i vettori gaussiani).Covarianza e coefficiente di correlazione →).

Probabilità di eventi che coinvolgono entrambe le v.a.

P(X<Y)P(X < Y), P(X+Y≤1)P(X + Y \le 1), P(max⁡(X,Y)≤t)P(\max(X, Y) \le t) si calcolano integrando la densità congiunta sulla regione corrispondente.

Esempio. X,Y∼Exp(λ)X, Y \sim \text{Exp}(\lambda) indipendenti. P(X<Y)P(X < Y): si integra su {0≤x<y}\{0 \le x < y\}, fissando xx e facendo variare yy da xx a ∞\infty:

P(X<Y)=∫0∞λe−λx(∫x∞λe−λydy)dx=∫0∞λe−λxe−λxdx=λ2λ=12,P(X < Y) = \int_0^\infty \lambda e^{-\lambda x} \left(\int_x^\infty \lambda e^{-\lambda y} dy\right) dx = \int_0^\infty \lambda e^{-\lambda x} e^{-\lambda x} dx = \frac{\lambda}{2\lambda} = \frac12,

come ci si aspetta per simmetria. Con parametri diversi λ,μ\lambda, \mu lo stesso calcolo dà P(X<Y)=λλ+μP(X < Y) = \frac{\lambda}{\lambda + \mu}.

Vettori di dimensione nn

Tutto si estende a (X1,…,Xn)(X_1, \dots, X_n): densità f(x1,…,xn)f(x_1, \dots, x_n) con integrale nn-plo uguale a 11; marginali integrando sulle altre variabili; indipendenza se la densità è il prodotto delle nn marginali. Il caso più importante è il vettore gaussianoX = (X₁, ..., Xₙ) è un vettore gaussiano N(m, Σ) se ogni combinazione lineare a·X è gaussiana (equivalentemente X = m + AZ con Z gaussiane standard indipendenti); se Σ è invertibile ha densità exp(−½(x−m)ᵀΣ⁻¹(x−m)) / √((2π)ⁿ det Σ). Proprietà chiave: AX + b ~ N(Am + b, AΣAᵀ), le marginali sono gaussiane e componenti non correlate sono indipendenti.Vettori gaussiani →.

Oggetto Discreto Assolutamente continuo
congiunta p(x,y)=P(X=x,Y=y)p(x, y) = P(X = x, Y = y) f(x,y)f(x, y), P((X,Y)∈A)=∬AfP((X, Y) \in A) = \iint_A f
marginale di XX ∑yp(x,y)\sum_y p(x, y) ∫f(x,y) dy\int f(x, y) \, dy
indipendenza p=pXpYp = p_X p_Y f=fXfYf = f_X f_Y
E[g(X,Y)]E[g(X, Y)] ∑∑g p\sum\sum g \, p ∬gf\iint g f
eventi somma sulle coppie integrale sulla regione

Errori comuni

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