Testo (I appello, 15 gennaio 2026, esercizio 6, Tema A; punti 4 = 2+2). Sia (Xn)n≥1 una successione di v.a. tali che, per ogni n∈N, Xn ha densità discreta
P(Xn=0)=1−n21,P(Xn=n)=n21.
(a) Studiare la convergenza in distribuzione e in probabilità di (Xn)n≥1.
(b) Studiare la convergenza in media (in L1) ed in media seconda (in L2) di (Xn)n≥1.
L'intuizione prima dei conti
Xn vale quasi sempre 0; con probabilità piccolissima (n21) vale n, un numero grande. Al crescere di n il valore "anomalo" diventa sempre più grande ma sempre più raro. Ci si aspetta che Xn→0 nei sensi che guardano quanto spesso si è lontani da 0 (distribuzione, probabilità); per le medie bisogna vedere chi vince tra "più grande" e "più raro".
x≥0: appena n>x, il punto x cade nel tratto centrale, quindi FXn(x)=1−n21→1.
(Il punto chiave è che x è fissato mentre n cresce: prima o poi il secondo gradino, che sta in n, supera x e "scappa via" a destra.)
n→∞limFXn(x)={01x<0x≥0
È la FdD della v.a. costante X=0. Quindi
Xnd0
(Qui la convergenza vale anche nel punto di salto x=0, ma non era necessario.)
Probabilità
La convergenza in distribuzione verso una costante implica la convergenza in probabilità verso la stessa costante. Quindi
Xnp0
Verifica diretta. Per ε>0 e n>ε, ∣Xn∣>ε succede solo quando Xn=n:
P(∣Xn−0∣>ε)=P(Xn=n)=n21→0✓
(b) Media e media seconda
Il candidato limite
Se Xn convergesse in L1 o in L2 a qualche X, convergerebbe a X anche in probabilità; ma il limite in probabilità è unico ed è 0. Quindi l'unico limite possibile è X=0: basta studiare E[∣Xn−0∣] ed E[∣Xn−0∣2].
n→∞limE[∣Xn−0∣2]=1=0⟹Xn non converge a 0 in L2
e, per quanto detto sul candidato limite, Xn non converge in L2 a nessuna v.a.
Perché L1 sì e L2 no
Il contributo del valore anomalo al momento p-esimo è np⋅n21=np−2:
p
E[Xnp]
limite
1
n−1
0
2
n0=1
1
3
n
+∞
Nella media il valore n conta "una volta" e la probabilità n21 vince; nella media seconda conta "al quadrato", n2, e compensa esattamente la probabilità. Più alto è p, più le medie sono sensibili ai valori grandi e rari. È coerente con la relazione generale L2⇒L1, non viceversa.
Riepilogo
convergenza a 0
sì/no
perché
in distribuzione
sì
FXn→ FdD della costante 0
in probabilità
sì
distribuzione verso una costante; oppure P(∣Xn∣>ε)=n21
in L1
sì
E∣Xn∣=n1→0
in L2
no
E[Xn2]=1
Errori comuni
Calcolare il limite di FXn(x) "in x=n": x è fissato, non dipende da n.
Cercare un limite in L2 diverso da 0: il limite deve essere quello in probabilità.
Dedurre la convergenza in L2 da quella in L1: l'implicazione va nell'altro verso.