La convergenza in probabilità implica quella in distribuzione (verso lo stesso limite):
Xnd0
Verifica con la FdD.FXn(x)=0 per x<0, 1−n1 per 0≤x<n, 1 per x≥n. Per x≥0 fissato e n>x2 si è nel tratto centrale e FXn(x)=1−n1→1; per x<0 resta 0. È la FdD della costante 0 ✓.
(b) Media e media seconda
Candidato limite:0, l'unico possibile perché coincide con il limite in probabilità.
Xn≥0, quindi ∣Xn∣=Xn:
E[∣Xn∣]=n⋅n1=n1→0⟹XnL10
E[∣Xn∣2]=(n)2⋅n1=1per ogni n⟹Xn non converge in L2
Confronto tra le tre varianti
esercizio
valore raro
probabilità
E∣Xn∣
E[Xn2]
I appello
n
n21
n1
1
II appello
±n
n1 ciascuno
n2
2
III appello
n
n1
n1
1
In tutti e tre i casi il docente ha scelto valore e probabilità in modo che valore2 × probabilità sia costante: così la convergenza vale in L1 ma non in L2. Regola generale per questo tipo di successioni: se il valore raro è vn con probabilità qn→0, allora
in probabilità e in distribuzione a 0: sempre (perché qn→0);
in Lp a 0: se e solo se vnpqn→0.
Errori comuni
Calcolare P(∣Xn∣>ε)=n1 per ogni n: vale solo per n>ε2 (se n≤ε, la probabilità è 0). Non cambia il limite, ma va detto.
Confondere l'implicazione: in probabilità ⇒ in distribuzione, non il contrario (il contrario vale solo verso una costante).
Concludere "L2 no" senza calcolare: serve mostrare che E[Xn2] non tende a 0.