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Note per Studenti Formulario · Propagazione Guidata e Dispositivi

FormularioPropagazione Guidata e Dispositivi: definizioni, teoremi e formule delle note, in ordine di capitolo

In questa pagina 6

1. Linee di trasmissione in regime sinusoidale

Linee di trasmissione - modello, equazioni del telegrafo e costante di propagazione

Formula (equazioni del telegrafo nel dominio del tempo). Si dividono le due equazioni per Δz\Delta z e si fa tendere Δz→0\Delta z\to0: i rapporti v(z+Δz)−v(z)Δz\frac{v(z+\Delta z)-v(z)}{\Delta z} diventano derivate rispetto a zz e si ottengono le equazioni del telegrafo

∂v(z,t)∂z=−R i(z,t)−L∂i(z,t)∂t,∂i(z,t)∂z=−G v(z,t)−C∂v(z,t)∂t.\frac{\partial v(z,t)}{\partial z}=-R\,i(z,t)-L\frac{\partial i(z,t)}{\partial t},\qquad\frac{\partial i(z,t)}{\partial z}=-G\,v(z,t)-C\frac{\partial v(z,t)}{\partial t}.

Esempio. In una linea ideale (R=G=0R = G = 0) con L=250 nH/mL = 250\ \mathrm{nH/m} e ∂i/∂t=2 A/μs\partial i/\partial t = 2\ \mathrm{A/\mu s}: ∂v/∂z=−L ∂i/∂t=−250⋅10−9⋅2⋅106=−0,5 V/m\partial v/\partial z = -L\,\partial i/\partial t = -250 \cdot 10^{-9} \cdot 2 \cdot 10^{6} = -0{,}5\ \mathrm{V/m}.

Formula (equazioni del telegrafo in regime sinusoidale). Per scrivere più in breve si definiscono l'impedenza per unità di lunghezza Z=R+jωLZ=R+j\omega L e l'ammettenza per unità di lunghezza Y=G+jωCY=G+j\omega C. Le due equazioni diventano

dVdz=−Z I,dIdz=−Y V.\frac{dV}{dz}=-Z\,I,\qquad\frac{dI}{dz}=-Y\,V.

Esempio. A 100 MHz100\ \mathrm{MHz} con R=0,5 Ω/mR = 0{,}5\ \Omega/\mathrm m e L=250 nH/mL = 250\ \mathrm{nH/m}: Z=R+jωL=0,5+j157 Ω/mZ = R + j\omega L = 0{,}5 + j157\ \Omega/\mathrm m.

Definizione (costante di propagazione). e analogamente per la corrente: d2Idz2−γ2I=0\frac{d^2I}{dz^2}-\gamma^2I=0. Queste sono le equazioni d'ondaequazioni differenziali del secondo ordine le cui soluzioni sono onde che si propagano per tensione e corrente. La quantità

γ=(R+jωL)(G+jωC)=α+jβ\boxed{\gamma=\sqrt{(R+j\omega L)(G+j\omega C)}=\alpha+j\beta}

si chiama costante di propagazionenumero complesso che dà l'attenuazione (parte reale) e lo sfasamento (parte immaginaria) per unità di lunghezza: la parte reale α\alpha (Np/m) è l'attenuazione, la parte immaginaria β\beta (rad/m) è la costante di fase.

Esempio. Con R=0,5 Ω/mR = 0{,}5\ \Omega/\mathrm m, L=250 nH/mL = 250\ \mathrm{nH/m}, G=100 μS/mG = 100\ \mu\mathrm{S/m} e C=100 pF/mC = 100\ \mathrm{pF/m} a 100 MHz100\ \mathrm{MHz}: γ=α+jβ=0,0075+j3,1416 m−1\gamma = \alpha + j\beta = 0{,}0075 + j3{,}1416\ \mathrm m^{-1}.

Formula (tensione e corrente come somma di onda progressiva e regressiva). L'equazione V′′=γ2VV''=\gamma^2V ha come soluzione generale

V(z)=V+e−γz+V−e+γz,V(z)=V^+e^{-\gamma z}+V^-e^{+\gamma z},

con V+V^+ e V−V^- costanti complesse (ampiezza e fase). Sostituendo nella prima equazione del telegrafo si trova la corrente:

I(z)=−1ZdVdz=γZ(V+e−γz−V−e+γz)=V+e−γz−V−e+γzZ0.I(z)=-\frac1Z\frac{dV}{dz}=\frac{\gamma}{Z}\left(V^+e^{-\gamma z}-V^-e^{+\gamma z}\right)=\frac{V^+e^{-\gamma z}-V^-e^{+\gamma z}}{Z_0}.

Esempio. Con V+=6 VV^+ = 6\ \mathrm V, V−=2 VV^- = 2\ \mathrm V e Z0=50 ΩZ_0 = 50\ \Omega in z=0z = 0 (linea ideale): V(0)=8 VV(0) = 8\ \mathrm V e I(0)=(6−2)/50=80 mAI(0) = (6 - 2)/50 = 80\ \mathrm{mA}.

Definizione (impedenza caratteristica). Il fattore che lega tensione e corrente di ciascuna onda è l'impedenza caratteristica

Z0=Zγ=R+jωLG+jωC\boxed{Z_0=\frac{Z}{\gamma}=\sqrt{\frac{R+j\omega L}{G+j\omega C}}}

Esempio. Con L=250 nH/mL = 250\ \mathrm{nH/m} e C=100 pF/mC = 100\ \mathrm{pF/m} (linea ideale): Z0=L/C=2500=50 ΩZ_0 = \sqrt{L/C} = \sqrt{2500} = 50\ \Omega.

Definizione (velocità di fase dell'onda progressiva). Significato fisico. Nel dominio del tempo il primo termine vale ∣V+∣e−αzcos⁡(ωt−βz+φ+)|V^+|e^{-\alpha z}\cos(\omega t-\beta z+\varphi^+): è un'onda che avanza verso zz crescenti (onda progressivaonda che avanza dal generatore verso il carico o incidente) e la cui ampiezza diminuisce come e−αze^{-\alpha z}. Per vederlo si segue un punto a fase costante: da ωt1−βz1=ωt2−βz2\omega t_1-\beta z_1=\omega t_2-\beta z_2 segue β(z2−z1)=ω(t2−t1)\beta(z_2-z_1)=\omega(t_2-t_1), cioè se t2>t1t_2>t_1 allora z2>z1z_2>z_1: il punto si sposta verso +z+z con velocità

vp=ωβv_p=\frac{\omega}{\beta}

Esempio. A 100 MHz100\ \mathrm{MHz} con β=3,1416 rad/m\beta = 3{,}1416\ \mathrm{rad/m}: vp=ω/β=6,283⋅108/3,1416=2⋅108 m/sv_p = \omega/\beta = 6{,}283 \cdot 10^{8}/3{,}1416 = 2 \cdot 10^{8}\ \mathrm{m/s} e λ=2π/β=2 m\lambda = 2\pi/\beta = 2\ \mathrm m.

Formula (linea senza perdite). Se R=0R=0 e G=0G=0 (linea ideale), le formule si semplificano molto:

γ=jωLC=jβ,α=0,β=ωLC,Z0=LC (reale),vp=1LC.\gamma=j\omega\sqrt{LC}=j\beta,\quad\alpha=0,\quad\beta=\omega\sqrt{LC},\quad Z_0=\sqrt{\frac LC}\ \text{(reale)},\quad v_p=\frac1{\sqrt{LC}}.

Esempio. Una linea riempita di polietilene (εr=2,25\varepsilon_r = 2{,}25) ha vp=c0/εr=3⋅108/1,5=2⋅108 m/sv_p = c_0/\sqrt{\varepsilon_r} = 3 \cdot 10^{8}/1{,}5 = 2 \cdot 10^{8}\ \mathrm{m/s}.

Linee senza perdite - impedenza, coefficiente di riflessione e periodicità

Formula (tensione e corrente a distanza l dal carico). Ponendo z=−lz=-l nelle soluzioni generali:

V(−l)=V+ejβl+V−e−jβl,I(−l)=V+ejβl−V−e−jβlZ0.V(-l)=V^+e^{j\beta l}+V^-e^{-j\beta l},\qquad I(-l)=\frac{V^+e^{j\beta l}-V^-e^{-j\beta l}}{Z_0}.

Esempio. Con V+=6 VV^+ = 6\ \mathrm V, V−=2 VV^- = 2\ \mathrm V e Z0=50 ΩZ_0 = 50\ \Omega, sul carico (l=0l = 0): VL=8 VV_L = 8\ \mathrm V e IL=(6−2)/50=80 mAI_L = (6 - 2)/50 = 80\ \mathrm{mA}.

Definizione (coefficiente di riflessione sul carico). Si definisce coefficiente di riflessionerapporto fra l'onda che va verso il generatore e quella che va verso il carico sul carico

ΓL=V−V+=ZL−Z0ZL+Z0=∣ΓL∣ejφL\boxed{\Gamma_L=\frac{V^-}{V^+}=\frac{Z_L-Z_0}{Z_L+Z_0}=|\Gamma_L|e^{j\varphi_L}}

È un numero complesso con ∣ΓL∣≤1|\Gamma_L|\le1 per un carico passivoche assorbe potenza e non ne produce. Dice quanto dell'onda incidente viene riflesso e con quale sfasamento. L'inversa è ZL=Z01+ΓL1−ΓLZ_L=Z_0\dfrac{1+\Gamma_L}{1-\Gamma_L}.

Esempio. Con Z0=50 ΩZ_0 = 50\ \Omega e ZL=100 ΩZ_L = 100\ \Omega: ΓL=100−50100+50=13\Gamma_L = \frac{100 - 50}{100 + 50} = \frac{1}{3}.

Formula (coefficiente di riflessione a distanza l dal carico). Lungo la linea il rapporto fra onda riflessaonda che torna verso il generatore dopo aver incontrato il carico e incidente in un punto è

Γ(−l)=V−e−jβlV+ejβl=ΓLe−j2βl=∣ΓL∣ ej(φL−2βl).\Gamma(-l)=\frac{V^-e^{-j\beta l}}{V^+e^{j\beta l}}=\Gamma_Le^{-j2\beta l}=|\Gamma_L|\,e^{j(\varphi_L-2\beta l)}.

Il modulo non cambia (in una linea senza perdite l'onda riflessa mantiene il suo rapporto di ampiezza con l'incidente); cambia solo la fase, che diminuisce di 2βl2\beta l: andando dal carico verso il generatore il coefficiente di riflessione ruota in senso orario. Per ogni λ/2\lambda/2 (2βl=2π2\beta l=2\pi) fa un giro completo.

Esempio. Con ΓL=0,7625 e−j60,8∘\Gamma_L = 0{,}7625\,e^{-j60{,}8^\circ} e l=λ/8l = \lambda/8 si ha 2βl=90∘2\beta l = 90^\circ, quindi Γ(−l)=0,7625 e−j150,8∘\Gamma(-l) = 0{,}7625\,e^{-j150{,}8^\circ}, con lo stesso modulo.

Formula (impedenza lungo la linea). Con V(−l)=V+ejβl[1+Γ(−l)]V(-l)=V^+e^{j\beta l}\left[1+\Gamma(-l)\right] e I(−l)=V+Z0ejβl[1−Γ(−l)]I(-l)=\dfrac{V^+}{Z_0}e^{j\beta l}\left[1-\Gamma(-l)\right] l'impedenza nel punto −l-l è

Z(−l)=V(−l)I(−l)=Z0 1+Γ(−l)1−Γ(−l)\boxed{Z(-l)=\frac{V(-l)}{I(-l)}=Z_0\,\frac{1+\Gamma(-l)}{1-\Gamma(-l)}}

che, sostituendo Γ(−l)=ΓLe−j2βl\Gamma(-l)=\Gamma_Le^{-j2\beta l} e ΓL\Gamma_L in funzione di ZLZ_L, diventa

Z(−l)=Z0ZL+jZ0tan⁡βlZ0+jZLtan⁡βl.Z(-l)=Z_0\frac{Z_L+jZ_0\tan\beta l}{Z_0+jZ_L\tan\beta l}.

Esempio. Con Z0=50 ΩZ_0 = 50\ \Omega e Γ(−l)=1/3\Gamma(-l) = 1/3: Z=50 1+1/31−1/3=100 ΩZ = 50\,\frac{1 + 1/3}{1 - 1/3} = 100\ \Omega.

Definizione (impedenza e ammettenza normalizzate). È comodo dividere ogni impedenza per Z0Z_0: l'impedenza normalizzata è z=Z/Z0z=Z/Z_0 (numero puro) e l'ammettenza normalizzata è y=1/z=Y/Y0y=1/z=Y/Y_0. Le formule diventano

z(−l)=1+Γ(−l)1−Γ(−l),Γ=z−1z+1,y=1−Γ1+Γ,z(−l)=zL+jtan⁡βl1+jzLtan⁡βl.z(-l)=\frac{1+\Gamma(-l)}{1-\Gamma(-l)},\qquad\Gamma=\frac{z-1}{z+1},\qquad y=\frac{1-\Gamma}{1+\Gamma},\qquad z(-l)=\frac{z_L+j\tan\beta l}{1+jz_L\tan\beta l}.

Esempio. Con Z0=50 ΩZ_0 = 50\ \Omega e Z=100+j50 ΩZ = 100 + j50\ \Omega: z=2+jz = 2 + j e Γ=z−1z+1=1+j3+j=0,4+0,2j=0,447 ej26,6∘\Gamma = \frac{z - 1}{z + 1} = \frac{1 + j}{3 + j} = 0{,}4 + 0{,}2j = 0{,}447\,e^{j26{,}6^\circ}.

Proprietà (periodicità lungo la linea senza perdite).

  • Tensione e corrente hanno periodo spazialedistanza dopo la quale una grandezza si ripete uguale lungo la linea λ\lambda: βλ=2π\beta\lambda=2\pi.
  • Impedenza e coefficiente di riflessione hanno periodo λ/2\lambda/2. Infatti Γ(−l∓λ/2)=ΓLe−j2βle±j2π=Γ(−l)\Gamma(-l\mp\lambda/2)=\Gamma_Le^{-j2\beta l}e^{\pm j2\pi}=\Gamma(-l), e anche tan⁡(βl+π)=tan⁡βl\tan(\beta l+\pi)=\tan\beta l.
  • Il motivo della differenza: dopo mezza lunghezza d'onda VV e II cambiano segno, V(z+λ/2)=V+e−jβze−jπ+V−ejβzejπ=−V(z)V(z+\lambda/2)=V^+e^{-j\beta z}e^{-j\pi}+V^-e^{j\beta z}e^{j\pi}=-V(z), e così I(z+λ/2)=−I(z)I(z+\lambda/2)=-I(z). Il rapporto Z=V/IZ=V/I resta uguale.

Esempio. A f=100 MHzf = 100\ \mathrm{MHz} in aria (λ=3 m\lambda = 3\ \mathrm m): VV e II si ripetono ogni 3 m3\ \mathrm m, Γ\Gamma e ZZ ogni 1,5 m1{,}5\ \mathrm m.

Proprietà (trasformazione dell'impedenza su un quarto d'onda). Trasformatore a quarto d'onda. Spostandosi di λ/4\lambda/4 (βl=π/2\beta l=\pi/2, tan⁡βl→∞\tan\beta l\to\infty) si ha z(−l−λ/4)=1z(−l)z(-l-\lambda/4)=\dfrac{1}{z(-l)}: l'impedenza normalizzataimpedenza divisa per l'impedenza caratteristica della linea, un numero puro si trasforma nella sua inversa, cioè nell'ammettenza normalizzatainverso dell'impedenza normalizzata (Γ\Gamma cambia segno, ruota di 180∘180^\circ). Per questo una linea lunga λ/4\lambda/4 è detta trasformatoredispositivo che cambia il valore dell'impedenza vista da un lato rispetto all'altro: per esempio, se la linea ha Z0=50 ΩZ_0=50\ \Omega e il carico è ZL=100 ΩZ_L=100\ \Omega (zL=2z_L=2), dopo λ/4\lambda/4 si vede z=1/2z=1/2, cioè 25 Ω25\ \Omega (vedi Adattatore a quarto d'ondaun adattatore a quarto d'ondatratto di linea lungo un quarto di lunghezza d'onda che trasforma l'impedenza del carico è un tratto di linea lungo $\lambda/4$ e con impedenza caratteristica $Z_{01}$, inserito fra la linea ($Z_0$) e un carico resistivo $R$: l'impedenza vista a monte è $Z_{in}=\frac{Z_{01}^2}{R}$, quindi per avere $Z_{in}=Z_0$ si sceglie $Z_{01}=\sqrt{Z_0R}$ ($\Gamma_{in}=0$, adattamento di uniformità). Con carico complesso lo si inserisce in un punto dove l'impedenza è reale: nel massimo di tensione ($Z=SZ_0$) con $Z_{01}=Z_0\sqrt S>Z_0$, oppure nel minimo ($Z=Z_0/S$) con $Z_{01}=Z_0/\sqrt S<Z_0$; i due punti distano $\lambda/4$ e la soluzione esiste sempre. A monte dell'adattatore $S=1$; fra adattatore e carico resta il $|\Gamma_L|$ originale; nell'adattatore il ROS vale $\sqrt S$ (e $|\Gamma|=\frac{\sqrt S-1}{\sqrt S+1}$). La potenza attiva disponibile sale a $\frac{|V_g|^2}{8Z_0}$ perché la potenza riflessa diventa nulla.Adattatore a quarto d'onda →).

Esempio. Con zL=2+jz_L = 2 + j: dopo λ/4\lambda/4 si ha z=1/(2+j)=0,4−0,2jz = 1/(2 + j) = 0{,}4 - 0{,}2j.

Proprietà (coefficiente di riflessione dei carichi notevoli).

carico zLz_L ΓL\Gamma_L VLV_L in funzione di V+V^+
adattato ZL=Z0Z_L=Z_0 11 00 V+V^+ (niente onda riflessa)
corto circuito ZL=0Z_L=0 00 −1-1 00
circuito aperto ZL→∞Z_L\to\infty ∞\infty +1+1 2V+2V^+
resistenza R>Z0R>Z_0 reale >1>1 reale >0>0 VL>V+V_L>V^+
resistenza R<Z0R<Z_0 reale <1<1 reale <0<0 VL<V+V_L<V^+
reattanza pura jXjX jxjx ∣Γ∣=1\lvert\Gamma\rvert=1 nessuna potenza assorbita

Esempio. Su una linea da 50 Ω50\ \Omega: corto circuito Γ=−1\Gamma = -1 (tensione nulla sul carico), circuito aperto Γ=+1\Gamma = +1 (VL=2V+V_L = 2V^+), carico da 50 Ω50\ \Omega adattato (Γ=0\Gamma = 0).

Onda progressiva, stazionaria e parzialmente stazionaria - massimi, minimi e ROS

Formula (posizione e valore dei massimi e dei minimi di tensione). Il modulo di tensione è massimo quando il vettore ruotato è parallelo a +1+1:

φL−2βlM=2kπ ⇒ lM=λ4π(φL−2kπ)=λ(φL4π−k2),lM>0, k∈Z,\varphi_L-2\beta l_M=2k\pi\ \Rightarrow\ l_M=\frac{\lambda}{4\pi}\left(\varphi_L-2k\pi\right)=\lambda\left(\frac{\varphi_L}{4\pi}-\frac k2\right),\quad l_M>0,\ k\in\mathbb Z,

e vale ∣V∣max=∣V+∣(1+∣ΓL∣)|V|_{max}=|V^+|(1+|\Gamma_L|); negli stessi punti la corrente ha il minimo ∣I∣min=∣V+∣Z0(1−∣ΓL∣)|I|_{min}=\dfrac{|V^+|}{Z_0}(1-|\Gamma_L|). Il modulo è minimo quando il vettore è parallelo a −1-1:

φL−2βlm=(2k+1)π ⇒ lm=λ(φL4π−2k+14),lm>0,\varphi_L-2\beta l_m=(2k+1)\pi\ \Rightarrow\ l_m=\lambda\left(\frac{\varphi_L}{4\pi}-\frac{2k+1}{4}\right),\quad l_m>0,

con ∣V∣min=∣V+∣(1−∣ΓL∣)|V|_{min}=|V^+|(1-|\Gamma_L|) e ∣I∣max=∣V+∣Z0(1+∣ΓL∣)|I|_{max}=\dfrac{|V^+|}{Z_0}(1+|\Gamma_L|). Si prende l'intero kk in modo che la distanza sia positiva (si cerca il primo punto a partire dal carico verso il generatore). Due massimi consecutivi distano λ/2\lambda/2, e un massimo e il minimo adiacente λ/4\lambda/4.

Esempio. Con φL=30∘\varphi_L = 30^\circ e ∣ΓL∣=0,3|\Gamma_L| = 0{,}3: il primo massimo di tensione è a lM=λ φL/(4π)=0,0417 λl_M = \lambda\,\varphi_L/(4\pi) = 0{,}0417\,\lambda dal carico (∣V∣max=1,3∣V+∣|V|_{max} = 1{,}3|V^+|) e il primo minimo a 0,0417λ+0,25λ=0,292λ0{,}0417\lambda + 0{,}25\lambda = 0{,}292\lambda (∣V∣min=0,7∣V+∣|V|_{min} = 0{,}7|V^+|).

Definizione (rapporto d'onda stazionario). Il rapporto d'onda stazionariain inglese SWR (standing wave ratio): misura quanto l'onda è stazionaria, vale 1 se non c'è riflessione è definito come

S=∣V∣max∣V∣min=∣I∣max∣I∣min=1+∣ΓL∣1−∣ΓL∣,∣ΓL∣=S−1S+1.\boxed{S=\frac{|V|_{max}}{|V|_{min}}=\frac{|I|_{max}}{|I|_{min}}=\frac{1+|\Gamma_L|}{1-|\Gamma_L|}},\qquad|\Gamma_L|=\frac{S-1}{S+1}.

È un numero reale con 1≤S≤∞1\le S\le\infty: S=1S=1 per la linea adattata, S=∞S=\infty per riflessione totalecaso in cui tutta la potenza incidente torna indietro, con modulo del coefficiente di riflessione uguale a 1. Il valore di SS è lo stesso in tutta la linea (dipende solo da ∣Γ∣|\Gamma| che è costante) e può essere misurato con uno strumento, senza conoscere il carico: è il modo più diretto per conoscere ∣Γ∣|\Gamma| (vedi Problemi inversi - dai massimi e minimi al caricoun problema inverso dà la forma del modulo di $V$ o di $I$ lungo la linea (valori e posizioni di un massimo e di un minimo adiacenti) e chiede di ricostruire frequenza e carico. Metodo: (1) $\lambda=4,|d_M-d_m|$ (massimo e minimo adiacenti distano $\lambda/4$; due minimi consecutivi $\lambda/2$) e $f=v_p/\lambda$; (2) $S=\frac{|V|{max}}{|V|{min}}=\frac{|I|{max}}{|I|{min}}$ e $|\Gamma_L|=\frac{S-1}{S+1}$; (3) fase: dal primo massimo di $|V|$ a distanza $d_M$ si ha $\varphi_L=\frac{4\pi d_M}{\lambda}$, dal primo minimo $d_m$ si ha $\varphi_L=\pi+\frac{4\pi d_m}{\lambda}$ (un massimo di $|I|$ è un minimo di $|V|$); (4) $Z_L=Z_0\frac{1+\Gamma_L}{1-\Gamma_L}$; (5) $|V^+|=\frac{|V|{max}}{1+|\Gamma|}$ e $\frac{|V^+|}{Z_0}=\frac{|I|{max}+|I|_{min}}{2}$; $|V_L|=|V^+||1+\Gamma_L|$, $|I_L|=\frac{|V^+|}{Z_0}|1-\Gamma_L|$; con generatore adattato $|V_g|=2|V^+|$.Problemi inversi - dai massimi e minimi al carico →).

Esempio. Con ∣ΓL∣=0,3|\Gamma_L| = 0{,}3: S=1+0,31−0,3≈1,86S = \frac{1 + 0{,}3}{1 - 0{,}3} \approx 1{,}86. Viceversa, da S=3S = 3 si ha ∣ΓL∣=3−13+1=0,5|\Gamma_L| = \frac{3 - 1}{3 + 1} = 0{,}5.

Proprietà (impedenza reale nei massimi e nei minimi di tensione). Impedenza nei massimi e nei minimi. Nei punti di massimo o di minimo Γ(−l)\Gamma(-l) è reale, quindi l'impedenza è reale:

  • nel massimo di tensione (minimo di correntepunto in cui il modulo della corrente è minimo, che coincide con un massimo del modulo della tensione) Γ(−l)=+∣Γ∣\Gamma(-l)=+|\Gamma|, quindi Z=Z01+∣Γ∣1−∣Γ∣=S Z0>Z0Z=Z_0\dfrac{1+|\Gamma|}{1-|\Gamma|}=S\,Z_0>Z_0;
  • nel minimo di tensione (massimo di corrente) Γ(−l)=−∣Γ∣\Gamma(-l)=-|\Gamma|, quindi Z=Z0S<Z0Z=\dfrac{Z_0}{S}<Z_0.

Esempio. Con Z0=50 ΩZ_0 = 50\ \Omega e S=2S = 2: nel massimo di tensione Z=S Z0=100 ΩZ = S\,Z_0 = 100\ \Omega, nel minimo Z=Z0/S=25 ΩZ = Z_0/S = 25\ \Omega.

Potenza sulla linea e legame con il generatore

Formula (potenza attiva sulla linea senza perdite). La parte reale è la potenza attiva (media):

PA=12∣V+∣2Z0(1−∣ΓL∣2)=12∣V+∣2Z0⏟Pinc−12∣V−∣2Z0⏟Prifl\boxed{P_A=\frac12\frac{|V^+|^2}{Z_0}\left(1-|\Gamma_L|^2\right)=\underbrace{\frac12\frac{|V^+|^2}{Z_0}}_{P_{inc}}-\underbrace{\frac12\frac{|V^-|^2}{Z_0}}_{P_{rifl}}}

Esempio. Con ∣V+∣=5 V|V^+| = 5\ \mathrm V, Z0=50 ΩZ_0 = 50\ \Omega e ∣ΓL∣=0,5|\Gamma_L| = 0{,}5: PA=12⋅2550 (1−0,25)=0,1875 WP_A = \frac12 \cdot \frac{25}{50}\,(1 - 0{,}25) = 0{,}1875\ \mathrm W.

Formula (tensioni e correnti massime e minime in funzione di potenza e ROS).

  • Nei massimi di tensione l'impedenza è SZ0SZ_0 e PA=∣V∣max22SZ0P_A=\dfrac{|V|_{max}^2}{2SZ_0}; nei minimi l'impedenza è Z0/SZ_0/S e PA=∣V∣min2S2Z0P_A=\dfrac{|V|_{min}^2S}{2Z_0}. Perciò

∣V∣max=2PAZ0S,∣V∣min=2PAZ0S,∣I∣max=2PASZ0,∣I∣min=2PASZ0.|V|_{max}=\sqrt{2P_AZ_0S},\quad|V|_{min}=\sqrt{\frac{2P_AZ_0}{S}},\quad|I|_{max}=\sqrt{\frac{2P_AS}{Z_0}},\quad|I|_{min}=\sqrt{\frac{2P_A}{SZ_0}}.

Esempio. Con PA=125 mWP_A = 125\ \mathrm{mW}, Z0=50 ΩZ_0 = 50\ \Omega e S=2S = 2: ∣V∣max=2⋅0,125⋅50⋅2=5 V|V|_{max} = \sqrt{2 \cdot 0{,}125 \cdot 50 \cdot 2} = 5\ \mathrm V e ∣V∣min=2⋅0,125⋅50/2=2,5 V|V|_{min} = \sqrt{2 \cdot 0{,}125 \cdot 50/2} = 2{,}5\ \mathrm V.

Formula (frazione di potenza che arriva al carico). Quanta potenza passa. La frazione di potenza incidente che arriva al carico è PAPinc=1−∣Γ∣2=4S(1+S)2\dfrac{P_A}{P_{inc}}=1-|\Gamma|^2=\dfrac{4S}{(1+S)^2}.

Esempio. Con S=3S = 3: ∣Γ∣2=0,25|\Gamma|^2 = 0{,}25 e al carico arriva il 75%75\% della potenza incidente (4S/(1+S)2=12/16=0,754S/(1 + S)^2 = 12/16 = 0{,}75).

Grafico interattivo: Frazione di potenza incidente assorbita dal carico, 1−|Γ|² = 4S/(1+S)², in funzione del rapporto d'onda stazionario S

Formula (onda progressiva in funzione del generatore). D'altra parte V(−L)=V+ejβL(1+Γ(−L))V(-L)=V^+e^{j\beta L}(1+\Gamma(-L)). Uguagliando le due espressioni (il fattore 1+Γ(−L)1+\Gamma(-L) si semplifica):

V+=Vg e−jβL Z0Zg(1−Γ(−L))+Z0(1+Γ(−L))\boxed{V^+=V_g\,e^{-j\beta L}\,\frac{Z_0}{Z_g\left(1-\Gamma(-L)\right)+Z_0\left(1+\Gamma(-L)\right)}}

Esempio. Con Zg=100 ΩZ_g = 100\ \Omega, Z0=50 ΩZ_0 = 50\ \Omega, carico adattato (Γ(−L)=0\Gamma(-L) = 0) e L=λL = \lambda: V+=Vg e−j2π 50100+50=Vg/3V^+ = V_g\,e^{-j2\pi}\,\frac{50}{100 + 50} = V_g/3.

Formula (generatore adattato alla linea). Generatore adattato alla linea (Zg=Z0Z_g=Z_0). Il denominatore diventa Z0[(1−Γ)+(1+Γ)]=2Z0Z_0\left[(1-\Gamma)+(1+\Gamma)\right]=2Z_0 e la dipendenza dal carico sparisce:

V+=Vg2e−jβL,∣V+∣=∣Vg∣2.V^+=\frac{V_g}{2}e^{-j\beta L},\qquad|V^+|=\frac{|V_g|}{2}.

Esempio. Con Vg=10 VV_g = 10\ \mathrm V e Zg=Z0Z_g = Z_0: ∣V+∣=∣Vg∣/2=5 V|V^+| = |V_g|/2 = 5\ \mathrm V, qualunque sia il carico.

Formula (potenza con generatore adattato e potenza disponibile). Non ci sono riflessioni multipleonda che rimbalza più volte fra carico e generatore quando entrambi sono disadattati: l'onda riflessa dal carico arriva al generatore e vi viene assorbita da ZgZ_g. La potenza attiva disponibile in linea è

PA=12∣Vg∣24Z0(1−∣ΓL∣2)=∣Vg∣28Z0(1−∣ΓL∣2),P_A=\frac12\frac{|V_g|^2}{4Z_0}\left(1-|\Gamma_L|^2\right)=\frac{|V_g|^2}{8Z_0}\left(1-|\Gamma_L|^2\right),

e con il carico adattato (ΓL=0\Gamma_L=0) raggiunge il massimo ∣Vg∣28Z0\dfrac{|V_g|^2}{8Z_0}, detto potenza disponibilemassima potenza che il generatore può trasferire, quando il carico è adattato del generatore. Dopo aver inserito un adattatoretratto di linea o elemento che rende nulla la riflessione sul carico senza dissipare potenza senza perdite la potenza che arriva al carico aumenta fino a questo valore: l'aumento è dovuto solo al fatto che la potenza riflessa è diventata nulla (Adattatore a quarto d'ondaun adattatore a quarto d'ondatratto di linea lungo un quarto di lunghezza d'onda che trasforma l'impedenza del carico è un tratto di linea lungo $\lambda/4$ e con impedenza caratteristica $Z_{01}$, inserito fra la linea ($Z_0$) e un carico resistivo $R$: l'impedenza vista a monte è $Z_{in}=\frac{Z_{01}^2}{R}$, quindi per avere $Z_{in}=Z_0$ si sceglie $Z_{01}=\sqrt{Z_0R}$ ($\Gamma_{in}=0$, adattamento di uniformità). Con carico complesso lo si inserisce in un punto dove l'impedenza è reale: nel massimo di tensione ($Z=SZ_0$) con $Z_{01}=Z_0\sqrt S>Z_0$, oppure nel minimo ($Z=Z_0/S$) con $Z_{01}=Z_0/\sqrt S<Z_0$; i due punti distano $\lambda/4$ e la soluzione esiste sempre. A monte dell'adattatore $S=1$; fra adattatore e carico resta il $|\Gamma_L|$ originale; nell'adattatore il ROS vale $\sqrt S$ (e $|\Gamma|=\frac{\sqrt S-1}{\sqrt S+1}$). La potenza attiva disponibile sale a $\frac{|V_g|^2}{8Z_0}$ perché la potenza riflessa diventa nulla.Adattatore a quarto d'onda → e Stub e adattatore a singolo stubuno stub è uno spezzone di linea (stessa $Z_0$) chiuso in corto circuitocarico di impedenza nulla o in circuito aperto: ha impedenza puramente immaginaria, $z=j\tan\beta l$ (corto: induttiva per $l<\lambda/4$, capacitiva per $\lambda/4<l<\lambda/2$), $z=-j\cot\beta l$ (aperto: capacitiva per $l<\lambda/4$). Nei testi "stub" senza altro è a corto circuito. L'adattatore a singolo stub si collega in parallelo alla linea a distanza $d$ dal carico, dove l'ammettenza normalizzata vale $y(-d)=1+jb$; lo stub (di ammettenza $jb_s$ con $b_s=-b$) la riporta a $1$: $\Gamma=0$ a monte. Con $y_L=g+jb$ e $t=\tan\beta d$: $(|y_L|^2-g)t^2-2bt+(1-g)=0$ (due soluzioni per periodo $\lambda/2$). Lunghezza dello stub in corto: $-\cot\beta l=b_s$; in aperto: $\tan\beta l=b_s$. Nella carta di Smith: si passa a $y_L$ (punto opposto), si ruota in senso orario fino alla circonferenza $g=1$ (due punti, $d$ = differenza di lettura), si legge $b$, e la lunghezza dello stub si legge dal corto circuito (estremo sinistro) fino a $-b$.Stub e adattatore a singolo stub →).

Esempio. Con Vg=10 VV_g = 10\ \mathrm V, Z0=50 ΩZ_0 = 50\ \Omega e ∣ΓL∣=0,5|\Gamma_L| = 0{,}5: PA=100400 (1−0,25)=187,5 mWP_A = \frac{100}{400}\,(1 - 0{,}25) = 187{,}5\ \mathrm{mW}; con il carico adattato la potenza disponibile è 250 mW250\ \mathrm{mW}.

Carta di Smith - costruzione e uso

Formula (parti reale e immaginaria dell'impedenza normalizzata in funzione di Γ). Si scrive Γ=u+jv\Gamma=u+jv e z=r+jx=1+Γ1−Γ=1+u+jv1−u−jvz=r+jx=\dfrac{1+\Gamma}{1-\Gamma}=\dfrac{1+u+jv}{1-u-jv}. Razionalizzandomoltiplicando numeratore e denominatore per il complesso coniugato del denominatore (moltiplicando numeratore e denominatore per il complesso coniugato 1−u+jv1-u+jv) si ottengono le parti reale e immaginaria:

r=1−u2−v2(1−u)2+v2,x=2v(1−u)2+v2.r=\frac{1-u^2-v^2}{(1-u)^2+v^2},\qquad x=\frac{2v}{(1-u)^2+v^2}.

Esempio. Con Γ=0,4−j0,2\Gamma = 0{,}4 - j0{,}2 (u=0,4u = 0{,}4, v=−0,2v = -0{,}2): r=1−0,16−0,040,36+0,04=2r = \frac{1 - 0{,}16 - 0{,}04}{0{,}36 + 0{,}04} = 2 e x=2⋅(−0,2)0,4=−1x = \frac{2 \cdot (-0{,}2)}{0{,}4} = -1, cioè z=2−jz = 2 - j.

Proprietà (circonferenze a r costante e a x costante nel piano di Γ). La trasformazione z↦Γz\mapsto\Gamma è bilinearedella forma (az+b)/(cz+d): trasforma circonferenze in circonferenze: trasforma circonferenze e rette (circonferenze di raggio infinito) in circonferenze. Fissando rr nella prima relazione si ha r[(1−u)2+v2]=1−u2−v2r\left[(1-u)^2+v^2\right]=1-u^2-v^2; sviluppando e raccogliendo u2u^2 e v2v^2 (con 1+r1+r come coefficiente) e completando il quadratoriscrivere un polinomio di secondo grado come un quadrato più una costante si trova

(u−r1+r)2+v2=(11+r)2:\left(u-\frac r{1+r}\right)^2+v^2=\left(\frac1{1+r}\right)^2:

una circonferenza di centro (r1+r,0)\left(\frac r{1+r},0\right) e raggio 11+r\frac1{1+r}. Per r=0r=0 è la circonferenza unitaria ∣Γ∣=1|\Gamma|=1, per r→∞r\to\infty si riduce al punto Γ=1\Gamma=1; tutte le circonferenze r=r= costante passano per Γ=1\Gamma=1. Analogamente dalla seconda (x[(1−u)2+v2]=2vx\left[(1-u)^2+v^2\right]=2v, diviso per xx e completando il quadrato in vv):

(u−1)2+(v−1x)2=(1x)2:(u-1)^2+\left(v-\frac1x\right)^2=\left(\frac1x\right)^2:

circonferenza di centro (1,1x)\left(1,\frac1x\right) e raggio 1∣x∣\frac1{|x|}, di cui interessa solo l'arco dentro ∣Γ∣≤1|\Gamma|\le1 (un carico passivo ha r≥0r\ge0). Nella carta si disegnano le due famiglie:

Esempio. Per r=1r = 1 la circonferenza ha centro (1/2,0)(1/2, 0) e raggio 1/21/2; per x=1x = 1 ha centro (1,1)(1, 1) e raggio 11.

Grafico interattivo

Proprietà (procedura di lettura sulla carta di Smith).

  1. Normalizzare: zL=ZL/Z0z_L=Z_L/Z_0 e disegnare il punto AA.
  2. Tracciare la circonferenza a ∣Γ∣|\Gamma| costante passante per AA (compassostrumento per tracciare circonferenze con centro e raggio assegnati con centro nell'origine).
  3. Leggere ∣ΓL∣|\Gamma_L|, φL\varphi_L, SS.
  4. Per spostarsi di ll verso il generatore, ruotare in senso orario di l/λl/\lambda sulla scala: il punto di arrivo dà z(−l)z(-l). Il primo massimo di tensione a partire dal carico è dove la rotazione oraria raggiunge il semiasse reale positivo; il primo minimo dove raggiunge il negativo; la distanza si legge come differenza delle letture sulla scala (in λ\lambda).
  5. Per passare ad ammettenza, ruotare di 180∘180^\circ.

Esempio. Con Z0=50 ΩZ_0 = 50\ \Omega e ZL=100−j50 ΩZ_L = 100 - j50\ \Omega: zL=2−jz_L = 2 - j, ∣ΓL∣=0,447|\Gamma_L| = 0{,}447, φL=−26,6∘\varphi_L = -26{,}6^\circ e S=2,62S = 2{,}62.

Problemi inversi - dai massimi e minimi al carico

Formula (lunghezza d'onda e frequenza dalla distanza tra massimi e minimi). Passo 1 - Lunghezza d'onda e frequenza. Un massimo e il minimo adiacente distano λ/4\lambda/4, due massimi (o due minimi) consecutivi distano λ/2\lambda/2:

λ=4 ∣d1−d2∣oppureλ=2 Δdminimi consecutivi,f=vpλ.\lambda=4\,|d_1-d_2|\quad\text{oppure}\quad\lambda=2\,\Delta d_{\text{minimi consecutivi}},\qquad f=\frac{v_p}{\lambda}.

Esempio. Con massimo e minimo adiacenti distanti 62,5 mm62{,}5\ \mathrm{mm}: λ=4⋅62,5=250 mm\lambda = 4 \cdot 62{,}5 = 250\ \mathrm{mm} e, nel vuoto, f=3⋅108/0,25=1,2 GHzf = 3 \cdot 10^{8}/0{,}25 = 1{,}2\ \mathrm{GHz}.

Formula (ROS e modulo del coefficiente di riflessione dalle misure). Passo 2 - Rapporto d'onda stazionaria e modulo di ΓL\Gamma_L.

S=∣V∣max∣V∣min=∣I∣max∣I∣min,∣ΓL∣=S−1S+1.S=\frac{|V|_{max}}{|V|_{min}}=\frac{|I|_{max}}{|I|_{min}},\qquad|\Gamma_L|=\frac{S-1}{S+1}.

Esempio. Con ∣V∣max=21 V|V|_{max} = 21\ \mathrm V e ∣V∣min=3 V|V|_{min} = 3\ \mathrm V: S=7S = 7 e ∣ΓL∣=6/8=0,75|\Gamma_L| = 6/8 = 0{,}75.

Formula (fase del coefficiente di riflessione dalla posizione di un massimo o di un minimo). Passo 3 - Fase di ΓL\Gamma_L. Un massimo di tensione a distanza dMd_M soddisfa φL−2βdM=2kπ\varphi_L-2\beta d_M=2k\pi, quindi φL=2βdM=4πdMλ\varphi_L=2\beta d_M=\dfrac{4\pi d_M}{\lambda} (modulo 2π2\pi). Un minimo di tensione a distanza dmd_m soddisfa φL−2βdm=(2k+1)π\varphi_L-2\beta d_m=(2k+1)\pi, quindi φL=π+4πdmλ\varphi_L=\pi+\dfrac{4\pi d_m}{\lambda}. Attenzione: se il grafico è della corrente, i massimi di ∣I∣|I| sono i minimi di ∣V∣|V| e viceversa. Le due espressioni danno lo stesso risultato (è un controllo).

Esempio. Con un massimo di tensione a dM=16,5 mmd_M = 16{,}5\ \mathrm{mm} e λ=250 mm\lambda = 250\ \mathrm{mm}: φL=4πdM/λ=0,829 rad=47,5∘\varphi_L = 4\pi d_M/\lambda = 0{,}829\ \mathrm{rad} = 47{,}5^\circ.

Formula (ampiezza dell'onda incidente dalle misure di corrente). Passo 5 - Tensioni e correnti. Dal massimo di tensione ∣V∣max=∣V+∣(1+∣Γ∣)|V|_{max}=|V^+|(1+|\Gamma|) si ricava ∣V+∣|V^+|. Con la corrente: ∣I∣max=∣V+∣Z0(1+∣Γ∣)|I|_{max}=\dfrac{|V^+|}{Z_0}(1+|\Gamma|) e ∣I∣min=∣V+∣Z0(1−∣Γ∣)|I|_{min}=\dfrac{|V^+|}{Z_0}(1-|\Gamma|), quindi sommando e dividendo per due

∣V+∣Z0=∣I∣max+∣I∣min2.\frac{|V^+|}{Z_0}=\frac{|I|_{max}+|I|_{min}}{2}.

Esempio. Con ∣I∣max=0,35 A|I|_{max} = 0{,}35\ \mathrm A, ∣I∣min=0,05 A|I|_{min} = 0{,}05\ \mathrm A e Z0=50 ΩZ_0 = 50\ \Omega: ∣V+∣/Z0=0,2 A|V^+|/Z_0 = 0{,}2\ \mathrm A, quindi ∣V+∣=10 V|V^+| = 10\ \mathrm V.

Formula (impedenza caratteristica dell'adattatore a quarto d'onda dalle misure). Passo 6 - Adattatori. Nel punto di massimo di ∣V∣|V| l'impedenza è reale =SZ0=SZ_0, nel minimo =Z0/S=Z_0/S: un adattatore a quarto d'onda inserito lì ha impedenza caratteristica Z01=Z0⋅SZ0=Z0SZ_{01}=\sqrt{Z_0\cdot SZ_0}=Z_0\sqrt S oppure Z01=Z0/SZ_{01}=Z_0/\sqrt S (Adattatore a quarto d'ondaun adattatore a quarto d'ondatratto di linea lungo un quarto di lunghezza d'onda che trasforma l'impedenza del carico è un tratto di linea lungo $\lambda/4$ e con impedenza caratteristica $Z_{01}$, inserito fra la linea ($Z_0$) e un carico resistivo $R$: l'impedenza vista a monte è $Z_{in}=\frac{Z_{01}^2}{R}$, quindi per avere $Z_{in}=Z_0$ si sceglie $Z_{01}=\sqrt{Z_0R}$ ($\Gamma_{in}=0$, adattamento di uniformità). Con carico complesso lo si inserisce in un punto dove l'impedenza è reale: nel massimo di tensione ($Z=SZ_0$) con $Z_{01}=Z_0\sqrt S>Z_0$, oppure nel minimo ($Z=Z_0/S$) con $Z_{01}=Z_0/\sqrt S<Z_0$; i due punti distano $\lambda/4$ e la soluzione esiste sempre. A monte dell'adattatore $S=1$; fra adattatore e carico resta il $|\Gamma_L|$ originale; nell'adattatore il ROS vale $\sqrt S$ (e $|\Gamma|=\frac{\sqrt S-1}{\sqrt S+1}$). La potenza attiva disponibile sale a $\frac{|V_g|^2}{8Z_0}$ perché la potenza riflessa diventa nulla.Adattatore a quarto d'onda →).

Esempio. Con Z0=50 ΩZ_0 = 50\ \Omega e S=4S = 4: Z01=Z0S=100 ΩZ_{01} = Z_0\sqrt S = 100\ \Omega in un massimo di tensione, oppure Z0/S=25 ΩZ_0/\sqrt S = 25\ \Omega in un minimo.

Adattamento di potenza e di uniformità - distorsione e velocità di gruppo

Teorema del massimo trasferimento di potenza (adattamento coniugato). Un generatore con tensione a vuoto VgV_g e impedenza interna Zg=Rg+jXgZ_g=R_g+jX_g che alimenta un'impedenza Zin=Rin+jXinZ_{in}=R_{in}+jX_{in} eroga la potenza attiva P=12Rin∣I∣2P=\tfrac12R_{in}|I|^2 con I=VgZg+ZinI=\dfrac{V_g}{Z_g+Z_{in}}. Il massimo rispetto a ZinZ_{in} si ha per Zin=Zg∗Z_{in}=Z_g^* (la parte reattiva viene annullata e le resistenze sono uguali): è il teorema del massimo trasferimento di potenzail carico riceve la massima potenza quando la sua impedenza è la coniugata di quella del generatore. In questo caso

Pmax=12Rg∣Vg∣2(2Rg)2=∣Vg∣28Rg.P_{max}=\frac12R_g\frac{|V_g|^2}{(2R_g)^2}=\frac{|V_g|^2}{8R_g}.

Esempio. Un generatore con Vg=10V_g=10 V e Zg=30+j40 ΩZ_g=30+j40\ \Omega eroga la massima potenza se vede Zin=30−j40 ΩZ_{in}=30-j40\ \Omega: Pmax=1028⋅30=0,417P_{max}=\dfrac{10^2}{8\cdot30}=0{,}417 W. Con Zin=30+j40Z_{in}=30+j40 si avrebbe I=1060+j80I=\dfrac{10}{60+j80}, ∣I∣=0,1|I|=0{,}1 A e P=12⋅30⋅0,01=0,15P=\tfrac12\cdot30\cdot0{,}01=0{,}15 W: molto meno.

Formula (funzione di trasferimento di un tratto di linea). Si considera un tratto di linea lungo l1l_1 chiuso su ZLZ_L, e si guarda il rapporto fra la tensione sul carico e la tensione all'ingresso del tratto (in z=−l1z=-l_1):

H(ω)=VLV(−l1)=V++V−V+ejβl1+V−e−jβl1=1+ΓLejβl1+ΓLe−jβl1.H(\omega)=\frac{V_L}{V(-l_1)}=\frac{V^++V^-}{V^+e^{j\beta l_1}+V^-e^{-j\beta l_1}}=\frac{1+\Gamma_L}{e^{j\beta l_1}+\Gamma_Le^{-j\beta l_1}}.

Sostituendo ΓL=ZL−Z0ZL+Z0\Gamma_L=\frac{Z_L-Z_0}{Z_L+Z_0} e semplificando:

H(ω)=2ZL(ZL+Z0)ejβl1+(ZL−Z0)e−jβl1=ZLZLcos⁡βl1+jZ0sin⁡βl1.H(\omega)=\frac{2Z_L}{(Z_L+Z_0)e^{j\beta l_1}+(Z_L-Z_0)e^{-j\beta l_1}}=\frac{Z_L}{Z_L\cos\beta l_1+jZ_0\sin\beta l_1}.

Esempio numerico. Linea con Z0=50 ΩZ_0=50\ \Omega, vp=2⋅108v_p=2\cdot10^8 m/s, lunga l1=1l_1=1 m, chiusa su ZL=100 ΩZ_L=100\ \Omega (reale!). Si ha βl1=2πfvpl1=πf100 MHz\beta l_1=\dfrac{2\pi f}{v_p}l_1=\dfrac{\pi f}{100\ \text{MHz}}.

Grafico interattivo: Modulo della funzione di trasferimento |H(f)| di una linea da 50 Ω lunga 1 m (v = 2·10⁸ m/s) chiusa su 100 Ω, confrontato con il caso adattato (|H| = 1)

Definizione (condizione di non distorsione). Un segnale a(t)a(t) arriva senza distorsione su una linea di lunghezza l1l_1 se in uscita compare a(t−τ)a(t-\tau): la stessa forma, con un ritardo τ=l1v\tau=\dfrac{l_1}{v} (vv velocità di propagazione). Nel dominio della frequenza, un componente A(ω)ejωtA(\omega)e^{j\omega t} deve uscire come A(ω)ejω(t−τ)A(\omega)e^{j\omega(t-\tau)}, cioè

H(ω)=e−jωτ:∣H∣=1,  fase=−ωτ lineare in ω.H(\omega)=e^{-j\omega\tau}:\quad|H|=1,\ \ \text{fase}=-\omega\tau\ \text{lineare in }\omega.

Esempio. Su una linea ideale lunga l1=10 ml_1 = 10\ \mathrm m con v=2⋅108 m/sv = 2 \cdot 10^{8}\ \mathrm{m/s} ogni componente è ritardata di τ=l1/v=50 ns\tau = l_1/v = 50\ \mathrm{ns}: il segnale arriva ritardato ma non deformato.

Definizione (adattamento di uniformità). Se ZL=Z0Z_L=Z_0, allora ΓL=0\Gamma_L=0, V−=0V^-=0 e la funzione di trasferimentorapporto fra l'uscita e l'ingresso in funzione della frequenza diventa

H(ω)=e−jβl1=e−jωl1LC:H(\omega)=e^{-j\beta l_1}=e^{-j\omega l_1\sqrt{LC}}:

Esempio. Con ZL=Z0Z_L = Z_0 e l1=10 ml_1 = 10\ \mathrm m: ∣H∣=1|H| = 1 e la fase è −βl1=−ωτ-\beta l_1 = -\omega\tau, con τ=50 ns\tau = 50\ \mathrm{ns} se vp=2⋅108 m/sv_p = 2 \cdot 10^{8}\ \mathrm{m/s}.

Definizione (velocità di fase e velocità di gruppo).

  • velocità di fase (della portante): vp=ωmβmv_p=\dfrac{\omega_m}{\beta_m};
  • velocità di gruppo (dell'inviluppocurva lenta che racchiude le oscillazioni rapide di un segnale modulato): vg=ΔωΔβ≈dωdβ=1dβ/dωv_g=\dfrac{\Delta\omega}{\Delta\beta}\approx\dfrac{d\omega}{d\beta}=\dfrac1{d\beta/d\omega}.

Esempio. Per una linea ideale con LC=5 ns/m\sqrt{LC} = 5\ \mathrm{ns/m}, β=ωLC\beta = \omega\sqrt{LC} è lineare in ω\omega e vp=vg=1/LC=2⋅108 m/sv_p = v_g = 1/\sqrt{LC} = 2 \cdot 10^{8}\ \mathrm{m/s}.

Adattatore a quarto d'onda

Formula (adattatore a quarto d'onda per un carico resistivo). Si inserisce fra la linea principale (impedenzarapporto fra tensione e corrente, grandezza complessa caratteristica Z0Z_0) e il carico RR reale un tratto di linea di lunghezza l=λ/4l=\lambda/4 e impedenza caratteristica Z01Z_{01}. L'impedenza in ingresso al tratto è, con la formula di trasformazione (βl=π/2\beta l=\pi/2, tan⁡βl→∞\tan\beta l\to\infty):

Zin=Z01R+jZ01tan⁡βlZ01+jRtan⁡βl → βl=π/2  Z012R.Z_{in}=Z_{01}\frac{R+jZ_{01}\tan\beta l}{Z_{01}+jR\tan\beta l}\ \xrightarrow{\ \beta l=\pi/2\ }\ \frac{Z_{01}^2}{R}.

Per avere adattamento di uniformitàcondizione in cui l'impedenza vista dalla linea è quella caratteristica, per cui non c'è onda riflessa si impone Zin=Z0Z_{in}=Z_0, quindi

Z01=Z0 R\boxed{Z_{01}=\sqrt{Z_0\,R}}

Esempio. Z0=50 ΩZ_0=50\ \Omega e R=100 ΩR=100\ \Omega: Z01=50⋅100=70,7 ΩZ_{01}=\sqrt{50\cdot100}=70{,}7\ \Omega. Verifica: Zin=70,72100=50 ΩZ_{in}=\dfrac{70{,}7^2}{100}=50\ \Omega ✓. Se invece R=12,5 ΩR=12{,}5\ \Omega (con Z0=50 ΩZ_0=50\ \Omega): Z01=50⋅12,5=25 ΩZ_{01}=\sqrt{50\cdot12{,}5}=25\ \Omega e Zin=252/12,5=50 ΩZ_{in}=25^2/12{,}5=50\ \Omega ✓.

Formula (adattatore a quarto d'onda per un carico complesso). Inserendo l'adattatore in un punto di massimo il carico che vede è R=SZ0R=SZ_0:

Z01=Z0⋅SZ0=Z0S (>Z0).Z_{01}=\sqrt{Z_0\cdot SZ_0}=Z_0\sqrt S\ (>Z_0).

Inserendolo in un minimo il carico vale R=Z0/SR=Z_0/S:

Z01=Z0⋅Z0S=Z0S (<Z0).Z_{01}=\sqrt{Z_0\cdot\frac{Z_0}S}=\frac{Z_0}{\sqrt S}\ (<Z_0).

Esempio svolto: ZL=50−j100 ΩZ_L=50-j100\ \Omega su Z0=50 ΩZ_0=50\ \Omega a f=300f=300 MHz (λ=1\lambda=1 m). zL=1−j2z_L=1-j2, ΓL=0,5−j0,5=0,707 e−j45∘\Gamma_L=0{,}5-j0{,}5=0{,}707\,e^{-j45^\circ}, S=1+0,7071−0,707=5,83S=\dfrac{1+0{,}707}{1-0{,}707}=5{,}83.

Stub e adattatore a singolo stub

Formula (impedenza di uno stub in corto e in aperto).

  • Stub in corto circuito (ZL=0Z_L=0): Z=jZ0tan⁡βlZ=jZ_0\tan\beta l, cioè z=jtan⁡βlz=j\tan\beta l e y=−jcot⁡βly=-j\cot\beta l. È una reattanza puraimpedenza puramente immaginaria, senza parte resistiva di valore qualsiasi: induttivacon reattanza positiva, che si comporta come un induttore (zz immaginaria positiva) per 0<l<λ/40<l<\lambda/4, capacitivacon reattanza negativa, che si comporta come un condensatore per λ/4<l<λ/2\lambda/4<l<\lambda/2 (dopo λ/2\lambda/2 si ripete). Si può quindi realizzare un induttore o un condensatore di valore arbitrario scegliendo la lunghezza.
  • Stub in circuito aperto (ZL→∞Z_L\to\infty): Z=Z0jtan⁡βl=−jZ0cot⁡βlZ=\dfrac{Z_0}{j\tan\beta l}=-jZ_0\cot\beta l, cioè z=−jcot⁡βlz=-j\cot\beta l e y=+jtan⁡βly=+j\tan\beta l. È capacitivo per 0<l<λ/40<l<\lambda/4 e induttivo per λ/4<l<λ/2\lambda/4<l<\lambda/2.

Esempio. Uno stub in corto su una linea da 50 Ω50\ \Omega lungo λ/8\lambda/8 ha Z=jZ0tan⁡(π/4)=j50 ΩZ = jZ_0\tan(\pi/4) = j50\ \Omega (induttivo); lungo 3λ/83\lambda/8 ha Z=jZ0tan⁡(3π/4)=−j50 ΩZ = jZ_0\tan(3\pi/4) = -j50\ \Omega (capacitivo).

Grafico interattivo: Reattanza normalizzata di uno stub in funzione della lunghezza l/λ: in corto circuito z = j·tan(2πl/λ), in circuito aperto z = −j·cot(2πl/λ)

Formula (distanza dello stub dal carico). Passo 1 - Distanza dd. Con yL=g+jbL=1zLy_L=g+jb_L=\dfrac1{z_L} e t=tan⁡βdt=\tan\beta d, y(−d)=yL+jt1+jyLty(-d)=\dfrac{y_L+jt}{1+jy_Lt} (formula degli spostamenti scritta per le ammettenzeinversi delle impedenze, che si sommano nei collegamenti in parallelo). La condizione Re y(−d)=1\mathrm{Re}\,y(-d)=1 dà l'equazione di secondo grado

(∣yL∣2−g)t2−2bLt+(1−g)=0,t=bL±g[(1−g)2+bL2]∣yL∣2−g\left(|y_L|^2-g\right)t^2-2b_Lt+(1-g)=0,\qquad t=\frac{b_L\pm\sqrt{g\left[(1-g)^2+b_L^2\right]}}{|y_L|^2-g}

Esempio. Per yL=0,4+j0,8y_L = 0{,}4 + j0{,}8: ∣yL∣2−g=0,4|y_L|^2 - g = 0{,}4 e t=0,8±0,6320,4=0,419t = \frac{0{,}8 \pm 0{,}632}{0{,}4} = 0{,}419 oppure 3,583{,}58, cioè d1=0,0631 λd_1 = 0{,}0631\,\lambda e d2=0,2067 λd_2 = 0{,}2067\,\lambda.

Formula (lunghezza dello stub in corto o in aperto). Passo 2 - Lunghezza ll dello stub. Per uno stub in corto: y=−jcot⁡βl=jbsy=-j\cot\beta l=jb_s, quindi tan⁡βl=−1bs\tan\beta l=-\dfrac1{b_s} (si prende βl∈(0,π)\beta l\in(0,\pi)). Per uno stub in aperto: y=jtan⁡βl=jbsy=j\tan\beta l=jb_s, quindi tan⁡βl=bs\tan\beta l=b_s.

Esempio. Con bs=−1,581b_s = -1{,}581 e stub in corto: tan⁡βl=−1/bs=0,632\tan\beta l = -1/b_s = 0{,}632, βl=0,564 rad\beta l = 0{,}564\ \mathrm{rad} e l=0,0897 λl = 0{,}0897\,\lambda.

2. Linee di trasmissione in regime istantaneo

Regime istantaneo - gradini, riflessioni e diagramma a rimbalzi

Formula (ampiezza del gradino che parte dal generatore). All'istante t=0t=0 si collega alla linea un generatore con tensione a vuoto V0V_0 e impedenza interna ZgZ_g (resistenza RGR_G). La linea è inizialmente a riposo: il generatore "vede" soltanto Z0Z_0 (l'impedenza dell'onda che parte) e la tensione ai morsetti è il partitorecircuito di due resistenze in serie che divide la tensione in proporzione ai loro valori fra ZgZ_g e Z0Z_0:

V+=V0Z0Zg+Z0,I+=V+Z0=V0Zg+Z0.V^+=V_0\frac{Z_0}{Z_g+Z_0},\qquad I^+=\frac{V^+}{Z_0}=\frac{V_0}{Z_g+Z_0}.

Esempio. Con V0=12 VV_0 = 12\ \mathrm V, Zg=25 ΩZ_g = 25\ \Omega e Z0=50 ΩZ_0 = 50\ \Omega: V+=12⋅5075=8 VV^+ = 12 \cdot \frac{50}{75} = 8\ \mathrm V e I+=8/50=160 mAI^+ = 8/50 = 160\ \mathrm{mA}.

Formula (riflessione di un gradino su un carico resistivo). Riflessione sul carico resistivo. All'arrivo, il carico impone vL=RLiLv_L=R_Li_L: la tensione e la corrente totali sul carico sono V++V−V^++V^- e V+−V−Z0\frac{V^+-V^-}{Z_0}, quindi si genera una riflessa V−=ΓLV+V^-=\Gamma_LV^+ con

ΓL=RL−Z0RL+Z0(reale: la riflessa ha la stessa forma, un gradino).\Gamma_L=\frac{R_L-Z_0}{R_L+Z_0}\qquad(\text{reale: la riflessa ha la stessa forma, un gradino}).

La tensione sul carico diventa V+(1+ΓL)V^+(1+\Gamma_L) e la corrente I+(1−ΓL)I^+(1-\Gamma_L). L'onda riflessa torna indietro e a distanza L1L_1 dal generatore passa all'istante 2T−T12T-T_1 (arriva al carico a TT, percorre ancora L−L1L-L_1: T+L−L1c=2T−T1T+\frac{L-L_1}{c}=2T-T_1).

Esempio. Con V+=8 VV^+ = 8\ \mathrm V, Z0=50 ΩZ_0 = 50\ \Omega e RL=100 ΩR_L = 100\ \Omega: ΓL=1/3\Gamma_L = 1/3, la riflessa è V−=2,67 VV^- = 2{,}67\ \mathrm V e la tensione sul carico 8⋅43=10,67 V8 \cdot \frac43 = 10{,}67\ \mathrm V.

Grafico interattivo: Tensione v(t, L₁) a distanza L₁ = 0,4 L dal generatore (generatore adattato, V⁺ = 8 V): corto circuito (impulso) e circuito aperto (due gradini); il tempo è in unità T = L/c

Formula (tensione sul carico con riflessioni multiple e valore a regime). Tensione sul carico. I fronti arrivano a T,3T,5T,…T,3T,5T,\dots e a ogni arrivo la tensione è aumentata di Vn+(1+ΓL)V_n^+(1+\Gamma_L):

vL(∞)=V+(1+ΓL)[1+ΓLΓG+(ΓLΓG)2+… ]=V+(1+ΓL)1−ΓLΓG.v_L(\infty)=V^+(1+\Gamma_L)\left[1+\Gamma_L\Gamma_G+\left(\Gamma_L\Gamma_G\right)^2+\dots\right]=\frac{V^+(1+\Gamma_L)}{1-\Gamma_L\Gamma_G}.

Sostituendo V+=V0Z0RG+Z0V^+=V_0\frac{Z_0}{R_G+Z_0}, 1+ΓL=2RLRL+Z01+\Gamma_L=\frac{2R_L}{R_L+Z_0} e 1−ΓLΓG=2Z0(RL+RG)(RL+Z0)(RG+Z0)1-\Gamma_L\Gamma_G=\frac{2Z_0(R_L+R_G)}{(R_L+Z_0)(R_G+Z_0)} si trova

vL(∞)=V0RLRG+RL:\boxed{v_L(\infty)=V_0\frac{R_L}{R_G+R_L}}:

Esempio. V0=12V_0=12 V, RG=25 ΩR_G=25\ \Omega, RL=100 ΩR_L=100\ \Omega, Z0=50 ΩZ_0=50\ \Omega: V+=12⋅5075=8V^+=12\cdot\dfrac{50}{75}=8 V, ΓL=+13\Gamma_L=+\dfrac13, ΓG=−13\Gamma_G=-\dfrac13, ΓLΓG=−19\Gamma_L\Gamma_G=-\dfrac19.

Grafico interattivo: Esempio con V₀ = 12 V, R_G = 25 Ω, R_L = 100 Ω, Z₀ = 50 Ω: tensione al generatore (z = 0) e al carico (z = L) in funzione di t/T; entrambe tendono al valore a regime 9,6 V

Proprietà (ricostruzione dei dati della linea dalla forma d'onda in regime istantaneo).

  1. Tempi → lunghezze. Il frontepunto in cui il segnale cambia valore e che si sposta lungo la linea diretto arriva in L1L_1 al tempo T1T_1, quello riflesso in 2T−T12T-T_1: da questi due tempi e dalla velocità cc si ricavano L1=cT1L_1=cT_1 e L=cTL=cT.
  2. Ampiezze → generatore. Se dopo la prima riflessione la tensione non ha più riflessioni multiple, il generatore è adattato (Zg=Z0Z_g=Z_0) e la prima ampiezza è V+=V02V^+=\dfrac{V_0}2: V0=2V+V_0=2V^+.
  3. Ampiezze → carico. Il salto dovuto alla riflessione dà ΓL\Gamma_L (rapporto fra riflessa e diretta) e quindi RL=Z01+ΓL1−ΓLR_L=Z_0\dfrac{1+\Gamma_L}{1-\Gamma_L}; il valore finale v(∞)=V+(1+ΓL)v(\infty)=V^+(1+\Gamma_L) conferma il valore per un carico resistivo.

Esempio. Si osserva in L1L_1 un primo gradino di 66 V all'istante 200200 ns e un secondo salto a 88 V a 400400 ns; poi la tensione resta a 88 V. Con c=108c=10^8 m/s e Z0=50 ΩZ_0=50\ \Omega: V+=6V^+=6 V, ΓL=8−66=13\Gamma_L=\frac{8-6}{6}=\frac13 (salto +2+2 V), quindi RL=50⋅1+1/31−1/3=100 ΩR_L=50\cdot\frac{1+1/3}{1-1/3}=100\ \Omega; il generatore è adattato, V0=12V_0=12 V; L1=cT1=20L_1=cT_1=20 m e 2T−T1=4002T-T_1=400 ns, quindi T=300T=300 ns e L=30L=30 m.

Regime istantaneo - carichi reattivi RC e RL

Formula (circuito equivalente della linea visto dal carico). Si considera un generatore adattato (Zg=Z0Z_g=Z_0): il gradino V+=V0/2V^+=V_0/2 arriva al carico e non ci sono altre riflessioni multiple che arrivino a disturbare per un po'. Al carico valgono vL=V++V−v_L=V^++V^- e iL=V+−V−Z0i_L=\dfrac{V^+-V^-}{Z_0}. Eliminando V−V^-: vL=V++V−=2V+−Z0 iLv_L=V^++V^-=2V^+-Z_0\,i_L, cioè

vL=2V+−Z0 iL.v_L=2V^+-Z_0\,i_L.

Esempio. Con V+=12 VV^+ = 12\ \mathrm V e Z0=50 ΩZ_0 = 50\ \Omega il carico vede un generatore da 24 V24\ \mathrm V in serie a 50 Ω50\ \Omega: se assorbe iL=0,2 Ai_L = 0{,}2\ \mathrm A si ha vL=24−50⋅0,2=14 Vv_L = 24 - 50 \cdot 0{,}2 = 14\ \mathrm V.

Formula (carico capacitivo puro). Condensatore. iL=CdvLdti_L=C\dfrac{dv_L}{dt} e vL=2V+−Z0iLv_L=2V^+-Z_0i_L: Z0CdvLdt=2V+−vLZ_0C\dfrac{dv_L}{dt}=2V^+-v_L, con vL(0)=0v_L(0)=0 (condensatore scarico). La soluzione è

vL(t′)=2V+(1−e−t′/τ),τ=Z0C,iL=2V+Z0e−t′/τ.v_L(t')=2V^+\left(1-e^{-t'/\tau}\right),\quad\tau=Z_0C,\qquad i_L=\frac{2V^+}{Z_0}e^{-t'/\tau}.

Esempio. Con V+=12 VV^+ = 12\ \mathrm V, Z0=50 ΩZ_0 = 50\ \Omega e C=20 pFC = 20\ \mathrm{pF}: τ=Z0C=1 ns\tau = Z_0 C = 1\ \mathrm{ns} e vL(1 ns)=24 (1−e−1)≈15,2 Vv_L(1\ \mathrm{ns}) = 24\,(1 - e^{-1}) \approx 15{,}2\ \mathrm V.

Formula (carico induttivo puro). Induttore. vL=LdiLdtv_L=L\dfrac{di_L}{dt} e vL=2V+−Z0iLv_L=2V^+-Z_0i_L: LZ0dvLdt=−vL\dfrac{L}{Z_0}\dfrac{dv_L}{dt}=-v_L con vL(0)=2V+v_L(0)=2V^+ (inizialmente aperto), quindi

vL(t′)=2V+e−t′/τ,τ=LZ0,iL=2V+Z0(1−e−t′/τ).v_L(t')=2V^+e^{-t'/\tau},\quad\tau=\frac L{Z_0},\qquad i_L=\frac{2V^+}{Z_0}\left(1-e^{-t'/\tau}\right).

Esempio. Con V+=12 VV^+ = 12\ \mathrm V, Z0=50 ΩZ_0 = 50\ \Omega e L=100 nHL = 100\ \mathrm{nH}: τ=L/Z0=2 ns\tau = L/Z_0 = 2\ \mathrm{ns} e vL(2 ns)=24 e−1≈8,83 Vv_L(2\ \mathrm{ns}) = 24\,e^{-1} \approx 8{,}83\ \mathrm V.

Formula (carichi RC e RL: valore iniziale, valore finale e costante di tempo).

carico v0v_0 (inizio) v∞v_\infty (regime) τ\tau
RC serie 2V+RR+Z02V^+\dfrac R{R+Z_0} (C corto) 2V+2V^+ (C aperto) C (R+Z0)C\,(R+Z_0)
RC parallelo 00 (C corto) 2V+RR+Z02V^+\dfrac R{R+Z_0} (C aperto) CRZ0R+Z0C\dfrac{RZ_0}{R+Z_0}
RL serie 2V+2V^+ (L aperto) 2V+RR+Z02V^+\dfrac R{R+Z_0} (L corto) LR+Z0\dfrac L{R+Z_0}
RL parallelo 2V+RR+Z02V^+\dfrac R{R+Z_0} (L aperto) 00 (L corto) LR+Z0RZ0L\dfrac{R+Z_0}{RZ_0}

Esempio. RC parallelo con V+=12 VV^+ = 12\ \mathrm V, Z0=50 ΩZ_0 = 50\ \Omega, R=100 ΩR = 100\ \Omega e C=43,3 pFC = 43{,}3\ \mathrm{pF}: v0=0v_0 = 0, v∞=24⋅100150=16 Vv_\infty = 24 \cdot \frac{100}{150} = 16\ \mathrm V e τ=C RZ0R+Z0≈1,44 ns\tau = C\,\frac{RZ_0}{R + Z_0} \approx 1{,}44\ \mathrm{ns}.

Grafico interattivo: Carichi capacitivi (Z₀ = 50 Ω, R = 100 Ω, V⁺ = 1 V, 2V⁺ = 2 V): tensione sul carico in funzione di t'/τ (ognuno con il proprio τ)

Formula (costante di tempo da due punti della curva). Se si hanno due punti (t1,v1)(t_1,v_1) e (t2,v2)(t_2,v_2) della curva e il valore finale: v1−v∞v2−v∞=e(t2−t1)/τ\dfrac{v_1-v_\infty}{v_2-v_\infty}=e^{(t_2-t_1)/\tau}, quindi

τ=t2−t1ln⁡v1−v∞v2−v∞.\tau=\frac{t_2-t_1}{\ln\dfrac{v_1-v_\infty}{v_2-v_\infty}}.

Esempio. Con v∞=16 Vv_\infty = 16\ \mathrm V, v1=8 Vv_1 = 8\ \mathrm V a t1=1 nst_1 = 1\ \mathrm{ns} e v2=12 Vv_2 = 12\ \mathrm V a t2=2 nst_2 = 2\ \mathrm{ns}: τ=1 nsln⁡8−1612−16=1 nsln⁡2≈1,44 ns\tau = \frac{1\ \mathrm{ns}}{\ln\frac{8 - 16}{12 - 16}} = \frac{1\ \mathrm{ns}}{\ln 2} \approx 1{,}44\ \mathrm{ns}.

Regime istantaneo - impulsi e riconoscimento del carico dal grafico

Formula (impulso rettangolare come differenza di due gradini). La linea con il carico è un sistema lineareche soddisfa la sovrapposizione degli effetti: la risposta a una somma è la somma delle risposte: la risposta a una somma di segnali è la somma delle risposte. Un impulso rettangolare di ampiezza V+V^+ e durata T∗T^* è

vimp(t)=V+[u(t)−u(t−T∗)],v_{imp}(t)=V^+\left[u(t)-u(t-T^*)\right],

Esempio. Generatore adattatogeneratore con impedenza interna uguale a quella caratteristica della linea con V0=10V_0=10 V (V+=5V^+=5 V), Z0=50 ΩZ_0=50\ \Omega, L=30L=30 m, c=2⋅108c=2\cdot10^8 m/s (T=150T=150 ns), carico RL=150 ΩR_L=150\ \Omega (ΓL=0,5\Gamma_L=0{,}5), impulso lungo T∗=100T^*=100 ns. Al generatore: 55 V fra 00 e 100100 ns e un secondo impulso di 2,52{,}5 V fra 300300 e 400400 ns. Sul carico: 7,57{,}5 V fra 150150 e 250250 ns. Con T∗=500T^*=500 ns invece: da 300300 a 500500 ns si sommano (5+2,5=7,55+2{,}5=7{,}5 V), poi restano 2,52{,}5 V fino a 800800 ns.

Grafico interattivo: Tensione sul carico capacitivo (C pura, normalizzata a 2V⁺) per un impulso lungo (T* = 3τ) e uno breve (T* = 0,5τ), in funzione di t'/τ

Proprietà (riconoscimento del carico dalla forma d'onda).

v0v_0 (subito dopo) v∞v_\infty (finale) carico come si trova RR
00 (Γ0=−1\Gamma_0=-1) 2V+2V^+ C pura non c'è RR
00 tra 00 e 2V+2V^+ RC parallelo v∞=2V+RR+Z0v_\infty=2V^+\frac R{R+Z_0}
2V+2V^+ (Γ0=+1\Gamma_0=+1) 00 L pura non c'è RR
2V+2V^+ tra 00 e 2V+2V^+ RL serie v∞=2V+RR+Z0v_\infty=2V^+\frac R{R+Z_0}
tra 00 e 2V+2V^+ 2V+2V^+ RC serie v0=2V+RR+Z0v_0=2V^+\frac R{R+Z_0}
tra 00 e 2V+2V^+ 00 RL parallelo v0=2V+RR+Z0v_0=2V^+\frac R{R+Z_0}

Esempio. Con V+=8 VV^+ = 8\ \mathrm V, se la tensione sale a 2V+=16 V2V^+ = 16\ \mathrm V e decade a 9,6 V9{,}6\ \mathrm V il carico è un RL serie con R=Z0 v∞2V+−v∞=50⋅9,66,4=75 ΩR = Z_0\,\frac{v_\infty}{2V^+ - v_\infty} = 50 \cdot \frac{9{,}6}{6{,}4} = 75\ \Omega.

3. Fibre ottiche

Legge di Snell, riflessione totale e apertura numerica

Legge di Snell (rifrazione). Un'onda piana che incide su una superficie piana fra due mezzi (indici di rifrazionerapporto fra la velocità della luce nel vuoto e quella nel mezzo n1n_1 e n2n_2) con un angolo θ1\theta_1 rispetto alla normale alla superficie dà origine a un'onda riflessa (con angolo θ1\theta_1) e a un'onda trasmessa con angolo θ2\theta_2 tale che

n1sin⁡θ1=n2sin⁡θ2\boxed{n_1\sin\theta_1=n_2\sin\theta_2}

Esempio. Luce dall'aria (n1=1n_1=1) in vetro (n2=1,5n_2=1{,}5) con θ1=30∘\theta_1=30^\circ: sin⁡θ2=sin⁡30∘1,5=0,333\sin\theta_2=\dfrac{\sin30^\circ}{1{,}5}=0{,}333, quindi θ2=19,5∘\theta_2=19{,}5^\circ.

Definizione (angolo critico e riflessione totale). Se la luce passa da un mezzo più denso a uno meno denso (n1>n2n_1>n_2), sin⁡θ2=n1n2sin⁡θ1>sin⁡θ1\sin\theta_2=\dfrac{n_1}{n_2}\sin\theta_1>\sin\theta_1: l'angolo trasmesso è maggiore di quello incidente e raggiunge 90∘90^\circ (raggio radentetangente alla superficie, con angolo di 90 gradi rispetto alla normale) per l'angolo criticoangolo di incidenza oltre il quale non c'è più raggio trasmesso

θc=arcsin⁡n2n1.\theta_c=\arcsin\frac{n_2}{n_1}.

Per θ1>θc\theta_1>\theta_c non esiste un angolo θ2\theta_2 reale con sin⁡θ2>1\sin\theta_2>1: non c'è raggio trasmesso, tutta la potenza viene riflessa. È la riflessione totale, che può esistere solo passando da un mezzo più denso a uno meno denso. Esempi: vetro-aria (1,5→11{,}5\to1): θc=arcsin⁡11,5=41,8∘\theta_c=\arcsin\frac1{1{,}5}=41{,}8^\circ; acqua-aria: 48,8∘48{,}8^\circ; diamante-aria: 24,4∘24{,}4^\circ (da cui la brillantezza del diamante, che intrappola la luce).

Esempio. Da vetro (n1=1,5n_1 = 1{,}5) ad aria (n2=1n_2 = 1): θc=arcsin⁡(1/1,5)=41,8∘\theta_c = \arcsin(1/1{,}5) = 41{,}8^\circ; un raggio che incide a 50∘50^\circ è riflesso totalmente.

Definizione (apertura numerica e angolo di accettazione). Si definisce apertura numerica (numerical aperture) e angolo di accettazione

NA=nf2−nc2,θa=arcsin⁡NA≈NA (rad)\boxed{NA=\sqrt{n_f^2-n_c^2},\qquad\theta_a=\arcsin NA\approx NA\ (\text{rad})}

Un raggio che entra con θi≤θa\theta_i\le\theta_a è guidato; se entra con angolo maggiore passa nel mantello e si disperde. Se il mezzo esterno non è l'aria: sin⁡θa=nf2−nc2n0\sin\theta_a=\dfrac{\sqrt{n_f^2-n_c^2}}{n_0}.

Esempio 1. n0=1n_0=1, nf=1,469n_f=1{,}469, nc=1,466n_c=1{,}466: NA=1,4692−1,4662=0,008805=0,0938NA=\sqrt{1{,}469^2-1{,}466^2}=\sqrt{0{,}008805}=0{,}0938, θa=arcsin⁡0,0938=5,38∘\theta_a=\arcsin0{,}0938=5{,}38^\circ (0,0940{,}094 rad). (Il valore arrotondato nelle slide del corso è 0,10{,}1 rad, circa 5,7∘5{,}7^\circ.) Nel nucleo l'inclinazione massima è θ2,max=arccos⁡ncnf=3,66∘\theta_{2,max}=\arccos\frac{n_c}{n_f}=3{,}66^\circ, e l'angolo di incidenza sull'interfaccia vale almeno 86,3∘86{,}3^\circ: i raggi sono quasi paralleli all'asse.

Fibre ottiche - dispersione modale, attenuazione e banda

Formula (ritardo differenziale tra il raggio più lento e il più veloce). Poiché tutti i raggi hanno la stessa velocità cfc_f nel nucleo, la differenza di tempo è

τ=lmax−lmincf=l nfc0(nfnc−1)≈lc0(nf−nc)\boxed{\tau=\frac{l_{max}-l_{min}}{c_f}=\frac{l\,n_f}{c_0}\left(\frac{n_f}{n_c}-1\right)\approx\frac{l}{c_0}\left(n_f-n_c\right)}

(l'approssimazione vale perché nf/nc≈1n_f/n_c\approx1 e nf≈ncn_f\approx n_c). Si ricorda con l'analisi dimensionalecontrollo che le unità di misura di una formula siano coerenti: lunghezza/velocità (secondi) per un fattore adimensionale piccolo nf−ncn_f-n_c. Il ritardo è proporzionale a ll e a nf−ncn_f-n_c: raddoppiare la differenza di indici (a parità di lunghezza) raddoppia il ritardo.

Esempio (tema d'esame). In una fibra multimodo con n1=1,5n_1=1{,}5 e n2=1,49n_2=1{,}49 il ritardo vale τ=33,8\tau=33{,}8 ns. Quale ritardo con n2=1,48n_2=1{,}48? n1−n2n_1-n_2 passa da 0,010{,}01 a 0,020{,}02: τ′=2τ=67,6\tau'=2\tau=67{,}6 ns. Se invece (altro tema) n1=1,5n_1=1{,}5, n2=1,48n_2=1{,}48 (Δn=0,02\Delta n=0{,}02) dà τ=33,8\tau=33{,}8 ns e si passa a n2=1,49n_2=1{,}49 (Δn=0,01\Delta n=0{,}01): τ′=τ/2=16,9\tau'=\tau/2=16{,}9 ns. Si può risalire alla lunghezza: l=τc0n1−n2=33,8⋅10−9⋅3⋅1080,01=1014l=\dfrac{\tau c_0}{n_1-n_2}=\dfrac{33{,}8\cdot10^{-9}\cdot3\cdot10^8}{0{,}01}=1014 m (nel secondo caso 507507 m).

Formula (limite sulla velocità di trasmissione dovuto alla dispersione modale). Un impulso che entra "tutto insieme" esce allargato: ogni modo porta una parte della potenza e arriva con un tempo diverso. Per una sequenza di bit, se l'allargamento supera il tempo di bit, la potenza di un bit "invade" i bit adiacenti: l'interferenza intersimbolicasovrapposizione di bit adiacenti dovuta all'allargamento degli impulsi, causa di errori (ISI) provoca errori. Perché non succeda si impone che il periodo di bit TT superi il doppio del ritardo differenziale (T>2τT>2\tau), che dà il limite

fbit=1T<12τ=c0 nc2 l nf (nf−nc).f_{bit}=\frac1T<\frac1{2\tau}=\frac{c_0\,n_c}{2\,l\,n_f\,(n_f-n_c)}.

Esempio. Con l=1 kml = 1\ \mathrm{km}, nf=1,52n_f = 1{,}52 e nc=1,49n_c = 1{,}49: τ≈102 ns\tau \approx 102\ \mathrm{ns} e fbit<1/(2τ)≈4,9 Mbit/sf_{bit} < 1/(2\tau) \approx 4{,}9\ \mathrm{Mbit/s}.

Formula (attenuazione in dB lungo la fibra). La potenza che si propaga in fibra diminuisce con la distanza. Il coefficiente di attenuazioneperdita di potenza lungo la propagazione, in dB per km αdB\alpha_{dB} (dB/km) dà la perdita su una lunghezza LL: AdB=αdBLA_{dB}=\alpha_{dB}L e

Pout=Pin 10−AdB/10=Pin 10−αdBL/10P_{out}=P_{in}\,10^{-A_{dB}/10}=P_{in}\,10^{-\alpha_{dB}L/10}

Esempio. Una fibra di 30 km30\ \mathrm{km} con 0,2 dB/km0{,}2\ \mathrm{dB/km} attenua di 6 dB6\ \mathrm{dB}, cioè di un fattore 100,6≈410^{0{,}6} \approx 4: con Pin=4 mWP_{in} = 4\ \mathrm{mW} escono circa 1 mW1\ \mathrm{mW}.

Grafico interattivo: Contributo dello scattering di Rayleigh all'attenuazione (andamento 1/λ⁴, normalizzato a 0,12 dB/km a 1550 nm): per questo si lavora nell'infrarosso

4. Onde piane in spazio libero

Equazioni di Maxwell, fasori ed equazioni di Helmholtz

Legge di Faraday-Neumann, di Ampère-Maxwell e di Gauss (equazioni di Maxwell).

legge forma locale forma integrale
Faraday ∇×Eˉ=−∂Bˉ∂t\nabla\times\bar{\mathcal E}=-\dfrac{\partial\bar{\mathcal B}}{\partial t} ∮CEˉ⋅dlˉ=−∂∂t∫SBˉ⋅dsˉ\oint_C\bar{\mathcal E}\cdot d\bar l=-\dfrac{\partial}{\partial t}\int_S\bar{\mathcal B}\cdot d\bar s
Ampère-Maxwell ∇×Hˉ=∂Dˉ∂t+jˉ\nabla\times\bar{\mathcal H}=\dfrac{\partial\bar{\mathcal D}}{\partial t}+\bar j ∮CHˉ⋅dlˉ=∂∂t∫SDˉ⋅dsˉ+∫Sjˉ⋅dsˉ\oint_C\bar{\mathcal H}\cdot d\bar l=\dfrac{\partial}{\partial t}\int_S\bar{\mathcal D}\cdot d\bar s+\int_S\bar j\cdot d\bar s
Gauss elettrica ∇⋅Dˉ=ρ\nabla\cdot\bar{\mathcal D}=\rho ∮SDˉ⋅dsˉ=∫Vρ dv\oint_S\bar{\mathcal D}\cdot d\bar s=\int_V\rho\,dv
Gauss magnetica ∇⋅Bˉ=0\nabla\cdot\bar{\mathcal B}=0 ∮SBˉ⋅dsˉ=0\oint_S\bar{\mathcal B}\cdot d\bar s=0

Esempio. Con B=B0sin⁡ωtB = B_0\sin\omega t, B0=1 mTB_0 = 1\ \mathrm{mT}, f=50 Hzf = 50\ \mathrm{Hz} e una spira di area S=10 cm2S = 10\ \mathrm{cm^2}, la tensione indotta ha ampiezza ωB0S=314⋅10−3⋅10−3≈0,31 mV\omega B_0 S = 314 \cdot 10^{-3} \cdot 10^{-3} \approx 0{,}31\ \mathrm{mV}.

Formula (equazioni di Maxwell per i fasori). Le equazioni diventano

∇×Eˉ=−jωμHˉ,∇×Hˉ=jωεEˉ+Jˉ,∇⋅Dˉ=ρ,∇⋅Bˉ=0.\nabla\times\bar E=-j\omega\mu\bar H,\quad\nabla\times\bar H=j\omega\varepsilon\bar E+\bar J,\quad\nabla\cdot\bar D=\rho,\quad\nabla\cdot\bar B=0.

Esempio. Per ω=2π⋅109 rad/s\omega = 2\pi \cdot 10^{9}\ \mathrm{rad/s} e μ=μ0\mu = \mu_0: ωμ=6,28⋅109⋅4π⋅10−7≈7,9⋅103 Ω/m\omega\mu = 6{,}28 \cdot 10^{9} \cdot 4\pi \cdot 10^{-7} \approx 7{,}9 \cdot 10^{3}\ \Omega/\mathrm m.

Definizione (permittività complessa di un mezzo con perdite). Mezzi con perdite. Se il mezzo ha conducibilità σ≠0\sigma\neq0, la densità di corrente di conduzione Jˉ=σEˉ\bar J=\sigma\bar E si somma alla corrente di spostamento e l'equazione diventa ∇×Hˉ=jωεEˉ+σEˉ=jωεcEˉ\nabla\times\bar H=j\omega\varepsilon\bar E+\sigma\bar E=j\omega\varepsilon_c\bar E con la permettività complessacostante dielettrica che include sia la polarizzazione sia le perdite per conduzione

εc=ε′−jε′′−jσω=εre−jεim,εre=ε′, εim=ε′′+σω.\varepsilon_c=\varepsilon'-j\varepsilon''-j\frac\sigma\omega=\varepsilon_{re}-j\varepsilon_{im},\qquad\varepsilon_{re}=\varepsilon',\ \varepsilon_{im}=\varepsilon''+\frac\sigma\omega.

Esempio. Acqua di mare (σ=5 S/m\sigma = 5\ \mathrm{S/m}, εr=80\varepsilon_r = 80) a 1 MHz1\ \mathrm{MHz}: σ/ω=8⋅10−7 S s/m\sigma/\omega = 8 \cdot 10^{-7}\ \mathrm{S\,s/m} contro ε′=7,1⋅10−10 F/m\varepsilon' = 7{,}1 \cdot 10^{-10}\ \mathrm{F/m}, quindi σ≫ωε′\sigma \gg \omega\varepsilon' (rapporto circa 11001100): buon conduttore.

Formula (equazioni di Helmholtz). Per l'identità ∇×∇×Eˉ=∇(∇⋅Eˉ)−∇2Eˉ\nabla\times\nabla\times\bar E=\nabla(\nabla\cdot\bar E)-\nabla^2\bar E e poiché ∇⋅Eˉ=0\nabla\cdot\bar E=0 (assenza di cariche in un mezzo omogeneocon proprietà uguali in ogni punto) si ottiene

∇2Eˉ+k2Eˉ=0,∇2Hˉ+k2Hˉ=0,k=ωμε  (rad/m)\boxed{\nabla^2\bar E+k^2\bar E=0,\qquad\nabla^2\bar H+k^2\bar H=0,\qquad k=\omega\sqrt{\mu\varepsilon}\ \ (\text{rad/m})}

(kk è la costante di propagazione o di fase, o numero d'onda; la condizione necessaria per l'equazione di Helmholtz del campo elettrico è proprio ∇⋅Eˉ=0\nabla\cdot\bar E=0.) Ognuna delle tre componenti cartesiane soddisfa un'equazione scalare ∇2Ex+k2Ex=0\nabla^2E_x+k^2E_x=0 e analoghe. Eˉ\bar E e Hˉ\bar H non sono indipendenti: oltre a Helmholtz devono soddisfare le equazioni di Maxwell, che li legano. La lunghezza d'onda è λ=2πk\lambda=\dfrac{2\pi}{k}.

Esempio. A 600 MHz600\ \mathrm{MHz} nel vuoto: k=ωμ0ε0=4π m−1k = \omega\sqrt{\mu_0\varepsilon_0} = 4\pi\ \mathrm{m^{-1}} e λ=2π/k=0,5 m\lambda = 2\pi/k = 0{,}5\ \mathrm m.

Onde piane uniformi - campi, impedenza intrinseca e velocità

Formula (onda piana: soluzione dell'equazione di Helmholtz). L'equazione di Helmholtz per la componente ExE_x si riduce a una sola derivata ordinaria:

d2Exdz2+k2Ex=0 ⇒ Ex(z)=Ex+e−jkz+Ex−e+jkz,\frac{d^2E_x}{dz^2}+k^2E_x=0\ \Rightarrow\ E_x(z)=E_x^+e^{-jkz}+E_x^-e^{+jkz},

Esempio. A 2,4 GHz2{,}4\ \mathrm{GHz} nel vuoto: k=2πf/c0≈50,3 rad/mk = 2\pi f/c_0 \approx 50{,}3\ \mathrm{rad/m} e λ=12,5 cm\lambda = 12{,}5\ \mathrm{cm}; dopo λ/4=3,1 cm\lambda/4 = 3{,}1\ \mathrm{cm} la fase dell'onda progressiva è ruotata di −π/2-\pi/2.

Definizione (impedenza intrinseca del mezzo). con Hy+=Ex+ηH_y^+=\dfrac{E_x^+}{\eta} e Hy−=−Ex−ηH_y^-=-\dfrac{E_x^-}{\eta}, dove

η=ωμk=με\boxed{\eta=\frac{\omega\mu}{k}=\sqrt{\frac\mu\varepsilon}}

è l'impedenza intrinseca (o impedenza d'onda) del mezzo, in ohm (rapporto fra campo elettrico e campo magneticocampo che insieme a quello elettrico forma l'onda, misurato in ampere al metro dell'onda che si propaga in un verso). Nel vuoto η0=μ0ε0≈120π Ω≈377 Ω\eta_0=\sqrt{\dfrac{\mu_0}{\varepsilon_0}}\approx120\pi\ \Omega\approx377\ \Omega. È l'analogo dell'impedenza caratteristica Z0Z_0 della linea: stesso ruolo, stessa struttura (il segno meno dell'onda regressiva, il coefficiente di riflessione, e così via).

Esempio. Nel vuoto η0=μ0/ε0≈377 Ω\eta_0 = \sqrt{\mu_0/\varepsilon_0} \approx 377\ \Omega: con ∣E∣=1 V/m|E| = 1\ \mathrm{V/m} si ha ∣H∣=1/377≈2,65 mA/m|H| = 1/377 \approx 2{,}65\ \mathrm{mA/m}.

Formula (relazione vettoriale fra campo elettrico e magnetico di un'onda piana). Onda con due componenti (la figura descritta nel tempo da Eˉ\bar E è la polarizzazione, Polarizzazione delle onde pianela polarizzazione di un'onda piana uniforme è la figura descritta nel tempo, in un punto fissato, dalla punta del vettore $\bar e$ nel piano ortogonale alla propagazione. Con $\bar E=\left(a_x\hat x+a_ye^{j\varphi}\hat y\right)e^{-jkz}$ (onda verso $+z$, $\varphi=\varphi_y-\varphi_x$) si ha $\bar e=\hat xa_x\cos(\omega t-kz)+\hat ya_y\cos(\omega t-kz+\varphi)$. Rettilinea: $\varphi=0$ o $\pi$ (inclinazione costante); circolare: $a_x=a_y$ e $\varphi=\pm\frac\pi2$; ellittica: tutti gli altri casi ($a_x\ne a_y$ e $\varphi\ne0,\pi$, oppure $a_x=a_y$ con $\varphi\neq\pm\frac\pi2$). Il verso si trova con la regola della mano: pollice nel verso di propagazione, le dita indicano il verso di rotazione di $\bar e$ nel tempo; se è la mano destra → destrorsa, sinistra → sinistrorsa. Per $\bar E\propto\hat x+a\hat ye^{j\varphi}$ con $a>0$: $0<\varphi<\pi$ → sinistrorsa; $-\pi<\varphi<0$ → destrorsa; $\varphi=+\frac\pi2$ circolare sinistrorsa $(\hat x+j\hat y)$, $\varphi=-\frac\pi2$ circolare destrorsa $(\hat x-j\hat y)$. Con il rapporto di polarizzazioneparametro complesso che distingue polarizzazione rettilinea, destrorsa e sinistrorsa $p=j\frac{A_y}{A_x}$: $\Re{p}=0$ rettilinea, $\Re{p}>0$ destrorsa, $\Re{p}<0$ sinistrorsa. Un campo rettilineo è la somma di due circolari opposti di ugual ampiezza.Polarizzazione delle onde piane →). Per Eˉ=(x^Ex++y^Ey+)e−jkz\bar E=\left(\hat xE_x^++\hat yE_y^+\right)e^{-jkz} si ha Hx=−EyηH_x=-\dfrac{E_y}{\eta} e Hy=ExηH_y=\dfrac{E_x}{\eta}, cioè in forma vettoriale

Hˉ=k^×Eˉη,Eˉ=η Hˉ×k^\boxed{\bar H=\frac{\hat k\times\bar E}{\eta},\qquad\bar E=\eta\,\bar H\times\hat k}

con k^\hat k il versore di propagazionevettore di modulo uno che indica il verso in cui l'onda avanza. Si ricorda così: Eˉ×Hˉ\bar E\times\bar H punta nel verso di propagazione k^\hat k. I tre vettori Eˉ\bar E, Hˉ\bar H, k^\hat k sono a due a due ortogonali (onda TEMonda in cui campo elettrico e magnetico sono entrambi trasversali alla propagazione, trasversale elettro-magnetica), e dato che η\eta è reale, Eˉ\bar E e Hˉ\bar H sono in fase nel tempo.

Esempio. Con Eˉ=2 x^ V/m\bar E = 2\,\hat x\ \mathrm{V/m} che si propaga lungo +z+z nel vuoto: Hˉ=(z^×Eˉ)/η0=y^ 2/377≈y^ 5,3 mA/m\bar H = (\hat z \times \bar E)/\eta_0 = \hat y\,2/377 \approx \hat y\,5{,}3\ \mathrm{mA/m}.

Formula (velocità di fase, indice di rifrazione e lunghezza d'onda). Nel dominio del tempo il campo elettrico è ex(z,t)=∣Ex+∣cos⁡(ωt−kz+φ+)+∣Ex−∣cos⁡(ωt+kz+φ−)e_x(z,t)=|E_x^+|\cos(\omega t-kz+\varphi^+)+|E_x^-|\cos(\omega t+kz+\varphi^-): il primo termine è un'onda che viaggia verso +z+z, il secondo verso −z-z. Un punto a fase costante (ωt−kz=\omega t-kz= cost.) si sposta con la velocità di fasevelocità con cui si sposta un punto a fase costante dell'onda

vf=ωk=1με.v_f=\frac{\omega}{k}=\frac1{\sqrt{\mu\varepsilon}}.

Nel vuoto vf=1μ0ε0=c0=2,998⋅108v_f=\dfrac1{\sqrt{\mu_0\varepsilon_0}}=c_0=2{,}998\cdot10^8 m/s ≈3⋅108\approx3\cdot10^8 m/s, la velocità della luce. In un dielettrico non magnetico e non conduttore μ=μ0\mu=\mu_0, ε=εrε0\varepsilon=\varepsilon_r\varepsilon_0:

vf=c0n,n=εr (indice di rifrazione),η=η0n,λ=2πk=vff=c0nf=λ0n.v_f=\frac{c_0}{n},\quad n=\sqrt{\varepsilon_r}\ (\text{indice di rifrazione}),\quad\eta=\frac{\eta_0}{n},\quad\lambda=\frac{2\pi}{k}=\frac{v_f}{f}=\frac{c_0}{nf}=\frac{\lambda_0}n.

Esempio. In un dielettrico con εr=2,25\varepsilon_r = 2{,}25 (n=1,5n = 1{,}5) a 600 MHz600\ \mathrm{MHz}: vf=2⋅108 m/sv_f = 2 \cdot 10^{8}\ \mathrm{m/s}, λ=0,5/1,5≈0,333 m\lambda = 0{,}5/1{,}5 \approx 0{,}333\ \mathrm m e η=377/1,5≈251 Ω\eta = 377/1{,}5 \approx 251\ \Omega.

Grafico interattivo: Onda piana verso +z in due istanti: il campo elettrico e_x(z,t) (e ηh_y, che coincide) all'istante 0 e dopo 1/8 di periodo; l'onda si è spostata di λ/8 verso destra (x = z/λ)

Vettore di Poynting e potenza dell'onda piana

Formula (valor medio del quadrato di un campo sinusoidale). Se il campo elettrico (per semplicità scalare) è e(t)=∣E∣cos⁡(ωt+φ)e(t)=|E|\cos(\omega t+\varphi), il suo quadrato medio su un periodo è

⟨e2⟩=1T∫0T∣E∣2cos⁡2(ωt+φ) dt=∣E∣22,\langle e^2\rangle=\frac1T\int_0^T|E|^2\cos^2(\omega t+\varphi)\,dt=\frac{|E|^2}{2},

perché il valor medio di cos⁡2\cos^2 è 12\frac12. Per l'onda piana con due componenti si estende ai vettori:

⟨eˉ⋅eˉ⟩=12(∣Ex∣2+∣Ey∣2+∣Ez∣2)=12Eˉ⋅Eˉ∗=∣Eˉ∣22,\langle\bar e\cdot\bar e\rangle=\frac12\left(|E_x|^2+|E_y|^2+|E_z|^2\right)=\frac12\bar E\cdot\bar E^*=\frac{|\bar E|^2}{2},

Esempio. Con ∣E∣=10 V/m|E| = 10\ \mathrm{V/m} si ha ⟨e2⟩=100/2=50 V2/m2\langle e^2 \rangle = 100/2 = 50\ \mathrm{V^2/m^2}; per Eˉ=(3x^+y^)e−jkz\bar E = (3\hat x + \hat y)e^{-jkz} è ∣Eˉ∣2=9+1=10 V2/m2|\bar E|^2 = 9 + 1 = 10\ \mathrm{V^2/m^2}.

Formula (densità di potenza di un'onda piana). Per l'onda piana uniforme verso +z+z in un mezzo senza perdite: Eˉ=x^E0e−jkz\bar E=\hat xE_0e^{-jkz} e Hˉ=y^E0ηe−jkz\bar H=\hat y\dfrac{E_0}{\eta}e^{-jkz} (Onde piane uniformi - campi, impedenza intrinseca e velocitàlontano dalla sorgente il fronte d'onda sferico è approssimabile con un piano: onda piana uniformeonda con campo di uguale ampiezza e fase in tutti i punti di ogni piano perpendicolare alla propagazione, con $\bar E$ e $\bar H$ uniformi in ampiezza e fase su ogni piano $z=$ costante ($\partial_x=\partial_y=0$). Dall'equazione di Helmholtz $\frac{d^2E_x}{dz^2}+k^2E_x=0$ segue $E_x(z)=E_x^+e^{-jkz}+E_x^-e^{+jkz}$ (onda che va verso $+z$ e verso $-z$) e dalle equazioni di Maxwell $E_z=H_z=0$ (campi trasversaliperpendicolari alla direzione di propagazione) e $H_y=\frac{E_x}{\eta}$ (per l'onda verso $+z$), con impedenza intrinsecarapporto fra campo elettrico e campo magnetico di un'onda piana in un mezzo, misurato in ohm $\eta=\frac{\omega\mu}{k}=\sqrt{\frac\mu\varepsilon}$; nel vuoto $\eta_0=\sqrt{\frac{\mu_0}{\varepsilon_0}}=120\pi\approx377\ \Omega$. In forma vettoriale $\bar H=\frac{\hat k\times\bar E}{\eta}$, equivalente a $\bar E=\eta,\bar H\times\hat k$; $\bar E$, $\bar H$ e $\hat k$ sono a due a due ortogonali e $\bar E$ e $\bar H$ sono in faseche raggiungono massimi e zeri nello stesso istante nel tempo. Velocità di fase $v_f=\frac{\omega}{k}=\frac1{\sqrt{\mu\varepsilon}}$: nel vuoto $c_0\approx3\cdot10^8$ m/s, in un dielettrico non magnetico $v_f=\frac{c_0}{n}$ con $n=\sqrt{\varepsilon_r}$; $\lambda=\frac{2\pi}{k}=\frac{v_f}{f}=\frac{\lambda_0}n$; $\eta=\frac{\eta_0}{n}$.Onde piane uniformi - campi, impedenza intrinseca e velocità →). Il vettore di Poynting è

Sˉ=12Eˉ×Hˉ∗=12∣E0∣2η x^×y^=∣E0∣22ηz^=η∣H0∣22z^.\bar S=\frac12\bar E\times\bar H^*=\frac12\frac{|E_0|^2}{\eta}\,\hat x\times\hat y=\frac{|E_0|^2}{2\eta}\hat z=\frac{\eta|H_0|^2}{2}\hat z.

È reale e diretto lungo z^\hat z: l'onda piana trasporta soltanto potenza attivapotenza media effettivamente trasportata o dissipata, nella direzione di propagazione. Quindi

S=∣E0∣22η=η ∣H0∣22(W/m2)\boxed{S=\frac{|E_0|^2}{2\eta}=\frac{\eta\,|H_0|^2}{2}\quad(\text{W/m}^2)}

Esempio. Nel vuoto con ∣E0∣=1 V/m|E_0| = 1\ \mathrm{V/m}: S=12⋅377≈1,33 mW/m2S = \frac{1}{2 \cdot 377} \approx 1{,}33\ \mathrm{mW/m^2}.

Grafico interattivo: Densità di potenza istantanea di un'onda piana, p(t) = (E₀²/η)·cos²(ωt − kz), normalizzata a E₀²/η: oscilla fra 0 e 1 con valor medio 1/2, il valore di Poynting (x = t/T)

Polarizzazione delle onde piane

Definizione (campo elettrico di un'onda piana e differenza di fase). Per un'onda piana uniforme che si propaga verso +z+z (Onde piane uniformi - campi, impedenza intrinseca e velocitàlontano dalla sorgente il fronte d'onda sferico è approssimabile con un piano: onda piana uniformeonda con campo di uguale ampiezza e fase in tutti i punti di ogni piano perpendicolare alla propagazione, con $\bar E$ e $\bar H$ uniformi in ampiezza e fase su ogni piano $z=$ costante ($\partial_x=\partial_y=0$). Dall'equazione di Helmholtz $\frac{d^2E_x}{dz^2}+k^2E_x=0$ segue $E_x(z)=E_x^+e^{-jkz}+E_x^-e^{+jkz}$ (onda che va verso $+z$ e verso $-z$) e dalle equazioni di Maxwell $E_z=H_z=0$ (campi trasversaliperpendicolari alla direzione di propagazione) e $H_y=\frac{E_x}{\eta}$ (per l'onda verso $+z$), con impedenza intrinsecarapporto fra campo elettrico e campo magnetico di un'onda piana in un mezzo, misurato in ohm $\eta=\frac{\omega\mu}{k}=\sqrt{\frac\mu\varepsilon}$; nel vuoto $\eta_0=\sqrt{\frac{\mu_0}{\varepsilon_0}}=120\pi\approx377\ \Omega$. In forma vettoriale $\bar H=\frac{\hat k\times\bar E}{\eta}$, equivalente a $\bar E=\eta,\bar H\times\hat k$; $\bar E$, $\bar H$ e $\hat k$ sono a due a due ortogonali e $\bar E$ e $\bar H$ sono in faseche raggiungono massimi e zeri nello stesso istante nel tempo. Velocità di fase $v_f=\frac{\omega}{k}=\frac1{\sqrt{\mu\varepsilon}}$: nel vuoto $c_0\approx3\cdot10^8$ m/s, in un dielettrico non magnetico $v_f=\frac{c_0}{n}$ con $n=\sqrt{\varepsilon_r}$; $\lambda=\frac{2\pi}{k}=\frac{v_f}{f}=\frac{\lambda_0}n$; $\eta=\frac{\eta_0}{n}$.Onde piane uniformi - campi, impedenza intrinseca e velocità →) il fasore del campo elettrico è

Eˉ=x^Ex+y^Ey=(x^Ex0+y^Ey0)e−jkz,Ex0=axejφx, Ey0=ayejφy,\bar E=\hat xE_x+\hat yE_y=\left(\hat xE_{x0}+\hat yE_{y0}\right)e^{-jkz},\qquad E_{x0}=a_xe^{j\varphi_x},\ E_{y0}=a_ye^{j\varphi_y},

con ax,ay>0a_x,a_y>0 reali. Il luogo descritto da eˉ\bar e dipende solo dalla differenza di fase φ=φy−φx\varphi=\varphi_y-\varphi_x: si può quindi porre φx=0\varphi_x=0 e scrivere

Eˉ=(axx^+ayejφy^)e−jkz,eˉ(z,t)=x^axcos⁡(ωt−kz)+y^aycos⁡(ωt−kz+φ).\bar E=\left(a_x\hat x+a_ye^{j\varphi}\hat y\right)e^{-jkz},\qquad\bar e(z,t)=\hat xa_x\cos(\omega t-kz)+\hat ya_y\cos(\omega t-kz+\varphi).

Esempio. Con ax=3 V/ma_x = 3\ \mathrm{V/m}, ay=2 V/ma_y = 2\ \mathrm{V/m} e φ=π/2\varphi = \pi/2: a z=0z = 0 è eˉ(t)=3cos⁡ωt x^−2sin⁡ωt y^\bar e(t) = 3\cos\omega t\,\hat x - 2\sin\omega t\,\hat y.

Definizione (polarizzazione rettilinea). Polarizzazione rettilinea (φ=0\varphi=0: componenti in fase; φ=π\varphi=\pi: in opposizione di fase). L'inclinazione è costante (tan⁡ψ=±ayax\tan\psi=\pm\frac{a_y}{a_x}) e il vettore oscilla lungo una retta: eˉ=(x^ax±y^ay)cos⁡ωt\bar e=\left(\hat xa_x\pm\hat ya_y\right)\cos\omega t a z=0z=0. Casi particolari: polarizzazione in xx o in yy.

Esempio. Con Eˉ=(4x^−3y^)e−jkz\bar E = (4\hat x - 3\hat y)e^{-jkz} (φ=π\varphi = \pi) il vettore oscilla su un segmento di ampiezza 5 V/m5\ \mathrm{V/m} inclinato di ψ=arctan⁡(−3/4)=−36,9∘\psi = \arctan(-3/4) = -36{,}9^\circ.

Definizione (polarizzazione circolare). Polarizzazione circolare (ax=ay=aa_x=a_y=a, φ=±π2\varphi=\pm\frac\pi2). Per φ=+π2\varphi=+\frac\pi2:

eˉ=x^acos⁡(ωt−kz)+y^acos⁡(ωt−kz+π2)=x^acos⁡(ωt−kz)−y^asin⁡(ωt−kz).\bar e=\hat xa\cos(\omega t-kz)+\hat ya\cos\left(\omega t-kz+\tfrac\pi2\right)=\hat xa\cos(\omega t-kz)-\hat ya\sin(\omega t-kz).

Il modulo è costante, ∣eˉ∣=a|\bar e|=a, e l'inclinazione è ψ=−(ωt−kz)\psi=-(\omega t-kz): a z=0z=0 ψ=−ωt\psi=-\omega t, cala nel tempo: il vettore descrive una circonferenza in senso orario (guardando l'onda che arriva), a velocità angolare ω\omega. Con il pollice nel verso di propagazione le dita della mano sinistra seguono la rotazione: circolare sinistrorsa, Eˉ=a(x^+jy^)e−jkz\bar E=a(\hat x+j\hat y)e^{-jkz}. Per φ=−π2\varphi=-\frac\pi2: eˉ=x^acos⁡(ωt−kz)+y^asin⁡(ωt−kz)\bar e=\hat xa\cos(\omega t-kz)+\hat ya\sin(\omega t-kz), ψ=ωt−kz\psi=\omega t-kz, il vettore ruota in senso antiorario: circolare destrorsa, Eˉ=a(x^−jy^)e−jkz\bar E=a(\hat x-j\hat y)e^{-jkz}.

Esempio. Con a=2 V/ma = 2\ \mathrm{V/m} e φ=+π/2\varphi = +\pi/2: ∣eˉ∣=2 V/m|\bar e| = 2\ \mathrm{V/m} costante e, a z=0z = 0, il vettore passa da (2,0)(2, 0) in ωt=0\omega t = 0 a (0,−2)(0, -2) in ωt=π/2\omega t = \pi/2: rotazione oraria, cioè circolare sinistrorsa.

Grafico interattivo

Definizione (rapporto di polarizzazione). Si definisce il rapporto di polarizzazione lineare p=jAyAx=ayaxej(φ+π/2)p=j\dfrac{A_y}{A_x}=\dfrac{a_y}{a_x}e^{j(\varphi+\pi/2)} (rapporto fra le componenti AyA_y e AxA_x del fasore). Allora:

  • polarizzazione rettilinea: ℜ{p}=0\Re\{p\}=0 (perché φ=0,π\varphi=0,\pi);
  • circolare sinistrorsa: p=−1p=-1 (ax=aya_x=a_y, φ=π2\varphi=\frac\pi2); circolare destrorsa: p=+1p=+1 (φ=−π2\varphi=-\frac\pi2);
  • in generale ℜ{p}<0\Re\{p\}<0: ellittica sinistrorsa, ℜ{p}>0\Re\{p\}>0: ellittica destrorsa.

Esempio. Per Eˉ=a(x^+jy^)e−jkz\bar E = a(\hat x + j\hat y)e^{-jkz}: Ay/Ax=jA_y/A_x = j, quindi p=j⋅j=−1p = j \cdot j = -1 (circolare sinistrorsa).

Onde piane nei mezzi con perdite e nei buoni conduttori

Definizione (costante di propagazione complessa). Con corrente di conduzione Jˉ=σEˉ\bar J=\sigma\bar E la seconda equazione di Maxwell è ∇×Hˉ=jωεEˉ+σEˉ=jωεcEˉ\nabla\times\bar H=j\omega\varepsilon\bar E+\sigma\bar E=j\omega\varepsilon_c\bar E, con εc=ε′−jε′′−jσω\varepsilon_c=\varepsilon'-j\varepsilon''-j\dfrac\sigma\omega (Equazioni di Maxwell, fasori ed equazioni di Helmholtzle equazioni di Maxwell nel tempo sono $\nabla\times\bar{\mathcal E}=-\frac{\partial\bar{\mathcal B}}{\partial t}$, $\nabla\times\bar{\mathcal H}=\frac{\partial\bar{\mathcal D}}{\partial t}+\bar j$, $\nabla\cdot\bar{\mathcal D}=\rho$, $\nabla\cdot\bar{\mathcal B}=0$, con $\bar{\mathcal B}=\mu\bar{\mathcal H}$, $\bar{\mathcal D}=\varepsilon\bar{\mathcal E}$ ($\mu_0=4\pi\cdot10^{-7}$ H/m, $\varepsilon_0\approx8{,}854\cdot10^{-12}$ F/m). Nel regime sinusoidale il campo è il fasorenumero complesso o vettore complesso che rappresenta ampiezza e fase di una grandezza sinusoidale $\bar E(\bar r)$ con $\bar e(\bar r,t)=\Re{\bar E(\bar r)e^{j\omega t}}$ e le derivate nel tempo diventano moltiplicazioni per $j\omega$: $\nabla\times\bar E=-j\omega\mu\bar H$, $\nabla\times\bar H=j\omega\varepsilon\bar E+\bar J$. Con conducibilità $\sigma$ la permettività diventa complessa $\varepsilon_c=\varepsilon'-j\left(\varepsilon''+\frac\sigma\omega\right)$. In un mezzo omogeneo, isotropo, con $\sigma=0$, senza cariche e sorgenti, si ottengono le equazioni di Helmholtz $\nabla^2\bar E+k^2\bar E=0$, $\nabla^2\bar H+k^2\bar H=0$ con $k=\omega\sqrt{\mu\varepsilon}$ (rad/m); $\bar E$ e $\bar H$ restano legati dalle equazioni di Maxwell. Per le linee: $\frac{d^2V}{dz^2}+\beta^2V=0$ ($k\leftrightarrow\beta$).Equazioni di Maxwell, fasori ed equazioni di Helmholtz →). L'equazione di Helmholtz diventa ∇2Eˉ−γ2Eˉ=0\nabla^2\bar E-\gamma^2\bar E=0 con

γ=α+jβ,γ2=−ω2μεc.\gamma=\alpha+j\beta,\qquad\gamma^2=-\omega^2\mu\varepsilon_c.

Esempio. In acqua di mare a 1 kHz1\ \mathrm{kHz} si ha α=β=0,126\alpha = \beta = 0{,}126, cioè γ=0,126 (1+j) m−1\gamma = 0{,}126\,(1 + j)\ \mathrm m^{-1}.

Definizione (costante di attenuazione e spessore di penetrazione). Il fasore dell'onda verso +z+z è E0e−γz=E0 e−αze−jβzE_0e^{-\gamma z}=E_0\,e^{-\alpha z}e^{-j\beta z} e nel dominio del tempo e(z,t)=∣E0∣e−αzcos⁡(ωt−βz+φ0)e(z,t)=|E_0|e^{-\alpha z}\cos(\omega t-\beta z+\varphi_0): un'onda che viaggia con velocità di fase vf=ωβv_f=\dfrac\omega\beta, lunghezza d'onda λ=2πβ\lambda=\dfrac{2\pi}\beta e ampiezza che decresce esponenzialmente. La parte reale α\alpha (Np/m) è la costante di attenuazioneparte reale della costante di propagazione, misurata in neper al metro, la parte immaginaria β\beta (rad/m) la costante di fase. Lo spessore di penetrazione (skin depthnome inglese dello spessore di penetrazione) è

δs=1α (m):\delta_s=\frac1\alpha\ (\text{m}):

Esempio. Con α=4443 Np/m\alpha = 4443\ \mathrm{Np/m}: δs=1/α≈225 μm\delta_s = 1/\alpha \approx 225\ \mu\mathrm m; a z=δsz = \delta_s il campo vale il 37%37\% di quello in z=0z = 0.

Formula (buon conduttore: costante di attenuazione e spessore di penetrazione). Buon conduttore, σ≫ωε′\sigma\gg\omega\varepsilon': εc≈−jσω\varepsilon_c\approx-j\dfrac\sigma\omega e γ2=jωμσ\gamma^2=j\omega\mu\sigma, cioè γ=jωμσ=(1+j)ωμσ2\gamma=\sqrt{j\omega\mu\sigma}=(1+j)\sqrt{\dfrac{\omega\mu\sigma}2} (perché j=1+j2\sqrt j=\frac{1+j}{\sqrt2}). Quindi

α=β=ωμσ2=πfμσ,δs=1πfμσ\boxed{\alpha=\beta=\sqrt{\frac{\omega\mu\sigma}2}=\sqrt{\pi f\mu\sigma},\qquad\delta_s=\frac1{\sqrt{\pi f\mu\sigma}}}

Esempio. Rame (σ=5,8⋅107 S/m\sigma = 5{,}8 \cdot 10^{7}\ \mathrm{S/m}) a 1 GHz1\ \mathrm{GHz}: α=β=π⋅109⋅4π⋅10−7⋅5,8⋅107≈4,8⋅105 Np/m\alpha = \beta = \sqrt{\pi \cdot 10^{9} \cdot 4\pi \cdot 10^{-7} \cdot 5{,}8 \cdot 10^{7}} \approx 4{,}8 \cdot 10^{5}\ \mathrm{Np/m} e δs≈2,09 μm\delta_s \approx 2{,}09\ \mu\mathrm m.

Definizione (impedenza di parete e resistenza superficiale). L'impedenza del mezzo conduttore (impedenza di pareteimpedenza intrinseca complessa di un buon conduttore) è ηc=μεc≈jωμσ=(1+j)ωμ2σ=1+jσδs\eta_c=\sqrt{\dfrac\mu{\varepsilon_c}}\approx\sqrt{\dfrac{j\omega\mu}\sigma}=(1+j)\sqrt{\dfrac{\omega\mu}{2\sigma}}=\dfrac{1+j}{\sigma\delta_s}, e si definisce la resistenza superficialeparte reale dell'impedenza di parete, che misura le perdite di una parete conduttrice

Rs=1σδs=πfμσ,ηc=Rs(1+j)=2Rs ejπ/4.R_s=\frac1{\sigma\delta_s}=\sqrt{\frac{\pi f\mu}{\sigma}},\qquad\eta_c=R_s(1+j)=\sqrt2R_s\,e^{j\pi/4}.

Esempio. Rame a 1 GHz1\ \mathrm{GHz}: Rs=1σδs=15,8⋅107⋅2,09⋅10−6≈8,3 mΩR_s = \frac{1}{\sigma\delta_s} = \frac{1}{5{,}8 \cdot 10^{7} \cdot 2{,}09 \cdot 10^{-6}} \approx 8{,}3\ \mathrm{m\Omega}.

Grafico interattivo: Spessore di penetrazione δs del rame (σ = 5,8·10⁷ S/m) in funzione della frequenza (asse logaritmico), in micrometri

Decibel e neper - attenuazioni e guadagni

Definizione (attenuazione e guadagno in decibel). Se un mezzo (una linea, una fibra, uno spazio) porta la potenza da P1P_1 (ingresso) a P2P_2 (uscita), l'attenuazione in decibelunità logaritmica per rapporti di potenza, dieci volte il logaritmo decimale del rapporto è

AdB=−10log⁡10P2P1=10log⁡10P1P2(A>0 se P2<P1).A_{dB}=-10\log_{10}\frac{P_2}{P_1}=10\log_{10}\frac{P_1}{P_2}\quad(A>0\text{ se }P_2<P_1).

Per un amplificatoredispositivo che aumenta la potenza di un segnale (P2>P1P_2>P_1) si parla di guadagno

GdB=10log⁡10P2P1.G_{dB}=10\log_{10}\frac{P_2}{P_1}.

Esempio. Una linea con 10 W10\ \mathrm W in ingresso e 0,1 W0{,}1\ \mathrm W in uscita ha AdB=10log⁡10(10/0,1)=20 dBA_{dB} = 10\log_{10}(10/0{,}1) = 20\ \mathrm{dB}; un amplificatore con P2/P1=100P_2/P_1 = 100 ha GdB=20 dBG_{dB} = 20\ \mathrm{dB}.

Grafico interattivo: Guadagno in decibel in funzione del rapporto di potenze, G_dB = 10·log₁₀(P₂/P₁): ogni raddoppio vale circa +3 dB, ogni fattore 10 vale +10 dB

Formula (attenuazione in neper e in decibel). Il campo di un'onda che si propaga in un mezzo con perdite cala come e−αze^{-\alpha z} (Onde piane nei mezzi con perdite e nei buoni conduttoriin un mezzo con perdite si sostituisce $\varepsilon$ con la permettività complessa $\varepsilon_c=\varepsilon_{re}-j\varepsilon_{im}$ ($\varepsilon_{im}=\varepsilon''+\frac\sigma\omega$) e $k$ con la costante di propagazione complessa $\gamma=\alpha+j\beta$, $\gamma^2=-\omega^2\mu\varepsilon_c$: il campo diventa $E_0e^{-\alpha z}e^{-j\beta z}$, nel tempo $e^{-\alpha z}\cos(\omega t-\beta z)$, onda che si attenua con $\alpha$ (Np/m) e viaggia con $v_f=\frac\omega\beta$, $\lambda=\frac{2\pi}\beta$; lo spessore di penetrazionedistanza alla quale il modulo del campo si riduce a circa il 37% del valore in superficie è $\delta_s=\frac1\alpha$ (il modulo scende a $1/e$). Buon conduttore ($\sigma\gg\omega\varepsilon'$): $\alpha=\beta=\sqrt{\pi f\mu\sigma}$, $\delta_s=\frac1{\sqrt{\pi f\mu\sigma}}$, impedenza del conduttore $\eta_c=(1+j)\frac1{\sigma\delta_s}=R_s(1+j)$ con $R_s=\frac1{\sigma\delta_s}=\sqrt{\frac{\pi f\mu}{\sigma}}$ (resistenza superficiale): $\bar E$ e $\bar H$ sfasati di $45^\circ$, $\bar H=\frac{\hat k\times\bar E}{\eta_c}$. Buon isolante ($\sigma\ll\omega\varepsilon'$): $\alpha\approx\frac\sigma2\sqrt{\frac\mu{\varepsilon'}}$, $\beta\approx\omega\sqrt{\mu\varepsilon'}$. Il modulo del campo cala come $e^{-z/\delta_s}$, la potenza come $e^{-2z/\delta_s}$: il campo diventa $1/10$ a $z=\delta_s\ln10$, la potenza si dimezza a $z=\frac{\delta_s\ln2}{2}$.Onde piane nei mezzi con perdite e nei buoni conduttori →), la potenza come e−2αze^{-2\alpha z}. Su una lunghezza LL:

AdB=−10log⁡10P1e−2αLP1=10⋅2αLlog⁡10e=8,686 αL=8,686 ANp,A_{dB}=-10\log_{10}\frac{P_1e^{-2\alpha L}}{P_1}=10\cdot2\alpha L\log_{10}e=8{,}686\,\alpha L=8{,}686\,A_{Np},

dove ANp=αLA_{Np}=\alpha L è l'attenuazione in neper (11 Np =8,686=8{,}686 dB; 11 dB =0,115=0{,}115 Np). Il neperunità di attenuazione di campo, logaritmo naturale del rapporto fra ampiezze misura l'attenuazione del campo (logaritmo naturale del rapporto di ampiezze), il decibel quella della potenza (logaritmo in base 10). Esempi:

Esempio. Con α=0,0075 Np/m\alpha = 0{,}0075\ \mathrm{Np/m} su L=100 mL = 100\ \mathrm m: ANp=0,75A_{Np} = 0{,}75 e AdB=8,686⋅0,75≈6,5 dBA_{dB} = 8{,}686 \cdot 0{,}75 \approx 6{,}5\ \mathrm{dB}.

Definizione (dBW e dBm). Per esprimere una potenza assoluta si sceglie un riferimento:

  • dBW: PdBW=10log⁡10P1 WP_{dBW}=10\log_{10}\dfrac{P}{1\text{ W}} (1 W =0=0 dBWdecibel riferiti a 1 watt, 100 W =20=20 dBW, 1 mW =−30=-30 dBW);
  • dBm: PdBm=10log⁡10P1 mWP_{dBm}=10\log_{10}\dfrac{P}{1\text{ mW}} (1 mW =0=0 dBmdecibel riferiti a 1 milliwatt, uguali ai dBW più 30, 1 W =30=30 dBm, PdBm=PdBW+30P_{dBm}=P_{dBW}+30).

Esempio. P=100 WP = 100\ \mathrm W vale 10log⁡10100=20 dBW10\log_{10}100 = 20\ \mathrm{dBW}, cioè 50 dBm50\ \mathrm{dBm}.

Formula (bilancio di collegamento in decibel). La formula di Friisrelazione che dà la potenza ricevuta fra due antenne in funzione di guadagni, distanza e lunghezza d'onda Prec=PtGTGR(λ4πR)2P_{rec}=P_tG_TG_R\left(\dfrac\lambda{4\pi R}\right)^2 (Area efficace, antenne a parabola e formula di Friisl'area efficace di un'antenna ricevente è $A_e=\frac{P_{rec}}{S_i}$ (potenza ricevuta nelle condizioni di massimo diviso la densità di potenza incidente $S_i=\frac{|E_i|^2}{2\eta}$), quindi $P_{rec}=A_eS_{MAX}=A_e\frac{GP_t}{4\pi R^2}$. Per il teorema di reciprocitàscambiando generatore e carico in un sistema lineare la corrente letta resta la stessa $\frac{A_e}{G}$ è una costante indipendente dall'antenna: $A_e=\frac{G\lambda^2}{4\pi}$. Ne segue la formula di Friis $P_{rec}=P_tG_TG_R\left(\frac{\lambda}{4\pi R}\right)^2$ (puntamento ottimale, adattamento in potenza e in polarizzazione, spazio libero), con attenuazione di spazio liberofattore quadrato di quattro pi R diviso lambda che riflette la diluizione della potenza su una sfera $A_{sl}=\left(\frac{4\pi R}\lambda\right)^2$; in dB $P_{rec}=P_t+G_T+G_R-A_{sl}$. Antenne filiformi: $G$ quasi indipendente da $\lambda$ ($A_e\propto\lambda^2$); antenne ad aperturaantenne come le parabole, il cui comportamento dipende dall'area della bocca (parabole): $A_e=\xi_G\frac{\pi d^2}{4}$ indipendente da $\lambda$ e $G=\xi_G\left(\frac{\pi d}\lambda\right)^2\propto\frac{1}{\lambda^2}$. Quindi con due filiformi $P_{rec}\propto\lambda^2$, con due parabole $P_{rec}\propto\lambda^{-2}$, con una filiforme e una parabola $P_{rec}$ non dipende da $\lambda$; per le parabole $P_{rec}\propto d_T^2d_R^2$.Area efficace, antenne a parabola e formula di Friis →) è un prodotto: in decibel diventa una somma

Prec,dB=Pt,dB+GT,dB+GR,dB−Asl,dB,Asl=(4πRλ)2.P_{rec,dB}=P_{t,dB}+G_{T,dB}+G_{R,dB}-A_{sl,dB},\qquad A_{sl}=\left(\frac{4\pi R}\lambda\right)^2.

Esempio. Pt=100P_t=100 W (2020 dBW), GT=40G_T=40 dB, GR=30G_R=30 dB, R=10R=10 km, f=10f=10 GHz (λ=3\lambda=3 cm): Asl=(4π⋅1040,03)2=1,755⋅1013→132,4A_{sl}=\left(\dfrac{4\pi\cdot10^4}{0{,}03}\right)^2=1{,}755\cdot10^{13}\to132{,}4 dB, quindi Prec=20+40+30−132,4=−42,4P_{rec}=20+40+30-132{,}4=-42{,}4 dBW, cioè 5757 μ\muW. Un altro esempio: l'area efficacearea equivalente con cui un'antenna ricevente cattura la potenza dell'onda Ae=0,002A_e=0{,}002 m2^2 a 1212 GHz (λ=2,5\lambda=2{,}5 cm) dà G=4πAeλ2=40,2→16,0G=\dfrac{4\pi A_e}{\lambda^2}=40{,}2\to16{,}0 dB.

Riflessione e rifrazione tra due dielettrici

Proprietà (condizioni di continuità dei campi all'interfaccia). Fra due mezzi (1 e 2, con ε1,μ1,σ1\varepsilon_1,\mu_1,\sigma_1 e ε2,μ2,σ2\varepsilon_2,\mu_2,\sigma_2), indicando con n^\hat n la normale alla superficie, le equazioni di Maxwell impongono

n^⋅(Dˉ1−Dˉ2)=ρS,n^⋅(Bˉ1−Bˉ2)=0,n^×(Eˉ1−Eˉ2)=0,n^×(Hˉ1−Hˉ2)=JˉS,\hat n\cdot(\bar D_1-\bar D_2)=\rho_S,\quad\hat n\cdot(\bar B_1-\bar B_2)=0,\quad\hat n\times(\bar E_1-\bar E_2)=0,\quad\hat n\times(\bar H_1-\bar H_2)=\bar J_S,

Esempio. Su un'interfaccia aria-vetro (εr2=2,25\varepsilon_{r2} = 2{,}25) la componente normale di Dˉ\bar D è la stessa nei due mezzi: il campo elettrico normale nel vetro è 2,252{,}25 volte minore di quello nell'aria.

Formula (coefficienti di riflessione e di trasmissione fra due dielettrici). Risolvendo (si sostituisce E0tE_0^t nella seconda: E0i−E0rη1=E0i+E0rη2\frac{E_0^i-E_0^r}{\eta_1}=\frac{E_0^i+E_0^r}{\eta_2}, cioè E0i(η2−η1)=E0r(η2+η1)E_0^i(\eta_2-\eta_1)=E_0^r(\eta_2+\eta_1)):

Γ=E0rE0i=η2−η1η2+η1,τ=E0tE0i=2η2η2+η1=1+Γ\boxed{\Gamma=\frac{E_0^r}{E_0^i}=\frac{\eta_2-\eta_1}{\eta_2+\eta_1},\qquad\tau=\frac{E_0^t}{E_0^i}=\frac{2\eta_2}{\eta_2+\eta_1}=1+\Gamma}

Per dielettrici non magnetici (μ1=μ2=μ0\mu_1=\mu_2=\mu_0): ηi=η0εri=η0ni\eta_i=\dfrac{\eta_0}{\sqrt{\varepsilon_{ri}}}=\dfrac{\eta_0}{n_i} e quindi

Γ=n1−n2n1+n2=εr1−εr2εr1+εr2.\Gamma=\frac{n_1-n_2}{n_1+n_2}=\frac{\sqrt{\varepsilon_{r1}}-\sqrt{\varepsilon_{r2}}}{\sqrt{\varepsilon_{r1}}+\sqrt{\varepsilon_{r2}}}.

Esempio: aria-vetro. n1=1n_1=1, n2=1,5n_2=1{,}5 (εr=2,25\varepsilon_r=2{,}25): Γ=1−1,51+1,5=−0,2\Gamma=\dfrac{1-1{,}5}{1+1{,}5}=-0{,}2. La frazione di potenza riflessa è ∣Γ∣2=0,04|\Gamma|^2=0{,}04: il 4%4\% (la riflessioneritorno di parte dell'onda nel primo mezzo quando incontra la superficie di separazione di una lastra di vetro).

Proprietà (massimi e minimi del campo nel primo mezzo).

  • massimi di ∣E∣|E| (e minimi di ∣H∣|H|) per φΓ+2k1zMAX=2Nπ\varphi_\Gamma+2k_1z_{MAX}=2N\pi con zMAX≤0z_{MAX}\le0: ∣Eˉ1∣MAX=E0i(1+∣Γ∣)|\bar E_1|_{MAX}=E_0^i(1+|\Gamma|) e ∣Hˉ1∣min=E0iη1(1−∣Γ∣)|\bar H_1|_{min}=\dfrac{E_0^i}{\eta_1}(1-|\Gamma|);
  • minimi di ∣E∣|E| (e massimi di ∣H∣|H|) per φΓ+2k1zmin=(2N+1)π\varphi_\Gamma+2k_1z_{min}=(2N+1)\pi: ∣Eˉ1∣min=E0i(1−∣Γ∣)|\bar E_1|_{min}=E_0^i(1-|\Gamma|) e ∣Hˉ1∣MAX=E0iη1(1+∣Γ∣)|\bar H_1|_{MAX}=\dfrac{E_0^i}{\eta_1}(1+|\Gamma|).

Esempio. Con Γ=1/7>0\Gamma = 1/7 > 0 ed E0i=7 V/mE_0^i = 7\ \mathrm{V/m}: ∣E∣MAX=7⋅8/7=8 V/m|E|_{MAX} = 7 \cdot 8/7 = 8\ \mathrm{V/m} in z=0z = 0 e ∣E∣min=7⋅6/7=6 V/m|E|_{min} = 7 \cdot 6/7 = 6\ \mathrm{V/m} a z=−λ1/4z = -\lambda_1/4.

Grafico interattivo: Modulo del campo elettrico nel mezzo 1, |E|/E₀ⁱ, in funzione della distanza dall'interfaccia (x = |z|/λ₁): Γ = +1/7 (massimo in z = 0) e Γ = −1/7 (minimo in z = 0)

Formula (bilancio di potenza all'interfaccia fra due dielettrici). La densità di potenza attiva incidente è Si=∣E0i∣22η1S_i=\dfrac{|E_0^i|^2}{2\eta_1}, la riflessa Sr=∣Γ∣2SiS_r=|\Gamma|^2S_i e la trasmessaparte dell'onda che passa nel secondo mezzo St=∣E0t∣22η2S_t=\dfrac{|E_0^t|^2}{2\eta_2}. Nel mezzo 1 il flusso netto è la differenza Si−Sr=Si(1−∣Γ∣2)S_i-S_r=S_i(1-|\Gamma|^2), costante in zz, e per la continuità delle componenti tangenti coincide con StS_t: la potenza si conserva:

St=Si(1−∣Γ∣2).S_t=S_i\left(1-|\Gamma|^2\right).

Esempio. Aria-vetro: Γ=−0,2\Gamma = -0{,}2, quindi la potenza riflessa è il 4%4\% di quella incidente e quella trasmessa il 96%96\%.

Riflessione su un buon conduttore e su un conduttore perfetto

Formula (coefficiente di riflessione su un buon conduttore). Con le condizioni di continuità in z=0z=0 si trova lo stesso risultato della formula dei dielettrici con η2→ηc2\eta_2\to\eta_{c2} (Riflessione e rifrazione tra due dielettriciall'interfaccia fra due dielettrici ideali sono continue le componenti tangenti di $\bar E$ e $\bar H$ (e le normali di $\bar D$ e $\bar B$). Per incidenza normalecaso in cui l'onda arriva perpendicolarmente alla superficie di separazione da $1$ a $2$ le ampiezze all'interfaccia ($z=0$) sono legate da $E_0^i+E_0^r=E_0^t$ e $\frac{E_0^i-E_0^r}{\eta_1}=\frac{E_0^t}{\eta_2}$, quindi $\Gamma=\frac{E_0^r}{E_0^i}=\frac{\eta_2-\eta_1}{\eta_2+\eta_1}=\frac{n_1-n_2}{n_1+n_2}=\frac{\sqrt{\varepsilon_{r1}}-\sqrt{\varepsilon_{r2}}}{\sqrt{\varepsilon_{r1}}+\sqrt{\varepsilon_{r2}}}$ e $\tau=\frac{E_0^t}{E_0^i}=\frac{2\eta_2}{\eta_1+\eta_2}=1+\Gamma$ (identici a quelli delle linee, con $\eta\leftrightarrow Z_0$). Nel mezzo $1$ si ha un'onda parzialmente stazionaria: $|\bar E_1|=E_0^i\left|1+\Gamma e^{2jk_1z}\right|$, massimi $E_0^i(1+|\Gamma|)$ dove $\varphi_\Gamma+2k_1z_{MAX}=2N\pi$ (minimi del campo magnetico), minimi $E_0^i(1-|\Gamma|)$ dove $\varphi_\Gamma+2k_1z_{min}=(2N+1)\pi$, con $z\le0$ e $\lambda_1=\frac{c_0}{n_1f}$. Se $\Gamma>0$ ($n_1>n_2$) in $z=0$ c'è un massimo di $|E|$; se $\Gamma<0$ un minimo (primo massimo in $-\lambda_1/4$). Potenze: $S_i=\frac{|E_0^i|^2}{2\eta_1}$, $S_r=|\Gamma|^2S_i$, $S_t=\frac{|E_0^t|^2}{2\eta_2}=(1-|\Gamma|^2)S_i$.Riflessione e rifrazione tra due dielettrici →):

Γ=E0rE0i=ηc2−η1ηc2+η1=Rs2(1+j)−η1Rs2(1+j)+η1\boxed{\Gamma=\frac{E_0^r}{E_0^i}=\frac{\eta_{c2}-\eta_1}{\eta_{c2}+\eta_1}=\frac{R_{s2}(1+j)-\eta_1}{R_{s2}(1+j)+\eta_1}}

Esempio 1: aria-metallo a 1010 GHz. σ=107\sigma=10^7 S/m: Rs=π⋅1010⋅4π⋅10−7107=0,0628 ΩR_s=\sqrt{\dfrac{\pi\cdot10^{10}\cdot4\pi\cdot10^{-7}}{10^7}}=0{,}0628\ \Omega. Γ=0,0628(1+j)−3770,0628(1+j)+377=−0,99967+j0,00033\Gamma=\dfrac{0{,}0628(1+j)-377}{0{,}0628(1+j)+377}=-0{,}99967+j0{,}00033, ∣Γ∣2=0,99933|\Gamma|^2=0{,}99933: il 99,93% della potenza viene riflesso (si assorbe solo lo 0,07%0{,}07\%). Per il rame (5,8⋅1075{,}8\cdot10^7 S/m) a 1010 GHz: Rs=0,0261 ΩR_s=0{,}0261\ \Omega e viene assorbito lo 0,028%0{,}028\%. A frequenze più basse RsR_s diminuisce ancora e la riflessione è ancora più completa.

Proprietà (riflessione su un conduttore perfetto). Nel limite σ2→∞\sigma_2\to\infty si ha δs=0\delta_s=0: il campo non penetra (Eˉt=0\bar E^t=0) e Rs=0R_s=0, quindi

Γ=−1,E0r=−E0i,E0t=0.\Gamma=-1,\qquad E_0^r=-E_0^i,\qquad E_0^t=0.

La componente tangente del campo elettrico è nulla sul conduttore (E0i+E0r=0E_0^i+E_0^r=0), quella del campo magnetico è doppia: E0iη1−E0rη1=2E0iη1\dfrac{E_0^i}{\eta_1}-\dfrac{E_0^r}{\eta_1}=\dfrac{2E_0^i}{\eta_1} ed è uguale (in modulo) alla densità di corrente superficiale JˉS=n^×Hˉ\bar J_S=\hat n\times\bar H che si crea sulla superficie del conduttore: ∣JS∣=2E0iη1|J_S|=\dfrac{2E_0^i}{\eta_1} (A/m). È la corrente che serve per generare il campo riflesso che annulla quello incidente. È la stessa situazione di una linea chiusa in corto circuito.

Esempio. Con E0i=1 V/mE_0^i = 1\ \mathrm{V/m} nel vuoto: E0r=−1 V/mE_0^r = -1\ \mathrm{V/m}, E0t=0E_0^t = 0 e ∣JS∣=2⋅1/377≈5,3 mA/m|J_S| = 2 \cdot 1/377 \approx 5{,}3\ \mathrm{mA/m}.

Formula (onda stazionaria davanti a un conduttore perfetto). Campo nel mezzo 1. Con Eˉr=−x^E0ie+jk1z\bar E^r=-\hat xE_0^ie^{+jk_1z}:

Eˉ1(z)=x^E0i(e−jk1z−e+jk1z)=−2jx^E0isin⁡k1z,Hˉ1(z)=y^E0iη1(e−jk1z+e+jk1z)=2y^E0iη1cos⁡k1z.\bar E_1(z)=\hat xE_0^i\left(e^{-jk_1z}-e^{+jk_1z}\right)=-2j\hat xE_0^i\sin k_1z,\qquad\bar H_1(z)=\hat y\frac{E_0^i}{\eta_1}\left(e^{-jk_1z}+e^{+jk_1z}\right)=2\hat y\frac{E_0^i}{\eta_1}\cos k_1z.

Nel dominio del tempo, con E0i=∣E0∣ejϕ0E_0^i=|E_0|e^{j\phi_0}:

eˉ1(z,t)=2∣E0∣sin⁡k1z sin⁡(ωt+ϕ0) x^,hˉ1(z,t)=2∣E0∣η1cos⁡k1z cos⁡(ωt+ϕ0) y^.\bar e_1(z,t)=2|E_0|\sin k_1z\,\sin(\omega t+\phi_0)\,\hat x,\qquad\bar h_1(z,t)=\frac{2|E_0|}{\eta_1}\cos k_1z\,\cos(\omega t+\phi_0)\,\hat y.

Esempio. Onda piana nel vuoto con E0i=1E_0^i=1 V/m e f=1f=1 GHz (λ=30\lambda=30 cm) su un conduttore perfettoconduttore ideale con conducibilità infinita, in cui il campo è nullo: nodi di EE a 00, −15-15, −30-30 cm, ...; ventri di EE (valore 22 V/m) a −7,5-7{,}5 cm, −22,5-22{,}5 cm, ...; densità di corrente superficialecorrente per unità di larghezza che scorre sulla superficie di un conduttore ∣JS∣=2⋅1377=5,3|J_S|=\dfrac{2\cdot1}{377}=5{,}3 mA/m.

Grafico interattivo: Conduttore perfetto: nel mezzo 1 il modulo di E (normalizzato a E₀ⁱ) e di ηH sono 2|sin(2πx)| e 2|cos(2πx)| in funzione di x = |z|/λ₁: nodo di E sull'interfaccia, ventri a λ/4

5. Antenne e collegamenti radio

Dipolo elementare - campo irradiato e campo lontano

Formula (campo lontano del dipolo elementare). Campo lontano (R≫λR\gg\lambda, cioè kR≫1kR\gg1): sopravvivono solo i termini in 1R\frac1R:

Eθ≃jηkIΔz4πsin⁡θ e−jkRR,ER≃0,Hφ≃Eθη=jkIΔz4πsin⁡θ e−jkRR\boxed{E_\theta\simeq\frac{j\eta kI\Delta z}{4\pi}\sin\theta\,\frac{e^{-jkR}}R,\qquad E_R\simeq0,\qquad H_\varphi\simeq\frac{E_\theta}{\eta}=\frac{jkI\Delta z}{4\pi}\sin\theta\,\frac{e^{-jkR}}R}

Esempio (condizione di campo lontano). A f=1f=1 GHz λ=30\lambda=30 cm: già a R=50R=50 m si ha R/λ=167≫1R/\lambda=167\gg1, campo lontanoregione a distanze molto maggiori della lunghezza d'onda dove l'onda è localmente piana e il campo cala come uno su R pienamente giustificato.

Formula (potenza irradiata dal dipolo elementare). La potenza complessa attraverso una sfera di raggio RR si calcola integrando il flusso di Sˉ\bar S: Prad+jQrad=∮Sˉ⋅R^ dA=12∫02π ⁣dφ∫0πEθHφ∗R2sin⁡θ dθP_{rad}+jQ_{rad}=\oint\bar S\cdot\hat R\,dA=\frac12\int_0^{2\pi}\!d\varphi\int_0^\pi E_\theta H_\varphi^*R^2\sin\theta\,d\theta. Con le espressioni complete e ∫0πsin⁡3θ dθ=43\int_0^\pi\sin^3\theta\,d\theta=\frac43:

Prad+jQrad=π3η∣I∣2(Δzλ)2[1−j(kR)3].P_{rad}+jQ_{rad}=\frac{\pi}{3}\eta|I|^2\left(\frac{\Delta z}\lambda\right)^2\left[1-\frac{j}{(kR)^3}\right].

La parte attiva

Prad=π3 η ∣I∣2(Δzλ)2\boxed{P_{rad}=\frac\pi3\,\eta\,|I|^2\left(\frac{\Delta z}\lambda\right)^2}

Esempio. Dipolo con Δz=1\Delta z=1 mm, ∣I∣=100|I|=100 mA, f=1f=1 GHz (λ=0,3\lambda=0{,}3 m, Δz/λ=1300\Delta z/\lambda=\frac1{300}): Prad=π3⋅376,7⋅0,01⋅(1300)2=4,4⋅10−5P_{rad}=\dfrac\pi3\cdot376{,}7\cdot0{,}01\cdot\left(\dfrac1{300}\right)^2=4{,}4\cdot10^{-5} W =43,8 μ=43{,}8\ \muW. A R=100R=100 m il campo massimo è ∣Eθ∣=ηkIΔz4πR=376,7⋅20,94⋅0,1⋅10−34π⋅100=0,63|E_\theta|=\dfrac{\eta kI\Delta z}{4\pi R}=\dfrac{376{,}7\cdot20{,}94\cdot0{,}1\cdot10^{-3}}{4\pi\cdot100}=0{,}63 mV/m. La corrispondente resistenza di radiazioneresistenza fittizia in cui la corrente dissiperebbe la potenza irradiata (resistenza fittizia RradR_{rad} tale che Prad=12Rrad∣I∣2P_{rad}=\frac12R_{rad}|I|^2) è 2π3η(Δzλ)2=0,0088 Ω\dfrac{2\pi}3\eta\left(\dfrac{\Delta z}{\lambda}\right)^2=0{,}0088\ \Omega: molto piccola perché Δz/λ≪1\Delta z/\lambda\ll1 (Parametri d'antenna - diagramma, direttività, guadagno e resistenza di radiazionel'intensità di radiazione normalizzata $F(\theta,\varphi)=\frac{S(R,\theta,\varphi)}{S_{MAX}}$ (a $R$ fissata) dà il diagramma di radiazionegrafico dell'intensità di radiazione normalizzata in funzione degli angoli (lobo principale, lobi secondari; in dB $F_{dB}=10\log_{10}F$); per il dipolo elementare $F=\sin^2\theta$. La direttività è $D=\frac{F_{MAX}}{F_{av}}=\frac{4\pi}{\iint_{4\pi}F,d\Omega}=\frac{4\pi R^2S_{MAX}}{P_{rad}}\ge1$ ($D=1$ antenna isotropa; dipolo elementare $D=1{,}5=1{,}76$ dB). Il guadagno è $G=\frac{4\pi R^2S_{MAX}}{P_t}$ con $P_t$ potenza di alimentazione e il rendimento $\xi=\frac{P_{rad}}{P_t}$, per cui $G=\xi D$. Nel circuito equivalente $P_{rad}=\frac12R_{rad}|I|^2$, $P_t=\frac12(R_{rad}+R_{diss})|I|^2$, $\xi=\frac{R_{rad}}{R_{rad}+R_{diss}}$. Dal guadagno: $S_{MAX}=\frac{GP_t}{4\pi R^2}$ e $|E_{MAX}|=\frac1R\sqrt{\frac{\eta GP_t}{2\pi}}=\frac{\sqrt{60,G,P_t}}{R}$ (nel vuoto). Dipolo elementare/corto: $D=1{,}5$; dipolo a mezz'onda: $D\simeq1{,}64$, $R_{rad}=72\ \Omega$.Parametri d'antenna - diagramma, direttività, guadagno e resistenza di radiazione →).

Formula (rapporto fra i campi in due punti in campo lontano). In campo lontano ∣Eˉ∣=Ksin⁡θR|\bar E|=\dfrac{K\sin\theta}R con KK costante: per due punti Q1Q_1 e Q2Q_2

∣Eˉ(Q2)∣∣Eˉ(Q1)∣=R1R2⋅sin⁡θ2sin⁡θ1,\frac{|\bar E(Q_2)|}{|\bar E(Q_1)|}=\frac{R_1}{R_2}\cdot\frac{\sin\theta_2}{\sin\theta_1},

Esempio 1 (tema d'esame). Dipolo elementare lungo x^\hat x, f=1f=1 GHz, ∣Eˉ(Q1)∣=0,8|\bar E(Q_1)|=0{,}8 V/m in Q1=(0,50,0)Q_1=(0,50,0) m. Quanto vale il campo in Q2=(0,100,100)Q_2=(0,100,100) m? Entrambi i punti hanno x=0x=0: stanno nel piano yzyz, perpendicolare all'asse del dipoloretta lungo cui scorre la corrente del dipolo, rispetto alla quale si misura theta: sin⁡θ=1\sin\theta=1 in entrambi. R1=50R_1=50 m, R2=1002+1002=141,4R_2=\sqrt{100^2+100^2}=141{,}4 m: ∣Eˉ(Q2)∣=0,8⋅50141,4=0,283|\bar E(Q_2)|=0{,}8\cdot\dfrac{50}{141{,}4}=0{,}283 V/m. (Con R≫λ=0,3R\gg\lambda=0{,}3 m il campo lontano vale.)

Grafico interattivo: Campo lontano di un dipolo elementare nel piano perpendicolare all'asse (θ = 90°): |E| = K/R; con 0,8 V/m a 50 m si ha 0,283 V/m a 141,4 m

Parametri d'antenna - diagramma, direttività, guadagno e resistenza di radiazione

Definizione (intensità di radiazione normalizzata). Si fissa una distanza RR grande e si considera la densità di potenza S(R,θ,φ)S(R,\theta,\varphi) nelle diverse direzioni. L'intensità di radiazione normalizzata è

F(θ,φ)=S(R,θ,φ)SMAX(0≤F≤1, indipendente da R).F(\theta,\varphi)=\frac{S(R,\theta,\varphi)}{S_{MAX}}\qquad(0\le F\le1,\ \text{indipendente da }R).

Esempio. Per il dipolo elementare F=sin⁡2θF = \sin^2\theta: a θ=45∘\theta = 45^\circ si ha F=0,5F = 0{,}5 (−3 dB-3\ \mathrm{dB}), a θ=0\theta = 0 si ha F=0F = 0.

Grafico interattivo

Definizione (direttività). La direttività DD è il rapporto fra il massimo dell'intensità di radiazione normalizzatadensità di potenza a distanza fissata divisa per il suo valore massimo (FMAX=1F_{MAX}=1 per definizione) e il suo valor medio sulla sfera:

D=FMAXFav=4π∬4πF(θ,φ) dΩ ≥1.D=\frac{F_{MAX}}{F_{av}}=\frac{4\pi}{\iint_{4\pi}F(\theta,\varphi)\,d\Omega}\ \ge1.

Esempio. Per il dipolo elementare (F=sin⁡2θF = \sin^2\theta): ∬F dΩ=8π/3\iint F\,d\Omega = 8\pi/3 e D=4π/(8π/3)=1,5D = 4\pi/(8\pi/3) = 1{,}5, cioè 1,76 dB1{,}76\ \mathrm{dB}.

Formula equivalente. Poiché S=SMAXFS=S_{MAX}F e la potenza irradiata è Prad=∬S R2dΩ=SMAXR2∬F dΩP_{rad}=\iint S\,R^2d\Omega=S_{MAX}R^2\iint F\,d\Omega, risulta

D=4πR2 SMAXPrad=SMAXPrad/(4πR2)\boxed{D=\frac{4\pi R^2\,S_{MAX}}{P_{rad}}=\frac{S_{MAX}}{P_{rad}/(4\pi R^2)}}

cioè DD è il rapporto fra la densità di potenza massima e quella che avrebbe un'antenna isotropaantenna ideale che irradia la stessa intensità in tutte le direzioni, con direttività 1 con la stessa potenza irradiata (Prad4πR2\frac{P_{rad}}{4\pi R^2}).

Esempio. Con Prad=100 WP_{rad} = 100\ \mathrm W, R=100 mR = 100\ \mathrm m e SMAX=2,4 mW/m2S_{MAX} = 2{,}4\ \mathrm{mW/m^2}: D=4π⋅104⋅2,4⋅10−3100≈3D = \frac{4\pi \cdot 10^{4} \cdot 2{,}4 \cdot 10^{-3}}{100} \approx 3.

Definizione (rendimento e legame fra guadagno e direttività). Non tutta la potenza fornita viene irradiata: una parte si dissipa nei conduttori. Il rendimento è ξ=PradPt≤1\xi=\dfrac{P_{rad}}{P_t}\le1, e quindi

G=ξD\boxed{G=\xi D}

Esempio. Con D=10 dBD = 10\ \mathrm{dB} (1010) e ξ=0,8\xi = 0{,}8: G=ξD=8G = \xi D = 8, cioè 9 dB9\ \mathrm{dB}.

Formula (campo nella direzione di massima irradiazione). Noti GG e PtP_t: SMAX=G Pt4πR2S_{MAX}=\dfrac{G\,P_t}{4\pi R^2} e, poiché SMAX=∣EMAX∣22ηS_{MAX}=\dfrac{|E_{MAX}|^2}{2\eta} (Vettore di Poynting e potenza dell'onda pianail valor medio nel tempo del quadrato di una grandezza sinusoidale di fasore $E$ è $\langle e^2\rangle=\frac{|E|^2}2$ (per un vettore $\frac12\bar E\cdot\bar E^$). Il vettore di Poynting complesso è $\bar S=\frac12\bar E\times\bar H^$ (W/m²): la sua parte reale $\Re{\bar S}$ è la densità di potenza attiva media, con la direzione in cui l'onda trasporta potenza. Il bilancio di potenza dice che la potenza erogata dalle sorgenti uguaglia il flusso uscente più la potenza dissipata nei conduttori ($\frac12\int\sigma|\bar E|^2dv$) e nei dielettrici e materiali magnetici con perdite, più i termini reattivi. Per un'onda piana uniforme in un mezzo senza perdite $\bar S=\frac{|E_0|^2}{2\eta}\hat k=\frac{\eta|H_0|^2}{2}\hat k$ (reale: l'onda trasporta solo potenza attiva); nel vuoto $S=\frac{|E_0|^2}{2\cdot120\pi}$, quindi $1$ V/m corrisponde a $1{,}33$ mW/m². Con un'onda incidente e una riflessa il flusso netto è $\frac{|E_0^i|^2}{2\eta_1}(1-|\Gamma|^2)$.Vettore di Poynting e potenza dell'onda piana →), il campo nella direzione di massimo è

∣EMAX(R)∣=2ηSMAX=1Rη G Pt2π=60 G PtR(nel vuoto, η=120π).|E_{MAX}(R)|=\sqrt{2\eta S_{MAX}}=\frac1R\sqrt{\frac{\eta\,G\,P_t}{2\pi}}=\frac{\sqrt{60\,G\,P_t}}{R}\quad(\text{nel vuoto, }\eta=120\pi).

Esempio. Un'antenna con G=3G=3 dB (≈2\approx2) alimentata con Pt=10P_t=10 W: a R=10R=10 m ∣EMAX∣=60⋅2⋅1010=120010=3,46|E_{MAX}|=\dfrac{\sqrt{60\cdot2\cdot10}}{10}=\dfrac{\sqrt{1200}}{10}=3{,}46 V/m. Al contrario, se a R=100R=100 m si misura ∣EMAX∣=0,3|E_{MAX}|=0{,}3 V/m con Pt=5P_t=5 W, G=(∣E∣R)260Pt=30260⋅5=3G=\dfrac{(|E|R)^2}{60P_t}=\dfrac{30^2}{60\cdot5}=3. Se un'antenna con G=6G=6 dB (3,983{,}98) produce 0,10{,}1 V/m a 100100 m: Pt=(0,1⋅100)260⋅3,98=0,419P_t=\dfrac{(0{,}1\cdot100)^2}{60\cdot3{,}98}=0{,}419 W (con G≈4G\approx4: 0,4170{,}417 W).

Definizione (resistenza di radiazione e rendimento). Nello schema equivalente di un'antenna in trasmissione (vista ai morsetti) si hanno una resistenza di radiazione RradR_{rad}, una resistenza di dissipazioneresistenza che rappresenta le perdite nei conduttori e nel dielettrico dell'antenna RdissR_{diss} (perdite nei conduttori e nel dielettrico) e una reattanza jXjX (potenza reattiva immagazzinata nel campo vicino), tutte percorse dalla corrente II:

Prad=12Rrad∣I∣2,Pt=12(Rrad+Rdiss)∣I∣2,ξ=RradRrad+Rdiss.P_{rad}=\frac12R_{rad}|I|^2,\qquad P_t=\frac12\left(R_{rad}+R_{diss}\right)|I|^2,\qquad\xi=\frac{R_{rad}}{R_{rad}+R_{diss}}.

Esempio. Con Rrad=72 ΩR_{rad} = 72\ \Omega e Rdiss=1,77 ΩR_{diss} = 1{,}77\ \Omega: ξ=72/(72+1,77)=0,976\xi = 72/(72 + 1{,}77) = 0{,}976.

Antenne filiformi - dipolo corto e dipolo a mezz'onda

Formula (campo lontano di un'antenna filiforme: integrale di radiazione). e il campo totale è l'integrale lungo il filo. In campo lontano s≈Rs\approx R nel denominatore (non cambia l'ampiezza) e θs≈θ\theta_s\approx\theta, mentre nella fase serve un'approssimazione più fine perché varia su scala λ\lambda: s≈R−zcos⁡θs\approx R-z\cos\theta. Quindi

Eθ=jkη4πsin⁡θ e−jkRR∫−l/2l/2I(z) ejkzcos⁡θ dz.E_\theta=\frac{jk\eta}{4\pi}\sin\theta\,\frac{e^{-jkR}}R\int_{-l/2}^{l/2}I(z)\,e^{jkz\cos\theta}\,dz.

Esempio. Con corrente costante II su un filo di lunghezza Δz≪λ\Delta z \ll \lambda l'integrale vale I ΔzI\,\Delta z e si ritrova il dipolo elementare; con corrente triangolare di picco I0I_0 vale I0 l/2I_0\,l/2.

Formula (distribuzione di corrente su un'antenna filiforme). Passando alla coordinata zz dell'antenna (x=∣z∣−l2x=|z|-\frac l2 per qualsiasi zz, con z=0z=0 al centro dove c'è il generatore):

I(z)=−I0sin⁡β(∣z∣−l/2)sin⁡(βl/2)\boxed{I(z)=-I_0\frac{\sin\beta\left(|z|-l/2\right)}{\sin(\beta l/2)}}

valida per un'antenna di lunghezza qualsiasi. β=2πλ\beta=\frac{2\pi}\lambda.

Esempio. Per l=λ/2l = \lambda/2 si ha I(z)=I0cos⁡βzI(z) = I_0\cos\beta z: massima (I0I_0) al centro e nulla agli estremi z=±λ/4z = \pm\lambda/4.

Definizione (dipolo corto: corrente triangolare). È la realizzazione fisica del dipolo elementare: il generatore sta al centro (nel gappiccola interruzione al centro del dipolo dove viene collegato il generatore) e la corrente decade a zero agli estremi. Per βl≪1\beta l\ll1, sin⁡βx≈βx\sin\beta x\approx\beta x e la distribuzione diventa lineare, triangolare:

I(z)≈I0(1−2∣z∣l).I(z)\approx I_0\left(1-\frac{2|z|}l\right).

Esempio. Con l=2 cml = 2\ \mathrm{cm} e I0=100 mAI_0 = 100\ \mathrm{mA}: la corrente scende da 100 mA100\ \mathrm{mA} al centro a 50 mA50\ \mathrm{mA} in z=l/4=5 mmz = l/4 = 5\ \mathrm{mm} e a 00 agli estremi.

Formula (potenza irradiata e resistenza di radiazione del dipolo corto). Il diagramma è F=sin⁡2θF=\sin^2\theta e la direttività D=1,5D=1{,}5 (come il dipolo elementare). La potenza irradiata e la resistenza di radiazione si ottengono dalle formule del dipolo elementare con Δz→l2\Delta z\to\frac l2:

Prad=π3η∣I0∣2(l2λ)2,Rrad=2π3η(l2λ)2=20π2(lλ)2 Ω.P_{rad}=\frac\pi3\eta|I_0|^2\left(\frac l{2\lambda}\right)^2,\qquad R_{rad}=\frac{2\pi}{3}\eta\left(\frac l{2\lambda}\right)^2=20\pi^2\left(\frac l\lambda\right)^2\ \Omega.

Esempio 1 (CB a 27 MHz). l=70l=70 cm, f=27f=27 MHz (λ=11,11\lambda=11{,}11 m), I0=100I_0=100 mA, rendimento ξ=0,06\xi=0{,}06. l2λ=0,0315\frac l{2\lambda}=0{,}0315: Prad=π3⋅376,7⋅0,01⋅(0,0315)2=3,9P_{rad}=\frac\pi3\cdot376{,}7\cdot0{,}01\cdot(0{,}0315)^2=3{,}9 mW; Pt=Pradξ=65P_t=\dfrac{P_{rad}}\xi=65 mW; Rrad=2π3⋅376,7⋅(0,0315)2=0,78 ΩR_{rad}=\frac{2\pi}3\cdot376{,}7\cdot(0{,}0315)^2=0{,}78\ \Omega e Rdiss=Rrad1−ξξ=12,2 ΩR_{diss}=R_{rad}\dfrac{1-\xi}\xi=12{,}2\ \Omega. Un'antenna corta irradia male per due motivi: il piccolo rapporto l/λl/\lambda e il rendimento di solito basso (la resistenza di radiazione è molto più piccola di quella dissipata).

Proprietà (dipolo a mezz'onda: corrente cosinusoidale, direttività e resistenza di radiazione). Con βl/2=π/2\beta l/2=\pi/2: I(z)=−I0sin⁡(β∣z∣−π2)=I0cos⁡βzI(z)=-I_0\sin\left(\beta|z|-\frac\pi2\right)=I_0\cos\beta z, distribuzione cosinusoidale (massima al centro). L'integrale di radiazione non è banale e se ne forniscono i risultati: diagramma F(θ)=[cos⁡(π2cos⁡θ)sin⁡θ]2F(\theta)=\left[\dfrac{\cos\left(\frac\pi2\cos\theta\right)}{\sin\theta}\right]^2 (poco diverso da sin⁡2θ\sin^2\theta, con apertura a metà potenza 78∘78^\circ invece di 90∘90^\circ), direttività D≃1,64D\simeq1{,}64 (2,152{,}15 dB), resistenza di radiazione Rrad≃72 ΩR_{rad}\simeq72\ \Omega (vicina all'impedenza dei cavi usuali: facile da adattare), rendimento tipicamente alto (per esempio a 2,4412{,}441 GHz, antenna di WiFirete locale senza fili che usa le microonde a 2,4 GHz lunga circa 55 cm: ξ=0,976\xi=0{,}976, Rdiss=1,77 ΩR_{diss}=1{,}77\ \Omega).

Esempio 4 (la stessa antenna a due frequenze). Dipolo lungo 1515 cm con ∣I0∣=50|I_0|=50 mA. A 11 GHz è a mezz'ondalunga metà della lunghezza d'onda (λ=30\lambda=30 cm): Prad=12Rrad∣I0∣2=12⋅72⋅0,052=90P_{rad}=\frac12R_{rad}|I_0|^2=\tfrac12\cdot72\cdot0{,}05^2=90 mW. A 1010 MHz (λ=30\lambda=30 m, l/λ=0,005l/\lambda=0{,}005) è corta: Prad=π3η∣I0∣2(l2λ)2=394,5⋅0,0025⋅(0,0025)2=6,2 μP_{rad}=\frac\pi3\eta|I_0|^2\left(\frac{l}{2\lambda}\right)^2=394{,}5\cdot0{,}0025\cdot(0{,}0025)^2=6{,}2\ \muW: circa quindicimila volte meno (con la stessa corrente), perché la resistenza di radiazione scende da 72 Ω72\ \Omega a Rrad=20π2(0,005)2=4,9 mΩR_{rad}=20\pi^2(0{,}005)^2=4{,}9\ \text{m}\Omega: a bassa frequenza una corrente data su un'antenna corta irradia pochissima potenza.

Grafico interattivo: Distribuzione di corrente normalizzata I(z)/I₀ lungo un dipolo di lunghezza l, in funzione di z/l: corto (triangolare), a mezz'onda (coseno) e lungo λ (nulla in ingresso)

Area efficace, antenne a parabola e formula di Friis

Definizione (area efficace di un'antenna ricevente). Si definisce area efficace dell'antenna ricevente

Ae=Prec∣Eˉi∣2/(2η)=PrecSi[m2],A_e=\frac{P_{rec}}{|\bar E_i|^2/(2\eta)}=\frac{P_{rec}}{S_i}\qquad[\mathrm{m^2}],

dove PrecP_{rec} è la potenza trasferita al ricevitore nelle condizioni di massimo (puntamento, polarizzazione, adattamento) e ∣Eˉi∣|\bar E_i| è il campo elettrico dell'onda incidente (quello che c'è nella posizione dell'antenna ricevente ma in sua assenza). Poiché a grande distanza il campo è un'onda piana uniforme, il modulo del campo è costante su tutta l'area dell'antenna ricevente. Con puntamento ottimale la densità di potenza incidente è quella massima della trasmittente, SMAX=GTPt4πR2S_{MAX}=\dfrac{G_TP_t}{4\pi R^2}, quindi

Prec=Ae SMAX=AeGTPt4πR2.P_{rec}=A_e\,S_{MAX}=A_e\frac{G_TP_t}{4\pi R^2}.

Esempio. Con una densità di potenza incidente Si=1 μW/m2S_i = 1\ \mu\mathrm{W/m^2} e Ae=0,002 m2A_e = 0{,}002\ \mathrm{m^2}: Prec=AeSi=2 nWP_{rec} = A_e S_i = 2\ \mathrm{nW}.

Formula (area efficace e guadagno). Poiché le due antenne sono qualsiasi, il rapporto fra area efficacearea equivalente con cui l'antenna ricevente cattura la potenza dell'onda incidente e guadagno non dipende dal tipo di antenna (a frequenza fissata). Il calcolo per il dipolo elementare dà

Ae=G λ24π(⇒ G=4πAeλ2).\boxed{A_e=G\,\frac{\lambda^2}{4\pi}}\qquad\left(\Rightarrow\ G=\frac{4\pi A_e}{\lambda^2}\right).

Esempio. Dipolo a mezz'onda (G=1,64G = 1{,}64) a 900 MHz900\ \mathrm{MHz} (λ=0,333 m\lambda = 0{,}333\ \mathrm m): Ae=1,64⋅0,111/(4π)≈0,0145 m2A_e = 1{,}64 \cdot 0{,}111/(4\pi) \approx 0{,}0145\ \mathrm{m^2}.

Formula di Friis (potenza ricevuta in un collegamento radio). Sostituendo: Prec=AeRGTPt4πR2=GRλ24π⋅GTPt4πR2P_{rec}=A_{eR}\dfrac{G_TP_t}{4\pi R^2}=G_R\dfrac{\lambda^2}{4\pi}\cdot\dfrac{G_TP_t}{4\pi R^2}, cioè

Prec=Pt GT GR(λ4πR)2\boxed{P_{rec}=P_t\,G_T\,G_R\left(\frac{\lambda}{4\pi R}\right)^2}

Esempio. Con Pt=0,1 WP_t = 0{,}1\ \mathrm W, GT=GR=1,64G_T = G_R = 1{,}64, R=1 kmR = 1\ \mathrm{km} e λ=0,333 m\lambda = 0{,}333\ \mathrm m: Prec=0,1⋅1,642⋅(0,3334π⋅1000)2≈0,19 nWP_{rec} = 0{,}1 \cdot 1{,}64^2 \cdot \left(\frac{0{,}333}{4\pi \cdot 1000}\right)^2 \approx 0{,}19\ \mathrm{nW}.

Grafico interattivo: Attenuazione di spazio libero A_sl = (4πR/λ)² in dB in funzione della distanza (asse logaritmico) a 1 GHz e a 10 GHz: +20 dB ogni decade di distanza e +20 dB ogni decade di frequenza

Formula (area efficace e guadagno di una parabola). Antenne ad apertura (parabole): l'antenna ha un diametro d≫λd\gg\lambda e cattura la densità di potenza che incide sull'area di boccaarea geometrica della apertura di una parabola πd24\dfrac{\pi d^2}{4} moltiplicata per un rendimento ξG\xi_G (frazione rispetto al caso ideale):

Ae=ξGπd24,G=4πAeλ2=ξG(πdλ)2.A_e=\xi_G\frac{\pi d^2}{4},\qquad G=\frac{4\pi A_e}{\lambda^2}=\xi_G\left(\frac{\pi d}{\lambda}\right)^2.

Esempio. Parabola di d=1 md = 1\ \mathrm m a 12 GHz12\ \mathrm{GHz} (λ=2,5 cm\lambda = 2{,}5\ \mathrm{cm}) con ξG=0,6\xi_G = 0{,}6: Ae=0,6⋅0,785=0,47 m2A_e = 0{,}6 \cdot 0{,}785 = 0{,}47\ \mathrm{m^2} e G=0,6 (πd/λ)2≈9,5⋅103G = 0{,}6\,(\pi d/\lambda)^2 \approx 9{,}5 \cdot 10^{3}, cioè circa 39,8 dB39{,}8\ \mathrm{dB}.

6. Radioprotezione

Radioprotezione - effetti dei campi elettromagnetici e SAR

Definizione (rischio assoluto e rischio relativo). Il rischio assoluto è RA=aa+bRA=\dfrac{a}{a+b} (frazione di malati fra gli esposti) e il rischio relativo

RR=a/(a+b)c/(c+d).RR=\frac{a/(a+b)}{c/(c+d)}.

Esempio. Su 1000 esposti si ammalano 30 (a=30a=30, b=970b=970) e su 1000 non esposti 10 (c=10c=10, d=990d=990): RA=3%RA=3\% per gli esposti, 1%1\% per i non esposti, RR=0,030,01=3RR=\dfrac{0{,}03}{0{,}01}=3. Studi sull'uso dei cellulari: lo studio INTERPHONE trovò RR=1,4RR=1{,}4 con CI 95% di 1,03-1,89 solo per l'uso cumulativo oltre 16401640 ore; uno studio sull'intera popolazione danese RR=1RR=1. Il rapporto 2019 dell'Istituto Superiore di Sanità conclude che i dati disponibili non suggeriscono un aumento del rischio di tumori cerebrali per l'uso comune del cellulare, con qualche incertezza sull'uso molto intenso dei telefoni di prima e seconda generazione (potenze di emissione maggiori).

Definizione (SAR, tasso specifico di assorbimento). In un materiale con perdite (σ≠0\sigma\neq0) l'onda dissipa potenza per effetto Joule (Vettore di Poynting e potenza dell'onda pianail valor medio nel tempo del quadrato di una grandezza sinusoidale di fasore $E$ è $\langle e^2\rangle=\frac{|E|^2}2$ (per un vettore $\frac12\bar E\cdot\bar E^$). Il vettore di Poynting complesso è $\bar S=\frac12\bar E\times\bar H^$ (W/m²): la sua parte reale $\Re{\bar S}$ è la densità di potenza attiva media, con la direzione in cui l'onda trasporta potenza. Il bilancio di potenza dice che la potenza erogata dalle sorgenti uguaglia il flusso uscente più la potenza dissipata nei conduttori ($\frac12\int\sigma|\bar E|^2dv$) e nei dielettrici e materiali magnetici con perdite, più i termini reattivi. Per un'onda piana uniforme in un mezzo senza perdite $\bar S=\frac{|E_0|^2}{2\eta}\hat k=\frac{\eta|H_0|^2}{2}\hat k$ (reale: l'onda trasporta solo potenza attiva); nel vuoto $S=\frac{|E_0|^2}{2\cdot120\pi}$, quindi $1$ V/m corrisponde a $1{,}33$ mW/m². Con un'onda incidente e una riflessa il flusso netto è $\frac{|E_0^i|^2}{2\eta_1}(1-|\Gamma|^2)$.Vettore di Poynting e potenza dell'onda piana →): la densità di potenza dissipata per unità di volume è Pdiss=12σ∣Eˉ∣2=σ∣Eˉ∣rms2P_{diss}=\frac12\sigma|\bar E|^2=\sigma|\bar E|^2_{rms} (W/m³). La grandezza dosimetrica di riferimento è il SAR (specific absorption rate), la potenza assorbita per unità di massa:

SAR(rˉ)=σ(rˉ) ∣Eˉ(rˉ)∣rms2ρ(rˉ)(W/kg)\boxed{SAR(\bar r)=\frac{\sigma(\bar r)\,|\bar E(\bar r)|^2_{rms}}{\rho(\bar r)}\quad(\text{W/kg})}

con ρ\rho la densità di massa (circa 10001000 kg/m³ per i tessuti) e Erms=∣Eˉ∣/2E_{rms}=|\bar E|/\sqrt2 il valore efficace. Il SARspecific absorption rate: potenza elettromagnetica assorbita per unità di massa è locale; per motivi pratici si definiscono SAR medi su volumi: SARV=∫Vσ∣Eˉ∣rms2dV∫Vρ dVSAR_V=\dfrac{\int_V\sigma|\bar E|^2_{rms}dV}{\int_V\rho\,dV} (potenza assorbita nel volume fratto la massa). Volumi tipici: 11 g (SAR1gSAR_{1g}), 1010 g (SAR10gSAR_{10g}), la testa, il corpo intero (SARWBSAR_{WB}). I limiti: in Europa (CENELECcomitato europeo di normazione elettrotecnica) 22 W/kg su 1010 g di tessuto; negli Stati Uniti 1,61{,}6 W/kg su 11 g.

Esempio. In un tessuto con σ=0,9\sigma=0{,}9 S/m e ρ=1000\rho=1000 kg/m³, un campo efficace Erms=50E_{rms}=50 V/m dà SAR=0,9⋅5021000=2,25SAR=\dfrac{0{,}9\cdot50^2}{1000}=2{,}25 W/kg, oltre il limite europeo. Senza dispersione di calore la temperatura sale a dTdt=SARc\dfrac{dT}{dt}=\dfrac{SAR}{c}, con c≈3500c\approx3500 J/(kg·K) il calore specificoenergia necessaria per aumentare di un kelvin la temperatura di un chilogrammo di materiale del tessuto: a 22 W/kg in 66 minuti (360360 s) ΔT=2⋅3603500=0,2\Delta T=\dfrac{2\cdot360}{3500}=0{,}2 K (la termoregolazione del corpo, in particolare dove il sangue circola, limita ulteriormente l'aumento; gli occhi, poco vascolarizzati, scaldano più facilmente).

Formula (distanza oltre la quale il campo scende sotto una soglia). Con la formula del campo nella direzione di massimo (Parametri d'antenna - diagramma, direttività, guadagno e resistenza di radiazionel'intensità di radiazione normalizzata $F(\theta,\varphi)=\frac{S(R,\theta,\varphi)}{S_{MAX}}$ (a $R$ fissata) dà il diagramma di radiazionegrafico dell'intensità di radiazione normalizzata in funzione degli angoli (lobo principale, lobi secondari; in dB $F_{dB}=10\log_{10}F$); per il dipolo elementare $F=\sin^2\theta$. La direttività è $D=\frac{F_{MAX}}{F_{av}}=\frac{4\pi}{\iint_{4\pi}F,d\Omega}=\frac{4\pi R^2S_{MAX}}{P_{rad}}\ge1$ ($D=1$ antenna isotropa; dipolo elementare $D=1{,}5=1{,}76$ dB). Il guadagno è $G=\frac{4\pi R^2S_{MAX}}{P_t}$ con $P_t$ potenza di alimentazione e il rendimento $\xi=\frac{P_{rad}}{P_t}$, per cui $G=\xi D$. Nel circuito equivalente $P_{rad}=\frac12R_{rad}|I|^2$, $P_t=\frac12(R_{rad}+R_{diss})|I|^2$, $\xi=\frac{R_{rad}}{R_{rad}+R_{diss}}$. Dal guadagno: $S_{MAX}=\frac{GP_t}{4\pi R^2}$ e $|E_{MAX}|=\frac1R\sqrt{\frac{\eta GP_t}{2\pi}}=\frac{\sqrt{60,G,P_t}}{R}$ (nel vuoto). Dipolo elementare/corto: $D=1{,}5$; dipolo a mezz'onda: $D\simeq1{,}64$, $R_{rad}=72\ \Omega$.Parametri d'antenna - diagramma, direttività, guadagno e resistenza di radiazione →) ∣EMAX∣=60 G PtR|E_{MAX}|=\dfrac{\sqrt{60\,G\,P_t}}{R} (nel vuoto), la distanza oltre la quale il campo scende sotto una soglia E0E_0 è

R=60 G PtE0=η G Pt2π⋅1E0.R=\frac{\sqrt{60\,G\,P_t}}{E_0}=\sqrt{\frac{\eta\,G\,P_t}{2\pi}}\cdot\frac1{E_0}.

Esempio (dalle slide). Un pannello di antenna a 900900 MHz (λ=0,333\lambda=0{,}333 m), area 20×10020\times100 cm2^2, potenza trasmessa Pt=20P_t=20 W. Approssimando l'area efficace con quella geometrica (Ae=0,2A_e=0{,}2 m2^2): G=4πAeλ2=22,6G=\dfrac{4\pi A_e}{\lambda^2}=22{,}6 (13,513{,}5 dB); 60GPt=60⋅22,6⋅20=164,7\sqrt{60GP_t}=\sqrt{60\cdot22{,}6\cdot20}=164{,}7. Il campo scende sotto 66 V/m a R=164,76=27,5R=\dfrac{164{,}7}{6}=27{,}5 m e sotto 1515 V/m a R=164,715=11,0R=\dfrac{164{,}7}{15}=11{,}0 m (nel massimo del diagramma; fuori asse il campo è minore). Si noti il vantaggio di una soglia più alta: la distanza si riduce a meno della metà. (Come nelle slide, il valore calcolato — ampiezza di picco — è confrontato direttamente con la soglia; se la soglia fosse un valore efficace bisognerebbe usare Erms=∣EMAX∣/2E_{rms}=|E_{MAX}|/\sqrt2 e le distanze si ridurrebbero di 2\sqrt2.)