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Note per Studenti Esercizio 9 · carico resistivo 12,5 ohm, adattatore a quarto d'onda e stub (tema d'esame luglio 2024)

Esercizio 9carico resistivo 12,5 ohm, adattatore a quarto d'onda e stub (tema d'esame luglio 2024)

Esame
In questa pagina 6

Testo (tema d'esame, secondo appello di luglio 2024, problema 2).

È data una linea di trasmissione con i seguenti dati: tensione a vuoto del generatore VG=5V_G=5 V, impedenza interna del generatore ZG=50 ΩZ_G=50\ \Omega, impedenza caratteristica della linea ZC=50 ΩZ_C=50\ \Omega, frequenza di utilizzo f=600f=600 MHz, impedenza del carico ZL=12,5 ΩZ_L=12{,}5\ \Omega.

  1. Quanto vale la fase del coefficiente di riflessione nel punto z=−d=−62,5z=-d=-62{,}5 mm? (a. ≈−45∘\approx-45^\circ; b. ≈+90∘\approx+90^\circ; d. ≈+45∘\approx+45^\circ; f. ≈−90∘\approx-90^\circ)
  2. Qual è la lunghezza di un adattatore di impedenza a singolo stub realizzato con uno spezzone di linea con impedenza caratteristica pari a quella della linea principale, da inserire alla distanza minima dal carico? (a. ≈125\approx125 mm; c. ≈39,5\approx39{,}5 mm; d. ≈62,5\approx62{,}5 mm; f. ≈203\approx203 mm)
  3. Quanto vale l'impedenza caratteristica di un adattatore a quarto di lunghezza d'onda da inserire direttamente sul carico? (c. 25 Ω25\ \Omega; d. 20 Ω20\ \Omega; e. 50 Ω50\ \Omega; f. 35 Ω35\ \Omega)
  4. Quanto vale l'impedenza caratteristica di un adattatore a quarto di lunghezza d'onda da inserire in un punto di massimo modulo della tensione? (a. 100 Ω100\ \Omega; b. 75 Ω75\ \Omega; c. 25 Ω25\ \Omega; f. 150 Ω150\ \Omega)
  5. Quanto vale il minimo del modulo di tensione lungo la linea? (c. ≈1,0\approx1{,}0 V; d. ≈0,5\approx0{,}5 V; e. ≈3,5\approx3{,}5 V; f. ≈1,7\approx1{,}7 V)
  6. A quale distanza minima dal carico si può porre un adattatore a singolo stub realizzato con uno spezzone di linea con impedenza caratteristica pari a 50 Ω50\ \Omega? (b. ≈198\approx198 mm; c. ≈37,5\approx37{,}5 mm; d. 00; e. ≈62,5\approx62{,}5 mm)

Teoria usata: Stub e adattatore a singolo stubuno stub è uno spezzone di linea (stessa $Z_0$) chiuso in corto circuitocarico di impedenza nulla o in circuito aperto: ha impedenza puramente immaginaria, $z=j\tan\beta l$ (corto: induttiva per $l<\lambda/4$, capacitiva per $\lambda/4<l<\lambda/2$), $z=-j\cot\beta l$ (aperto: capacitiva per $l<\lambda/4$). Nei testi "stub" senza altro è a corto circuito. L'adattatore a singolo stub si collega in parallelo alla linea a distanza $d$ dal carico, dove l'ammettenza normalizzata vale $y(-d)=1+jb$; lo stub (di ammettenza $jb_s$ con $b_s=-b$) la riporta a $1$: $\Gamma=0$ a monte. Con $y_L=g+jb$ e $t=\tan\beta d$: $(|y_L|^2-g)t^2-2bt+(1-g)=0$ (due soluzioni per periodo $\lambda/2$). Lunghezza dello stub in corto: $-\cot\beta l=b_s$; in aperto: $\tan\beta l=b_s$. Nella carta di Smith: si passa a $y_L$ (punto opposto), si ruota in senso orario fino alla circonferenza $g=1$ (due punti, $d$ = differenza di lettura), si legge $b$, e la lunghezza dello stub si legge dal corto circuito (estremo sinistro) fino a $-b$.Stub e adattatore a singolo stub →, Adattatore a quarto d'ondaun adattatore a quarto d'ondatratto di linea lungo un quarto di lunghezza d'onda che trasforma l'impedenza del carico è un tratto di linea lungo $\lambda/4$ e con impedenza caratteristica $Z_{01}$, inserito fra la linea ($Z_0$) e un carico resistivo $R$: l'impedenza vista a monte è $Z_{in}=\frac{Z_{01}^2}{R}$, quindi per avere $Z_{in}=Z_0$ si sceglie $Z_{01}=\sqrt{Z_0R}$ ($\Gamma_{in}=0$, adattamento di uniformità). Con carico complesso lo si inserisce in un punto dove l'impedenza è reale: nel massimo di tensione ($Z=SZ_0$) con $Z_{01}=Z_0\sqrt S>Z_0$, oppure nel minimo ($Z=Z_0/S$) con $Z_{01}=Z_0/\sqrt S<Z_0$; i due punti distano $\lambda/4$ e la soluzione esiste sempre. A monte dell'adattatore $S=1$; fra adattatore e carico resta il $|\Gamma_L|$ originale; nell'adattatore il ROS vale $\sqrt S$ (e $|\Gamma|=\frac{\sqrt S-1}{\sqrt S+1}$). La potenza attiva disponibile sale a $\frac{|V_g|^2}{8Z_0}$ perché la potenza riflessa diventa nulla.Adattatore a quarto d'onda →, Onda progressiva, stazionaria e parzialmente stazionaria - massimi, minimi e ROSil modulo della tensione lungo la linea è $|V(-l)|=|V^+|,\left|1+|\Gamma_L|e^{j(\varphi_L-2\beta l)}\right|$ e quello della corrente $|I(-l)|=\frac{|V^+|}{Z_0}\left|1-|\Gamma_L|e^{j(\varphi_L-2\beta l)}\right|$. Se $\Gamma_L=0$ l'onda è progressiva (modulo costante); se $|\Gamma_L|=1$ è stazionaria (nodi e ventri fissi, tempo e spazio separati); altrimenti è parzialmente stazionariasomma di un'onda progressiva e di un'onda stazionaria, quando la riflessione è parziale (onda progressiva di ampiezza $|V^+|-|V^-|$ più onda stazionaria di ampiezza massima $2|V^-|$). I massimi di tensione (minimi di corrente) cadono dove $\varphi_L-2\beta l_M=2k\pi$, i minimi (massimi di corrente) dove $\varphi_L-2\beta l_m=(2k+1)\pi$; fra due massimi consecutivi c'è $\lambda/2$, fra un massimo e un minimo $\lambda/4$. $|V|{max}=|V^+|(1+|\Gamma|)$, $|V|{min}=|V^+|(1-|\Gamma|)$. Il rapporto d'onda stazionaria $S=\frac{|V|{max}}{|V|{min}}=\frac{1+|\Gamma|}{1-|\Gamma|}$ è reale, $\ge1$; nei massimi e minimi l'impedenza è reale: $Z=SZ_0$ nei massimi di tensione, $Z=Z_0/S$ nei minimi.Onda progressiva, stazionaria e parzialmente stazionaria - massimi, minimi e ROS →.

Preliminari. λ=c0f=0,5\lambda=\dfrac{c_0}f=0{,}5 m =500=500 mm. Carico puramente resistivo minore di ZCZ_C: zL=12,550=0,25z_L=\dfrac{12{,}5}{50}=0{,}25, ΓL=0,25−10,25+1=−0,6=0,6 ej180∘\Gamma_L=\dfrac{0{,}25-1}{0{,}25+1}=-0{,}6=0{,}6\,e^{j180^\circ}, S=1+0,61−0,6=4S=\dfrac{1+0{,}6}{1-0{,}6}=4. Il generatore è adattato: ∣V+∣=VG2=2,5|V^+|=\dfrac{V_G}2=2{,}5 V.

1. Fase di Γ\Gamma a 62,562{,}5 mm

62,562{,}5 mm =λ8=\dfrac\lambda8, quindi 2βl=4π⋅lλ=4π⋅0,125=π2=90∘2\beta l=4\pi\cdot\dfrac{l}{\lambda}=4\pi\cdot0{,}125=\dfrac\pi2=90^\circ. La fase diventa φ=180∘−90∘=+90∘\varphi=180^\circ-90^\circ=\mathbf{+90^\circ} (risposta b). Sulla carta: dal punto z=0,25z=0{,}25 sul semiasse reale sinistro si ruota in senso orario di 90∘90^\circ in fase di Γ\Gamma (cioè 0,125λ0{,}125\lambda sulla ghiera) e si arriva sulla semicirconferenza superiore, a Γ=0,6 ej90∘\Gamma=0{,}6\,e^{j90^\circ}.

3. Adattatore direttamente sul carico

Il carico è reale: ZC1=ZCRL=50⋅12,5=25 ΩZ_{C1}=\sqrt{Z_CR_L}=\sqrt{50\cdot12{,}5}=\mathbf{25\ \Omega} (risposta c). Verifica: Zin=25212,5=50 ΩZ_{in}=\dfrac{25^2}{12{,}5}=50\ \Omega ✓. (Il carico è a d=0d=0 perché il punto di impedenza reale ZC/S=12,5 ΩZ_C/S=12{,}5\ \Omega è proprio il carico: è un minimo di tensione.)

4. Adattatore in un punto di massimo

Nel massimo di tensione l'impedenza è SZC=4⋅50=200 ΩSZ_C=4\cdot50=200\ \Omega: ZC1=50⋅200=ZCS=100 ΩZ_{C1}=\sqrt{50\cdot200}=Z_C\sqrt S=\mathbf{100\ \Omega} (risposta a). Il massimo è a λ/4=125\lambda/4=125 mm dal carico.

5. Minimo del modulo di tensione

∣V∣min=∣V+∣(1−∣ΓL∣)=2,5⋅0,4=1,0|V|_{min}=|V^+|(1-|\Gamma_L|)=2{,}5\cdot0{,}4=\mathbf{1{,}0} V (risposta c). (Il massimo è 2,5⋅1,6=42{,}5\cdot1{,}6=4 V.)

2. e 6. Adattamento con un singolo stub

Si lavora con le ammettenze: yL=1zL=4y_L=\dfrac1{z_L}=4. Si cerca la distanza dd alla quale y(−d)=1±jby(-d)=1\pm jb. Con g=4g=4, bL=0b_L=0 l'equazione (∣yL∣2−g)t2−2bLt+(1−g)=0(|y_L|^2-g)t^2-2b_Lt+(1-g)=0 diventa (16−4)t2−3=0(16-4)t^2-3=0, quindi t2=14t^2=\dfrac14 e t=tan⁡βd=±12t=\tan\beta d=\pm\dfrac12:

  • tan⁡βd=+0,5\tan\beta d=+0{,}5: βd=26,57∘=0,4636\beta d=26{,}57^\circ=0{,}4636 rad, d=26,57360λ=0,0738λ=36,9d=\dfrac{26{,}57}{360}\lambda=0{,}0738\lambda=\mathbf{36{,}9} mm. Qui y(−d)=4+j0,51+j2=1−j1,5y(-d)=\dfrac{4+j0{,}5}{1+j2}=1-j1{,}5 e serve bs=+1,5b_s=+1{,}5.
  • tan⁡βd=−0,5\tan\beta d=-0{,}5: βd=180∘−26,57∘=153,43∘\beta d=180^\circ-26{,}57^\circ=153{,}43^\circ, d=0,4262λ=213,1d=0{,}4262\lambda=213{,}1 mm, con y(−d)=1+j1,5y(-d)=1+j1{,}5 e serve bs=−1,5b_s=-1{,}5.

Distanza minima (domanda 6): d=36,9d=36{,}9 mm ≈37,5\approx37{,}5 mm (risposta c; sulla carta si legge 0,075λ0{,}075\lambda).

Lunghezza dello stub (domanda 2) alla distanza minima: serve bs=+1,5b_s=+1{,}5 con uno stub in corto, y=−jcot⁡βl=j 1,5y=-j\cot\beta l=j\,1{,}5, quindi tan⁡βl=−11,5=−0,667\tan\beta l=-\dfrac1{1{,}5}=-0{,}667 e βl=180∘−33,69∘=146,31∘\beta l=180^\circ-33{,}69^\circ=146{,}31^\circ: l=0,4064λ=203l=0{,}4064\lambda=\mathbf{203} mm (risposta f). (Sulla carta: dal corto circuito (0,250{,}25 sulla scala orario) fino al punto −j…-j\ldots: 0,25+0,157=0,407λ0{,}25+0{,}157=0{,}407\lambda.)

Per confronto, la seconda soluzione (d=213,1d=213{,}1 mm) ha lo stub più corto, bs=−1,5b_s=-1{,}5: tan⁡βl=11,5\tan\beta l=\dfrac1{1{,}5}, l=0,0936λ=46,8l=0{,}0936\lambda=46{,}8 mm. Con uno stub in circuito aperto le lunghezze sarebbero 78,278{,}2 mm (d=36,9d=36{,}9) e 171,8171{,}8 mm (d=213,1d=213{,}1).

Errori comuni

  • Calcolare l'impedenza dell'adattatore diretto con ZC1=ZCZLZ_{C1}=\sqrt{Z_CZ_L} ma dimenticare che per RL<ZCR_L<Z_C il punto di inserzione più vicino al carico è il carico stesso (minimo di tensione).
  • Confondere "distanza minima" con "lunghezza minima": la distanza minima (36,936{,}9 mm) richiede lo stub di 203203 mm; lo stub più corto (46,846{,}8 mm) richiede 213213 mm.
  • Dimenticare che lo stub, se non specificato altro, è in corto circuito.

Versione ripasso

Testo. VG=5V_G=5 V, ZG=ZC=50 ΩZ_G=Z_C=50\ \Omega, 600 MHz, ZL=12,5 ΩZ_L=12{,}5\ \Omega: fase di Γ\Gamma a 62,5 mm, stub (lunghezza e distanza minima), λ/4\lambda/4 sul carico e in un massimo, ∣V∣min|V|_{min}.

Teoria collegata