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Note per Studenti Linee senza perdite - impedenza, coefficiente di riflessione e periodicità

Linee senza perdite - impedenza, coefficiente di riflessione e periodicità

In questa pagina 8

D'ora in poi la linea è ideale (R=G=0R=G=0): γ=jβ\gamma=j\beta con β=ωLC=2π/λ\beta=\omega\sqrt{LC}=2\pi/\lambda e Z0Z_0 reale (Linee di trasmissione - modello, equazioni del telegrafo e costante di propagazioneuna linea di trasmissionecoppia di conduttori che guida un segnale elettrico come un'onda è una coppia di conduttori il cui comportamento si descrive con quattro parametri per unità di lunghezza: $R$ (perdite nei conduttori), $L$ (energia magnetica), $G$ (perdite nel dielettrico), $C$ (energia elettrica). Scrivendo le leggi di Kirchhoff su un tratto $\Delta z$ e facendo $\Delta z\to0$ si ottengono le equazioni del telegrafo; nel regime sinusoidale diventano $\frac{dV}{dz}=-(R+j\omega L)I$ e $\frac{dI}{dz}=-(G+j\omega C)V$, da cui l'equazione d'onda $\frac{d^2V}{dz^2}=\gamma^2V$ con $\gamma=\alpha+j\beta=\sqrt{(R+j\omega L)(G+j\omega C)}$. La soluzione è la somma di un'onda che va verso $+z$ e di una che va verso $-z$: $V=V^+e^{-\gamma z}+V^-e^{+\gamma z}$, $I=\frac{V^+e^{-\gamma z}-V^-e^{\gamma z}}{Z_0}$ con impedenza caratteristicarapporto fra tensione e corrente della sola onda progressiva, dipende solo dalla struttura della linea $Z_0=\sqrt{\frac{R+j\omega L}{G+j\omega C}}$. Senza perdite: $\gamma=j\beta$, $\beta=\omega\sqrt{LC}$, $Z_0=\sqrt{L/C}$ reale, $v_p=1/\sqrt{LC}$, $\lambda=v_p/f$.Linee di trasmissione - modello, equazioni del telegrafo e costante di propagazione →). Si sceglie l'asse zz in modo che il carico sia in z=0z=0 e il generatore in z=−Lz=-L: i punti della linea hanno quindi z<0z<0 e si indica con l=−z>0l=-z>0 la distanza dal carico (andando verso il generatoresorgente collegata all'inizio della linea, con la sua tensione a vuoto e la sua impedenza interna).

Tensione e corrente a distanza ll dal carico

Ponendo z=−lz=-l nelle soluzioni generali:

V(−l)=V+ejβl+V−e−jβl,I(−l)=V+ejβl−V−e−jβlZ0.V(-l)=V^+e^{j\beta l}+V^-e^{-j\beta l},\qquad I(-l)=\frac{V^+e^{j\beta l}-V^-e^{-j\beta l}}{Z_0}.

Sul caricocircuito o dispositivo collegato all'estremo della linea, che assorbe (o riflette) la potenza (l=0l=0) le due onde si sommano: VL=V++V−V_L=V^++V^- e IL=V+−V−Z0I_L=\dfrac{V^+-V^-}{Z_0}. Il carico impone VL=ZLILV_L=Z_LI_L, cioè ZL(V+−V−)=Z0(V++V−)Z_L(V^+-V^-)=Z_0(V^++V^-). Si raccolgono i termini: V−(ZL+Z0)=V+(ZL−Z0)V^-(Z_L+Z_0)=V^+(Z_L-Z_0).

Coefficiente di riflessione

Si definisce coefficiente di riflessionerapporto fra l'onda che va verso il generatore e quella che va verso il carico sul carico

ΓL=V−V+=ZL−Z0ZL+Z0=∣ΓL∣ejφL\boxed{\Gamma_L=\frac{V^-}{V^+}=\frac{Z_L-Z_0}{Z_L+Z_0}=|\Gamma_L|e^{j\varphi_L}}

È un numero complesso con ∣ΓL∣≤1|\Gamma_L|\le1 per un carico passivoche assorbe potenza e non ne produce. Dice quanto dell'onda incidente viene riflesso e con quale sfasamento. L'inversa è ZL=Z01+ΓL1−ΓLZ_L=Z_0\dfrac{1+\Gamma_L}{1-\Gamma_L}.

Lungo la linea il rapporto fra onda riflessaonda che torna verso il generatore dopo aver incontrato il carico e incidente in un punto è

Γ(−l)=V−e−jβlV+ejβl=ΓLe−j2βl=∣ΓL∣ ej(φL−2βl).\Gamma(-l)=\frac{V^-e^{-j\beta l}}{V^+e^{j\beta l}}=\Gamma_Le^{-j2\beta l}=|\Gamma_L|\,e^{j(\varphi_L-2\beta l)}.

Il modulo non cambia (in una linea senza perdite l'onda riflessa mantiene il suo rapporto di ampiezza con l'incidente); cambia solo la fase, che diminuisce di 2βl2\beta l: andando dal carico verso il generatore il coefficiente di riflessione ruota in senso orario. Per ogni λ/2\lambda/2 (2βl=2π2\beta l=2\pi) fa un giro completo.

Con V(−l)=V+ejβl[1+Γ(−l)]V(-l)=V^+e^{j\beta l}\left[1+\Gamma(-l)\right] e I(−l)=V+Z0ejβl[1−Γ(−l)]I(-l)=\dfrac{V^+}{Z_0}e^{j\beta l}\left[1-\Gamma(-l)\right] l'impedenza nel punto −l-l è

Z(−l)=V(−l)I(−l)=Z0 1+Γ(−l)1−Γ(−l)\boxed{Z(-l)=\frac{V(-l)}{I(-l)}=Z_0\,\frac{1+\Gamma(-l)}{1-\Gamma(-l)}}

che, sostituendo Γ(−l)=ΓLe−j2βl\Gamma(-l)=\Gamma_Le^{-j2\beta l} e ΓL\Gamma_L in funzione di ZLZ_L, diventa

Z(−l)=Z0ZL+jZ0tan⁡βlZ0+jZLtan⁡βl.Z(-l)=Z_0\frac{Z_L+jZ_0\tan\beta l}{Z_0+jZ_L\tan\beta l}.

Impedenze e ammettenze normalizzate

È comodo dividere ogni impedenza per Z0Z_0: l'impedenza normalizzata è z=Z/Z0z=Z/Z_0 (numero puro) e l'ammettenza normalizzata è y=1/z=Y/Y0y=1/z=Y/Y_0. Le formule diventano

z(−l)=1+Γ(−l)1−Γ(−l),Γ=z−1z+1,y=1−Γ1+Γ,z(−l)=zL+jtan⁡βl1+jzLtan⁡βl.z(-l)=\frac{1+\Gamma(-l)}{1-\Gamma(-l)},\qquad\Gamma=\frac{z-1}{z+1},\qquad y=\frac{1-\Gamma}{1+\Gamma},\qquad z(-l)=\frac{z_L+j\tan\beta l}{1+jz_L\tan\beta l}.

Si noti che y(Γ)=z(−Γ)y(\Gamma)=z(-\Gamma): l'ammettenza di un punto si ottiene dal suo coefficiente di riflessione cambiato di segno, cioè ruotato di 180∘180^\circ (Carta di Smith - costruzione e usola carta di Smith è la rappresentazione delle impedenze normalizzate $z=r+jx=\frac{1+\Gamma}{1-\Gamma}$ nel piano del coefficiente di riflessione $\Gamma=u+jv$, dove ogni carico passivo cade dentro il cerchio $|\Gamma|\le1$. Le linee $r=$ costante sono circonferenze di centro $\left(\frac r{1+r},0\right)$ e raggio $\frac1{1+r}$ (tutte passanti per $\Gamma=1$), le linee $x=$ costante sono archi di circonferenza di centro $\left(1,\frac1x\right)$ e raggio $\frac1{|x|}$. Il centro è il carico adattato ($z=1$), il bordo $|\Gamma|=1$ i carichi reattivi, l'asse reale i carichi resistivi, la semicirconferenza superiore $x>0$ (induttivi) e quella inferiore $x<0$ (capacitivi); il corto circuito è a sinistra ($\Gamma=-1$), il circuito aperto a destra ($\Gamma=+1$). Lungo la linea $|\Gamma|$ resta costante (punto su una circonferenza a $S$ costante): verso il generatore ci si sposta in senso orario di $4\pi,l/\lambda$ radianti (una volta intera ogni $\lambda/2$); verso il carico in senso antiorario. L'ammettenza normalizzata è il punto diametralmente opposto ($\Gamma\to-\Gamma$). $S$ si legge sul semiasse reale positivo ($S=r$ nel punto di intersezione).Carta di Smith - costruzione e uso →).

Periodicità

  • Tensione e corrente hanno periodo spazialedistanza dopo la quale una grandezza si ripete uguale lungo la linea λ\lambda: βλ=2π\beta\lambda=2\pi.
  • Impedenza e coefficiente di riflessione hanno periodo λ/2\lambda/2. Infatti Γ(−l∓λ/2)=ΓLe−j2βle±j2π=Γ(−l)\Gamma(-l\mp\lambda/2)=\Gamma_Le^{-j2\beta l}e^{\pm j2\pi}=\Gamma(-l), e anche tan⁡(βl+π)=tan⁡βl\tan(\beta l+\pi)=\tan\beta l.
  • Il motivo della differenza: dopo mezza lunghezza d'onda VV e II cambiano segno, V(z+λ/2)=V+e−jβze−jπ+V−ejβzejπ=−V(z)V(z+\lambda/2)=V^+e^{-j\beta z}e^{-j\pi}+V^-e^{j\beta z}e^{j\pi}=-V(z), e così I(z+λ/2)=−I(z)I(z+\lambda/2)=-I(z). Il rapporto Z=V/IZ=V/I resta uguale.

Trasformatore a quarto d'onda. Spostandosi di λ/4\lambda/4 (βl=π/2\beta l=\pi/2, tan⁡βl→∞\tan\beta l\to\infty) si ha z(−l−λ/4)=1z(−l)z(-l-\lambda/4)=\dfrac{1}{z(-l)}: l'impedenza normalizzataimpedenza divisa per l'impedenza caratteristica della linea, un numero puro si trasforma nella sua inversa, cioè nell'ammettenza normalizzatainverso dell'impedenza normalizzata (Γ\Gamma cambia segno, ruota di 180∘180^\circ). Per questo una linea lunga λ/4\lambda/4 è detta trasformatoredispositivo che cambia il valore dell'impedenza vista da un lato rispetto all'altro: per esempio, se la linea ha Z0=50 ΩZ_0=50\ \Omega e il carico è ZL=100 ΩZ_L=100\ \Omega (zL=2z_L=2), dopo λ/4\lambda/4 si vede z=1/2z=1/2, cioè 25 Ω25\ \Omega (vedi Adattatore a quarto d'ondaun adattatore a quarto d'ondatratto di linea lungo un quarto di lunghezza d'onda che trasforma l'impedenza del carico è un tratto di linea lungo $\lambda/4$ e con impedenza caratteristica $Z_{01}$, inserito fra la linea ($Z_0$) e un carico resistivo $R$: l'impedenza vista a monte è $Z_{in}=\frac{Z_{01}^2}{R}$, quindi per avere $Z_{in}=Z_0$ si sceglie $Z_{01}=\sqrt{Z_0R}$ ($\Gamma_{in}=0$, adattamento di uniformità). Con carico complesso lo si inserisce in un punto dove l'impedenza è reale: nel massimo di tensione ($Z=SZ_0$) con $Z_{01}=Z_0\sqrt S>Z_0$, oppure nel minimo ($Z=Z_0/S$) con $Z_{01}=Z_0/\sqrt S<Z_0$; i due punti distano $\lambda/4$ e la soluzione esiste sempre. A monte dell'adattatore $S=1$; fra adattatore e carico resta il $|\Gamma_L|$ originale; nell'adattatore il ROS vale $\sqrt S$ (e $|\Gamma|=\frac{\sqrt S-1}{\sqrt S+1}$). La potenza attiva disponibile sale a $\frac{|V_g|^2}{8Z_0}$ perché la potenza riflessa diventa nulla.Adattatore a quarto d'onda →).

Casi particolari

carico zLz_L ΓL\Gamma_L VLV_L in funzione di V+V^+
adattato ZL=Z0Z_L=Z_0 11 00 V+V^+ (niente onda riflessa)
corto circuito ZL=0Z_L=0 00 −1-1 00
circuito aperto ZL→∞Z_L\to\infty ∞\infty +1+1 2V+2V^+
resistenza R>Z0R>Z_0 reale >1>1 reale >0>0 VL>V+V_L>V^+
resistenza R<Z0R<Z_0 reale <1<1 reale <0<0 VL<V+V_L<V^+
reattanza pura jXjX jxjx ∣Γ∣=1\lvert\Gamma\rvert=1 nessuna potenza assorbita

Un carico puramente reattivo (ZL=jXZ_L=jX) ha ∣ΓL∣=1|\Gamma_L|=1: il numeratore jX−Z0jX-Z_0 è il complesso coniugato del denominatore jX+Z0jX+Z_0, quindi il rapporto ha modulo 1. Tutta la potenza viene riflessa: un carico reattivo non può dissipare nulla.

Esempio 1: carico RC serie

Una linea con Z0=100 ΩZ_0=100\ \Omega è chiusa su un carico RC seriecarico formato da una resistenza e un condensatore in serie R=50 ΩR=50\ \Omega, C=10C=10 pF, a f=100f=100 MHz. La reattanzaparte immaginaria dell'impedenza, dovuta a induttori e condensatori, che non dissipa potenza è −1ωC=−12π⋅108⋅10−11=−159 Ω-\dfrac1{\omega C}=-\dfrac{1}{2\pi\cdot10^8\cdot10^{-11}}=-159\ \Omega, quindi ZL=50−j159 ΩZ_L=50-j159\ \Omega e zL=0,5−j1,59z_L=0{,}5-j1{,}59.

  • ΓL=zL−1zL+1=−0,5−j1,591,5−j1,59=1,667 e−j107,4∘2,186 e−j46,7∘=0,7625 e−j60,8∘\Gamma_L=\dfrac{z_L-1}{z_L+1}=\dfrac{-0{,}5-j1{,}59}{1{,}5-j1{,}59}=\dfrac{1{,}667\,e^{-j107{,}4^\circ}}{2{,}186\,e^{-j46{,}7^\circ}}=0{,}7625\,e^{-j60{,}8^\circ} (il numeratore ha fase −107,4∘-107{,}4^\circ perché è nel terzo quadrante).
  • La lunghezza d'onda è λ=c0f=3\lambda=\dfrac{c_0}{f}=3 m. A l=375l=375 mm =λ/8=\lambda/8: 2βl=2⋅2πλ⋅λ8=π22\beta l=2\cdot\dfrac{2\pi}{\lambda}\cdot\dfrac\lambda8=\dfrac\pi2, quindi Γ(−l)=0,7625 e−j(60,8∘+90∘)=0,7625 e−j150,8∘\Gamma(-l)=0{,}7625\,e^{-j(60{,}8^\circ+90^\circ)}=0{,}7625\,e^{-j150{,}8^\circ} e z=1+Γ1−Γ=0,144−j0,256z=\dfrac{1+\Gamma}{1-\Gamma}=0{,}144-j0{,}256, cioè Z=14,4−j25,6 ΩZ=14{,}4-j25{,}6\ \Omega.
  • A l=750l=750 mm =λ/4=\lambda/4: Γ=0,7625 e+j119,2∘\Gamma=0{,}7625\,e^{+j119{,}2^\circ} e z=0,180+j0,572z=0{,}180+j0{,}572, che è proprio 1/zL=10,5−j1,591/z_L=\dfrac{1}{0{,}5-j1{,}59}: la verifica della proprietà del quarto d'onda. Z=18,0+j57,2 ΩZ=18{,}0+j57{,}2\ \Omega (un induttore!).

Il modulo di Γ\Gamma è rimasto 0,76250{,}7625 in tutti i punti; il valore del rapporto d'onda stazionario è S=1+0,76251−0,7625=7,42S=\dfrac{1+0{,}7625}{1-0{,}7625}=7{,}42 (Onda progressiva, stazionaria e parzialmente stazionaria - massimi, minimi e ROSil modulo della tensione lungo la linea è $|V(-l)|=|V^+|,\left|1+|\Gamma_L|e^{j(\varphi_L-2\beta l)}\right|$ e quello della corrente $|I(-l)|=\frac{|V^+|}{Z_0}\left|1-|\Gamma_L|e^{j(\varphi_L-2\beta l)}\right|$. Se $\Gamma_L=0$ l'onda è progressiva (modulo costante); se $|\Gamma_L|=1$ è stazionaria (nodi e ventri fissi, tempo e spazio separati); altrimenti è parzialmente stazionariasomma di un'onda progressiva e di un'onda stazionaria, quando la riflessione è parziale (onda progressiva di ampiezza $|V^+|-|V^-|$ più onda stazionaria di ampiezza massima $2|V^-|$). I massimi di tensione (minimi di corrente) cadono dove $\varphi_L-2\beta l_M=2k\pi$, i minimi (massimi di corrente) dove $\varphi_L-2\beta l_m=(2k+1)\pi$; fra due massimi consecutivi c'è $\lambda/2$, fra un massimo e un minimo $\lambda/4$. $|V|{max}=|V^+|(1+|\Gamma|)$, $|V|{min}=|V^+|(1-|\Gamma|)$. Il rapporto d'onda stazionaria $S=\frac{|V|{max}}{|V|{min}}=\frac{1+|\Gamma|}{1-|\Gamma|}$ è reale, $\ge1$; nei massimi e minimi l'impedenza è reale: $Z=SZ_0$ nei massimi di tensione, $Z=Z_0/S$ nei minimi.Onda progressiva, stazionaria e parzialmente stazionaria - massimi, minimi e ROS →).

Esempio 2: corto circuito e carico reale

Con Z0=50 ΩZ_0=50\ \Omega e ZL=100 ΩZ_L=100\ \Omega (reale): ΓL=100−50100+50=13\Gamma_L=\dfrac{100-50}{100+50}=\dfrac13 (positivo: onda riflessa in fase con l'incidente). Una tensione incidente ∣V+∣=6|V^+|=6 V sul carico dà ∣V−∣=6⋅13=2|V^-|=6\cdot\frac13=2 V e VL=V+(1+ΓL)=8V_L=V^+(1+\Gamma_L)=8 V (maggiore di V+V^+ perché R>Z0R>Z_0). La corrente sul carico è ∣IL∣=∣V+∣Z0(1−ΓL)=0,12⋅23=80|I_L|=\dfrac{|V^+|}{Z_0}(1-\Gamma_L)=0{,}12\cdot\frac23=80 mA e infatti VL/IL=100 ΩV_L/I_L=100\ \Omega.

Errori comuni

  • Dire che Γ\Gamma ha periodo λ\lambda: ha periodo λ/2\lambda/2 (è e−j2βle^{-j2\beta l}, con il fattore 2).
  • Dimenticare il segno: Γ(−l)=ΓLe−j2βl\Gamma(-l)=\Gamma_Le^{-j2\beta l} ruota in senso orario verso il generatore; verso il carico ruota in senso antiorario.
  • Scambiare Z0Z_0 con ZLZ_L nella formula di ΓL\Gamma_L: il carico va sempre al numeratore con segno ++ davanti: ΓL=(ZL−Z0)/(ZL+Z0)\Gamma_L=(Z_L-Z_0)/(Z_L+Z_0).
  • Usare lunghezze in metri dentro βl\beta l con β\beta calcolato sulla λ\lambda sbagliata: in una linea con dielettrico λ=vp/f\lambda=v_p/f, non c0/fc_0/f.

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