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Note per Studenti Adattatore a quarto d'onda

Adattatore a quarto d'onda

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** è un tratto di linea lungo λ/4\lambda/4 e con impedenza caratteristica Z01Z_{01}, inserito fra la linea (Z0Z_0) e un carico **resistivo** RR: l'impedenza vista a monte è Zin=Z012RZ_{in}=\frac{Z_{01}^2}{R}, quindi per avere Zin=Z0Z_{in}=Z_0 si sceglie Z01=Z0RZ_{01}=\sqrt{Z_0R} (Γin=0\Gamma_{in}=0, adattamento di uniformità). Con carico **complesso** lo si inserisce in un punto dove l'impedenza è reale: nel massimo di tensione (Z=SZ0Z=SZ_0) con Z01=Z0S>Z0Z_{01}=Z_0\sqrt S>Z_0, oppure nel minimo (Z=Z0/SZ=Z_0/S) con Z01=Z0/S<Z0Z_{01}=Z_0/\sqrt S<Z_0; i due punti distano λ/4\lambda/4 e la soluzione esiste sempre. A monte dell'adattatore S=1S=1; fra adattatore e carico resta il ∣ΓL∣|\Gamma_L| originale; nell'adattatore il ROS vale S\sqrt S (e ∣Γ∣=S−1S+1|\Gamma|=\frac{\sqrt S-1}{\sqrt S+1}). La potenza attiva disponibile sale a ∣Vg∣28Z0\frac{|V_g|^2}{8Z_0} perché la potenza riflessa diventa nulla. -->

Se il carico non è adattato (ZL≠Z0Z_L\ne Z_0) c'è un'onda riflessa: si perde potenza e, come visto in Adattamento di potenza e di uniformità - distorsione e velocità di gruppoadattamento in potenza: il generatore vede ai morsetti l'impedenza $Z_g^*$ (complesso coniugato di quella interna) e quindi eroga la massima potenza attiva, $P_{max}=\frac{|V_g|^2}{8,\mathrm{Re},Z_g}$. Non basta per trasmettere bene un segnale: la funzione di trasferimento della linea $H(\omega)=\frac{V_L}{V(-l_1)}=\frac{Z_L}{Z_L\cos\beta l_1+jZ_0\sin\beta l_1}$ non ha modulo costante né fase lineare in $\omega$, quindi la linea distorce. Un segnale arriva indistorto (solo ritardato di $\tau$) se $H(\omega)=e^{-j\omega\tau}$: modulo 1 e $\beta$ lineare in $\omega$. Adattamento di uniformità: se $Z_L=Z_0$ allora $V^-=0$ e $H(\omega)=e^{-j\beta l_1}=e^{-j\omega l_1\sqrt{LC}}$, quindi nessuna distorsione; si ottiene con una rete di adattamento senza perdite ($Z_{in}=Z_0$). Velocità di fase $v_p=\frac{\omega}{\beta}$ (di un punto a fase fissa, può superare $c_0$) e velocità di gruppo $v_g=\frac{d\omega}{d\beta}=\frac1{d\beta/d\omega}$ (dell'inviluppo, è la vera velocità del segnale, sempre finita); coincidono in una linea ideale TEM.Adattamento di potenza e di uniformità - distorsione e velocità di gruppo →, il segnale può arrivare deformato. Un adattatore è un elemento senza perdite inserito fra la linea e il carico, scelto in modo che a monte la linea "veda" Z0Z_0 e quindi Γ=0\Gamma=0: tutta la potenza incidente viene trasferita al carico. Il più semplice è il tratto di linea lungo un quarto d'onda.

Carico resistivo: la formula Z01=Z0RZ_{01}=\sqrt{Z_0R}

Si inserisce fra la linea principale (impedenzarapporto fra tensione e corrente, grandezza complessa caratteristica Z0Z_0) e il carico RR reale un tratto di linea di lunghezza l=λ/4l=\lambda/4 e impedenza caratteristica Z01Z_{01}. L'impedenza in ingresso al tratto è, con la formula di trasformazione (βl=π/2\beta l=\pi/2, tan⁡βl→∞\tan\beta l\to\infty):

Zin=Z01R+jZ01tan⁡βlZ01+jRtan⁡βl → βl=π/2  Z012R.Z_{in}=Z_{01}\frac{R+jZ_{01}\tan\beta l}{Z_{01}+jR\tan\beta l}\ \xrightarrow{\ \beta l=\pi/2\ }\ \frac{Z_{01}^2}{R}.

Per avere adattamento di uniformitàcondizione in cui l'impedenza vista dalla linea è quella caratteristica, per cui non c'è onda riflessa si impone Zin=Z0Z_{in}=Z_0, quindi

Z01=Z0 R\boxed{Z_{01}=\sqrt{Z_0\,R}}

(media geometricaradice quadrata del prodotto di due numeri fra l'impedenza della linea e quella del carico). Allora Γin=Zin−Z0Zin+Z0=0\Gamma_{in}=\frac{Z_{in}-Z_0}{Z_{in}+Z_0}=0.

Esempio. Z0=50 ΩZ_0=50\ \Omega e R=100 ΩR=100\ \Omega: Z01=50⋅100=70,7 ΩZ_{01}=\sqrt{50\cdot100}=70{,}7\ \Omega. Verifica: Zin=70,72100=50 ΩZ_{in}=\dfrac{70{,}7^2}{100}=50\ \Omega ✓. Se invece R=12,5 ΩR=12{,}5\ \Omega (con Z0=50 ΩZ_0=50\ \Omega): Z01=50⋅12,5=25 ΩZ_{01}=\sqrt{50\cdot12{,}5}=25\ \Omega e Zin=252/12,5=50 ΩZ_{in}=25^2/12{,}5=50\ \Omega ✓.

La lunghezza λ/4\lambda/4 va calcolata nella linea dell'adattatore (se ha un dielettrico diverso, λ=vp/f\lambda=v_p/f con la sua vpv_p). E vale solo alla frequenza di progetto: fuori da essa βl≠π/2\beta l\ne\pi/2 e l'adattamento peggiora (l'adattatoreelemento senza perdite inserito fra linea e carico per annullare la riflessione è "a banda strettache funziona bene solo in un piccolo intervallo di frequenze attorno a quella di progetto").

Carico complesso: un punto dove l'impedenza è reale

Se ZLZ_L è complesso, si cerca lungo la linea un punto dove l'impedenza sia reale e si inserisce lì l'adattatore. Sappiamo (Onda progressiva, stazionaria e parzialmente stazionaria - massimi, minimi e ROSil modulo della tensione lungo la linea è $|V(-l)|=|V^+|,\left|1+|\Gamma_L|e^{j(\varphi_L-2\beta l)}\right|$ e quello della corrente $|I(-l)|=\frac{|V^+|}{Z_0}\left|1-|\Gamma_L|e^{j(\varphi_L-2\beta l)}\right|$. Se $\Gamma_L=0$ l'onda è progressiva (modulo costante); se $|\Gamma_L|=1$ è stazionaria (nodi e ventri fissi, tempo e spazio separati); altrimenti è parzialmente stazionariasomma di un'onda progressiva e di un'onda stazionaria, quando la riflessione è parziale (onda progressiva di ampiezza $|V^+|-|V^-|$ più onda stazionaria di ampiezza massima $2|V^-|$). I massimi di tensione (minimi di corrente) cadono dove $\varphi_L-2\beta l_M=2k\pi$, i minimi (massimi di corrente) dove $\varphi_L-2\beta l_m=(2k+1)\pi$; fra due massimi consecutivi c'è $\lambda/2$, fra un massimo e un minimo $\lambda/4$. $|V|{max}=|V^+|(1+|\Gamma|)$, $|V|{min}=|V^+|(1-|\Gamma|)$. Il rapporto d'onda stazionaria $S=\frac{|V|{max}}{|V|{min}}=\frac{1+|\Gamma|}{1-|\Gamma|}$ è reale, $\ge1$; nei massimi e minimi l'impedenza è reale: $Z=SZ_0$ nei massimi di tensione, $Z=Z_0/S$ nei minimi.Onda progressiva, stazionaria e parzialmente stazionaria - massimi, minimi e ROS →) che esistono due famiglie di punti con impedenza reale:

  • massimo di tensione (minimo di corrente), a distanza dMd_M dal carico: Z=S Z0Z=S\,Z_0 (>Z0>Z_0);
  • minimo di tensione (massimo di corrente), a distanza dmd_m: Z=Z0/SZ=Z_0/S (<Z0<Z_0).

Inserendo l'adattatore in un punto di massimo il carico che vede è R=SZ0R=SZ_0:

Z01=Z0⋅SZ0=Z0S (>Z0).Z_{01}=\sqrt{Z_0\cdot SZ_0}=Z_0\sqrt S\ (>Z_0).

Inserendolo in un minimo il carico vale R=Z0/SR=Z_0/S:

Z01=Z0⋅Z0S=Z0S (<Z0).Z_{01}=\sqrt{Z_0\cdot\frac{Z_0}S}=\frac{Z_0}{\sqrt S}\ (<Z_0).

Le due soluzioni distano λ/4\lambda/4 l'una dall'altra e esistono sempre. Si sceglie secondo la realizzabilitàpossibilità di costruire fisicamente un cavo con quell'impedenza caratteristica del cavo (una Z01Z_{01} molto piccola richiede un conduttore molto largo, una molto grande uno molto sottile) e secondo la distanza minima dal carico richiesta. I valori di dMd_M e dmd_m si calcolano con la formula dM=λ(φL4π−k2)d_M=\lambda\left(\frac{\varphi_L}{4\pi}-\frac k2\right) e simili, oppure sulla carta di Smithdiagramma che rappresenta le impedenze normalizzate nel piano del coefficiente di riflessione (Carta di Smith - costruzione e usola carta di Smith è la rappresentazione delle impedenze normalizzate $z=r+jx=\frac{1+\Gamma}{1-\Gamma}$ nel piano del coefficiente di riflessione $\Gamma=u+jv$, dove ogni carico passivo cade dentro il cerchio $|\Gamma|\le1$. Le linee $r=$ costante sono circonferenze di centro $\left(\frac r{1+r},0\right)$ e raggio $\frac1{1+r}$ (tutte passanti per $\Gamma=1$), le linee $x=$ costante sono archi di circonferenza di centro $\left(1,\frac1x\right)$ e raggio $\frac1{|x|}$. Il centro è il carico adattato ($z=1$), il bordo $|\Gamma|=1$ i carichi reattivi, l'asse reale i carichi resistivi, la semicirconferenza superiore $x>0$ (induttivi) e quella inferiore $x<0$ (capacitivi); il corto circuito è a sinistra ($\Gamma=-1$), il circuito aperto a destra ($\Gamma=+1$). Lungo la linea $|\Gamma|$ resta costante (punto su una circonferenza a $S$ costante): verso il generatore ci si sposta in senso orario di $4\pi,l/\lambda$ radianti (una volta intera ogni $\lambda/2$); verso il carico in senso antiorario. L'ammettenza normalizzata è il punto diametralmente opposto ($\Gamma\to-\Gamma$). $S$ si legge sul semiasse reale positivo ($S=r$ nel punto di intersezione).Carta di Smith - costruzione e uso →).

Esempio svolto: ZL=50−j100 ΩZ_L=50-j100\ \Omega su Z0=50 ΩZ_0=50\ \Omega a f=300f=300 MHz (λ=1\lambda=1 m). zL=1−j2z_L=1-j2, ΓL=0,5−j0,5=0,707 e−j45∘\Gamma_L=0{,}5-j0{,}5=0{,}707\,e^{-j45^\circ}, S=1+0,7071−0,707=5,83S=\dfrac{1+0{,}707}{1-0{,}707}=5{,}83.

  • Soluzione A (in un minimo di tensioneposizione lungo la linea in cui il modulo della tensione è minimo): dm=λ(−45∘720∘+12−14)=(−0,0625+0,25)λ=187,5d_m=\lambda\left(\frac{-45^\circ}{720^\circ}+\frac12-\frac14\right)=\left(-0{,}0625+0{,}25\right)\lambda=187{,}5 mm; Z=Z0/S=8,58 ΩZ=Z_0/S=8{,}58\ \Omega e Z01=505,83=20,7 ΩZ_{01}=\dfrac{50}{\sqrt{5{,}83}}=20{,}7\ \Omega.
  • Soluzione B (in un massimo di tensione): dM=λ(−0,0625+0,5)=437,5d_M=\lambda\left(-0{,}0625+0{,}5\right)=437{,}5 mm; Z=SZ0=291,4 ΩZ=SZ_0=291{,}4\ \Omega e Z01=505,83=120,7 ΩZ_{01}=50\sqrt{5{,}83}=120{,}7\ \Omega.

Con l'adattatore inserito la potenza attiva disponibile nella linea a monte vale PA=∣Vg∣28Z0P_A=\dfrac{|V_g|^2}{8Z_0} (con Vg=10V_g=10 V e Z0=50 ΩZ_0=50\ \Omega: 250250 mW, invece dei 125125 mW prima) e anche la potenza assorbita dal carico: con RL=50 ΩR_L=50\ \Omega, ∣IL∣=2⋅0,25/50=100|I_L|=\sqrt{2\cdot0{,}25/50}=100 mA e ∣VL∣=∣ZL∣∣IL∣=111,8⋅0,1=11,18|V_L|=|Z_L||I_L|=111{,}8\cdot0{,}1=11{,}18 V (prima: 7,9 V).

Che cosa succede lungo la linea dopo l'adattamento

Con la soluzione B (d=437,5d=437{,}5 mm) si distinguono tre zone:

tratto ∣Γ∣\lvert\Gamma\rvert SS
a monte dell'adattatore 00 11
nell'adattatore (Z01=120,7 ΩZ_{01}=120{,}7\ \Omega) 291,4−120,7291,4+120,7=0,414\frac{291{,}4-120{,}7}{291{,}4+120{,}7}=0{,}414 291,4120,7=2,41=S\frac{291{,}4}{120{,}7}=2{,}41=\sqrt S
fra adattatore e carico 0,7070{,}707 (quello del carico) 5,835{,}83

La conservazione della potenza attiva (250 mW) dà i valori dei moduli: sul carico ∣VL∣=11,18|V_L|=11{,}18 V; nel minimo di tensione a 187,5187{,}5 mm, ∣V∣min=2PAZ0/S=2⋅0,25⋅50/5,83=2,07|V|_{min}=\sqrt{2P_AZ_0/S}=\sqrt{2\cdot0{,}25\cdot50/5{,}83}=2{,}07 V; all'ingresso dell'adattatore (massimo) ∣V∣max=2PAZ0S=12,07|V|_{max}=\sqrt{2P_AZ_0S}=12{,}07 V; all'uscita dell'adattatore (a monte) ∣V∣=∣Vg∣/2=5|V|=|V_g|/2=5 V, costante fino al generatore. All'interno dell'adattatore il modulo scende da 12,0712{,}07 a 55 V in λ/4\lambda/4. Si noti che una discontinuitàcambiamento brusco dell'impedenza caratteristica lungo la linea di impedenza caratteristica cambia le ampiezze delle onde: le onde nell'adattatore non coincidono con quelle nella linea a monte.

Grafico interattivo: Modulo della tensione |V| lungo la linea con carico 50−j100 Ω e adattatore a λ/4 in un massimo (B), generatore 10 V: x è la distanza dal carico (λ = 1 m)

Esempio: due soluzioni per un carico complesso

Carico ZL=140−j160 ΩZ_L=140-j160\ \Omega su linea da Z0=100 ΩZ_0=100\ \Omega a f=600f=600 MHz (λ=500\lambda=500 mm). zL=1,4−j1,6z_L=1{,}4-j1{,}6, ΓL=0,4−j1,62,4−j1,6=0,572 e−j42,3∘\Gamma_L=\dfrac{0{,}4-j1{,}6}{2{,}4-j1{,}6}=0{,}572\,e^{-j42{,}3^\circ}, S=1+0,5721−0,572=3,67S=\dfrac{1+0{,}572}{1-0{,}572}=3{,}67.

  • Primo minimo di tensione: dm=λ(φL4π+14)=(−0,0588+0,25)λ=0,191λ=95,6d_m=\lambda\left(\dfrac{\varphi_L}{4\pi}+\dfrac14\right)=\left(-0{,}0588+0{,}25\right)\lambda=0{,}191\lambda=95{,}6 mm, con Z=1003,67=27,2 ΩZ=\dfrac{100}{3{,}67}=27{,}2\ \Omega, quindi Z01=100⋅27,2=52,2 ΩZ_{01}=\sqrt{100\cdot27{,}2}=52{,}2\ \Omega.
  • Primo massimo di tensione: dM=0,191λ+λ4=0,441λ=220,6d_M=0{,}191\lambda+\dfrac\lambda4=0{,}441\lambda=220{,}6 mm, con Z=3,67⋅100=367 ΩZ=3{,}67\cdot100=367\ \Omega e Z01=100⋅367=191,6 ΩZ_{01}=\sqrt{100\cdot367}=191{,}6\ \Omega.

(Le soluzioni del corso, ricavate dalla carta con la sua precisione, riportano 96 mm e 51,6 Ω51{,}6\ \Omega, 221 mm e 194 Ω194\ \Omega.)

Errori comuni

  • Inserire l'adattatore dove l'impedenza non è reale: la formula Zin=Z012/RZ_{in}=Z_{01}^2/R vale solo con RR reale.
  • Usare Z01=Z0ZLZ_{01}=\sqrt{Z_0Z_L} con ZLZ_L complesso, o con la distanza dal carico sbagliata (dMd_M e dmd_m differiscono di λ/4\lambda/4).
  • Dimenticare che SS non cambia fra adattatore e carico (cambia solo a monte).
  • Ricalcolare λ/4\lambda/4 con la lunghezza d'onda della linea principale quando l'adattatore ha un dielettrico diverso.

Versione ripasso

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