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Note per Studenti Misura volt-amperometrica, shunt e strumenti derivati dal voltmetro

Misura volt-amperometrica, shunt e strumenti derivati dal voltmetro

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Un voltmetro è il mattone di base di quasi ogni strumento di misura elettrica: con l'aggiunta di un elemento noto (resistenza di shuntresistore di valore noto che trasforma la corrente in tensione, generatore di correntecircuito che mantiene una corrente costante indipendentemente dal carico, resistore di riferimentoresistore di valore noto con alta accuratezza usato come termine di confronto) si ottengono amperometri e ohmmetri. Questa nota raccoglie i tre schemi che ricorrono nei temi: la misura volt-amperometrica di una resistenza, l'amperometro a shunt, l'ohmmetro derivato dal voltmetro, e il bilancio di incertezza dell'elemento aggiunto.

Misura volt-amperometrica di una resistenza

Per ricavare Rx=Vx/IxR_x=V_x/I_x servono una misura di tensione ai capi di RxR_x e una di corrente attraverso RxR_x; con due multimetri (RV≃∞R_V\simeq\infty per il voltmetro, RA≃0R_A\simeq0 per l'amperometro, Multimetro digitale - voltmetro, amperometro e valore efficace veroIl multimetro digitale (DMM) non mostra la forma d'onda ma uno o più parametri del segnale: tensione e corrente continue e alternate (vero valore efficace), resistenza. Ingressi flottanti (differenziali). Voltmetro: resistenza interna idealmente infinita, in parallelo; amperometro: resistenza interna idealmente nulla (shunt), in serie, la caduta $V_b=R_sI$ è la burden voltage. Catena: partitore di campo, amplificatore, convertitore (RMS), ADC (doppia rampa $V_x=V_{ref}T_2/T_1$), display a $n\tfrac12$ cifre. Si sceglie il campo più piccolo che contiene il valore; specifiche $\pm(%\text{ lettura}+%\text{ fondo scala})$ con banda e tempo dalla taratura.Multimetro digitale - voltmetro, amperometro e valore efficace vero →) si può collegarli in due modi.

Schema 1: voltmetro in parallelo a RxR_x, amperometro a monte. Il voltmetro vede VxV_x, ma l'amperometro misura la corrente di RxR_x più quella del voltmetro. Lo strumento "vede" quindi il parallelo: R^x=VmisImis=VxVx/(Rx∥RV)=RxRVRx+RV.\hat R_x=\frac{V_{mis}}{I_{mis}}=\frac{V_x}{V_x/(R_x\parallel R_V)}=\frac{R_xR_V}{R_x+R_V}. Errore sistematico: ΔRx=∣R^x−Rx∣=Rx2Rx+RV≃Rx2RV\Delta R_x=\big|\hat R_x-R_x\big|=\dfrac{R_x^2}{R_x+R_V}\simeq\dfrac{R_x^2}{R_V} (per RV≫RxR_V\gg R_x), che cresce con RxR_x.

Schema 2: amperometro in serie a RxR_x, voltmetro su entrambi. La corrente è esatta (IxI_x), ma il voltmetro misura la tensione di RxR_x più quella dell'amperometro: R^x=Ix(RA+Rx)Ix=RA+Rx,ΔRx=RA.\hat R_x=\frac{I_x(R_A+R_x)}{I_x}=R_A+R_x,\qquad\Delta R_x=R_A.

Quale scegliere. Si adotta lo schema 1 quando il suo errore è minore: Rx2Rx+RV<RA\frac{R_x^2}{R_x+R_V}<R_A, cioè (con RV≫RxR_V\gg R_x) Rx2<RARVR_x^2<R_AR_V: Rx<RARV.\boxed{R_x<\sqrt{R_AR_V}.} Con RA=5 ΩR_A=5\ \Omega e RV=1R_V=1 MΩ\Omega: soglia 5⋅106=2,24\sqrt{5\cdot10^6}=2{,}24 kΩ\Omega (RxR_x piccole: schema 1; più grandi: schema 2). Se RAR_A e RVR_V sono noti si può anche correggere l'errore invertendo le formule: Rx=R^xRVRV−R^xR_x=\frac{\hat R_xR_V}{R_V-\hat R_x} (schema 1) oppure Rx=R^x−RAR_x=\hat R_x-R_A (schema 2); resta l'incertezza su questi valori.

Il multimetro come amperometro: lo shunt

Un voltmetro misura corrente se la corrente incognita attraversa un resistore RsR_s noto, lo shunt, e si misura la tensione ai suoi capi: I^=Vm/Rs\hat I=V_m/R_s. Lo schema è il voltmetro in parallelo allo shunt, e lo shunt in serie al circuito. Condizioni:

  • l'amperometro dovrebbe avere resistenza internaresistenza equivalente dello strumento visto dal circuito nulla: RsR_s piccolo, per non alterare la corrente. Equivale a chiedere una piccola caduta di tensione ai suoi capi (la burden voltagecaduta di tensione che l'amperometro introduce nel circuito Vb=RsIV_b=R_sI);
  • a parità di campo di corrente conviene il minimo fondo scalavalore massimo del campo selezionato di tensione disponibile: minimizza Rs=VFS/IFSR_s=V_{FS}/I_{FS} e anche la potenza P=VFSIFSP=V_{FS}I_{FS} che scalda lo shunt (un riscaldamento ne altera il valore).

Esempio (prova di esempio 2026). Voltmetro con campi 100100 mV, 11 V, 1010 V, 100100 V, 11 kV, e amperometro con campi 11 mA, 1010 mA, 100100 mA, 11 A. Per 11 A: 100100 mV ⇒Rs=0,1 Ω\Rightarrow R_s=0{,}1\ \Omega, P=0,1P=0{,}1 W; oppure 11 V ⇒Rs=1 Ω\Rightarrow R_s=1\ \Omega, P=1P=1 W (accettabile, ma peggiore). Per le correnti più piccole si usa sempre il campo 100100 mV con shunt di 1 Ω1\ \Omega (100100 mA), 10 Ω10\ \Omega (1010 mA), 100 Ω100\ \Omega (11 mA).

Bilancio di incertezza. Le specifiche sono incertezze estese ±(% lettura+% fondo scala)\pm(\%\text{ lettura}+\%\text{ fondo scala}). Nel punto di massima incertezza assoluta (lettura al fondo scala, FS/x=1FS/x=1) i due termini si sommano. Con voltmetro ±(0,003%+0,0005%)\pm(0{,}003\%+0{,}0005\%) e amperometro richiesto ±(0,007%+0,006%)\pm(0{,}007\%+0{,}006\%) si ha rispettivamente UV=0,0035%U_V=0{,}0035\% e Utot=0,013%U_{tot}=0{,}013\% relativi. I contributi di voltmetro e shunt si combinano in quadraturasomma dei quadrati con radice finale, per contributi indipendenti (stesso kk): Utot2=UV2+UR2U_{tot}^2=U_V^2+U_R^2 e quindi UR=Utot2−UV2=0,0132−0,00352 %=0,0125%.U_R=\sqrt{U_{tot}^2-U_V^2}=\sqrt{0{,}013^2-0{,}0035^2}\ \%=0{,}0125\%. cioè 0,1250{,}125 ‰. Lo shunt deve essere garantito entro ±0,0125%\pm0{,}0125\% (e stabile in temperatura): a quel livello la sua accuratezza determina la prestazione dell'intero strumento (Esercizio 25 · amperometro e ohmmetro costruiti con un voltmetro (temi d'esame febbraio 2026 e prova di esempio 2026)).

Il multimetro come ohmmetro

Schema A: corrente di prova nota. Un generatore di corrente ItestI_{test} attraversa RxR_x e il voltmetro misura VmisV_{mis}: Rx=Vmis/ItestR_x=V_{mis}/I_{test}. L'incertezza dipende direttamente da quella del generatore, che deve essere accuratamente nota.

Schema B: confronto con un resistore di riferimento (ratiometricoche dipende dal rapporto tra due tensioni misurate con la stessa corrente). RxR_x e un resistore RR noto sono in serie e percorsi dalla stessa corrente ItestI_{test}: si misurano le due tensioni e Rx=R Vx/VRR_x=R\,V_x/V_R. Ora conta l'accuratezza di RR e il rapporto tra due tensioni; la stabilità della corrente è meno critica.

Scelta di ItestI_{test}. Va limitata dalla potenza dissipata nel resistore, che ne altererebbe il valore: P=RxItest2≤Pmax⇒Itest≤Pmax/Rx,maxP=R_xI_{test}^2\le P_{max}\Rightarrow I_{test}\le\sqrt{P_{max}/R_{x,max}}. Con Pmax=0,1P_{max}=0{,}1 W e Rx,max=100R_{x,max}=100 kΩ\Omega: Itest≤1I_{test}\le1 mA e Vmis≤100V_{mis}\le100 V. Con Itest=1I_{test}=1 mA e campi di resistenza 100 Ω100\ \Omega, 11, 1010, 100100 kΩ\Omega si ottengono i fondo scala di tensione 100100 mV, 11 V, 1010 V, 100100 V, tutti disponibili nel voltmetro; la potenza al fondo scala di 100 Ω100\ \Omega (0,10{,}1 mW) è molto inferiore a PmaxP_{max}.

Bilancio. Voltmetro ±(0,02%+0,005% FS)\pm(0{,}02\%+0{,}005\%\,FS), ohmmetro richiesto ±(0,05%+0,07% FS)\pm(0{,}05\%+0{,}07\%\,FS). Poiché xFS/xx_{FS}/x è uguale per le due misure (legge di Ohm), al fondo scala: UV=0,025%U_V=0{,}025\%, URx=0,12%U_{Rx}=0{,}12\% e l'elemento aggiunto (generatore di corrente o resistore RR) deve avere Uagg=0,122−0,0252 %=0,117%≃0,12%.U_{agg}=\sqrt{0{,}12^2-0{,}025^2}\ \%=0{,}117\%\simeq0{,}12\%. Praticamente tutta la specifica è occupata dall'elemento aggiunto, che determina la prestazione dello strumento (Esercizio 25 · amperometro e ohmmetro costruiti con un voltmetro (temi d'esame febbraio 2026 e prova di esempio 2026)).

Esempi di uso dello shunt con l'oscilloscopio e il multimetro

Un sistema a microcontrollore alterna una fase attiva (TattT_{att}) e una di sleepfase in cui il microcontrollore è inattivo e assorbe pochissima corrente (TsleepT_{sleep}); la corrente dalla batteria si misura con uno shunt e un oscilloscopio. Le correnti si ricavano da I=V/RsI=V/R_s; la corrente media di un ciclo è la media pesata sulle durate, Ic=d Iatt+(1−d) Isleep,d=TattTatt+Tsleep.I_c=d\,I_{att}+(1-d)\,I_{sleep},\qquad d=\frac{T_{att}}{T_{att}+T_{sleep}}. Con Rs=10 ΩR_s=10\ \Omega, Vatt=200V_{att}=200 mV (Iatt=20I_{att}=20 mA), Tatt=1,2T_{att}=1{,}2 ms, Tsleep=200T_{sleep}=200 ms e Isleep=1 μI_{sleep}=1\ \muA: d=0,00596d=0{,}00596, Ic=119,3+1,0=120 μI_c=119{,}3+1{,}0=120\ \muA. L'oscilloscopio non va bene per la corrente di sleep: Vsleep=IsleepRs=10 μV_{sleep}=I_{sleep}R_s=10\ \muV mentre l'incertezza estesasemiampiezza dell'intervallo di confidenza al minimo fondo scala (11 mV/div, FS=8FS=8 mV) è 2,5%⋅8 mV=200 μ2{,}5\%\cdot8\ \text{mV}=200\ \muV: incertezza relativa 1000%1000\%. Si misura quel valore con un multimetro opportunamente sincronizzato o con strumenti per correnti dinamiche; i tempi si misurano bene con l'oscilloscopio, la VattV_{att} anche, la RsR_s si misura prima con un multimetro (Esercizio 21 · corrente media di un microcontrollore con lo shunt (tema d'esame luglio 2021)).

Errori comuni

  • Dimenticare che nello schema 1 l'amperometro misura anche la corrente del voltmetro (Rx∥RVR_x\parallel R_V), e nello schema 2 il voltmetro vede anche RAR_A.
  • Scegliere RsR_s grande per avere "più segnale": altera il circuito e scalda.
  • Sommare in modulo, anziché in quadratura, le incertezze di voltmetro e shunt.
  • Dimenticare che le specifiche relative dipendono da xFS/xx_{FS}/x: il caso di riferimento è la lettura a fondo scala.
  • Scegliere ItestI_{test} dalla sola tensione di fondo scala senza il vincolo di potenza.

Versione ripasso

Esercizi su questo argomento

Teoria collegata