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Note per Studenti Misuratore di impedenza

Misuratore di impedenza

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Il programma di Strumentazione elettronica elenca tra gli strumenti di laboratorio anche il misuratore di impedenzarapporto tra tensione e corrente complesse in regime sinusoidale (detto anche LCR meterstrumento che misura induttanza, capacità e resistenza di un componente, cioè la sua impedenza), accanto a multimetro, oscilloscopio, schede di acquisizione e generatori. Il materiale del corso a disposizione non lo sviluppa, perciò questa nota riassume i principi con gli strumenti già visti (partitore, corrente di prova, quattro fili, stima di fasori) senza dettagli di uno strumento commerciale.

Che cosa si misura

In regime sinusoidale a pulsazione ω=2πf\omega=2\pi f un bipolo passivo ha impedenza Zx=R+jXZ_x=R+jX con modulo ∣Z∣=R2+X2|Z|=\sqrt{R^2+X^2} e fase φ=arctan⁡(X/R)\varphi=\arctan(X/R) (Impedenza e ammettenzaIn regime sinusoidale, con i fasori e la convenzione dell'utilizzatore: resistore V̄ = R Ī (in fase), induttore V̄ = jωL Ī (tensione in anticipo di π/2), condensatore Ī = jωC V̄ (corrente in anticipo di π/2). In generale V̄ = Ż Ī: l'impedenza Ż = R + jX (resistenza e reattanza, in ohm) e l'ammettenza Ẏ = 1/Ż = G + jB (conduttanza e suscettanza, in siemens). X_L = ωL > 0, X_C = -1/(ωC) < 0. Un bipolo passivo ha Re(Ż) ≥ 0, cioè -π/2 ≤ φ ≤ π/2. Le leggi di Kirchhoff valgono sui fasori.Impedenza e ammettenza →, Sinusoidi e fasoriUna rete è in regime sinusoidale se tutte le tensioni e correnti sono sinusoidi della stessa pulsazione ω. Una sinusoide a(t) = √2 A cos(ωt + φ) è individuata da due numeri, il valore efficace A = A_M/√2 e la fase φ, e quindi dal fasore Ā = A e^(jφ), un numero complesso. Si torna alla sinusoide con a(t) = Re[√2 Ā e^(jωt)]. Somme di sinusoidi diventano somme di fasori, la derivata diventa moltiplicazione per jω: le equazioni differenziali della rete diventano equazioni algebriche complesse (metodo simbolico).Sinusoidi e fasori →). Un componente reale si rappresenta con un modello serie o parallelo:

  • condensatore: CsC_s in serie a RsR_s, oppure CpC_p in parallelo a RpR_p. Il fattore di perditaD, tangente dell'angolo di perdita: rapporto tra parte resistiva e reattiva D=tan⁡δ=ωRsCs=1ωRpCpD=\tan\delta=\omega R_sC_s=\frac1{\omega R_pC_p} (δ\delta angolo complementare alla fase) dice quanto è "non ideale";
  • induttore: LsL_s, RsR_s o LpL_p, RpR_p, con fattore di meritoQ, inverso del fattore di perdita: misura quanto un induttore è vicino a ideale Q=ωLsRs=1DQ=\frac{\omega L_s}{R_s}=\frac1D;
  • resistore: il modello serie include l'induttanza parassita dei terminali, quello parallelo la capacità parassita.

I valori RsR_s, CsC_s dipendono dalla frequenza di misura: per questo gli strumenti permettono di scegliere ff e il livello del segnale, e si dichiarano insieme al risultato.

Esempio. Condensatore C=100C=100 nF a f=1f=1 kHz: reattanzaparte immaginaria dell'impedenza XC=12π 103⋅10−7=1591,5 ΩX_C=\frac1{2\pi\,10^3\cdot10^{-7}}=1591{,}5\ \Omega. Con D=0,01D=0{,}01 le perdite equivalgono a Rs=D XC=15,9 ΩR_s=D\,X_C=15{,}9\ \Omega in serie (o Rp=XC/D=159R_p=X_C/D=159 kΩ\Omega in parallelo), e Zx=15,9−j1591,5 ΩZ_x=15{,}9-j1591{,}5\ \Omega, cioè ∣Z∣=1591,6 Ω|Z|=1591{,}6\ \Omega con fase −89,43∘-89{,}43^\circ.

Il metodo volt-amperometrico con fasori

Lo schema di principio è quello della misura di una resistenza con corrente nota, ma con segnale sinusoidale e con tensione e corrente come grandezze complesse (modulo e fase): Zx=Vx/IxZ_x=V_x/I_x. La corrente non si misura direttamente: si fa passare in un resistore di riferimentoresistore noto usato per ricavare la corrente RrefR_{ref} noto in serie a ZxZ_x e si misurano due tensioni, quella ai capi di ZxZ_x e quella ai capi di RrefR_{ref}: Zx=Rref VxVR(rapporto di fasori).Z_x=R_{ref}\,\frac{V_x}{V_R}\qquad(\text{rapporto di fasori}). È un rapporto tra due tensioni come nell'ohmmetro ratiometrico (Misura volt-amperometrica, shunt e strumenti derivati dal voltmetroCon un voltmetro e un amperometro si ricava $R_x=V/I$ in due modi: voltmetro in parallelo a $R_x$ (misura $R_x\parallel R_V$, errore $\frac{R_x^2}{R_x+R_V}$) oppure amperometro in serie a $R_x$ e voltmetro su entrambi (misura $R_x+R_A$, errore $R_A$); il primo conviene per $R_x<\sqrt{R_AR_V}$. Dal voltmetro si ricava un amperometro con un resistore di shunt ($I=V_m/R_s$, $R_s=V_{FS}/I_{FS}$) e un ohmmetro con una corrente di prova nota o con un resistore di riferimento; con le specifiche si fissa il limite sull'incertezza dell'elemento aggiunto: $U_{agg}=\sqrt{U_{tot}^2-U_V^2}$ (relative, al fondo scala).Misura volt-amperometrica, shunt e strumenti derivati dal voltmetro →): contano l'accuratezza di RrefR_{ref} e quella del rapporto, la stabilità dell'ampiezza della sorgente è meno critica. Con Rref=1R_{ref}=1 kΩ\Omega per il condensatore dell'esempio il rapporto vale 1,5916∠−89,43∘1{,}5916\angle-89{,}43^\circ.

Ponte autobilanciato. Gli strumenti commerciali usano un amplificatore operazionale: il terminale basso di ZxZ_x è collegato all'ingresso invertente, che resta a massa virtualeingresso invertente di un operazionale con retroazione, tenuto a potenziale quasi nullo senza essere collegato a massa (potenziale ≃0\simeq0, Amplificatore operazionale ideale - corto virtuale e configurazioni baseL'amplificatore operazionale (opamp) è un amplificatore differenziale con guadagno altissimo: v_O = A (v_NI − v_INV). Nel modello ideale A = ∞, Rin = ∞, Rout = 0, banda infinita. Con una retroazione negativa dall'uscita all'ingresso invertente l'uscita si porta al valore che rende nulla la tensione differenziale (corto virtuale: v_NI = v_INV) senza che entri corrente negli ingressi. Con questa sola regola si ricavano l'amplificatore non invertente (Av = 1 + R2/R1, Rin = ∞) e l'invertente (Av = −R2/R1, Rin = R1); in entrambi Rout = 0.Amplificatore operazionale ideale - corto virtuale e configurazioni base →), e la corrente che attraversa ZxZ_x è forzata a passare nel resistore di retroazione RrefR_{ref}: Vout=−RrefIxV_{out}=-R_{ref}I_x, con Ix=Vx/ZxI_x=V_x/Z_x, da cui Zx=−Rref Vx/VoutZ_x=-R_{ref}\,V_x/V_{out}. Il vantaggio è che i due terminali sono a potenziali noti (alto = sorgente, basso = massa virtuale) e le capacità verso massa dei cavi non alterano la corrente.

Sono usati anche ponti a bilanciamento (Wheatstone, di Wien, ponti per capacità) in cui si regolano elementi noti finché uno strumento di zero indica l'equilibrio, e i metodi a risonanza per fattori di merito elevati; sono più lenti e non automatici.

Stima dei fasori dai campioni

Un moderno strumento digitale acquisisce con un ADC le due tensioni e ne calcola modulo e fase con la rivelazione sensibile alla fasemoltiplicazione per seno e coseno di riferimento e filtraggio per estrarre modulo e fase (lock-inamplificatore che estrae ampiezza e fase di una sinusoide alla frequenza di riferimento): se v[n]v[n] sono NN campioni a fsf_s di un segnale a frequenza ff con Nf/fsNf/f_s intero (campionamento coerentein N campioni entra un numero intero di periodi del segnale, Spettro dei segnali periodici e FFT dell'oscilloscopioUn segnale periodico di periodo $T$ ha uno spettro a righe alle frequenze $kf_0$, $f_0=1/T$. Per un'onda rettangolare $0\to A$ con duty cycle $d$ la riga $k$ ha ampiezza $2Ad,|\mathrm{sinc}(kd)|$ (inviluppo $|\sin x/x|$, primo zero a $f=1/\tau$); se $d\ne50%$ compaiono anche le armoniche pari. La FFT dell'oscilloscopio lavora sulla finestra visualizzata $T_w$: la risoluzione in frequenza è $\Delta f=1/T_w$ e si migliora solo aumentando $T_w$ (scala dei tempi più lenta), non con più campioni. Si ottengono righe pulite quando la finestra contiene un numero intero di periodi (campionamento coerente), altrimenti c'è dispersione spettrale.Spettro dei segnali periodici e FFT dell'oscilloscopio →), X=2N∑n=0N−1v[n]cos⁡(ωnTs),Y=−2N∑n=0N−1v[n]sin⁡(ωnTs),V^=X+jY.X=\frac2N\sum_{n=0}^{N-1}v[n]\cos(\omega nT_s),\qquad Y=-\frac2N\sum_{n=0}^{N-1}v[n]\sin(\omega nT_s),\qquad\hat V=X+jY. Equivale a calcolare un coefficiente della TFD (Trasformata di Fourier discreta (TFD)La TFD è la serie di Fourier dei segnali discreti periodici di periodo $N$: servono solo $N$ armoniche, $X(k)=\frac1N\sum_{n=0}^{N-1}x(n)e^{-j2\pi kn/N}$ e $x(n)=\sum_{k=0}^{N-1}X(k)e^{j2\pi kn/N}$. È un prodotto matrice-vettore in $\mathbb{C}^N$ (la matrice di Fourier); la convoluzione circolare diventa prodotto, $N X(k)Y(k)$. La FFT la calcola in $O(N\log N)$.Trasformata di Fourier discreta (TFD) →) alla sola frequenza di misura: il prodotto per seno e coseno di riferimento seguito dalla media (un filtro passa-basso) rigetta il rumore a frequenze diverse. Il rapporto V^x/V^R\hat V_x/\hat V_R dà ZxZ_x e la differenza di fase tra i due fasori dà φ\varphi. Con N=1000N=1000 campioni a 100100 kS/s (dieci periodi interi a 11 kHz) e rumore di 0,050{,}05 V efficaci l'esempio di prima è ricostruito come 1591,6 Ω1591{,}6\ \Omega e −89,41∘-89{,}41^\circ, contro i valori veri 1591,6 Ω1591{,}6\ \Omega e −89,43∘-89{,}43^\circ.

Connessioni e incertezza

Errori comuni

  • Dare un valore di CC o LL senza dire a quale frequenza e con quale modello (serie o parallelo).
  • Confondere DD con la fase: D=tan⁡δD=\tan\delta (δ=90∘−∣φ∣\delta=90^\circ-|\varphi| per un condensatore).
  • Misurare con i due fili impedenze piccole (stessi problemi di una resistenza).
  • Usare un'acquisizione non coerente senza filtro finestra: il fasorenumero complesso che rappresenta ampiezza e fase di una sinusoide è distorto.

Versione ripasso