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Note per Studenti Sinusoidi e fasori

Sinusoidi e fasori

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Dispensa, capitolo 18. Apre la parte sul regime sinusoidale; prosegue con Impedenza e ammettenzaIn regime sinusoidale, con i fasori e la convenzione dell'utilizzatore: resistore V̄ = R Ī (in fase), induttore V̄ = jωL Ī (tensione in anticipo di π/2), condensatore Ī = jωC V̄ (corrente in anticipo di π/2). In generale V̄ = Ż Ī: l'impedenza Ż = R + jX (resistenza e reattanza, in ohm) e l'ammettenza Ẏ = 1/Ż = G + jB (conduttanza e suscettanza, in siemens). X_L = ωL > 0, X_C = -1/(ωC) < 0. Un bipolo passivo ha Re(Ż) ≥ 0, cioè -π/2 ≤ φ ≤ π/2. Le leggi di Kirchhoff valgono sui fasori.Impedenza e ammettenza →, Potenza in regime sinusoidaleCon v e i sinusoidali la potenza istantanea p(t) = VI cos φ + VI cos(2ωt + φv + φi) oscilla a pulsazione 2ω. La sua media è la potenza attiva P = VI cos φ (watt). La potenza complessa Ṡ = V̄ Ī* = P + jQ ha per parte immaginaria la potenza reattiva Q = VI sin φ (VAR) e per modulo la potenza apparente S = VI (VA). cos φ = P/S è il fattore di potenza. Con un'impedenza: P = R I², Q = X I²; Q_L = ωL I² > 0, Q_C = -ωC V² < 0. In una rete si conservano la potenza complessa, attiva e reattiva (teorema di Boucherot).Potenza in regime sinusoidale → e Reti in regime sinusoidale (metodo simbolico)Metodo simbolico: (1) si scrivono tutte le sinusoidi in coseno (o tutte in seno) e se ne calcolano i fasori; (2) ogni bipolo passivo diventa un'impedenza (R, jωL, -j/ωC); (3) si risolve la rete simbolica con i metodi delle reti resistive (serie e parallelo, partitori, nodi, anelli, sovrapposizione, Thévenin e Norton), facendo i conti con i numeri complessi; (4) si torna alle sinusoidi. Serie: Ż = ΣŻk; parallelo: Ẏ = ΣẎk. Ogni impedenza equivale a una sintesi serie (R + L o R + C) o parallelo. Si conservano le potenze complessa, attiva e reattiva.Reti in regime sinusoidale (metodo simbolico) →.

Perché il regime sinusoidale

Una rete è in regime sinusoidale quando tutte le tensioni e le correnti sono sinusoidi con la stessa frequenza. È il caso delle reti di distribuzione dell'energia (50 Hz50\ \mathrm{Hz} in Europa) e di moltissimi segnali delle telecomunicazioni.

Due motivi lo rendono centrale:

  1. nei transitoriUna rete con un solo condensatore o un solo induttore è del primo ordine: la variabile di stato x(t) soddisfa dx/dt + x/T = b(t). Con generatori costanti la soluzione è x(t) = x∞ + [x(0) - x∞] e^(-t/T): valore finale (regime stazionario per t > 0) più un transitorio esponenziale. La costante di tempo è T = R C per il condensatore e T = L / R per l'induttore, dove R è la resistenza di Thévenin vista dal componente dinamico. Dopo 4-5 costanti di tempo il transitorio è esaurito. Carica RC: vC = E(1 - e^(-t/RC)); scarica: vC = V0 e^(-t/RC); duali per RL.Circuiti del primo ordine (RC e RL) → con generatori sinusoidali, quando il transitorio si è esaurito resta il regime permanente sinusoidale, che è la soluzione particolare;
  2. un segnale periodico qualsiasi si scompone (serie di Fourier) in un valore medio più sinusoidi di frequenze multiple: con una rete lineare si studia ogni frequenza separatamente e si sommano i risultati. Così, per esempio, si descrive un impianto hi-fi che deve lavorare tra 20 Hz20\ \mathrm{Hz} e 20 kHz20\ \mathrm{kHz}.

Sinusoidi

a(t)=AMcos⁡(ωt+φa)a(t) = A_M \cos(\omega t + \varphi_a)

  • AM≥0A_M \ge 0 è l'ampiezza (valore massimo);
  • ω>0\omega > 0 è la pulsazione in rad/s\mathrm{rad/s}; il periodo è T=2π/ωT = 2\pi/\omega e la frequenza f=1/T=ω/2πf = 1/T = \omega / 2\pi in hertz (Hz=s−1\mathrm{Hz} = \mathrm s^{-1});
  • φa\varphi_a è la fase in radianti, presa nell'intervallo (−π,π](-\pi, \pi].

Esempio: la rete elettrica a f=50 Hzf = 50\ \mathrm{Hz} ha ω=2π⋅50≈314 rad/s\omega = 2\pi \cdot 50 \approx 314\ \mathrm{rad/s} e T=20 msT = 20\ \mathrm{ms}.

Si può scrivere tutto con il seno invece che con il coseno, ricordando sin⁡(γ+π/2)=cos⁡γ\sin(\gamma + \pi/2) = \cos\gamma, cioè sin⁡θ=cos⁡(θ−π/2)\sin \theta = \cos(\theta - \pi/2). L'importante è scegliere una convenzione e usarla per tutte le sinusoidi: la dispensa usa il coseno; i testi d'esame spesso danno i generatori in seno, e(t)=2Esin⁡(ωt+α)e(t) = \sqrt2 E \sin(\omega t + \alpha).

Valore efficace

Il valore efficace (in inglese rms, root mean square) è la radice della media del quadrato su un periodo:

A=1T∫0Ta2(t) dtA = \sqrt{\frac{1}{T}\int_0^T a^2(t)\, dt}

Per una sinusoide, usando cos⁡2x=1+cos⁡2x2\cos^2 x = \frac{1 + \cos 2x}{2} (la media del secondo termine su un periodo è zero):

A=AM22=AM2≈0,707 AMA = \sqrt{\frac{A_M^2}{2}} = \frac{A_M}{\sqrt 2} \approx 0{,}707\, A_M

Perché è il valore che conta. Un resistore percorso da una corrente sinusoidale di valore efficace II dissipa in media RI2R I^2, la stessa potenza che dissiperebbe con una corrente continua II. Per questo i 230 V230\ \mathrm V della rete domestica sono un valore efficace: l'ampiezza è 2302≈325 V230\sqrt2 \approx 325\ \mathrm V. D'ora in poi si scrive a(t)=2 Acos⁡(ωt+φa)a(t) = \sqrt2\, A \cos(\omega t + \varphi_a).

Sfasamento

Due sinusoidi della stessa frequenza a(t)=2Acos⁡(ωt+φa)a(t) = \sqrt2 A\cos(\omega t + \varphi_a) e b(t)=2Bcos⁡(ωt+φb)b(t) = \sqrt2 B\cos(\omega t + \varphi_b) differiscono per l'ampiezza e per una traslazione nel tempo. Lo sfasamento (o anticipo di fase) di aa rispetto a bb è

φa−φb(riportato nell’intervallo (−π,π] sommando o togliendo 2π)\varphi_a - \varphi_b \quad \text{(riportato nell'intervallo } (-\pi, \pi] \text{ sommando o togliendo } 2\pi\text{)}

e corrisponde a uno spostamento nel tempo Δt=(φa−φb)/ω\Delta t = (\varphi_a - \varphi_b)/\omega.

Sfasamento φa−φb\varphi_a - \varphi_b Si dice che
>0> 0 aa è in anticipo su bb (raggiunge prima il massimo)
<0< 0 aa è in ritardo su bb
00 sono in fase
π\pi sono in opposizione di fase
π/2\pi/2 aa è in quadratura in anticipo su bb
−π/2-\pi/2 aa è in quadratura in ritardo su bb

Esempio: se φa−φb\varphi_a - \varphi_b risulta −5π/4-5\pi/4, si somma 2π2\pi e lo sfasamento è 3π/43\pi/4.

Richiami sui numeri complessi

In elettrotecnica l'unità immaginaria si indica con jj (j2=−1j^2 = -1), perché ii è la corrente. Un numero complesso si scrive:

  • in forma cartesiana z˙=x+jy\dot z = x + jy;
  • in forma polare z˙=ρ ejθ=ρ(cos⁡θ+jsin⁡θ)\dot z = \rho\, e^{j\theta} = \rho(\cos\theta + j\sin\theta) (formula di Eulero), con modulo ρ=x2+y2\rho = \sqrt{x^2 + y^2} e argomento θ∈(−π,π]\theta \in (-\pi, \pi].

Per l'argomento attenzione al quadrante: θ=arctan⁡(y/x)\theta = \arctan(y/x) solo se x>0x > 0; se x<0x < 0 si aggiunge π\pi (se y>0y > 0) o si toglie π\pi (se y<0y < 0); se x=0x = 0, θ=±π/2\theta = \pm \pi/2 secondo il segno di yy.

Somme e differenze si fanno comodamente in forma cartesiana; prodotti e quozienti in forma polare (si moltiplicano i moduli e si sommano gli argomenti). Valori da ricordare: j=ejπ/2j = e^{j\pi/2}, −j=1j=e−jπ/2-j = \frac1j = e^{-j\pi/2}, −1=ejπ-1 = e^{j\pi}, 1+j=2 ejπ/41 + j = \sqrt2\, e^{j\pi/4}.

Fasori

Con la frequenza fissata, una sinusoide è individuata da due numeri: valore efficace AA e fase φa\varphi_a. Anche un numero complesso è individuato da due numeri (modulo e argomento). Si associa allora a ogni sinusoide il fasore

  a(t)=2 Acos⁡(ωt+φa)⟷Aˉ=A ejφa  \boxed{\;a(t) = \sqrt2\, A \cos(\omega t + \varphi_a) \quad\longleftrightarrow\quad \bar A = A\, e^{j\varphi_a}\;}

con modulo uguale al valore efficace e argomento uguale alla fase. La corrispondenza è biunivoca; per tornare alla sinusoide:

a(t)=Re[2 Aˉ ejωt]a(t) = \mathrm{Re}\left[\sqrt2\, \bar A\, e^{j\omega t}\right]

Infatti 2 Aejφaejωt=2Aej(ωt+φa)\sqrt2\, A e^{j\varphi_a} e^{j\omega t} = \sqrt2 A e^{j(\omega t + \varphi_a)}, la cui parte reale è 2Acos⁡(ωt+φa)\sqrt 2 A \cos(\omega t + \varphi_a).

Notazione. I fasori di tensioni e correnti si scrivono con il trattino sopra (Vˉ\bar V, Iˉ\bar I). Altri numeri complessi che non sono fasori (impedenze, potenza complessa) si scrivono con il punto sopra (Z˙\dot Z, S˙\dot S).

Altre convenzioni. Con le sinusoidi in seno si usa a(t)=Im[2 Aˉ ejωt]a(t) = \mathrm{Im}[\sqrt2\, \bar A\, e^{j\omega t}]; con il modulo uguale all'ampiezza si toglie il 2\sqrt2. Le regole di calcolo non cambiano, e alla fine le sinusoidi trovate sono le stesse: conta solo essere coerenti. (Cambia invece la formula della potenza complessa, vedi Potenza in regime sinusoidaleCon v e i sinusoidali la potenza istantanea p(t) = VI cos φ + VI cos(2ωt + φv + φi) oscilla a pulsazione 2ω. La sua media è la potenza attiva P = VI cos φ (watt). La potenza complessa Ṡ = V̄ Ī* = P + jQ ha per parte immaginaria la potenza reattiva Q = VI sin φ (VAR) e per modulo la potenza apparente S = VI (VA). cos φ = P/S è il fattore di potenza. Con un'impedenza: P = R I², Q = X I²; Q_L = ωL I² > 0, Q_C = -ωC V² < 0. In una rete si conservano la potenza complessa, attiva e reattiva (teorema di Boucherot).Potenza in regime sinusoidale →.)

Vettore rotante. 2 Aˉ ejωt\sqrt2\, \bar A\, e^{j\omega t} è un vettore di lunghezza AMA_M che ruota in senso antiorario con velocità angolare ω\omega; la sinusoide è la sua proiezione sull'asse reale. Il fasore è la "fotografia" di quel vettore in t=0t = 0 (diviso per 2\sqrt 2).

Esempi (coseno, valore efficace)

Sinusoide Fasore
3cos⁡(ωt)3\cos(\omega t) 32\frac{3}{\sqrt2}
52cos⁡(ωt+π/4)5\sqrt2 \cos(\omega t + \pi/4) 5 ejπ/4=52(1+j)5\, e^{j\pi/4} = \frac{5}{\sqrt2}(1 + j)
20sin⁡(ωt)=20cos⁡(ωt−π/2)20 \sin(\omega t) = 20\cos(\omega t - \pi/2) 202e−jπ/2=−j 102\frac{20}{\sqrt2} e^{-j\pi/2} = -j\, 10\sqrt2

Operazioni sui fasori

Le leggi di Kirchhoff e le equazioni dei bipoli usano somme, prodotti per costanti reali e derivate. Su sinusoidi della stessa frequenza queste operazioni danno ancora sinusoidi della stessa frequenza, e sui fasori diventano:

Nel tempo Sui fasori
c(t)=a(t)±b(t)c(t) = a(t) \pm b(t) Cˉ=Aˉ±Bˉ\bar C = \bar A \pm \bar B
c(t)=k a(t)c(t) = k\, a(t), kk reale Cˉ=k Aˉ\bar C = k\, \bar A
c(t)=dadtc(t) = \dfrac{da}{dt} Cˉ=jω Aˉ\bar C = j\omega\, \bar A

Somma. Re[2Aˉejωt]+Re[2Bˉejωt]=Re[2(Aˉ+Bˉ)ejωt]\mathrm{Re}[\sqrt2 \bar A e^{j\omega t}] + \mathrm{Re}[\sqrt2 \bar B e^{j\omega t}] = \mathrm{Re}[\sqrt2 (\bar A + \bar B) e^{j\omega t}]. Graficamente si sommano i vettori con la regola del parallelogramma. Attenzione: i valori efficaci non si sommano: ∣Aˉ+Bˉ∣≠A+B|\bar A + \bar B| \ne A + B in generale.

Derivata. ddt[2Acos⁡(ωt+φa)]=−2ωAsin⁡(ωt+φa)=2 ωAcos⁡(ωt+φa+π/2)\frac{d}{dt}\big[\sqrt2 A \cos(\omega t + \varphi_a)\big] = -\sqrt2 \omega A \sin(\omega t + \varphi_a) = \sqrt2\, \omega A \cos(\omega t + \varphi_a + \pi/2): il valore efficace si moltiplica per ω\omega e la fase avanza di π/2\pi/2. Moltiplicare per j=ejπ/2j = e^{j\pi/2} fa esattamente questo. La derivata è in quadratura in anticipo sulla funzione.

La conseguenza decisiva. Con i fasori non c'è più il tempo (resta solo ω\omega come parametro) e non ci sono più derivate: le equazioni differenziali della rete diventano equazioni algebriche lineari con coefficienti complessi. Si risolvono con le stesse tecniche delle reti resistive. È il metodo simbolico (o di Steinmetz).

Diagramma fasoriale

Rappresentare sullo stesso piano complesso i fasori delle tensioni e delle correnti di una rete dà il diagramma fasoriale: le tensioni in una scala, le correnti in un'altra, gli angoli rispettati. Spesso si disegnano i vettori "in coda" uno all'altro (vettori equipollenti) per visualizzare una LKT come un poligono chiuso.

Linearizzazione: analisi ai piccoli segnali

Il metodo funziona solo con componenti le cui equazioni sono compatibili con il regime sinusoidale (somme, prodotti per costanti, derivate). Un diodo, con i=IS(ev/ηVT−1)i = I_S\left(e^{v/\eta V_T} - 1\right), non lo è: una tensione sinusoidale produce una corrente non sinusoidale. Se però la tensione varia poco attorno a un punto di lavoro (v0,i0)(v_0, i_0), si approssima con la tangente (Taylor al primo ordine):

i−i0≈gd (v−v0),gd=didv∣v0i - i_0 \approx g_d\,(v - v_0), \qquad g_d = \left.\frac{di}{dv}\right|_{v_0}

Per le piccole variazioni il diodo si comporta come un resistore di conduttanza gdg_d (la conduttanza differenziale), e il regime sinusoidale torna applicabile.

Errori comuni

  • Usare l'ampiezza come modulo del fasore quando la convenzione è il valore efficace (o viceversa): sbaglia tutto di 2\sqrt 2.
  • Mescolare seno e coseno senza convertire prima.
  • Sbagliare il quadrante dell'argomento con arctan⁡\arctan.
  • Sommare i valori efficaci invece dei fasori.

Esercizi: Esercizio 3.1 - dalle sinusoidi ai fasori, Esercizio 3.2 - dai fasori alle sinusoidi.

Esercizi su questo argomento

Teoria collegata