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Note per Studenti Esercizio 2.13 - resistenza interna con un GCPC

Esercizio 2.13 - resistenza interna con un GCPC

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Testo (Eserciziario, es. 2.13). Rete in regime stazionario con R1=8 ΩR_1 = 8\ \Omega, R2=10 ΩR_2 = 10\ \Omega, un GIT E=12 VE = 12\ \mathrm V e un GCPC con β=4\beta = 4. Determinare la resistenza interna alla porta AB.

Figura (descritta). Filo in basso = B; sul filo in basso, tra la parte sinistra e la parte destra, scorre la corrente di controllo IxI_x, con verso da destra a sinistra. Nodi in alto: P (a sinistra) e A (a destra).

Bipolo Tra i nodi Note
GCPC βIx\beta I_x P → B a sinistra, freccia in giù
R1R_1 P – B
EE P – A sul filo in alto, ++ verso A: VA−VP=EV_A - V_P = E
R2R_2 A – B a destra

Risultato: Ri=8 ΩR_i = 8\ \Omega.

Teoria: Reti con generatori pilotatiUna rete lineare con generatori pilotati si risolve con gli stessi metodi (Kirchhoff, nodi, anelli, sovrapposizione, Thévenin e Norton) aggiungendo un'equazione per ogni pilotato: quella che esprime la grandezza di controllo con le incognite. Nella sovrapposizione si spengono solo i generatori indipendenti; i pilotati restano sempre attivi. La resistenza equivalente non si trova con serie e parallelo: si usa un generatore di prova (R_eq = V*/I* con i generatori indipendenti spenti) oppure il rapporto v_0 / i_cc. Con i pilotati R_eq può venire anche negativa.Reti con generatori pilotati →.


1. Dove si misura IxI_x

Il filo in basso è un unico nodo B, ma IxI_x è la corrente nel tratto di filo tra il gruppo di sinistra (GCPC e R1R_1) e il gruppo di destra (R2R_2 e il morsetto B). È la corrente di controllo di un GCPC: la sua "porta 1" è un cortocircuito inserito in quel tratto di filo, come un amperometro.

2. Generatore di prova

EE spento: cortocircuito, quindi P coincide con A. GIT di prova V∗V^* su AB. Ora a sinistra il GCPC e R1R_1 sono tra A e B, a destra c'è R2R_2 tra A e B.

LKC sul gruppo di sinistra (parte bassa). Nel tratto in basso a sinistra arrivano dall'alto la corrente di R1R_1, V∗/R1V^*/R_1, e quella del GCPC, βIx\beta I_x (entrambe scendono). Tutto ciò deve proseguire nel filo verso destra, che porta −Ix-I_x (perché IxI_x è orientata verso sinistra):

V∗R1+βIx=−Ix⟹Ix=−V∗(1+β)R1\frac{V^*}{R_1} + \beta I_x = -I_x \quad\Longrightarrow\quad I_x = -\frac{V^*}{(1 + \beta) R_1}

LKC nel morsetto B. La corrente di prova I∗I^* entra in A ed esce da B. In B arrivano quella di R2R_2 e quella del filo da sinistra (−Ix-I_x):

I∗=V∗R2−Ix=V∗R2+V∗(1+β)R1=V∗(110+140)=V∗8I^* = \frac{V^*}{R_2} - I_x = \frac{V^*}{R_2} + \frac{V^*}{(1+\beta) R_1} = V^* \left( \frac{1}{10} + \frac{1}{40} \right) = \frac{V^*}{8}

Ri=8 Ω\boxed{R_i = 8\ \Omega}

3. Interpretazione

Il gruppo di sinistra si comporta come un resistore da (1+β)R1=5⋅8=40 Ω(1 + \beta) R_1 = 5 \cdot 8 = 40\ \Omega. Il motivo: la corrente che "esce" dal gruppo nel filo è −Ix-I_x, ma il GCPC ne fa circolare altre β\beta volte tanto in verso opposto, così solo una frazione 11+β\frac{1}{1+\beta} della corrente di R1R_1 arriva alla porta. Visto da fuori, R1R_1 sembra 5 volte più grande. Poi 40∥10=8 Ω40 \parallel 10 = 8\ \Omega.

È lo stesso meccanismo per cui, nei transistor, una resistenza sull'emettitore "vista dalla base" appare moltiplicata per il guadagno di corrente.

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