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Note per Studenti Circuiti del primo ordine (RC e RL)

Circuiti del primo ordine (RC e RL)

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Dispensa, capitolo 15. Si applica lo schema in tre tempi di Regime variabile, istanti critici e condizioni inizialiIn regime variabile le reti contengono condensatori, induttori e interruttori o deviatori che commutano in un istante critico (t = 0). Se all'istante critico tutte le grandezze restano limitate, valgono vC(0+) = vC(0-) e iL(0+) = iL(0-): le variabili di stato sono continue, le altre grandezze possono saltare. L'analisi si divide in t < 0 (di solito regime stazionario: C aperto, L in corto, da cui vC(0-) e iL(0-)), t = 0 (continuità) e t > 0 (equazione differenziale). Le eccezioni sono le maglie capacitive e gli insiemi di taglio induttivi, dove compaiono impulsi di Dirac.Regime variabile, istanti critici e condizioni iniziali → alle reti con un solo componente dinamico (CondensatoreIl condensatore ideale ha q = C v e quindi, in convenzione dell'utilizzatore, i = C dv/dt (C in farad). È un bipolo dinamico con memoria: v(t) = v(t0) + (1/C) ∫ i dt. Con corrente limitata la tensione è continua (non può saltare). Immagazzina l'energia W_C = ½ C v², senza dissiparla: è passivo e la sua variabile di stato è la tensione. In regime stazionario è un circuito aperto. Serie: 1/C_s = Σ 1/C_k; parallelo: C_p = Σ C_k (al contrario dei resistori).Condensatore → o InduttoreL'induttore ideale ha flusso concatenato φ = L i e quindi, in convenzione dell'utilizzatore, v = L di/dt (L in henry). È il duale del condensatore: ha memoria, i(t) = i(t0) + (1/L) ∫ v dt; con tensione limitata la corrente è continua; immagazzina l'energia W_L = ½ L i² (variabile di stato: la corrente). In regime stazionario è un cortocircuito. Serie: L_s = Σ L_k; parallelo: 1/L_p = Σ 1/L_k (come i resistori).Induttore →). Il caso con due componenti dinamici è in Circuiti del secondo ordine (RLC)Un circuito con un condensatore e un induttore (RLC serie o parallelo) è del secondo ordine: d²x/dt² + 2α dx/dt + ω0² x = u(t), con ω0 = 1/√(LC) e α = R/(2L) (serie) oppure α = G/(2C) = 1/(2RC) (parallelo). Le radici s = -α ± √(α² - ω0²) danno tre casi: sovrasmorzato (α > ω0, due esponenziali reali), critico (α = ω0, e^(-αt)(A1 + A2 t)), sottosmorzato (α < ω0, oscillazioni smorzate con pulsazione ωs = √(ω0² - α²)). Servono due condizioni iniziali: x(0+) e dx/dt(0+), che si ricavano da vC(0+) e iL(0+).Circuiti del secondo ordine (RLC) →.

1. Carica del condensatore

Circuito. Un GIT costante EE, un interruttore S, un resistore RR e un condensatore CC in serie. Per t<0t < 0 S è aperto e il condensatore è scarico. In t=0t = 0 S si chiude. Riferimenti: vRv_R e vCv_C con la convenzione dell'utilizzatore, la stessa corrente ii nella maglia.

t=0t = 0. Scarico prima, quindi vC(0−)=0v_C(0^-) = 0; per la continuità vC(0+)=0v_C(0^+) = 0.

t>0t > 0. LKT: vR+vC=Ev_R + v_C = E. Con vR=Riv_R = R i e i=C dvCdti = C\, \frac{dv_C}{dt}:

RC dvCdt+vC=ERC\, \frac{dv_C}{dt} + v_C = E

È un'equazione differenziale del primo ordine, lineare a coefficienti costanti, non omogenea (il secondo membro EE non è zero). La soluzione è la somma di:

  • la soluzione generale dell'omogenea RC v˙+v=0RC\, \dot v + v = 0:  A est\ A\, e^{st} con ss radice del polinomio caratteristico RC s+1=0RC\, s + 1 = 0, cioè s=−1RCs = -\frac{1}{RC};
  • una soluzione particolare: poiché il secondo membro è costante, si cerca una costante VpV_p; sostituendo, 0+Vp=E0 + V_p = E.

vC(t)=A e−t/T+E,T=RCv_C(t) = A\, e^{-t/T} + E, \qquad T = RC

TT si chiama costante di tempo ed è davvero un tempo: [Ω]⋅[F]=VA⋅CV=CA=s[\Omega] \cdot [\mathrm F] = \frac{\mathrm V}{\mathrm A} \cdot \frac{\mathrm{C}}{\mathrm V} = \frac{\mathrm C}{\mathrm A} = \mathrm s.

La costante AA si trova dalla condizione iniziale: vC(0)=A+E=0v_C(0) = A + E = 0, quindi A=−EA = -E.

  vC(t)=E(1−e−t/RC),i(t)=CdvCdt=ER e−t/RC  (t>0)\boxed{\;v_C(t) = E\left(1 - e^{-t/RC}\right), \qquad i(t) = C\frac{dv_C}{dt} = \frac{E}{R}\, e^{-t/RC}\;} \qquad (t > 0)

Grafico interattivo: Carica: v_C / E in funzione di t / T

Grafico interattivo: Carica: corrente i / (E/R) in funzione di t / T

Lettura fisica.

  • All'inizio il condensatore è scarico, cioè ha tensione nulla, come un cortocircuito: tutta la EE cade su RR e la corrente salta da 00 (per t<0t < 0) a E/RE/R.
  • Man mano che si carica, la sua tensione cresce, su RR resta sempre meno tensione e la corrente cala.
  • Alla fine i→0i \to 0 e vC→Ev_C \to E: è la soluzione di regime stazionario della rete per t>0t > 0, con il condensatore come circuito aperto.

2. Scarica del condensatore

Circuito. Condensatore carico a V0V_0 e resistore RR, collegati in t=0t = 0 da un interruttore che si chiude. Stessi riferimenti di prima, senza generatore.

t=0t = 0: vC(0+)=vC(0−)=V0v_C(0^+) = v_C(0^-) = V_0. t>0t > 0: LKT vR+vC=0v_R + v_C = 0, quindi

RC dvCdt+vC=0RC\, \frac{dv_C}{dt} + v_C = 0

omogenea: la soluzione particolare è nulla, vC=Ae−t/Tv_C = A e^{-t/T}, e A=V0A = V_0.

  vC(t)=V0 e−t/RC,i(t)=−V0R e−t/RC  \boxed{\;v_C(t) = V_0\, e^{-t/RC}, \qquad i(t) = -\frac{V_0}{R}\, e^{-t/RC}\;}

La corrente è negativa: con i riferimenti scelti (utilizzatore sul condensatore) vuol dire che il condensatore eroga corrente al resistore, che dissipa l'energia 12CV02\frac12 C V_0^2 immagazzinata. Salta da 00 a −V0/R-V_0/R all'istante critico, poi si annulla.

Grafico interattivo: Scarica: v_C / V0 in funzione di t / T

3. Carica dell'induttore

Circuito. GIT EE, interruttore, RR e LL in serie; induttore scarico (iL=0i_L = 0) per t<0t < 0, S si chiude in t=0t = 0.

t=0t = 0: iL(0+)=iL(0−)=0i_L(0^+) = i_L(0^-) = 0. t>0t > 0: LKT RiL+LdiLdt=ER i_L + L \frac{di_L}{dt} = E, cioè

LR diLdt+iL=ER\frac{L}{R}\,\frac{di_L}{dt} + i_L = \frac{E}{R}

stessa forma della carica del condensatore, con costante di tempo T=L/RT = L/R e valore finale E/RE/R:

  iL(t)=ER(1−e−t R/L),vL(t)=LdiLdt=E e−t R/L  \boxed{\;i_L(t) = \frac{E}{R}\left(1 - e^{-t\,R/L}\right), \qquad v_L(t) = L\frac{di_L}{dt} = E\, e^{-t\, R/L}\;}

Controllo dimensionale: HΩ=V⋅s/AV/A=s\frac{\mathrm H}{\Omega} = \frac{\mathrm{V \cdot s / A}}{\mathrm{V/A}} = \mathrm s.

All'inizio l'induttore, con corrente nulla, si comporta come un circuito aperto: tutta la EE è ai suoi capi (vLv_L salta da 00 a EE). Alla fine diventa un cortocircuito e la corrente vale E/RE/R. Grafici: gli stessi della carica del condensatore, con iLi_L al posto di vCv_C e vLv_L al posto di ii.

4. Scarica dell'induttore

Circuito. Un induttore con corrente I0I_0 circola in una maglia chiusa da un interruttore S, posto in parallelo a un resistore RR. In t=0t = 0 S si apre e la corrente dell'induttore è costretta a passare in RR.

t=0t = 0: iL(0+)=I0i_L(0^+) = I_0. t>0t > 0: LdiLdt+RiL=0L \frac{di_L}{dt} + R i_L = 0, quindi

  iL(t)=I0 e−t R/L,vL(t)=−RI0 e−t R/L  \boxed{\;i_L(t) = I_0\, e^{-t\,R/L}, \qquad v_L(t) = -R I_0\, e^{-t\, R/L}\;}

La tensione dell'induttore salta da 00 a −RI0-R I_0: più grande è RR, più alto è il picco. Con R→∞R \to \infty (aprire un circuito induttivo senza un percorso alternativo) il picco sarebbe infinito: è la scintilla descritta in InduttoreL'induttore ideale ha flusso concatenato φ = L i e quindi, in convenzione dell'utilizzatore, v = L di/dt (L in henry). È il duale del condensatore: ha memoria, i(t) = i(t0) + (1/L) ∫ v dt; con tensione limitata la corrente è continua; immagazzina l'energia W_L = ½ L i² (variabile di stato: la corrente). In regime stazionario è un cortocircuito. Serie: L_s = Σ L_k; parallelo: 1/L_p = Σ 1/L_k (come i resistori).Induttore →.

5. Il caso generale: una rete qualsiasi con un solo C o un solo L

Si considera una rete lineare (GIT, GIC, resistori, generatori pilotati, interruttori che commutano solo in t=0t = 0) con un solo componente dinamico, collegato ai morsetti A e B. Tutto il resto è una rete adinamica: per t>0t > 0 si sostituisce con il suo equivalente di ThéveninUna rete resistiva lineare vista da due morsetti equivale (Thévenin) a un GIT in serie a un resistore: la f.e.m. è la tensione a vuoto v_0 e il resistore è la resistenza interna R_eq, cioè la resistenza vista dai morsetti con tutti i generatori indipendenti spenti. Equivale anche (Norton) a un GIC in parallelo a un resistore: la corrente è quella di cortocircuito i_cc e la conduttanza è G_eq = 1/R_eq. Vale R_eq = v_0 / i_cc.Teoremi di Thévenin e di Norton → (e(t)e(t), RR) e si ottiene uno dei circuiti visti sopra:

dvCdt+1RC vC=e(t)RCdiLdt+RL iL=e(t)L\frac{dv_C}{dt} + \frac{1}{RC}\, v_C = \frac{e(t)}{RC} \qquad\qquad \frac{di_L}{dt} + \frac{R}{L}\, i_L = \frac{e(t)}{L}

Tutte hanno la forma

dxdt+α x=b(t),α=1T\frac{dx}{dt} + \alpha\, x = b(t), \qquad \alpha = \frac{1}{T}

con soluzione

x(t)=[x(0)−xp(0)] e−t/T+xp(t)x(t) = \big[x(0) - x_p(0)\big]\, e^{-t/T} + x_p(t)

La formula da usare negli esercizi (generatori costanti)

Con generatori costanti la soluzione particolare è costante e coincide con la soluzione di regime stazionario per t>0t > 0, il valore finale x∞x_\infty:

  x(t)=x∞+[x(0+)−x∞] e−t/T  \boxed{\;x(t) = x_\infty + \big[x(0^+) - x_\infty\big]\, e^{-t/T}\;}

Servono solo tre numeri:

Numero Come si trova
x(0+)x(0^+) continuità: vC(0+)=vC(0−)v_C(0^+) = v_C(0^-) o iL(0+)=iL(0−)i_L(0^+) = i_L(0^-), dalla rete per t<0t < 0 a regime (C aperto, L in corto)
x∞x_\infty rete per t>0t > 0 a regime stazionario (C aperto, L in corto)
TT T=ReqCT = R_{eq} C oppure T=L/ReqT = L / R_{eq}, con ReqR_{eq} = resistenza vista dai morsetti del componente dinamico, nella rete per t>0t > 0, con i generatori indipendenti spenti

Ottenuta la variabile di stato, ogni altra grandezza si ricava dalla rete (resistiva) per t>0t > 0, in cui il condensatore è un GIT di valore vC(t)v_C(t) o l'induttore un GIC di valore iL(t)i_L(t). Anche ogni altra grandezza ha la forma y∞+[y(0+)−y∞] e−t/Ty_\infty + [y(0^+) - y_\infty]\, e^{-t/T}, con la stessa costante di tempo, ma il suo y(0+)y(0^+) va calcolato nella rete in 0+0^+ (non vale la continuità).

Se i generatori sono sinusoidi della stessa frequenza, xp(t)x_p(t) è la soluzione di regime sinusoidale (vedi Sinusoidi e fasoriUna rete è in regime sinusoidale se tutte le tensioni e correnti sono sinusoidi della stessa pulsazione ω. Una sinusoide a(t) = √2 A cos(ωt + φ) è individuata da due numeri, il valore efficace A = A_M/√2 e la fase φ, e quindi dal fasore Ā = A e^(jφ), un numero complesso. Si torna alla sinusoide con a(t) = Re[√2 Ā e^(jωt)]. Somme di sinusoidi diventano somme di fasori, la derivata diventa moltiplicazione per jω: le equazioni differenziali della rete diventano equazioni algebriche complesse (metodo simbolico).Sinusoidi e fasori →) e la formula diventa x(t)=xp(t)+[x(0+)−xp(0+)] e−t/Tx(t) = x_p(t) + [x(0^+) - x_p(0^+)]\, e^{-t/T}.

Transitorio e regime permanente

x(t)=[x(0)−xp(0)] e−t/T⏟termine transitorio+xp(t)⏟regime permanentex(t) = \underbrace{\big[x(0) - x_p(0)\big]\, e^{-t/T}}_{\text{termine transitorio}} + \underbrace{x_p(t)}_{\text{regime permanente}}

Il segno di α\alpha dipende solo dai componenti, non dai generatori:

  • α>0\alpha > 0 (T>0T > 0): l'esponenziale si spegne, il primo termine è un vero transitorio e resta il regime permanente xpx_p. È sempre così con resistori passivi.
  • α=0\alpha = 0: il termine resta costante.
  • α<0\alpha < 0: l'esponenziale diverge; può succedere con generatori pilotati, che possono rendere ReqR_{eq} negativa (circuito instabile).

Evoluzione libera e risposta forzata

Raggruppando diversamente:

x(t)=x(0) e−t/T⏟evoluzione libera+xp(t)−xp(0) e−t/T⏟risposta forzatax(t) = \underbrace{x(0)\, e^{-t/T}}_{\text{evoluzione libera}} + \underbrace{x_p(t) - x_p(0)\, e^{-t/T}}_{\text{risposta forzata}}

  • Evoluzione libera (risposta naturale, "da ingresso nullo"): dipende solo dalla condizione iniziale; è ciò che succederebbe con tutti i generatori spenti. Esempi: le scariche.
  • Risposta forzata ("da stato zero"): dipende solo dai generatori; è ciò che succederebbe partendo con vC(0)=0v_C(0) = 0 o iL(0)=0i_L(0) = 0. Esempi: le cariche.

6. Quanto dura un transitorio: la costante di tempo

tt e−t/Te^{-t/T} 1−e−t/T1 - e^{-t/T}
TT 0,3680{,}368 0,6320{,}632
2T2T 0,1350{,}135 0,8650{,}865
3T3T 0,0500{,}050 0,9500{,}950
4T4T 0,0180{,}018 0,9820{,}982
5T5T 0,00670{,}0067 0,99330{,}9933

In teoria il transitorio non finisce mai; in pratica dopo 44–55 costanti di tempo la differenza dal valore finale è sotto il 2%2\% e lo si considera esaurito.

La tangente nell'origine. La retta tangente a y(0) e−t/Ty(0)\, e^{-t/T} in t=0t = 0 è y(0)(1−tT)y(0)\left(1 - \frac{t}{T}\right) e tocca lo zero esattamente in t=Tt = T. Se l'esponenziale continuasse a scendere con la pendenza iniziale, finirebbe in un tempo TT. Serve anche per misurare TT all'oscilloscopio: si traccia la tangente iniziale e si legge dove incrocia il valore finale.

Tempo per raggiungere un valore. Da x(t1)=x∞+[x(0)−x∞] e−t1/Tx(t_1) = x_\infty + [x(0) - x_\infty]\, e^{-t_1/T}:

t1=Tln⁡x(0)−x∞x(t1)−x∞t_1 = T \ln \frac{x(0) - x_\infty}{x(t_1) - x_\infty}

Esempio applicativo: Esercizio - flash fotografico, carica e scarica di un condensatore.

Procedura per gli esercizi

  1. t<0t < 0: rete a regime stazionario prima della manovra (C aperto, L in corto); calcolare vC(0−)v_C(0^-) o iL(0−)i_L(0^-).
  2. t=0t = 0: continuità della variabile di stato.
  3. t>0t > 0: valore finale x∞x_\infty (rete dopo la manovra, a regime) e costante di tempo (resistenza vista dal componente, generatori spenti).
  4. Scrivere x(t)=x∞+[x(0+)−x∞] e−t/Tx(t) = x_\infty + [x(0^+) - x_\infty]\, e^{-t/T} e, se servono, ricavare le altre grandezze.
  5. Controlli: in t=0+t = 0^+ si deve ritrovare x(0+)x(0^+); per t→∞t \to \infty il valore finale; T>0T > 0.

Errori comuni

  • Usare T=LRT = L R o T=C/RT = C/R: le formule giuste sono RCRC e L/RL/R (verificare le dimensioni).
  • Prendere la RR sbagliata per TT: è la resistenza vista dai morsetti del componente dinamico nella rete dopo la manovra, a generatori spenti, non una resistenza qualsiasi del circuito.
  • Imporre la continuità alla grandezza sbagliata (corrente del condensatore, tensione dell'induttore).
  • Dimenticare il segno della corrente nella scarica.

Domande d'esame svolte: Domanda d'esame - transitorio di carica di un circuito RC, Domanda d'esame - transitorio di scarica di un circuito RC, Domanda d'esame - transitorio di carica di un circuito RL, Domanda d'esame - transitorio di scarica di un circuito RL.

Esercizi su questo argomento

Teoria collegata