Esercizio 1.33 - analisi nodale modificata con più generatori
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Testo (Eserciziario, es. 1.33). Rete in regime stazionario con R1=5Ω, R2=10Ω, R3=5Ω, R4=10Ω, J1=5A, J5=5A, J6=23A, E2=10V, E3=50V. Con il metodo dei potenziali ai nodi calcolare:
le tensioni V1 e V4;
le potenze uscenti dai generatori J1, J5, J6, E3;
la potenza uscente dal generatore E2.
Figura (descritta). Cinque nodi (numerati come nella soluzione dell'Eserciziario): 1 è il filo in alto; 4 è il filo orizzontale a metà altezza sulla sinistra (collegato con il lato sinistro anche al filo in basso a sinistra); 2 è il punto a destra di R4; 3 è il lato destro; 5 è il punto sul filo in basso tra R3 e J6.
Bipolo
Tra i nodi
Note
R1
1 – 4
verticale a sinistra; V1 con il + su 1
J1
4 → 1
verticale, freccia in su
E2 in serie a R2
1 – 2
ramo verticale: E2 in alto con il − verso 1 e il + verso R2, poi R2 fino a 2
JE2=R2E2=1010=1A,freccia verso il + di E2, cioeˋ da 1 verso 2
Così il ramo non aggiunge un nodo intermedio e la regola pratica lo gestisce direttamente. Attenzione: la rete trasformata va bene per tutte le grandezze esterne al ramo, non per la potenza di E2 (punto 6).
2. Impostazione MNA
Riferimento: nodo 2, U2=0 (è collegato a R2, R4 e J5). Il GIT E3 non ha resistori in serie: incognita IE3, presa uscente dal + (entra nel nodo 3, esce dal nodo 1).
Il nodo 3 è strano: non ci sono resistori, quindi il primo membro è zero. L'equazione dice solo che la corrente di E3 deve compensare i due GIC: IE3=J6−J5=18A. Il potenziale U3 si ottiene dall'equazione del GIT.
3. Risoluzione
Si sommano le equazioni dei nodi 1 e 3 (IE3 si cancella) e quelle dei nodi 4 e 5 (U5 si cancella):
Per ogni generatore si prende la tensione con il + dal lato da cui esce la corrente (convenzione del generatore), così P=V⋅J è la potenza uscente:
Generatore
Tensione (convenzione del generatore)
Potenza uscente
J1 (esce verso 1)
VJ1=U1−U4=−64V
−64⋅5=−320W (assorbe)
J5 (esce verso 3)
VJ5=U3−U2=38V
38⋅5=190W
J6 (esce verso 5)
VJ6=U5−U3=129V
129⋅23=2967W
E3
E3=50V, IE3=18A
50⋅18=900W
6. Potenza di E2: si torna alla rete originale
Nella rete originale E2 è in serie a R2, e la corrente del ramo non è JE2. Si prende IE2 uscente dal + di E2, cioè verso il basso nel ramo, che arriva al nodo 2. LKC al nodo 2 (entranti = uscenti): entrano IE2 dal ramo e la corrente di R4 (da 4 a 2, V4/R4), esce J5:
IE2+R4V4=J5⟹IE2=5−5,2=−0,2A
PE2=E2IE2=10⋅(−0,2)=−2W(assorbe 2W)
Controllo con i potenziali. Il nodo tra E2 e R2 sta a U1+E2=−2V; la corrente in R2 verso il nodo 2 è (−2−0)/10=−0,2A ✓.
Che cosa sarebbe successo sulla rete trasformata. Il GIC equivalente JE2=1A porta corrente dal nodo 1 al nodo 2; con la convenzione del generatore la sua tensione è U2−U1=12V ed erogherebbe 12⋅1=12W: un numero che non ha niente a che vedere con i −2W veri. Le potenze interne non si conservano nella trasformazione.
Errori comuni
Calcolare PE2 sulla rete con il GIC equivalente.
Dimenticare il segno di JE2: la freccia va verso il + di E2, quindi esce dal nodo 1.
Bloccarsi sul nodo 3 senza resistori: la sua equazione dà direttamente IE3.