Strategia: Thévenin due volte. Prima si sostituisce la parte a sinistra della porta D–B (i tre rami verticali) con il suo equivalente, poi si aggiunge R4.
1. Primo passo: porta D–B
Resistenza. Generatori spenti: il ramo J–R1 diventa aperto (R1 è in serie al GIC spento), il ramo R3–E diventa solo R3:
RDB,eq=R2∥R3=6424⋅40=15Ω
Tensione a vuoto (con la porta D–B aperta, cioè senza R4 e il resto):
solo E (J aperto): maglia E, R3, R2; il + di E è verso B, quindi la corrente sale in R2 da B a D e UD è negativa: V′=−ER2+R3R2=−200⋅6424=−75V;
solo J (E in cortocircuito): J porta 8A in D, che tornano a B attraverso R2∥R3=15Ω: V′′=8⋅15=120V.
VDB0=−75+120=45V
2. Secondo passo: porta A–B
Ora la parte sinistra è: GIT di 45V (+ verso D), in serie a 15Ω, poi R4=5Ω fino ad A.
Resistenza: spegnendo il GIT restano 15+5 in serie: Req=20Ω.
Tensione a vuoto: con A aperto in R4 non passa corrente, quindi UA=UDUn resistore senza corrente non ha tensione: i suoi due capi sono allo stesso potenziale.: VAB0=45V.
3. L'amperometro
Amperometro = cortocircuito: fuori resta R5 tra A e B. Corrente nel ramo esterno, da A verso B:
IA=Req+R5VAB0=6045=0,75A
L'amperometro misura dal + (in alto, verso A) al − (in basso): proprio il verso da A verso B, quindi il valore è positivo.
Perché due passi. Con un solo passo si dovrebbe calcolare la tensione a vuoto in A con tutta la rete: si può, ma il passo intermedio riduce tre rami a un generatore reale e il resto diventa banale.