Salta al contenuto
Note per Studenti Esercizio 1.29 - analisi nodale con due GIC

Esercizio 1.29 - analisi nodale con due GIC

In questa pagina 6

Testo (Eserciziario, es. 1.29). Rete in regime stazionario con generatori ideali di corrente e resistori ideali: R1=2 ΩR_1 = 2\ \Omega, R2=6 ΩR_2 = 6\ \Omega, R3=4 ΩR_3 = 4\ \Omega, J1=15 AJ_1 = 15\ \mathrm A, J2=30 AJ_2 = 30\ \mathrm A. Con il metodo dei potenziali ai nodi calcolare V1V_1, V2V_2, V3V_3, VJ1V_{J1}, VJ2V_{J2} con i riferimenti di figura.

Figura (descritta). Tre nodi: 1 (in alto a sinistra), 2 (in alto a destra), 3 (il filo in basso).

Bipolo Tra i nodi Riferimento
R1R_1 1 – 3 V1V_1 con il ++ su 1
R2R_2 2 – 3 V2V_2 con il ++ su 2
R3R_3 1 – 2 V3V_3 con il ++ su 1
J1J_1 1 – 2 (ramo in alto) freccia verso il nodo 1; VJ1V_{J1} con il ++ su 1
J2J_2 3 – 2 freccia verso il nodo 2 (in su); VJ2V_{J2} con il ++ su 2

Risultati: V1=40 VV_1 = 40\ \mathrm V, V2=60 VV_2 = 60\ \mathrm V, V3=−20 VV_3 = -20\ \mathrm V, VJ1=−20 VV_{J1} = -20\ \mathrm V, VJ2=60 VV_{J2} = 60\ \mathrm V.

Teoria: Analisi nodale (metodo dei potenziali ai nodi)Si sceglie un nodo di riferimento (potenziale zero) e si prendono come incognite gli n−1 potenziali degli altri nodi; ogni tensione è una differenza di potenziali, quindi le LKT sono automatiche. Si scrive la LKC su ogni nodo non di riferimento, per ispezione: autoconduttanza × potenziale del nodo − Σ mutue conduttanze × potenziali vicini = somma delle correnti dei GIC entranti. Ogni GIT senza resistore in serie aggiunge un'incognita (la sua corrente) e un'equazione (u_+ − u_− = e): è l'analisi nodale modificata (MNA).Analisi nodale (metodo dei potenziali ai nodi) →.


1. Impostazione

n=3n = 3 nodi, quindi n−1=2n - 1 = 2 equazioni. Si prende come riferimento il nodo 3 (il filo in basso, a cui sono collegati più bipoli): U3=0U_3 = 0. Incognite: U1U_1 e U2U_2.

Conduttanze: G1=0,5 SG_1 = 0{,}5\ \mathrm S, G2=16 SG_2 = \frac16\ \mathrm S, G3=0,25 SG_3 = 0{,}25\ \mathrm S.

2. Le equazioni per ispezione

Nodo 1. Resistori collegati: R1R_1 e R3R_3, quindi autoconduttanza G1+G3G_1 + G_3. Verso il nodo 2 c'è R3R_3: mutua conduttanza G3G_3. GIC: J1J_1 ha la freccia che entra nel nodo 1, quindi +J1+J_1.

Nodo 2. Resistori: R2R_2 e R3R_3, autoconduttanza G2+G3G_2 + G_3, mutua conduttanza con il nodo 1 G3G_3. GIC: J1J_1 esce dal nodo 2 (−J1-J_1), J2J_2 entra (+J2+J_2).

{(G1+G3) U1−G3 U2=J1−G3 U1+(G2+G3) U2=−J1+J2⟹{0,75 U1−0,25 U2=15−0,25 U1+512 U2=15\begin{cases} (G_1 + G_3)\, U_1 - G_3\, U_2 = J_1 \\ -G_3\, U_1 + (G_2 + G_3)\, U_2 = -J_1 + J_2 \end{cases} \qquad\Longrightarrow\qquad \begin{cases} 0{,}75\, U_1 - 0{,}25\, U_2 = 15 \\ -0{,}25\, U_1 + \frac{5}{12}\, U_2 = 15 \end{cases}

Controllo di simmetriaLa matrice dei coefficienti deve essere simmetrica: il coefficiente di U2 nella prima equazione e quello di U1 nella seconda valgono entrambi −G3 = −0,25.: i due termini fuori diagonale sono uguali.

3. Risoluzione

Dalla prima: U2=3 U1−60U_2 = 3\, U_1 - 60. Sostituendo nella seconda:

−0,25 U1+512(3 U1−60)=15⟹−0,25 U1+1,25 U1−25=15⟹U1=40 V-0{,}25\, U_1 + \frac{5}{12}(3\, U_1 - 60) = 15 \quad\Longrightarrow\quad -0{,}25\, U_1 + 1{,}25\, U_1 - 25 = 15 \quad\Longrightarrow\quad U_1 = 40\ \mathrm V

e quindi U2=120−60=60 VU_2 = 120 - 60 = 60\ \mathrm V.

4. Tensioni richieste

Ogni tensione è "potenziale del nodo con il ++ meno potenziale del nodo con il −-":

Tensione Calcolo Valore
V1V_1 U1−U3U_1 - U_3 40 V40\ \mathrm V
V2V_2 U2−U3U_2 - U_3 60 V60\ \mathrm V
V3V_3 U1−U2U_1 - U_2 −20 V-20\ \mathrm V
VJ1V_{J1} U1−U2U_1 - U_2 (stessi nodi e stesso verso di V3V_3) −20 V-20\ \mathrm V
VJ2V_{J2} U2−U3U_2 - U_3 (stessi nodi di V2V_2) 60 V60\ \mathrm V

5. Verifica: bilancio delle potenze

I due GIC hanno la freccia che punta verso il ++ della loro tensione: la corrente esce dal ++, cioè sono presi con la convenzione del generatoreCon la corrente uscente dal + il prodotto v·i è la potenza erogata.Convenzioni, potenza e lavoro elettrico → e VJV J è la potenza erogata.

  • PJ1=VJ1J1=−20⋅15=−300 WP_{J1} = V_{J1} J_1 = -20 \cdot 15 = -300\ \mathrm W: negativa, quindi J1J_1 assorbe 300 W300\ \mathrm W;
  • PJ2=VJ2J2=60⋅30=1800 WP_{J2} = V_{J2} J_2 = 60 \cdot 30 = 1800\ \mathrm W erogati.

Resistori (P=GV2P = G V^2): P1=0,5⋅1600=800 WP_1 = 0{,}5 \cdot 1600 = 800\ \mathrm W, P2=36006=600 WP_2 = \frac{3600}{6} = 600\ \mathrm W, P3=0,25⋅400=100 WP_3 = 0{,}25 \cdot 400 = 100\ \mathrm W. Totale 1500 W1500\ \mathrm W.

−300+1800=1500 W ✓-300 + 1800 = 1500\ \mathrm W \ ✓

Errori comuni

  • Mettere J1J_1 con il segno sbagliato: la freccia entra nel nodo 1 (++) ed esce dal nodo 2 (−-).
  • Credere che un GIC eroghi sempre potenza: qui J1J_1 la assorbe, perché la rete gli impone una tensione "contraria".

Teoria collegata