Esercizio - flash fotografico, carica e scarica di un condensatore
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Testo (applicazione della dispensa, paragrafo 15.5). Modello semplificato del flash di una macchina fotografica. Un deviatore S collega il condensatore C:
in posizione 1 al circuito di carica, rappresentato con un equivalente di Thévenin Eth=330V, Rth=1kΩ;
in posizione 2 alla lampada allo xenon, rappresentata con un resistore Rxe=2Ω.
C=330μF. Il condensatore si carica fino a Vmax=320V e si scarica fino a Vmin=100V (sotto questo valore l'energia non basta più ad accendere la lampada).
Calcolare: le costanti di tempo, il tempo di ricarica Δtc, il tempo di scarica Δts, l'energia ceduta alla lampada a ogni lampo e la potenza media su un ciclo.
La scarica è 500 volte più veloce della carica: è proprio ciò che serve a un flash (energia accumulata lentamente, rilasciata in un lampo).
2. Ricarica (S in posizione 1)
Si fa ripartire il tempo quando S passa in 1, con il condensatore a Vmin. Per la continuità vC(0+)=Vmin; il valore finale (regime stazionario con S in 1) è Eth. Dalla formula generale x(t)=x∞+[x(0)−x∞]e−t/T:
vC(t)=Eth+(Vmin−Eth)e−t/Tc
(equivalente a Vmine−t/Tc+Eth(1−e−t/Tc): evoluzione libera più risposta forzata).
Perché non si carica fino a Eth. Servirebbero 4–5Tc, cioè quasi 2s; ci si ferma a Vmax=320V. Il tempo si trova imponendo vC(Δtc)=Vmax e prendendo il logaritmo:
Alla lampada va la differenza: ΔW=Wmax−Wmin≈15,2J, in meno di un millisecondo, cioè con una potenza media di circa 15,2/0,77⋅103≈20kW durante il lampo.
Per il riscaldamento della lampada conta invece la potenza media su un ciclo intero, che dura circa Δtc+Δts≈1s:
P=ΔtΔW≈1s15,2J≈15W
Osservazione sul modello. La lampada allo xenon è fortemente non lineare: rappresentarla con un resistore costante serve solo a stimare gli ordini di grandezza.