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Note per Studenti Rifasamento e massimo trasferimento di potenza attiva

Rifasamento e massimo trasferimento di potenza attiva

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Dispensa, paragrafi 21.12 e 21.13. Due applicazioni della Potenza in regime sinusoidaleCon v e i sinusoidali la potenza istantanea p(t) = VI cos φ + VI cos(2ωt + φv + φi) oscilla a pulsazione 2ω. La sua media è la potenza attiva P = VI cos φ (watt). La potenza complessa Ṡ = V̄ Ī* = P + jQ ha per parte immaginaria la potenza reattiva Q = VI sin φ (VAR) e per modulo la potenza apparente S = VI (VA). cos φ = P/S è il fattore di potenza. Con un'impedenza: P = R I², Q = X I²; Q_L = ωL I² > 0, Q_C = -ωC V² < 0. In una rete si conservano la potenza complessa, attiva e reattiva (teorema di Boucherot).Potenza in regime sinusoidale →.

Rifasamento

Il problema

Un carico ohmico-induttivo (per esempio un motore, modellato come RR in serie a LL) alimentato alla tensione VV assorbe

S˙=P+jQ,Q=Ptan⁡φ>0,I=PVcos⁡φ\dot S = P + jQ, \qquad Q = P\tan\varphi > 0, \qquad I = \frac{P}{V\cos\varphi}

La potenza attiva PP è quella utile. La potenza reattiva QQ corrisponde a un'energia che va e viene tra generatore e carico senza essere usata, ma che fa circolare corrente nella linea. A parità di PP e di VV, più basso è cos⁡φ\cos\varphi, più alta è la corrente: servono conduttori più grossi, si hanno più perdite per effetto Joule nella linea (RlineaI2R_{linea} I^2) e generatori e trasformatori più grandi (dimensionati sulla potenza apparente). Per questo i distributori penalizzano i clienti con fattore di potenza basso (in Italia sotto circa 0,90{,}9).

La soluzione: un condensatore in parallelo

Si mette un condensatore CC in parallelo al carico:

  • il carico ha la stessa tensione VV, quindi assorbe la stessa corrente e la stessa potenza complessa di prima: per lui non cambia nulla;
  • il condensatore ha PC=0P_C = 0 e QC=−ωCV2<0Q_C = -\omega C V^2 < 0;
  • per Boucherot il generatore ora eroga P′=PP' = P (invariata) e Q′=Q+QC<QQ' = Q + Q_C < Q.

La potenza reattiva del carico viene fornita (in parte o tutta) dal condensatore, localmente, invece di viaggiare sulla linea. Il nome viene dal fatto che la corrente di linea si avvicina in fase con la tensione.

Il calcolo di CC

Si vuole passare dal fattore di potenza cos⁡φ\cos\varphi a cos⁡φ′\cos\varphi' (con 0≤φ′<φ0 \le \varphi' < \varphi):

Ptan⁡φ′=Q′=Q+QC=Ptan⁡φ−ωCV2P\tan\varphi' = Q' = Q + Q_C = P\tan\varphi - \omega C V^2

  C=P (tan⁡φ−tan⁡φ′)ωV2  \boxed{\;C = \frac{P\,(\tan\varphi - \tan\varphi')}{\omega V^2}\;}

Rifasamento completo (cos⁡φ′=1\cos\varphi' = 1, tan⁡φ′=0\tan\varphi' = 0): C=Ptan⁡φωV2=QωV2C = \frac{P\tan\varphi}{\omega V^2} = \frac{Q}{\omega V^2}. In pratica si rifasa a 0,90{,}9–0,950{,}95, perché l'ultimo tratto verso 11 richiede condensatori grandi per un guadagno piccolo, e si rischia di sovra-compensare quando il carico cala.

Corrente di linea dopo il rifasamento. PP è costante, quindi VIcos⁡φ=VI′cos⁡φ′V I \cos\varphi = V I' \cos\varphi':

I′=I cos⁡φcos⁡φ′I' = I\, \frac{\cos\varphi}{\cos\varphi'}

Esempio numerico

Carico P=10 kWP = 10\ \mathrm{kW}, cos⁡φ=0,6\cos\varphi = 0{,}6 (induttivo), V=230 VV = 230\ \mathrm V, f=50 Hzf = 50\ \mathrm{Hz} (ω=314,2 rad/s\omega = 314{,}2\ \mathrm{rad/s}). Si vuole cos⁡φ′=0,95\cos\varphi' = 0{,}95.

  • tan⁡φ=1−0,360,6=0,80,6=1,333\tan\varphi = \frac{\sqrt{1 - 0{,}36}}{0{,}6} = \frac{0{,}8}{0{,}6} = 1{,}333;  tan⁡φ′=1−0,90250,95=0,329\ \tan\varphi' = \frac{\sqrt{1 - 0{,}9025}}{0{,}95} = 0{,}329.
  • Q=Ptan⁡φ=13,3 kVARQ = P\tan\varphi = 13{,}3\ \mathrm{kVAR},  Q′=Ptan⁡φ′=3,29 kVAR\ Q' = P\tan\varphi' = 3{,}29\ \mathrm{kVAR}: il condensatore deve fornire ∣QC∣=10,0 kVAR|Q_C| = 10{,}0\ \mathrm{kVAR}.
  • C=10 000⋅(1,333−0,329)314,2⋅2302≈605 μFC = \frac{10\,000 \cdot (1{,}333 - 0{,}329)}{314{,}2 \cdot 230^2} \approx 605\ \mu\mathrm F (per il rifasamento completo servirebbero circa 802 μF802\ \mu\mathrm F).
  • Corrente di linea: da I=10 000230⋅0,6=72,5 AI = \frac{10\,000}{230 \cdot 0{,}6} = 72{,}5\ \mathrm A a I′=10 000230⋅0,95=45,8 AI' = \frac{10\,000}{230 \cdot 0{,}95} = 45{,}8\ \mathrm A. Le perdite in linea, proporzionali a I2I^2, scendono al 40%40\%.

Massimo trasferimento di potenza attiva

È l'estensione al regime sinusoidale del Teorema del massimo trasferimento di potenzaUna rete con equivalente di Thévenin (e_eq, R_i) cede a un carico resistivo R_u la potenza P = R_u e_eq² / (R_i + R_u)². Al variare di R_u questa potenza è massima per R_u = R_i (carico adattato) e vale P_max = e_eq² / (4 R_i). In quella condizione il rendimento è solo del 50%.Teorema del massimo trasferimento di potenza →.

Impostazione

Una rete lineare vista da due morsetti si sostituisce con il suo equivalente di Thévenin: Eˉeq\bar E_{eq} in serie a Z˙eq=Req+jXeq\dot Z_{eq} = R_{eq} + jX_{eq} (fissi, Req>0R_{eq} > 0). Vi si collega un carico Z˙=R+jX\dot Z = R + jX che si può scegliere. Corrente e potenza attiva nel carico:

I=Eeq∣Z˙+Z˙eq∣=Eeq(R+Req)2+(X+Xeq)2,P=R I2=R Eeq2(R+Req)2+(X+Xeq)2I = \frac{E_{eq}}{|\dot Z + \dot Z_{eq}|} = \frac{E_{eq}}{\sqrt{(R + R_{eq})^2 + (X + X_{eq})^2}}, \qquad P = R\, I^2 = \frac{R\, E_{eq}^2}{(R + R_{eq})^2 + (X + X_{eq})^2}

Le due condizioni

  1. Scelta di XX. XX compare solo al denominatore, in un quadrato che si somma a una quantità positiva: PP è massima quando quel quadrato è nullo, cioè X=−XeqX = -X_{eq}. La reattanza del carico compensa quella della rete (è una risonanza serie della maglia).
  2. Scelta di RR. Con X=−XeqX = -X_{eq} resta P=R Eeq2(R+Req)2P = \frac{R\, E_{eq}^2}{(R + R_{eq})^2}, la stessa funzione del caso resistivo, massima per R=ReqR = R_{eq} (derivata rispetto a RR nulla).

  Z˙=Req−jXeq=Z˙eq∗  ⟹  Pmax=Eeq24Req  \boxed{\;\dot Z = R_{eq} - jX_{eq} = \dot Z_{eq}^*\;} \qquad\Longrightarrow\qquad \boxed{\;P_{max} = \frac{E_{eq}^2}{4 R_{eq}}\;}

Il carico deve avere l'impedenza coniugata di quella interna: si parla di adattamento coniugato. Come in continua, il rendimento è del 50%50\%: metà della potenza attiva viene dissipata in ReqR_{eq}.

Esempio. Un equivalente con Eˉeq=j100 V\bar E_{eq} = j100\ \mathrm V e Z˙eq=15+j25 Ω\dot Z_{eq} = 15 + j25\ \Omega (quello dell'Esercizio 3.20 - Thévenin e voltmetro in regime sinusoidale): il carico adattato è 15−j25 Ω15 - j25\ \Omega (resistore da 15 Ω15\ \Omega in serie a un condensatore con XC=−25 ΩX_C = -25\ \Omega, cioè C=40 μFC = 40\ \mu\mathrm F a ω=1000 rad/s\omega = 1000\ \mathrm{rad/s}) e riceve Pmax=10024⋅15≈167 WP_{max} = \frac{100^2}{4 \cdot 15} \approx 167\ \mathrm W. Con il solo R1=10 ΩR_1 = 10\ \Omega dell'esercizio si hanno invece 10⋅1002252+252=80 W10 \cdot \frac{100^2}{25^2 + 25^2} = 80\ \mathrm W.

Dove si usa. Nelle telecomunicazioni (antenne, amplificatori, linee) interessa trasferire al carico il massimo segnale possibile: si progettano reti di adattamento che presentano alla sorgente l'impedenza coniugata. Nelle reti di potenza invece conta il rendimento, e si lavora lontano dall'adattamento.

Errori comuni

  • Mettere il condensatore di rifasamento in serie al carico: cambierebbe la tensione e la potenza del carico. Va in parallelo.
  • Dimenticare il quadrato di VV nella formula di CC, o usare l'ampiezza invece del valore efficace.
  • Imporre Z˙=Z˙eq\dot Z = \dot Z_{eq} invece del coniugato: con X=XeqX = X_{eq} le reattanze si sommano invece di compensarsi.

Esercizi su questo argomento

Teoria collegata