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Note per Studenti Reti in regime sinusoidale (metodo simbolico)

Reti in regime sinusoidale (metodo simbolico)

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Dispensa, capitolo 21 (paragrafi 21.1–21.9). Mette insieme Sinusoidi e fasoriUna rete è in regime sinusoidale se tutte le tensioni e correnti sono sinusoidi della stessa pulsazione ω. Una sinusoide a(t) = √2 A cos(ωt + φ) è individuata da due numeri, il valore efficace A = A_M/√2 e la fase φ, e quindi dal fasore Ā = A e^(jφ), un numero complesso. Si torna alla sinusoide con a(t) = Re[√2 Ā e^(jωt)]. Somme di sinusoidi diventano somme di fasori, la derivata diventa moltiplicazione per jω: le equazioni differenziali della rete diventano equazioni algebriche complesse (metodo simbolico).Sinusoidi e fasori →, Impedenza e ammettenzaIn regime sinusoidale, con i fasori e la convenzione dell'utilizzatore: resistore V̄ = R Ī (in fase), induttore V̄ = jωL Ī (tensione in anticipo di π/2), condensatore Ī = jωC V̄ (corrente in anticipo di π/2). In generale V̄ = Ż Ī: l'impedenza Ż = R + jX (resistenza e reattanza, in ohm) e l'ammettenza Ẏ = 1/Ż = G + jB (conduttanza e suscettanza, in siemens). X_L = ωL > 0, X_C = -1/(ωC) < 0. Un bipolo passivo ha Re(Ż) ≥ 0, cioè -π/2 ≤ φ ≤ π/2. Le leggi di Kirchhoff valgono sui fasori.Impedenza e ammettenza → e Potenza in regime sinusoidaleCon v e i sinusoidali la potenza istantanea p(t) = VI cos φ + VI cos(2ωt + φv + φi) oscilla a pulsazione 2ω. La sua media è la potenza attiva P = VI cos φ (watt). La potenza complessa Ṡ = V̄ Ī* = P + jQ ha per parte immaginaria la potenza reattiva Q = VI sin φ (VAR) e per modulo la potenza apparente S = VI (VA). cos φ = P/S è il fattore di potenza. Con un'impedenza: P = R I², Q = X I²; Q_L = ωL I² > 0, Q_C = -ωC V² < 0. In una rete si conservano la potenza complessa, attiva e reattiva (teorema di Boucherot).Potenza in regime sinusoidale →, e riusa i metodi delle reti resistive.

Il metodo in quattro passi

  1. Dalle sinusoidi ai fasori. Si portano tutte le grandezze impresse nella stessa forma (tutte in coseno o tutte in seno) e se ne calcolano i fasori. Si controlla che la pulsazione ω\omega sia la stessa per tutti.
  2. Rete simbolica. Ogni resistore diventa RR, ogni induttore jωLj\omega L, ogni condensatore −j/(ωC)-j/(\omega C); i generatori diventano i loro fasori; i pilotati restano con le stesse relazioni.
  3. Soluzione. Si risolve la rete simbolica come una rete resistiva, con numeri complessi.
  4. Dai fasori alle sinusoidi. Xˉ=Xejφ  →  x(t)=2Xcos⁡(ωt+φ)\bar X = X e^{j\varphi} \;\to\; x(t) = \sqrt2 X\cos(\omega t + \varphi) (o in seno, se si era scelto il seno). Spesso basta il valore efficace (per esempio la lettura di uno strumento).

Perché funziona: le LKC e le LKT valgono sui fasori, e le equazioni dei bipoli sono proporzionalità complesse Vˉ=Z˙Iˉ\bar V = \dot Z \bar I. Il sistema è lo stesso di una rete resistiva con le resistenze sostituite da impedenze: tutte le proprietà che dipendevano solo dalla linearità valgono ancora.

Serie e parallelo

Le dimostrazioni sono identiche a quelle di Serie e parallelo di bipoliDue bipoli sono in serie se hanno un nodo in comune a cui non è collegato nient'altro: stessa corrente, le tensioni si sommano. Sono in parallelo se sono collegati alla stessa coppia di nodi: stessa tensione, le correnti si sommano. Resistori in serie: R_s = somma delle R; in parallelo: G_p = somma delle G (per due, R1R2/(R1+R2)). GIT in serie e GIC in parallelo si sommano algebricamente; GIC in serie a qualunque cosa resta un GIC, GIT in parallelo a qualunque cosa resta un GIT.Serie e parallelo di bipoli →:

serie: Z˙s=∑kZ˙k,parallelo: Y˙p=∑kY˙k,Z˙1∥Z˙2=Z˙1Z˙2Z˙1+Z˙2\text{serie: } \dot Z_s = \sum_k \dot Z_k, \qquad \text{parallelo: } \dot Y_p = \sum_k \dot Y_k, \qquad \dot Z_1 \parallel \dot Z_2 = \frac{\dot Z_1 \dot Z_2}{\dot Z_1 + \dot Z_2}

Partitori (Partitori di tensione e di correnteIn una serie di resistori la tensione totale si divide in proporzione alle resistenze: v_k = R_k/R_s · v_s (per due: v_1 = R_1/(R_1+R_2) · v_s). In un parallelo la corrente totale si divide in proporzione alle conduttanze: i_k = G_k/G_p · i_p (per due: i_1 = R_2/(R_1+R_2) · i_p, con la resistenza dell'altro ramo al numeratore). Le formule valgono con i riferimenti "naturali": se il riferimento chiesto è opposto, si cambia segno.Partitori di tensione e di corrente →):

Vˉk=Vˉ Z˙k∑Z˙,Iˉk=Iˉ Y˙k∑Y˙(due rami: Iˉ1=IˉZ˙2Z˙1+Z˙2)\bar V_k = \bar V\, \frac{\dot Z_k}{\sum \dot Z}, \qquad \bar I_k = \bar I\, \frac{\dot Y_k}{\sum \dot Y} \quad \left(\text{due rami: } \bar I_1 = \bar I \frac{\dot Z_2}{\dot Z_1 + \dot Z_2}\right)

Differenza importante con le reti resistive. Con impedenze complesse un partitore può amplificare: la tensione su un elemento può essere maggiore di quella totale. Esempio: R=1 ΩR = 1\ \Omega, XL=10 ΩX_L = 10\ \Omega, XC=−10 ΩX_C = -10\ \Omega in serie con V=1 VV = 1\ \mathrm V: l'impedenza totale è 1 Ω1\ \Omega, la corrente 1 A1\ \mathrm A, e su induttore e condensatore ci sono 10 V10\ \mathrm V ciascuno (vedi Risonanza serie e paralleloIn un RLC serie l'impedenza Ż = R + j(ωL - 1/ωC) ha modulo minimo, pari a R, alla pulsazione di risonanza ω0 = 1/√(LC), dove le reattanze di L e C si annullano: la serie LC equivale a un cortocircuito e su L e C compaiono tensioni Q volte quella applicata (Q = ω0 L / R). Nel parallelo RLC l'ammettenza è minima (G) a ω0: il parallelo LC equivale a un circuito aperto e le correnti in L e C sono Q volte quella totale (Q = ω0 R C). Usati come filtri passa banda: banda B = ω2 - ω1 = ω0 / Q.Risonanza serie e parallelo →).

Impedenza equivalente di una rete passiva

Una rete di resistori, induttori e condensatori vista da due morsetti A e B si comporta come un unico bipolo passivo con Vˉ=Z˙eqIˉ\bar V = \dot Z_{eq} \bar I. Si calcola con serie e parallelo, oppure, se servisse, con un generatore di prova (applicando Vˉ∗\bar V^* e calcolando Iˉ∗\bar I^*). Conviene lavorare con le impedenze per le serie e con le ammettenze per i paralleli con più di due rami.

Sintesi serie e sintesi parallelo

Ogni impedenza Z˙=R+jX\dot Z = R + jX a una pulsazione ω\omega fissata si può realizzare con due soli bipoli:

  • sintesi serie: un resistore Rs=RR_s = R in serie a un induttore Ls=X/ωL_s = X/\omega (se X>0X > 0) o a un condensatore Cs=−1ωXC_s = -\frac{1}{\omega X} (se X<0X < 0);
  • sintesi parallelo: con Y˙=1/Z˙=G+jB\dot Y = 1/\dot Z = G + jB, un resistore Rp=1/GR_p = 1/G in parallelo a un condensatore Cp=B/ωC_p = B/\omega (se B>0B > 0) o a un induttore Lp=−1ωBL_p = -\frac{1}{\omega B} (se B<0B < 0).

Attenzione: l'equivalenza vale solo a quella pulsazione, perché le reattanze dipendono da ω\omega.

Esempio: Z˙=15−j25 Ω\dot Z = 15 - j25\ \Omega a ω=1000 rad/s\omega = 1000\ \mathrm{rad/s}. Serie: Rs=15 ΩR_s = 15\ \Omega e Cs=11000⋅25=40 μFC_s = \frac{1}{1000 \cdot 25} = 40\ \mu\mathrm F. Parallelo: Y˙=15+j25152+252=15+j25850\dot Y = \frac{15 + j25}{15^2 + 25^2} = \frac{15 + j25}{850}, quindi Rp=850/15=56,7 ΩR_p = 850/15 = 56{,}7\ \Omega e Cp=25/8501000=29,4 μFC_p = \frac{25/850}{1000} = 29{,}4\ \mu\mathrm F.

Metodi di analisi

Tutti i metodi delle reti resistive si applicano alla rete simbolica:

Conservazione delle potenze

Per il teorema di Boucherot (vedi Potenza in regime sinusoidaleCon v e i sinusoidali la potenza istantanea p(t) = VI cos φ + VI cos(2ωt + φv + φi) oscilla a pulsazione 2ω. La sua media è la potenza attiva P = VI cos φ (watt). La potenza complessa Ṡ = V̄ Ī* = P + jQ ha per parte immaginaria la potenza reattiva Q = VI sin φ (VAR) e per modulo la potenza apparente S = VI (VA). cos φ = P/S è il fattore di potenza. Con un'impedenza: P = R I², Q = X I²; Q_L = ωL I² > 0, Q_C = -ωC V² < 0. In una rete si conservano la potenza complessa, attiva e reattiva (teorema di Boucherot).Potenza in regime sinusoidale →) la somma delle potenze complesse entranti in tutti i bipoli è nulla. È il controllo finale più utile negli esercizi:

∑Pgeneratori, erogate=∑RkIk2,∑Qgeneratori, erogate=∑XkIk2\sum P_{\text{generatori, erogate}} = \sum R_k I_k^2, \qquad \sum Q_{\text{generatori, erogate}} = \sum X_k I_k^2

Procedura per gli esercizi d'esame

Gli esercizi tipici chiedono: l'impedenza equivalente di una parte di rete, il fasore della tensione a vuoto (Thévenin), e poi una grandezza nella rete completa (lettura di un voltmetro o amperometro a valore efficace, potenza di un generatore).

  1. Calcolare tutte le impedenze (jωLj\omega L, −j/ωC-j/\omega C) e i fasori dei generatori, nella stessa forma (seno o coseno) del testo.
  2. Ridurre con serie, parallelo, partitori e trasformazioni GIT–Z ↔\leftrightarrow GIC–Y.
  3. Fare i conti in forma cartesiana per somme e differenze, in forma polare per prodotti e quozienti; razionalizzare moltiplicando per il coniugato del denominatore.
  4. Riportare il risultato come fasore e, se richiesto, come sinusoide o valore efficace.
  5. Verificare con un bilancio di potenze o con una LKC/LKT su un nodo o una maglia.

Errori comuni

  • Sommare fasori di pulsazioni diverse.
  • Dimenticare di razionalizzare e lasciare jj al denominatore (corretto ma scomodo per il confronto).
  • Confondere il modulo con la parte reale quando si legge uno strumento: si legge il modulo del fasore.
  • Usare la sintesi serie o parallelo a una pulsazione diversa da quella per cui è stata calcolata.

Esercizi: Esercizio 3.6 - legge di Kirchhoff delle tensioni con i fasori, Esercizio 3.7 - legge di Kirchhoff delle correnti con i fasori, Esercizio 3.8 - partitore di tensione con impedenze, Esercizio 3.9 - partitore di corrente con impedenze, Esercizio 3.13 - sovrapposizione in regime sinusoidale, Esercizio 3.14 - sovrapposizione con un condensatore in serie al GIC, Esercizio 3.15 - correnti di anello in regime sinusoidale, Esercizio 3.16 - correnti di anello con un condensatore in serie al GIC, Esercizio 3.17 - potenziali ai nodi in regime sinusoidale, Esercizio 3.18 - potenziali ai nodi con un condensatore in serie al GIC, Esercizio 3.19 - Thévenin e wattmetro in regime sinusoidale, Esercizio 3.20 - Thévenin e voltmetro in regime sinusoidale, Esercizio 3.21 - Thévenin e wattmetro con lettura negativa, Esercizio 3.22 - Norton e potenza reattiva del condensatore, Esercizio 3.23 - Norton e potenza attiva del resistore, Esercizio 3.24 - Thévenin e Norton di una rete a T, Esercizio 3.25 - Thévenin e Norton con un GIT e un GIC.

Esercizi su questo argomento

Teoria collegata