Esercizio 3.17 - potenziali ai nodi in regime sinusoidale
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Testo (Eserciziario, es. 3.17). Stessa rete dell'Esercizio 3.13 - sovrapposizione in regime sinusoidale (R=50Ω, L=200mH, C=40μF, e(t)=200cos(500t+43π), j(t)=42cos(500t)): calcolare QC con il metodo dei potenziali ai nodi.
Figura (descritta). Tre rami tra il nodo T in alto e il filo in basso: a sinistra il GIC (freccia in giù), al centro R in serie a C, a destra L in serie al GIT (+ in alto).
Con il filo in basso come riferimento resta un solo nodo, T, con potenziale Uˉ. (Il nodo tra L e il GIT ha potenziale noto, Eˉ, quindi non serve come incognita.)
Correnti uscenti da T: il GIC (Jˉ, verso il basso), il ramo centrale (Y˙RCUˉ), il ramo destro (Y˙L(Uˉ−Eˉ), perché L ha ai capi Uˉ da una parte ed Eˉ dall'altra):
Confronto tra i tre metodi (esercizi 3.13, 3.15, 3.17): qui il metodo dei nodi è il più rapido, perché la rete ha due soli nodi e quindi una sola equazione.
Bilancio delle potenze (Boucherot). PR=50⋅20=1000W; QL=100⋅∣j2∣2=400VAR; QC=−1000VAR. I generatori devono erogare in tutto S˙=1000−j600. GIC (convenzione del generatore: tensione Uˉ con il + in alto, corrente Jˉ uscente dal basso, cioè −Jˉ uscente dal +): S˙J=Uˉ(−Jˉ)∗=1200−j400. GIT: corrente uscente dal + verso L uguale a −IˉL=−j2, S˙E=Eˉ(−j2)∗=(−100+j100)(j2)=−200−j200. Somma 1000−j600 ✓.