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Note per Studenti Esercizio 1.56 - potenziali di nodo con un GIC

Esercizio 1.56 - potenziali di nodo con un GIC

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Testo (Eserciziario, es. 1.56). Rete a regime stazionario con J=10 AJ = 10\ \mathrm A, E=60 VE = 60\ \mathrm V, R1=18 ΩR_1 = 18\ \Omega, R2=2 ΩR_2 = 2\ \Omega, R3=2 ΩR_3 = 2\ \Omega, R4=4 ΩR_4 = 4\ \Omega. Prendendo il nodo B come riferimento, determinare i potenziali UAU_A e UCU_C.

Figura (descritta). Filo in alto = A, filo in basso = B, nodo C a metà altezza al centro.

Bipolo Tra i nodi Note
R1R_1 + EE A – B ramo a sinistra: R1R_1 in alto, EE in basso con il ++ in alto
R2R_2 A – C verticale al centro, in alto
JJ A → C a destra di R2R_2, freccia in giù (verso C)
R3R_3 C – B verticale al centro, in basso
R4R_4 A – B lato destro

Risultati: UA=−3 VU_A = -3\ \mathrm V, UC=172 VU_C = \dfrac{17}{2}\ \mathrm V.

Teoria: Analisi nodale (metodo dei potenziali ai nodi)Si sceglie un nodo di riferimento (potenziale zero) e si prendono come incognite gli n−1 potenziali degli altri nodi; ogni tensione è una differenza di potenziali, quindi le LKT sono automatiche. Si scrive la LKC su ogni nodo non di riferimento, per ispezione: autoconduttanza × potenziale del nodo − Σ mutue conduttanze × potenziali vicini = somma delle correnti dei GIC entranti. Ogni GIT senza resistore in serie aggiunge un'incognita (la sua corrente) e un'equazione (u_+ − u_− = e): è l'analisi nodale modificata (MNA).Analisi nodale (metodo dei potenziali ai nodi) →, Equivalenza tra generatore reale di tensione e di correnteUn GIT e in serie a un resistore R_s ha la stessa caratteristica di un GIC j in parallelo a una conduttanza G_p se G_p = 1/R_s e j = e/R_s (viceversa e = j/G_p = j·R). Il verso conta: la freccia del GIC punta verso il morsetto + del GIT. L'equivalenza vale solo verso l'esterno e non esiste per il GIT da solo (R_s = 0) né per il GIC da solo (G_p = 0).Equivalenza tra generatore reale di tensione e di corrente →.


1. Trasformare il ramo EE–R1R_1

Il ramo EE in serie a R1R_1 si sostituisce con il generatore di corrente equivalente:

Jp=ER1=6018=103 A (freccia verso A, dove c’eˋ il + di E),Rp=18 ΩJ_p = \frac{E}{R_1} = \frac{60}{18} = \frac{10}{3}\ \mathrm A \ (\text{freccia verso A, dove c'è il } + \text{ di } E), \qquad R_p = 18\ \Omega

Così la rete ha solo resistori e GIC, e la regola pratica si applica senza incognite in più. I nodi sono tre: A, B (riferimento), C.

2. Le equazioni

Nodo A. Resistori collegati: RpR_p, R2R_2, R4R_4. Mutua conduttanza con C: 1/R21/R_2. GIC: JpJ_p entra (++), JJ esce (−-).

Nodo C. Resistori: R2R_2, R3R_3. GIC: JJ entra.

{(118+12+14)UA−12UC=103−10−12UA+(12+12)UC=10\begin{cases} \left(\dfrac{1}{18} + \dfrac12 + \dfrac14\right) U_A - \dfrac12 U_C = \dfrac{10}{3} - 10 \\[2mm] -\dfrac12 U_A + \left(\dfrac12 + \dfrac12\right) U_C = 10 \end{cases}

L'autoconduttanza di A, con denominatore 36: 2+18+936=2936\frac{2 + 18 + 9}{36} = \frac{29}{36}. Il termine noto: 103−10=−203\frac{10}{3} - 10 = -\frac{20}{3}.

3. Risoluzione

Dalla seconda: UC=10+UA2U_C = 10 + \dfrac{U_A}{2}. Nella prima:

2936UA−12(10+UA2)=−203⟹(2936−936)UA=−203+5=−53\frac{29}{36} U_A - \frac12\left(10 + \frac{U_A}{2}\right) = -\frac{20}{3} \quad\Longrightarrow\quad \left(\frac{29}{36} - \frac{9}{36}\right) U_A = -\frac{20}{3} + 5 = -\frac53

2036UA=−53⟹UA=−53⋅3620=−3 V,UC=10−1,5=8,5 V\frac{20}{36} U_A = -\frac53 \quad\Longrightarrow\quad \boxed{U_A = -\frac53 \cdot \frac{36}{20} = -3\ \mathrm V}, \qquad \boxed{U_C = 10 - 1{,}5 = 8{,}5\ \mathrm V}

4. Verifica sulla rete originale

  • Ramo EE–R1R_1: la corrente che sale verso A è E−(UA−UB)R1=60+318=3,5 A\dfrac{E - (U_A - U_B)}{R_1} = \dfrac{60 + 3}{18} = 3{,}5\ \mathrm A.
  • R4R_4: da A a B passa UA/R4=−0,75 AU_A/R_4 = -0{,}75\ \mathrm A, cioè 0,75 A0{,}75\ \mathrm A da B ad A.
  • R2R_2: da A a C passa (UA−UC)/R2=−5,75 A(U_A - U_C)/R_2 = -5{,}75\ \mathrm A, cioè 5,75 A5{,}75\ \mathrm A da C ad A.

LKC in A (entranti = uscenti): entrano 3,53{,}5 (dal ramo EE), 0,750{,}75 (da R4R_4), 5,755{,}75 (da R2R_2), totale 10 A10\ \mathrm A; esce J=10 AJ = 10\ \mathrm A ✓.

Il potenziale di A è negativoIl GIC J estrae 10 A dal nodo A, più di quanto il ramo con E riesca a fornire: il potenziale di A scende sotto quello di B. anche se l'unico GIT ha il ++ verso A.

Teoria collegata