Della rete a destra della porta AB determinare Req e la corrente di cortocircuito Icc (uscente dal morsetto A).
Per la rete completa, determinare VAB.
Figura (descritta). A sinistra della porta R3 tra A e B. A destra: il GIC J (freccia in su) e R1 tra A e B; il GIT E sul filo superiore (− verso A, + verso destra); R2 che scende sul lato destro fino a B.
Si collega un filo tra A e B (al posto di R3). Icc è la corrente che esce dalla rete di destra dal morsetto A ed entra nel filo.
Effetto del cortocircuito:R1 ha i due capi su A e su B, che ora sono lo stesso nodo: è cortocircuitato, corrente nulla.
Solo J (E in cortocircuito). Anche R2 ora va da A (attraverso il cortocircuito di E) a B: cortocircuitato. Tutta la corrente di J va nel filo:
Icc′=J=4A
Solo E (J aperto). Resta la maglia E, R2, filo di cortocircuito (R1 è cortocircuitato). La corrente esce dal + di E, scende in R2 fino a B, attraversa il filo da B ad A e rientra nel − di E: nel filo va in verso opposto a Icc.
Icc′′=−R2E=−2A
Icc=4−2=2A
Controllo con Thévenin: dall'esercizio 1.45, VAB0=10V, e VAB0/Req=10/5=2A ✓.
3. Il circuito con il carico
Equivalente di Norton: GIC Jeq=2A con la freccia verso A, in parallelo a Req=5Ω. Il verso è quello che, cortocircuitando la porta, fa uscire Jeq da A, cioè riproduce Icc.
Collegando R3, la corrente Jeq attraversa Req∥R3:
VAB=JeqReq+R3ReqR3=2⋅1025=5V
uguale al risultato ottenuto con Thévenin. Thévenin o NortonDanno sempre lo stesso risultato sul carico: si sceglie quello più comodo, per esempio Norton se il carico è in parallelo ad altri rami.: qui Norton porta a un parallelo, Thévenin a un partitore di tensione.