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Note per Studenti Esercizio 1.49 - Norton della rete dell'esercizio 1.45

Esercizio 1.49 - Norton della rete dell'esercizio 1.45

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Testo (Eserciziario, es. 1.49). Stessa rete di Esercizio 1.45 - Thévenin e partitore sul carico: J=4 AJ = 4\ \mathrm A, E=20 VE = 20\ \mathrm V, R1=R2=10 ΩR_1 = R_2 = 10\ \Omega, R3=5 ΩR_3 = 5\ \Omega.

  1. Della rete a destra della porta AB determinare ReqR_{eq} e la corrente di cortocircuito IccI_{cc} (uscente dal morsetto A).
  2. Per la rete completa, determinare VABV_{AB}.

Figura (descritta). A sinistra della porta R3R_3 tra A e B. A destra: il GIC JJ (freccia in su) e R1R_1 tra A e B; il GIT EE sul filo superiore (−- verso A, ++ verso destra); R2R_2 che scende sul lato destro fino a B.

Risultati: Req=5 ΩR_{eq} = 5\ \Omega, Jeq=Icc=2 AJ_{eq} = I_{cc} = 2\ \mathrm A, VAB=5 VV_{AB} = 5\ \mathrm V.

Teoria: Teoremi di Thévenin e di NortonUna rete resistiva lineare vista da due morsetti equivale (Thévenin) a un GIT in serie a un resistore: la f.e.m. è la tensione a vuoto v_0 e il resistore è la resistenza interna R_eq, cioè la resistenza vista dai morsetti con tutti i generatori indipendenti spenti. Equivale anche (Norton) a un GIC in parallelo a un resistore: la corrente è quella di cortocircuito i_cc e la conduttanza è G_eq = 1/R_eq. Vale R_eq = v_0 / i_cc.Teoremi di Thévenin e di Norton →.


1. Resistenza equivalente

Come nell'esercizio 1.45: Req=R1∥R2=5 ΩR_{eq} = R_1 \parallel R_2 = 5\ \Omega.

2. Corrente di cortocircuito

Si collega un filo tra A e B (al posto di R3R_3). IccI_{cc} è la corrente che esce dalla rete di destra dal morsetto A ed entra nel filo.

Effetto del cortocircuito: R1R_1 ha i due capi su A e su B, che ora sono lo stesso nodo: è cortocircuitato, corrente nulla.

Solo JJ (EE in cortocircuito). Anche R2R_2 ora va da A (attraverso il cortocircuito di EE) a B: cortocircuitato. Tutta la corrente di JJ va nel filo:

Icc′=J=4 AI'_{cc} = J = 4\ \mathrm A

Solo EE (JJ aperto). Resta la maglia EE, R2R_2, filo di cortocircuito (R1R_1 è cortocircuitato). La corrente esce dal ++ di EE, scende in R2R_2 fino a B, attraversa il filo da B ad A e rientra nel −- di EE: nel filo va in verso opposto a IccI_{cc}.

Icc′′=−ER2=−2 AI''_{cc} = -\frac{E}{R_2} = -2\ \mathrm A

Icc=4−2=2 AI_{cc} = 4 - 2 = 2\ \mathrm A

Controllo con Thévenin: dall'esercizio 1.45, VAB0=10 VV_{AB0} = 10\ \mathrm V, e VAB0/Req=10/5=2 AV_{AB0}/R_{eq} = 10/5 = 2\ \mathrm A ✓.

3. Il circuito con il carico

Equivalente di Norton: GIC Jeq=2 AJ_{eq} = 2\ \mathrm A con la freccia verso A, in parallelo a Req=5 ΩR_{eq} = 5\ \Omega. Il verso è quello che, cortocircuitando la porta, fa uscire JeqJ_{eq} da A, cioè riproduce IccI_{cc}.

Collegando R3R_3, la corrente JeqJ_{eq} attraversa Req∥R3R_{eq} \parallel R_3:

VAB=Jeq ReqR3Req+R3=2⋅2510=5 V\boxed{V_{AB} = J_{eq}\, \frac{R_{eq} R_3}{R_{eq} + R_3} = 2 \cdot \frac{25}{10} = 5\ \mathrm V}

uguale al risultato ottenuto con Thévenin. Thévenin o NortonDanno sempre lo stesso risultato sul carico: si sceglie quello più comodo, per esempio Norton se il carico è in parallelo ad altri rami.: qui Norton porta a un parallelo, Thévenin a un partitore di tensione.

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