Principio di sovrapposizione degli effetti
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Dispensa, paragrafo 10.6. Conseguenza della linearità del sistema di equazioni visto in Analisi nodale (metodo dei potenziali ai nodi)Si sceglie un nodo di riferimento (potenziale zero) e si prendono come incognite gli n−1 potenziali degli altri nodi; ogni tensione è una differenza di potenziali, quindi le LKT sono automatiche. Si scrive la LKC su ogni nodo non di riferimento, per ispezione: autoconduttanza × potenziale del nodo − Σ mutue conduttanze × potenziali vicini = somma delle correnti dei GIC entranti. Ogni GIT senza resistore in serie aggiunge un'incognita (la sua corrente) e un'equazione (u_+ − u_− = e): è l'analisi nodale modificata (MNA).Analisi nodale (metodo dei potenziali ai nodi) →. È lo strumento con cui si dimostrano i Teoremi di Thévenin e di NortonUna rete resistiva lineare vista da due morsetti equivale (Thévenin) a un GIT in serie a un resistore: la f.e.m. è la tensione a vuoto v_0 e il resistore è la resistenza interna R_eq, cioè la resistenza vista dai morsetti con tutti i generatori indipendenti spenti. Equivale anche (Norton) a un GIC in parallelo a un resistore: la corrente è quella di cortocircuito i_cc e la conduttanza è G_eq = 1/R_eq. Vale R_eq = v_0 / i_cc.Teoremi di Thévenin e di Norton →.
Da dove viene
In una rete fatta di resistori, GIT e GIC il sistema delle equazioni è lineare:
dove contiene solo , , , , e il termine noto contiene zeri e le impresse , . Se la soluzione è unica, è invertibile e
Ogni incognita è quindi una combinazione lineare delle impresse, con coefficienti che dipendono solo dai resistori e dai collegamenti. Con GIT e GIC, per una generica tensione :
Ogni termine, per esempio , è la tensione che si avrebbe se agisse solo e tutte le altre impresse fossero zero. (I coefficienti sono adimensionali, i sono resistenze; per le correnti si hanno conduttanze e numeri puri.)
Spegnere un generatore
"Azzerare l'impressa" di un generatore vuol dire sostituirlo con il suo caso limite:
| Generatore | Spento | Perché |
|---|---|---|
| GIT () | cortocircuito | con resta per ogni |
| GIC () | circuito aperto | con resta per ogni |
I resistori restano al loro posto: si spengono solo i generatori indipendenti.
La procedura
- Si fa agire un solo generatore, spegnendo tutti gli altri, e si calcola la grandezza cercata (tensione o corrente) con i riferimenti fissati all'inizio.
- Si ripete per ogni generatore: ognuno agisce una e una sola volta.
- Si sommano i contributi, ciascuno con il suo segno.
Ogni sottorete è più semplice dell'originale, perché contiene cortocircuiti e circuiti aperti al posto dei generatori spenti: spesso si risolve con serie, parallelo e partitori, senza sistemi.
Variante: si possono far agire i generatori anche a gruppi (per esempio due insieme e il terzo da solo), purché alla fine ognuno abbia agito esattamente una volta.
Esempio
Rete della dispensa (Fig. 10.9): a sinistra un GIT ( in alto), in alto il resistore che porta al nodo N, da N scende (con verso il basso), a destra un GIC che spinge corrente verso N; tutto si richiude sul filo in basso. Si cerca .
- Agisce solo ( aperto): e in serie, .
- Agisce solo ( cortocircuitato): e in parallelo sotto il GIC, partitore di corrente .
Si leggono direttamente i coefficienti: è una conduttanza, un numero puro.
Le potenze non si sovrappongono
La potenza è un prodotto ( o ), non una funzione lineare delle impresse. Con due contributi e :
Il termine misto manca. Prima si sommano le correnti (o le tensioni), poi si calcola la potenza.
Esempio numerico: in un resistore da un generatore da solo farebbe passare e l'altro da solo nello stesso verso. La corrente vera è e la potenza , non .
Conseguenza: una rete di resistori è un resistore
Se a una rete di soli resistori si collega un unico generatore (GIT o GIC) alla porta A–B, c'è una sola impressa, e quindi la grandezza non impressa della porta è proporzionale a quella impressa. Tensione e corrente della porta sono proporzionali: la rete vista da A–B è un resistore. È la giustificazione della resistenza equivalenteUna rete di resistori passivi vista da due morsetti equivale a un unico resistore R_eq.Resistenza equivalente e trasformazione stella-triangolo →.
Quando conviene
- Pochi generatori e una rete che, con i generatori spenti, si riduce bene con serie e parallelo.
- Quando serve sapere quanto pesa ciascun generatore su una certa grandezza.
- Per calcolare la tensione a vuoto o la corrente di cortocircuito nei Teoremi di Thévenin e di NortonUna rete resistiva lineare vista da due morsetti equivale (Thévenin) a un GIT in serie a un resistore: la f.e.m. è la tensione a vuoto v_0 e il resistore è la resistenza interna R_eq, cioè la resistenza vista dai morsetti con tutti i generatori indipendenti spenti. Equivale anche (Norton) a un GIC in parallelo a un resistore: la corrente è quella di cortocircuito i_cc e la conduttanza è G_eq = 1/R_eq. Vale R_eq = v_0 / i_cc.Teoremi di Thévenin e di Norton →.
Con molti generatori conviene di solito un metodo sistematico (nodi o anelli).
Esercizi: Esercizio 1.38 - sovrapposizione con un GIT e un GIC, Esercizio 1.39 - sovrapposizione con tre generatori, Esercizio 1.40 - sovrapposizione con due GIT, Esercizio 1.41 - sovrapposizione e potenze dei generatori.
Errori comuni
- Spegnere un GIT con un circuito aperto (o un GIC con un cortocircuito): è l'errore più grave, cambia la rete.
- Cambiare i riferimenti da una sottorete all'altra: la grandezza cercata va calcolata in ogni sottorete con lo stesso riferimento, altrimenti la somma è sbagliata.
- Sommare le potenze dei singoli contributi.
- Spegnere anche i generatori pilotati (che si vedranno con i doppi bipoli): si spengono solo quelli indipendenti.