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Note per Studenti Principio di sovrapposizione degli effetti

Principio di sovrapposizione degli effetti

In questa pagina 8

Dispensa, paragrafo 10.6. Conseguenza della linearità del sistema di equazioni visto in Analisi nodale (metodo dei potenziali ai nodi)Si sceglie un nodo di riferimento (potenziale zero) e si prendono come incognite gli n−1 potenziali degli altri nodi; ogni tensione è una differenza di potenziali, quindi le LKT sono automatiche. Si scrive la LKC su ogni nodo non di riferimento, per ispezione: autoconduttanza × potenziale del nodo − Σ mutue conduttanze × potenziali vicini = somma delle correnti dei GIC entranti. Ogni GIT senza resistore in serie aggiunge un'incognita (la sua corrente) e un'equazione (u_+ − u_− = e): è l'analisi nodale modificata (MNA).Analisi nodale (metodo dei potenziali ai nodi) →. È lo strumento con cui si dimostrano i Teoremi di Thévenin e di NortonUna rete resistiva lineare vista da due morsetti equivale (Thévenin) a un GIT in serie a un resistore: la f.e.m. è la tensione a vuoto v_0 e il resistore è la resistenza interna R_eq, cioè la resistenza vista dai morsetti con tutti i generatori indipendenti spenti. Equivale anche (Norton) a un GIC in parallelo a un resistore: la corrente è quella di cortocircuito i_cc e la conduttanza è G_eq = 1/R_eq. Vale R_eq = v_0 / i_cc.Teoremi di Thévenin e di Norton →.

Da dove viene

In una rete fatta di resistori, GIT e GIC il sistema delle 2ℓ2\ell equazioni è lineare:

M[vi]=gM \begin{bmatrix} v \\ i \end{bmatrix} = g

dove MM contiene solo +1+1, 00, −1-1, −R-R, −G-G e il termine noto gg contiene zeri e le impresse eke_k, jkj_k. Se la soluzione è unica, MM è invertibile e

[vi]=M−1g\begin{bmatrix} v \\ i \end{bmatrix} = M^{-1} g

Ogni incognita è quindi una combinazione lineare delle impresse, con coefficienti che dipendono solo dai resistori e dai collegamenti. Con rr GIT e ss GIC, per una generica tensione vhv_h:

vh=αh1e1+⋯+αhrer+ρh1j1+⋯+ρhsjsv_h = \alpha_{h1} e_1 + \dots + \alpha_{hr} e_r + \rho_{h1} j_1 + \dots + \rho_{hs} j_s

Ogni termine, per esempio αh1e1\alpha_{h1} e_1, è la tensione vhv_h che si avrebbe se agisse solo e1e_1 e tutte le altre impresse fossero zero. (I coefficienti α\alpha sono adimensionali, i ρ\rho sono resistenze; per le correnti si hanno conduttanze e numeri puri.)

Spegnere un generatore

"Azzerare l'impressa" di un generatore vuol dire sostituirlo con il suo caso limite:

Generatore Spento Perché
GIT (v=ev = e) cortocircuito con e=0e = 0 resta v=0v = 0 per ogni ii
GIC (i=ji = j) circuito aperto con j=0j = 0 resta i=0i = 0 per ogni vv

I resistori restano al loro posto: si spengono solo i generatori indipendenti.

La procedura

  1. Si fa agire un solo generatore, spegnendo tutti gli altri, e si calcola la grandezza cercata (tensione o corrente) con i riferimenti fissati all'inizio.
  2. Si ripete per ogni generatore: ognuno agisce una e una sola volta.
  3. Si sommano i contributi, ciascuno con il suo segno.

Ogni sottorete è più semplice dell'originale, perché contiene cortocircuiti e circuiti aperti al posto dei generatori spenti: spesso si risolve con serie, parallelo e partitori, senza sistemi.

Variante: si possono far agire i generatori anche a gruppi (per esempio due insieme e il terzo da solo), purché alla fine ognuno abbia agito esattamente una volta.

Esempio

Rete della dispensa (Fig. 10.9): a sinistra un GIT e1e_1 (++ in alto), in alto il resistore R1R_1 che porta al nodo N, da N scende R2R_2 (con i2i_2 verso il basso), a destra un GIC j1j_1 che spinge corrente verso N; tutto si richiude sul filo in basso. Si cerca i2i_2.

  • Agisce solo e1e_1 (j1j_1 aperto): R1R_1 e R2R_2 in serie, i2′=e1R1+R2i_2' = \dfrac{e_1}{R_1 + R_2}.
  • Agisce solo j1j_1 (e1e_1 cortocircuitato): R1R_1 e R2R_2 in parallelo sotto il GIC, partitore di corrente i2′′=R1R1+R2 j1i_2'' = \dfrac{R_1}{R_1 + R_2}\, j_1.

i2=i2′+i2′′=1R1+R2 e1+R1R1+R2 j1i_2 = i_2' + i_2'' = \frac{1}{R_1 + R_2}\, e_1 + \frac{R_1}{R_1 + R_2}\, j_1

Si leggono direttamente i coefficienti: 1R1+R2\frac{1}{R_1 + R_2} è una conduttanza, R1R1+R2\frac{R_1}{R_1 + R_2} un numero puro.

Le potenze non si sovrappongono

La potenza è un prodotto (p=v ip = v\,i o R i2R\,i^2), non una funzione lineare delle impresse. Con due contributi i′i' e i′′i'':

R (i′+i′′)2=R i′2+R i′′2+2R i′i′′≠R i′2+R i′′2R\,(i' + i'')^2 = R\,i'^2 + R\,i''^2 + 2R\,i' i'' \ne R\,i'^2 + R\,i''^2

Il termine misto 2R i′i′′2R\,i'i'' manca. Prima si sommano le correnti (o le tensioni), poi si calcola la potenza.

Esempio numerico: in un resistore da 1 Ω1\ \Omega un generatore da solo farebbe passare 2 A2\ \mathrm A e l'altro da solo 3 A3\ \mathrm A nello stesso verso. La corrente vera è 5 A5\ \mathrm A e la potenza 25 W25\ \mathrm W, non 4+9=13 W4 + 9 = 13\ \mathrm W.

Conseguenza: una rete di resistori è un resistore

Se a una rete di soli resistori si collega un unico generatore (GIT o GIC) alla porta A–B, c'è una sola impressa, e quindi la grandezza non impressa della porta è proporzionale a quella impressa. Tensione e corrente della porta sono proporzionali: la rete vista da A–B è un resistore. È la giustificazione della resistenza equivalenteUna rete di resistori passivi vista da due morsetti equivale a un unico resistore R_eq.Resistenza equivalente e trasformazione stella-triangolo →.

Quando conviene

Con molti generatori conviene di solito un metodo sistematico (nodi o anelli).

Esercizi: Esercizio 1.38 - sovrapposizione con un GIT e un GIC, Esercizio 1.39 - sovrapposizione con tre generatori, Esercizio 1.40 - sovrapposizione con due GIT, Esercizio 1.41 - sovrapposizione e potenze dei generatori.

Errori comuni

  • Spegnere un GIT con un circuito aperto (o un GIC con un cortocircuito): è l'errore più grave, cambia la rete.
  • Cambiare i riferimenti da una sottorete all'altra: la grandezza cercata va calcolata in ogni sottorete con lo stesso riferimento, altrimenti la somma è sbagliata.
  • Sommare le potenze dei singoli contributi.
  • Spegnere anche i generatori pilotati (che si vedranno con i doppi bipoli): si spengono solo quelli indipendenti.

Esercizi su questo argomento

Teoria collegata