Bipoli adinamici, GIC e diodo ideale
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Capitolo 8 della dispensa del docente ("Bipoli adinamici"). Riprende i bipoli già visti in Resistore e legge di OhmPer molti materiali V = R I (legge di Ohm), con R = ρℓ/S per un cilindro; la potenza assorbita R I² diventa calore (effetto Joule), quindi il resistore con R > 0 è passivo. Il resistore ideale è il bipolo v = R i: lineare, tempo-invariante, bilaterale; i casi limite sono il cortocircuito (R = 0) e il circuito aperto (R = ∞).Resistore e legge di Ohm → e Generatori elettrici, GIT e GATUn generatore contiene un campo non conservativo che spinge le cariche; a vuoto la sua tensione è uguale alla forza elettromotrice, a carico cala di Ri·I. Il GIT (v = e per ogni i) è il modello senza perdite, il GAT (V = E − Ri I) aggiunge la resistenza interna; collegando un carico si trova il punto di lavoro.Generatori elettrici, GIT e GAT → e aggiunge quelli che mancano: il generatore ideale di corrente, l'interruttore e il diodo ideale. Serve per il capitolo successivo, Serie e parallelo di bipoliDue bipoli sono in serie se hanno un nodo in comune a cui non è collegato nient'altro: stessa corrente, le tensioni si sommano. Sono in parallelo se sono collegati alla stessa coppia di nodi: stessa tensione, le correnti si sommano. Resistori in serie: R_s = somma delle R; in parallelo: G_p = somma delle G (per due, R1R2/(R1+R2)). GIT in serie e GIC in parallelo si sommano algebricamente; GIC in serie a qualunque cosa resta un GIC, GIT in parallelo a qualunque cosa resta un GIT.Serie e parallelo di bipoli →.
Che cos'è un bipolo adinamico
Un bipolo ha una sola porta, quindi è descritto da una tensione e una corrente (vedi Bipoli, n-poli e porte elettricheUn n-polo ha n terminali: le sue correnti uscenti sommano a zero e le sue tensioni sono differenze di potenziale, quindi bastano n−1 correnti e n−1 tensioni per descriverlo. Una porta è una coppia di morsetti in cui la corrente che entra da uno esce dall'altro; un m-bipolo ha m porte e ogni n-polo si può vedere come (n−1)-bipolo.Bipoli, n-poli e porte elettriche →). Il legame tra le due dipende solo da com'è fatto il componente, non dalla rete in cui lo si inserisce.
Un bipolo si dice adinamico quando questo legame coinvolge solo i valori nello stesso istante di e :
"Adinamico" vuol dire "senza memoria": per sapere la tensione adesso basta conoscere la corrente adesso, non serve sapere che cosa è successo prima. Per questo la relazione è identica in regime stazionario e in regime variabile. Il contrario sono i bipoli dinamici (condensatore e induttore ), che compaiono più avanti nel corso: lì entra una derivata, cioè l'andamento nel tempo.
Casi particolari: l'equazione può contenere solo la tensione (GIT, cortocircuito) o solo la corrente (GIC, circuito aperto).
Caratteristica esterna e punto di lavoro
L'insieme delle coppie che soddisfano è una curva nel piano – (o –): la caratteristica esterna del bipolo. Ogni suo punto è un possibile punto di lavoro. Quale punto si realizzi davvero lo decide il resto della rete (come nell'esempio pila + lampadina di Generatori elettrici, GIT e GATUn generatore contiene un campo non conservativo che spinge le cariche; a vuoto la sua tensione è uguale alla forza elettromotrice, a carico cala di Ri·I. Il GIT (v = e per ogni i) è il modello senza perdite, il GAT (V = E − Ri I) aggiunge la resistenza interna; collegando un carico si trova il punto di lavoro.Generatori elettrici, GIT e GAT →).
Notazione: lettere maiuscole , in regime stazionario, minuscole , in regime variabile.
Riepilogo dei bipoli già visti
| Bipolo | Equazione | Caratteristica nel piano – | Attivo o passivo |
|---|---|---|---|
| resistore ideale (convenzione dell'utilizzatore) | , cioè | retta per l'origine | passivo se , attivo se |
| cortocircuito | per ogni | l'asse delle correnti | passivo () |
| circuito aperto | per ogni | l'asse delle tensioni | passivo () |
| GIT | per ogni | retta parallela all'asse delle correnti | attivo (passivo solo se ) |
Due precisazioni sul resistore:
- con la convenzione del generatore l'equazione diventa : il valore di non cambia, cambia il segno davanti perché si è girato un riferimento;
- con la convenzione dell'utilizzatore la caratteristica di un resistore passivo sta nel primo e terzo quadrante ( e hanno lo stesso segno, quindi ); quella di un resistore attivo nel secondo e quarto.
Il resistore con e costanti si chiama anche lineare tempo-invariante (LTI).
Generatore ideale di corrente (GIC)
È il "gemello" del GIT con i ruoli di tensione e corrente scambiati:
- è la corrente impressa, in ampere; può essere qualsiasi numero reale e può variare nel tempo.
- Simbolo: un cerchio con dentro una freccia. La corrente con riferimento concorde con la freccia vale ; se si sceglie il riferimento opposto vale .
- La tensione ai suoi capi non è fissata dal generatore: la decide il resto della rete. Per questo nel simbolo non serve indicare un riferimento di tensione.
- Caratteristica (con costante): una retta parallela all'asse delle tensioni, all'altezza .
Grafico interattivo: Caratteristica di un GIC con J = 3 A: la corrente vale 3 A qualunque sia la tensione (v in ascissa, i in ordinata)
Perché è attivo. Per una data corrente la tensione può essere qualunque, positiva o negativa: quindi la potenza può avere entrambi i segni, cioè il GIC può erogare potenza. Fa eccezione il caso limite : allora per ogni , che è proprio il circuito aperto (passivo).
Confronto con il GIT, per fissare le idee:
| GIT | GIC | |
|---|---|---|
| grandezza imposta | tensione | corrente |
| grandezza decisa dalla rete | corrente | tensione |
| caso limite con impressa nulla | cortocircuito () | circuito aperto () |
| invertendo il riferimento della grandezza imposta |
Errore tipico: pensare che un GIC "abbia tensione nulla" perché nessuno la specifica. La tensione ai capi di un GIC è un'incognita come le altre, e di solito è proprio quella che serve per calcolarne la potenza.
Interruttore ideale
È un bipolo adinamico tempo-variante: a un istante commuta istantaneamente da aperto a chiuso (o viceversa).
- aperto: corrente nulla per ogni tensione, si comporta come un circuito aperto;
- chiuso: tensione nulla per ogni corrente, si comporta come un cortocircuito.
Nel simbolo si scrive accanto al contatto; il disegno del contatto dice se all'istante si chiude o si apre. Servirà nei transitori, quando si studia che cosa succede a un circuito dopo una commutazione.
Diodo ideale
Bipolo tempo-invariante con due terminali distinti: l'anodo e il catodo (quello dalla parte della barretta del simbolo). I riferimenti standard sono: tensione con il sull'anodo, corrente entrante dall'anodo (quindi convenzione dell'utilizzatore).
La caratteristica è fatta di due semirette che partono dall'origine:
In parole: il diodo lascia passare corrente solo dall'anodo al catodo. Se la rete cerca di spingere corrente nel verso opposto, il diodo si apre e la tensione ai suoi capi diventa negativa.
Il diodo ideale è un interruttore automatico: invece di commutare a un istante prefissato, commuta a seconda del segno della tensione o della corrente. Non è lineare (la caratteristica è una spezzata, non una retta) e non è bilaterale (invertendo i due riferimenti si ottiene una caratteristica diversa: conta il verso in cui lo si monta).
Potenza: su entrambe le semirette uno dei due fattori è zero, quindi sempre. Il diodo ideale non dissipa.
Il diodo reale (giunzione pn)
Il diodo ideale approssima il diodo a giunzione pn, la cui caratteristica (convenzione dell'utilizzatore, sull'anodo) è
con molto piccola (nanoampere o meno), (circa a temperatura ambiente, con in kelvin) ed tra 1 e 2. Per la corrente è circa , praticamente zero; per positiva cresce in modo esponenziale. Si studia in Elettronica.
Grafico interattivo: Diodo a giunzione pn con I_S = 1e-12 A, ηV_T = 25 mV: corrente in ampere in funzione della tensione in volt
Si vede perché il modello ideale funziona: fino a circa la corrente è trascurabile, poi sale quasi in verticale. Il diodo ideale porta questo "gomito" nell'origine.
Bipoli controllati in tensione o in corrente
Data l'equazione :
- il bipolo è controllato in corrente se per ogni corrente ammissibile c'è una e una sola tensione. Allora si può scrivere : la corrente "comanda" la tensione;
- il bipolo è controllato in tensione se per ogni tensione ammissibile c'è una e una sola corrente. Allora si può scrivere ;
- se valgono entrambe, le due funzioni sono una l'inversa dell'altra: .
Come si riconosce sul grafico. Si disegna la caratteristica con in ascissa e in ordinata. È controllato in corrente se ogni retta verticale ( fissata) taglia la curva in un solo punto. È controllato in tensione se ogni retta orizzontale ( fissata) la taglia in un solo punto.
| Bipolo | Controllato in corrente? | Controllato in tensione? | Perché |
|---|---|---|---|
| resistore ideale (, ) | sì | sì | e |
| GIT, cortocircuito | sì | no | data c'è una sola (); data la corrente può essere qualunque |
| GIC, circuito aperto | no | sì | data c'è una sola (); data la tensione può essere qualunque |
| diodo ideale | no | no | per ci sono infinite ; per infinite |
| diodo a giunzione pn | sì | sì | l'esponenziale è strettamente crescente, quindi invertibile |
Questa classificazione serve subito: la serie di bipoli controllati in corrente si tratta sommando le tensioni a parità di corrente, il parallelo di bipoli controllati in tensione sommando le correnti a parità di tensione (vedi Serie e parallelo di bipoliDue bipoli sono in serie se hanno un nodo in comune a cui non è collegato nient'altro: stessa corrente, le tensioni si sommano. Sono in parallelo se sono collegati alla stessa coppia di nodi: stessa tensione, le correnti si sommano. Resistori in serie: R_s = somma delle R; in parallelo: G_p = somma delle G (per due, R1R2/(R1+R2)). GIT in serie e GIC in parallelo si sommano algebricamente; GIC in serie a qualunque cosa resta un GIC, GIT in parallelo a qualunque cosa resta un GIT.Serie e parallelo di bipoli →).
Errori comuni
- Dare al GIC una tensione nulla o al GIT una corrente nulla: la grandezza non imposta è decisa dalla rete.
- Confondere il caso limite: il GIT spento () è un cortocircuito, il GIC spento () è un circuito aperto. Scambiarli cambia completamente la rete (servirà nella sovrapposizione degli effettiSi calcola l'effetto di un generatore alla volta, spegnendo gli altri: i GIT spenti diventano cortocircuiti, i GIC spenti circuiti aperti.).
- Montare il diodo al contrario: il verso conta, la corrente può entrare solo dall'anodo.
- Credere che un bipolo controllato in corrente sia anche controllato in tensione: il GIT è il controesempio.