Salta al contenuto
Note per Studenti Esercizio 1.57 - potenziali di nodo con due GIT

Esercizio 1.57 - potenziali di nodo con due GIT

In questa pagina 3

Testo (Eserciziario, es. 1.57). Rete a regime stazionario con J=7 AJ = 7\ \mathrm A, E1=100 VE_1 = 100\ \mathrm V, E2=120 VE_2 = 120\ \mathrm V, R1=20 ΩR_1 = 20\ \Omega, R2=40 ΩR_2 = 40\ \Omega, R3=40 ΩR_3 = 40\ \Omega. Prendendo il nodo B come riferimento, determinare UAU_A e UCU_C.

Figura (descritta). Filo in alto = A, filo in basso = B, nodo C a metà altezza al centro.

Bipolo Tra i nodi Note
R1R_1 + E1E_1 A – B ramo a sinistra: R1R_1 in alto, E1E_1 in basso con il −- in alto e il ++ verso B
R2R_2 A – C verticale al centro, in alto
JJ A → C freccia in giù (verso C)
E2E_2 C – B verticale al centro, in basso, ++ verso C
R3R_3 A – B lato destro

Risultati: UA=−90 VU_A = -90\ \mathrm V, UC=120 VU_C = 120\ \mathrm V.

Teoria: Analisi nodale (metodo dei potenziali ai nodi)Si sceglie un nodo di riferimento (potenziale zero) e si prendono come incognite gli n−1 potenziali degli altri nodi; ogni tensione è una differenza di potenziali, quindi le LKT sono automatiche. Si scrive la LKC su ogni nodo non di riferimento, per ispezione: autoconduttanza × potenziale del nodo − Σ mutue conduttanze × potenziali vicini = somma delle correnti dei GIC entranti. Ogni GIT senza resistore in serie aggiunge un'incognita (la sua corrente) e un'equazione (u_+ − u_− = e): è l'analisi nodale modificata (MNA).Analisi nodale (metodo dei potenziali ai nodi) →.


1. Preparazione

  • Ramo E1E_1–R1R_1 →\to GIC Jp=E1/R1=5 AJ_p = E_1/R_1 = 5\ \mathrm A con la freccia verso il ++ di E1E_1, cioè verso B (esce da A), in parallelo a Rp=20 ΩR_p = 20\ \Omega.
  • E2E_2 non ha resistori in serie: MNA, con la sua corrente IE2I_{E2} (uscente dal ++, quindi entrante in C) come incognita. Ma un suo morsetto è il riferimento: l'equazione del GIT dà subito UC−UB=E2⟹UC=120 VU_C - U_B = E_2 \quad\Longrightarrow\quad U_C = 120\ \mathrm V

2. L'equazione del nodo A

Resistori collegati ad A: RpR_p, R2R_2, R3R_3; mutua conduttanza con C: 1/R21/R_2; GIC: JpJ_p esce, JJ esce.

(120+140+140)UA−140UC=−Jp−J=−12\left(\frac{1}{20} + \frac{1}{40} + \frac{1}{40}\right) U_A - \frac{1}{40} U_C = -J_p - J = -12

Con UC=120U_C = 120:

0,1 UA−3=−12⟹UA=−90 V0{,}1\, U_A - 3 = -12 \quad\Longrightarrow\quad \boxed{U_A = -90\ \mathrm V}

3. (In più) La corrente di E2E_2

Nodo C: 140UC−140UA=J+IE2\dfrac{1}{40} U_C - \dfrac{1}{40} U_A = J + I_{E2}, cioè 3+2,25=7+IE23 + 2{,}25 = 7 + I_{E2}, quindi IE2=−1,75 AI_{E2} = -1{,}75\ \mathrm A. Negativa: la corrente entra dal ++ di E2E_2, che quindi assorbe potenzaCon la convenzione del generatore la potenza uscente è E2·I_E2 = 120·(−1,75) = −210 W: il GIT assorbe 210 W..

Verifica in A. Dal ramo E1E_1: la corrente che va da A verso B attraverso R1R_1 ed E1E_1 è UA−UB+E1R1=−90+10020=0,5 A\dfrac{U_A - U_B + E_1}{R_1} = \dfrac{-90 + 100}{20} = 0{,}5\ \mathrm A (percorrendo da A a B si incontra E1E_1 dal −- al ++, che "aiuta"). Da R3R_3: UA/R3=−2,25U_A/R_3 = -2{,}25, cioè 2,25 A2{,}25\ \mathrm A entrano in A. Da R2R_2: (UA−UC)/R2=−5,25(U_A - U_C)/R_2 = -5{,}25, cioè 5,25 A5{,}25\ \mathrm A entrano in A. Escono J=7J = 7 e 0,50{,}5: 7,5=2,25+5,257{,}5 = 2{,}25 + 5{,}25 ✓.

Teoria collegata