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Note per Studenti Metodo delle correnti di anello

Metodo delle correnti di anello

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Dispensa, paragrafi 10.4 e 10.5. È il duale dell'Analisi nodale (metodo dei potenziali ai nodi)Si sceglie un nodo di riferimento (potenziale zero) e si prendono come incognite gli n−1 potenziali degli altri nodi; ogni tensione è una differenza di potenziali, quindi le LKT sono automatiche. Si scrive la LKC su ogni nodo non di riferimento, per ispezione: autoconduttanza × potenziale del nodo − Σ mutue conduttanze × potenziali vicini = somma delle correnti dei GIC entranti. Ogni GIT senza resistore in serie aggiunge un'incognita (la sua corrente) e un'equazione (u_+ − u_− = e): è l'analisi nodale modificata (MNA).Analisi nodale (metodo dei potenziali ai nodi) →: lì si usano potenziali e si scrivono LKC, qui si usano correnti di anello e si scrivono LKT. Si applica a reti con grafo piano (disegnabili senza incroci), dove gli anelli sono le "finestre" del disegno (vedi Grafo di una rete ed equazioni indipendentiIl grafo di una rete tiene solo i collegamenti (nodi e lati). Scelto un albero (n−1 lati, connesso, senza maglie), ogni lato di coalbero dà una LKT indipendente e ogni lato d'albero una LKC indipendente: in totale ℓ − n + 1 LKT e n − 1 LKC, che con le ℓ equazioni dei bipoli fanno 2ℓ equazioni per 2ℓ incognite.Grafo di una rete ed equazioni indipendenti →).

Le correnti di anello

Una corrente di anello è una corrente fittizia che percorre tutti i lati di un anello e solo quelli, richiudendosi su sé stessa. Se ne prende una per ogni anello: sono m=ℓ−n+1m = \ell - n + 1. Per semplicità si orientano tutte nello stesso verso (tutte orarie, oppure tutte antiorarie).

La corrente vera di ogni lato si ottiene sommando le correnti di anello che lo attraversano:

  • lato di un solo anello (sul bordo esterno): ih=± iAri_h = \pm\, i_{Ar};
  • lato in comune tra due anelli adiacenti: ih=± (iAr−iAs)i_h = \pm\,(i_{Ar} - i_{As}). Con tutte le correnti nello stesso verso, due anelli vicini percorrono il lato comune in versi opposti: per questo compare una differenza.

Il segno è ++ se il riferimento di ihi_h è concorde con iAri_{Ar}, −- altrimenti.

Perché le LKC sono automatiche. Ogni corrente di anello entra in un nodo e ne riesce (si richiude su sé stessa), quindi dà contributo nullo a ogni LKC. Esempio: con i1=iA1i_1 = i_{A1}, i2=iA1−iA2i_2 = i_{A1} - i_{A2}, i3=iA2i_3 = i_{A2}, la LKC i1−i2−i3=0i_1 - i_2 - i_3 = 0 diventa iA1−iA1+iA2−iA2=0i_{A1} - i_{A1} + i_{A2} - i_{A2} = 0, vera qualunque siano le correnti di anello.

Restano da imporre solo le LKT sugli mm anelli: tante quante le incognite.

Sistema completo Analisi nodale Correnti di anello
incognite 2ℓ2\ell n−1n - 1 potenziali ℓ−n+1\ell - n + 1 correnti di anello
equazioni imposte tutte LKC LKT

Conviene il metodo con meno incognite: reti con pochi nodi e molti lati ⇒\Rightarrow analisi nodale; reti con pochi anelli ⇒\Rightarrow correnti di anello.

Il metodo su un esempio (solo resistori e GIT)

Rete di Esercizio 1.36 - correnti di anello con due GIT: tre anelli affiancati, correnti iA1i_{A1}, iA2i_{A2}, iA3i_{A3} tutte orarie.

1. LKT su ogni anello, percorso nel verso della sua corrente, con il ++ per le tensioni attraversate dal ++ al −-;

2. tensioni dei resistori come R⋅iR \cdot i e f.e.m. dei GIT a destra;

3. correnti di lato come combinazioni delle correnti di anello. Il risultato, riordinato, è

{(R4+R5) iA1−R4 iA2=−e2−R4 iA1+(R1+R3+R4) iA2−R1 iA3=0−R1 iA2+(R1+R2) iA3=−e1\begin{cases} (R_4 + R_5)\, i_{A1} - R_4\, i_{A2} = -e_2 \\ -R_4\, i_{A1} + (R_1 + R_3 + R_4)\, i_{A2} - R_1\, i_{A3} = 0 \\ -R_1\, i_{A2} + (R_1 + R_2)\, i_{A3} = -e_1 \end{cases}

La regola pratica (scrittura per ispezione)

Per l'anello hh, con tutte le correnti di anello nello stesso verso:

  Rhh iAh−∑k≠hRhk iAk=eh  \boxed{\;R_{hh}\, i_{Ah} - \sum_{k \ne h} R_{hk}\, i_{Ak} = e_h\;}

  • autoresistenza RhhR_{hh}: somma di tutte le resistenze dell'anello hh;
  • mutua resistenza RhkR_{hk}: resistenza del lato (o dei lati) in comune tra gli anelli hh e kk;
  • tensione impressa di anello ehe_h: somma algebrica delle f.e.m. dei GIT dell'anello, con il ++ se, percorrendo l'anello nel verso di iAhi_{Ah}, si attraversa il GIT dal −- al ++ (il GIT "spinge" nel verso della corrente di anello), con il −- altrimenti.

Da dove viene. RhhiAh−∑RhkiAkR_{hh} i_{Ah} - \sum R_{hk} i_{Ak} è la somma delle cadute di tensione sui resistori dell'anello: su un lato in comune la corrente vera è iAh−iAki_{Ah} - i_{Ak}. A destra ci sono le f.e.m. che spingono nel verso di percorrenza. È la LKT: "cadute sui resistori = f.e.m. dei generatori".

La matrice di resistenza di anello R~\tilde R è simmetrica, come la matrice di conduttanza dell'analisi nodale.

Invertire il verso di tutte le correnti di anello (da orario ad antiorario) lascia invariato il primo membro e cambia segno ai termini noti: le correnti di anello cambiano segno, ma le correnti di lato tornano uguali.

Semplificare prima: i resistori in serie si sommano subito; un parallelo va ridotto prima, perché crea un anello in più. Un ramo "GIC in parallelo a R" si trasforma in "GIT in serie a R".

Metodo modificato: reti con GIC

Un GIC senza resistore in parallelo ha tensione non esprimibile come R⋅iR \cdot i. Come nella MNA, ma con i ruoli scambiati:

  1. per ogni GIC si introduce come incognita in più la sua tensione vjv_j;
  2. nelle LKT si tratta il GIC come se fosse un GIT di f.e.m. vjv_j (con la stessa regola dei segni);
  3. per ogni GIC si aggiunge l'equazione j=j = (combinazione delle correnti di anello che lo attraversano).

Il caso facile. Se il GIC sta su un lato esterno (di un solo anello), quella corrente di anello è nota subito: iAr=±ji_{Ar} = \pm j. L'equazione di quell'anello serve solo, alla fine, a trovare vjv_j (Esercizio 1.34 - correnti di anello con un GIC, Esercizio 1.35 - correnti di anello, GIC in parallelo a un resistore).

Il caso con GIC interno (tra due anelli): j=±(iAr−iAs)j = \pm(i_{Ar} - i_{As}). Sommando le equazioni dei due anelli, vjv_j si cancella (è la LKT sulla maglia che contorna entrambi gli anelli evitando il GIC). Svolto in Esercizio 1.37 - correnti di anello modificato con due GIC.

Errori comuni

  • Orientare le correnti di anello in versi diversi: la regola pratica (segno −- davanti a tutte le mutue resistenze) vale solo con tutte le correnti nello stesso verso.
  • Segno della f.e.m.: ++ quando si va dal −- al ++ del GIT nel verso della corrente di anello.
  • Confondere corrente di anello e corrente di lato sui lati in comune: la corrente vera è la differenza.
  • Usare il metodo su una rete non piana: gli anelli non sono definiti; si usano le maglie fondamentali o l'analisi nodale.

Esercizi su questo argomento

Teoria collegata