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Note per Studenti Esercizio 1.53 - Thévenin e amperometro

Esercizio 1.53 - Thévenin e amperometro

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Testo (Eserciziario, es. 1.53). Rete a regime stazionario con J=6 AJ = 6\ \mathrm A, E=270 VE = 270\ \mathrm V, R1=20 ΩR_1 = 20\ \Omega, R2=30 ΩR_2 = 30\ \Omega, R3=10 ΩR_3 = 10\ \Omega, R4=60 ΩR_4 = 60\ \Omega, R5=30 ΩR_5 = 30\ \Omega.

  1. Della rete a sinistra della porta AB determinare ReqR_{eq} e la tensione a vuoto VAB0V_{AB0} (con il ++ su A).
  2. Per la rete completa, determinare il valore IAI_A misurato dall'amperometro ideale.

Figura (descritta). Filo in basso = B; nodo T = filo in alto a sinistra.

Bipolo Tra i nodi Note
R1R_1 + EE T – B ramo verticale: R1R_1 in alto, EE in basso con il −- in alto e il ++ verso B
R2R_2 + JJ T – B ramo verticale: R2R_2 in alto, JJ in basso con la freccia in su
R3R_3 T – A in alto
R4R_4 A – B verticale
R5R_5 + amperometro A – B fuori dal riquadro: R5R_5 in alto, amperometro sotto con il −- in alto e il ++ in basso

Risultati: Req=20 ΩR_{eq} = 20\ \Omega, VAB0=−100 VV_{AB0} = -100\ \mathrm V, IA=2 AI_A = 2\ \mathrm A.

Teoria: Teoremi di Thévenin e di NortonUna rete resistiva lineare vista da due morsetti equivale (Thévenin) a un GIT in serie a un resistore: la f.e.m. è la tensione a vuoto v_0 e il resistore è la resistenza interna R_eq, cioè la resistenza vista dai morsetti con tutti i generatori indipendenti spenti. Equivale anche (Norton) a un GIC in parallelo a un resistore: la corrente è quella di cortocircuito i_cc e la conduttanza è G_eq = 1/R_eq. Vale R_eq = v_0 / i_cc.Teoremi di Thévenin e di Norton →.


1. Resistenza equivalente

Generatori spenti: EE cortocircuito, JJ aperto. Il ramo R2R_2–JJ diventa un'interruzione e sparisce (R2R_2 è in serie a un circuito aperto). Il ramo R1R_1–EE diventa solo R1R_1, tra T e B. Da A: R4R_4 verso B, in parallelo a R3+R1R_3 + R_1:

Req=R4∥(R3+R1)=60⋅3090=20 ΩR_{eq} = R_4 \parallel (R_3 + R_1) = \frac{60 \cdot 30}{90} = 20\ \Omega

2. Tensione a vuoto (sovrapposizione)

Solo EE (JJ aperto). Maglia EE, R1R_1, R3R_3, R4R_4. Il ++ di EE è verso B: la corrente esce in B, sale in R4R_4 da B ad A, passa in R3R_3 e R1R_1 e rientra nel −-:

VAB0′=−E R4R1+R3+R4=−270⋅6090=−180 VV'_{AB0} = -E\, \frac{R_4}{R_1 + R_3 + R_4} = -270 \cdot \frac{60}{90} = -180\ \mathrm V

Solo JJ (EE in cortocircuito). JJ porta 6 A6\ \mathrm A in T (attraverso R2R_2, che è in serie e non cambia la corrente). Da T la corrente torna a B per due vie: R1R_1 (20 Ω20\ \Omega) oppure R3+R4R_3 + R_4 (70 Ω70\ \Omega). Nel ramo R3R_3–R4R_4:

I′′=J R1R1+R3+R4=6⋅2090=43 A,VAB0′′=R4I′′=80 VI'' = J\, \frac{R_1}{R_1 + R_3 + R_4} = 6 \cdot \frac{20}{90} = \frac43\ \mathrm A, \qquad V''_{AB0} = R_4 I'' = 80\ \mathrm V

VAB0=−180+80=−100 VV_{AB0} = -180 + 80 = -100\ \mathrm V

3. L'amperometro

L'amperometro è un cortocircuito: fuori dalla porta resta solo R5R_5 tra A e B. Con l'equivalente di Thévenin (−100 V-100\ \mathrm V con il ++ su A, cioè 100 V100\ \mathrm V con il ++ su B, in serie a 20 Ω20\ \Omega):

  • la corrente nel ramo esterno, da A verso B attraverso R5R_5, vale VAB0Req+R5=−10050=−2 A\dfrac{V_{AB0}}{R_{eq} + R_5} = \dfrac{-100}{50} = -2\ \mathrm A;
  • cioè 2 A2\ \mathrm A scorrono da B verso A nel ramo esterno, quindi nell'amperometro dal basso verso l'alto.

L'amperometro misura dal suo ++ (in basso) al suo −- (in alto): stesso verso.

IA=2 A\boxed{I_A = 2\ \mathrm A}

R2 non contaÈ in serie al GIC J: la corrente del ramo è comunque J, e verso il resto della rete il ramo si comporta come il solo GIC. in nessuno dei passaggi: serve solo a confondere.

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