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Note per Studenti Esercizio 1.44 - equivalente di Thévenin per trasformazioni

Esercizio 1.44 - equivalente di Thévenin per trasformazioni

Testo (Eserciziario, es. 1.44). Rete in regime stazionario con tre resistori e un GIT: R1=20 ΩR_1 = 20\ \Omega, R2=45 ΩR_2 = 45\ \Omega, R3=60 ΩR_3 = 60\ \Omega, E=120 VE = 120\ \mathrm V. Determinare ReqR_{eq} ed EeqE_{eq} del generatore di Thévenin equivalente ai morsetti AB.

Figura (descritta). A sinistra il GIT EE (++ in alto); in alto R1R_1 porta al nodo M; da M scende R3R_3 fino al filo in basso; da M R2R_2 va verso destra fino al morsetto A. Il filo in basso arriva al morsetto B.

     R1        R2
  ┌─/\/\/─●─/\/\/──● A
 (+)      │
  E       R3
 (−)      │
  └───────●────────● B

Risultati: Req=60 ΩR_{eq} = 60\ \Omega, Eeq=90 VE_{eq} = 90\ \mathrm V.

Teoria: Teoremi di Thévenin e di NortonUna rete resistiva lineare vista da due morsetti equivale (Thévenin) a un GIT in serie a un resistore: la f.e.m. è la tensione a vuoto v_0 e il resistore è la resistenza interna R_eq, cioè la resistenza vista dai morsetti con tutti i generatori indipendenti spenti. Equivale anche (Norton) a un GIC in parallelo a un resistore: la corrente è quella di cortocircuito i_cc e la conduttanza è G_eq = 1/R_eq. Vale R_eq = v_0 / i_cc.Teoremi di Thévenin e di Norton →, Equivalenza tra generatore reale di tensione e di correnteUn GIT e in serie a un resistore R_s ha la stessa caratteristica di un GIC j in parallelo a una conduttanza G_p se G_p = 1/R_s e j = e/R_s (viceversa e = j/G_p = j·R). Il verso conta: la freccia del GIC punta verso il morsetto + del GIT. L'equivalenza vale solo verso l'esterno e non esiste per il GIT da solo (R_s = 0) né per il GIC da solo (G_p = 0).Equivalenza tra generatore reale di tensione e di corrente →.


Metodo 1: catena di trasformazioni (come nell'Eserciziario)

Passo 1: EE–R1R_1 diventa un generatore di corrente. EE in serie a R1R_1 è un generatore reale di tensione; il suo equivalente parallelo ha

J=ER1=12020=6 A (freccia verso M),R1′=R1=20 Ω (in parallelo)J = \frac{E}{R_1} = \frac{120}{20} = 6\ \mathrm A \ (\text{freccia verso M}), \qquad R'_1 = R_1 = 20\ \Omega \ (\text{in parallelo})

Passo 2: due resistori in parallelo. Ora R1′R'_1 e R3R_3 sono entrambi tra M e il filo in basso:

Rp=20⋅6080=15 ΩR_p = \frac{20 \cdot 60}{80} = 15\ \Omega

Passo 3: si torna a un generatore di tensione. JJ in parallelo a RpR_p diventa

Es=JRp=6⋅15=90 V (+ verso M),Rs=15 Ω (in serie)E_s = J R_p = 6 \cdot 15 = 90\ \mathrm V \ (+ \text{ verso M}), \qquad R_s = 15\ \Omega \ (\text{in serie})

Passo 4: serie finale. RsR_s e R2R_2 sono in serie tra il GIT e il morsetto A:

Req=15+45=60 Ω,Eeq=90 V (+ verso A)\boxed{R_{eq} = 15 + 45 = 60\ \Omega, \qquad E_{eq} = 90\ \mathrm V \ (+ \text{ verso A})}

Metodo 2: definizioni del teorema

Resistenza interna. Si spegne EE (cortocircuito): R1R_1 e R3R_3 finiscono in parallelo tra M e B, e R2R_2 è in serie:

Req=R2+R1∥R3=45+15=60 ΩR_{eq} = R_2 + R_1 \parallel R_3 = 45 + 15 = 60\ \Omega

Tensione a vuoto. Con A e B aperti, in R2R_2 non passa corrente e quindi UA=UMU_A = U_M. La tensione in M si ottiene con il partitore di tensione su R3R_3:

v0=E R3R1+R3=120⋅6080=90 Vv_0 = E\, \frac{R_3}{R_1 + R_3} = 120 \cdot \frac{60}{80} = 90\ \mathrm V

Stesso risultato. A vuoto R2 non contaSenza corrente alla porta, R2 non ha corrente e quindi nemmeno tensione: non entra nel calcolo di v_0, ma entra nella resistenza interna. per la tensione, ma conta per la resistenza.

Controllo con la corrente di cortocircuito. Con A e B in cortocircuito, R2R_2 è in parallelo a R3R_3: 45∥60=2700105=1807 Ω45 \parallel 60 = \frac{2700}{105} = \frac{180}{7}\ \Omega. Corrente da EE: 12020+180/7=120⋅7320=218 A\dfrac{120}{20 + 180/7} = \dfrac{120 \cdot 7}{320} = \dfrac{21}{8}\ \mathrm A; in R2R_2 (partitore) 218⋅60105=1,5 A\dfrac{21}{8} \cdot \dfrac{60}{105} = 1{,}5\ \mathrm A. E infatti v0/icc=90/1,5=60 Ωv_0 / i_{cc} = 90 / 1{,}5 = 60\ \Omega ✓.

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