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Note per Studenti Esercizio 3.18 - potenziali ai nodi con un condensatore in serie al GIC

Esercizio 3.18 - potenziali ai nodi con un condensatore in serie al GIC

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Testo (Eserciziario, es. 3.18). Stessa rete dell'Esercizio 3.14 - sovrapposizione con un condensatore in serie al GIC (R=10 ΩR = 10\ \Omega, L=10 mHL = 10\ \mathrm{mH}, C=50 μFC = 50\ \mu\mathrm F, e(t)=502cos⁡(2000t+π2)e(t) = 50\sqrt2\cos(2000t + \frac{\pi}{2}), j(t)=4cos⁡(2000t−π4)j(t) = 4\cos(2000t - \frac{\pi}{4})): calcolare QLQ_L con i potenziali ai nodi.

Figura (descritta). A sinistra il GIC (freccia in giù, dal nodo P al riferimento); CC tra P e M sul filo in alto; LL tra M e il riferimento; RR e il GIT (−- in alto, ++ in basso) in serie tra M e il riferimento.

Risultato: QL=52 VARQ_L = 52\ \mathrm{VAR}.

Teoria: Analisi nodale (metodo dei potenziali ai nodi)Si sceglie un nodo di riferimento (potenziale zero) e si prendono come incognite gli n−1 potenziali degli altri nodi; ogni tensione è una differenza di potenziali, quindi le LKT sono automatiche. Si scrive la LKC su ogni nodo non di riferimento, per ispezione: autoconduttanza × potenziale del nodo − Σ mutue conduttanze × potenziali vicini = somma delle correnti dei GIC entranti. Ogni GIT senza resistore in serie aggiunge un'incognita (la sua corrente) e un'equazione (u_+ − u_− = e): è l'analisi nodale modificata (MNA).Analisi nodale (metodo dei potenziali ai nodi) →, Reti in regime sinusoidale (metodo simbolico)Metodo simbolico: (1) si scrivono tutte le sinusoidi in coseno (o tutte in seno) e se ne calcolano i fasori; (2) ogni bipolo passivo diventa un'impedenza (R, jωL, -j/ωC); (3) si risolve la rete simbolica con i metodi delle reti resistive (serie e parallelo, partitori, nodi, anelli, sovrapposizione, Thévenin e Norton), facendo i conti con i numeri complessi; (4) si torna alle sinusoidi. Serie: Ż = ΣŻk; parallelo: Ẏ = ΣẎk. Ogni impedenza equivale a una sintesi serie (R + L o R + C) o parallelo. Si conservano le potenze complessa, attiva e reattiva.Reti in regime sinusoidale (metodo simbolico) →.


1. Ramo GIT–R trasformato

Il ramo destro (GIT con il ++ verso il riferimento, in serie a RR) equivale a un GIC Eˉ/R\bar E / R in parallelo a RR, con la freccia verso il ++ del GIT, cioè verso il riferimento (la corrente esce da M): Eˉ/R=j5\bar E / R = j5 uscente da M.

2. Equazioni

Nodi P e M, riferimento in basso.

  • Nodo P: escono Jˉ\bar J (GIC verso il basso) e la corrente in CC verso M:  Jˉ+Y˙C(UˉP−UˉM)=0\ \bar J + \dot Y_C(\bar U_P - \bar U_M) = 0. Quindi in CC, da M verso P, passa esattamente Jˉ\bar J.
  • Nodo M: escono la corrente verso P (Jˉ\bar J, appena trovata), quella in LL, quella in RR e il GIC equivalente:

Jˉ+Y˙L UˉM+G UˉM+EˉR=0\bar J + \dot Y_L\, \bar U_M + G\, \bar U_M + \frac{\bar E}{R} = 0

Si vede di nuovo che Y˙C\dot Y_C sparisce dall'equazione di M: il condensatore in serie al GIC non conta.

3. Soluzione

Y˙L+G=−j0,05+0,1\dot Y_L + G = -j0{,}05 + 0{,}1; termine noto −Jˉ−EˉR=−(2−j2)−j5=−2−j3-\bar J - \frac{\bar E}{R} = -(2 - j2) - j5 = -2 - j3:

UˉM=−2−j30,1−j0,05=(−2−j3)(0,1+j0,05)0,0125=−0,05−j0,40,0125=−4−j32 V\bar U_M = \frac{-2 - j3}{0{,}1 - j0{,}05} = \frac{(-2 - j3)(0{,}1 + j0{,}05)}{0{,}0125} = \frac{-0{,}05 - j0{,}4}{0{,}0125} = -4 - j32\ \mathrm V

Il prodotto al numeratore(-2)(0,1) = -0,2; (-2)(j0,05) = -j0,1; (-j3)(0,1) = -j0,3; (-j3)(j0,05) = +0,15. Totale -0,05 - j0,4..

IˉL=UˉMj20=(−4−j32)(−j)20=−32+j420=−1,6+j0,2\bar I_L = \frac{\bar U_M}{j20} = \frac{(-4 - j32)(-j)}{20} = \frac{-32 + j4}{20} = -1{,}6 + j0{,}2

QL=XL IL2=20⋅2,6=52 VAR\boxed{Q_L = X_L\, I_L^2 = 20 \cdot 2{,}6 = 52\ \mathrm{VAR}}

Controllo con la tensione su LL: QL=UM2XL=16+102420=52 VARQ_L = \frac{U_M^2}{X_L} = \frac{16 + 1024}{20} = 52\ \mathrm{VAR} ✓.

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